PROCEDURA E DIRITTO CIVILE

Opposizione a decreto ingiuntivo e mancato esperimento della mediazione obbligatoria nel termine assegnato: idee poche e confuse

Cassazione civile, Sez. III, Sentenza 22 marzo 2021, n. 8015. Pres. Amendola, Estensore Cricenti Procedimento monitorio – Opposizione a decreto ingiuntivo – Procedura di mediazione – Mancato esperimento della procedura di mediazione – Art. 5 d. lgs. 28/2010 – Improcedibilità CASO Su istanza di Banca Alfa S.p.a. il Tribunale emetteva un decreto ingiuntivo contro Tizio e Caio, che spiegavano opposizione. Nel corso dell’opposizione, il giudice di prime cure pronunciava i provvedimenti sulla provvisoria esecuzione e concedeva termine per l’attivazione della procedura di mediazione. Nessuna delle due parti provvedeva all’instaurazione della suddetta procedura. Pertanto il Tribunale, con sentenza, dichiarava improcedibile la spiegata opposizione, affermando che, pur gravando l’onere di iniziare la procedura di mediazione in capo agli ingiunti, costoro non lo…

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L’errore sulla situazione patrimoniale della società nella vendita di partecipazioni sociali

Cass. civ., sez. VI, 16 giugno 2021, n. 17053 – Pres. Lombardo – Rel. Falaschi Parole chiave: Partecipazione sociale – Trasferimento – Mancanza di qualità inerente al patrimonio sociale – Rilevanza ai fini dell’annullamento o della risoluzione del contratto – Garanzia contrattuale specifica – Necessità [1] Massima: Nella compravendita di partecipazioni sociali, in mancanza di specifiche garanzie assunte dal venditore in ordine alla consistenza patrimoniale della società, la determinazione del prezzo è rimessa alla libera volontà delle parti, senza che assuma rilevanza, ai fini dell’annullamento o della risoluzione del contratto, l’errore in ordine al valore reale della quota che sia determinato dall’omissione di informazioni sulla situazione patrimoniale dell’ente, salvo che la condotta del venditore sia accompagnata da malizie o astuzie…

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La natura e i limiti del diritto di antenna: il diritto di proprietà soccombe difronte a quello d’informazione 

Tribunale di Castrovillari, Civile, Sentenza 7 agosto 2020 n. 694. Diritto di antenna – Natura – Possibilità di installare le antenne anche nelle proprietà altrui – limiti “Il cd. “diritto di antenna” consiste nella possibilità di installare la propria antenna per la ricezione del segnale radiotelevisivo e tutti gli accessori connessi al suo funzionamento, su proprietà altrui o condominiale. Rappresenta un diritto soggettivo perfetto di natura personale in quanto conseguente al diritto di informazione del singolo. Siffatto diritto comprende anche la possibilità di accedere alla proprietà altrui per compiere i necessari interventi di manutenzione e riparazione degli impianti di ricezione senza che ciò arrechi danno alla proprietà altrui. In nessun caso, comunque, può essere impedito al singolo condomino di installare o mantenere un’antenna individuale,…

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Contratto preliminare di compravendita immobiliare e proroga tacita del termine per il definitivo mediante pagamento di nuovo acconto

Corte di Cassazione, 30 marzo 2021, n. 8765, Pres. Di Virgilio, Rel. Dongiacomo Parole chiave Compravendita immobiliare – Contratto preliminare – Termine per il definitivo – Pagamento di nuovo acconto – Tacita proroga del termine Massima In tema di contratto di compravendita di immobile, quando il contratto preliminare contiene un termine per la stipula del contratto definitivo e il termine viene inutilmente superato, il fatto che il promittente venditore accetti un nuovo acconto dal promissario compratore dopo la scadenza del termine implica una proroga tacita del termine. Disposizioni applicate Art. 1350 c.c. (atti che devono farsi per iscritto), art. 1351 c.c. (contratto preliminare) CASO Il caso affrontato dalla Corte di cassazione nell’ordinanza n. 8765 del 2021 riguarda le compravendite immobiliari e…

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I requisiti dell’attività di disconoscimento ex art. 214 c.p.c.

Cass., sez. V, 17 giugno 2021, n. 17313, Pres. Cirillo – Est. Giudicepietro [1] Scrittura privata – Verificazione – Disconoscimento – Forma – Contestazione generica od implicita – Sufficienza – Esclusione – Specifico riferimento al documento e al profilo contestato – Necessità (art. 214 c.p.c.) Il disconoscimento della propria sottoscrizione, ai sensi dell’art. 214 c.p.c., deve avvenire in modo formale ed inequivoco essendo, a tal fine, inidonea una contestazione generica oppure implicita, perché frammista ad altre difese o meramente sottintesa in una diversa versione dei fatti; inoltre, la relativa eccezione deve contenere specifico riferimento al documento e al profilo di esso che viene contestato, sicché non vale, ove venga dedotta preventivamente, a fini solo esplorativi e senza riferimento circoscritto al…

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Riflessi del principio di continuità delle trascrizioni sulla procedibilità dell’espropriazione forzata

Cass. civ., sez. VI, 30 aprile 2021, n. 11478 – Pres. Cosentino – Rel. Tedesco Espropriazione forzata immobiliare – Acquisto dell’esecutato mortis causa – Accettazione tacita dell’eredità – Comportamento del chiamato all’eredità – Denuncia di successione – Voltura catastale – Differenze L’accettazione tacita di eredità può essere desunta dal comportamento del chiamato che ponga in essere atti che non abbiano natura meramente fiscale, quale la denuncia di successione, ma che siano, nel contempo, fiscali e civili, come la voltura catastale, che rileva non solo dal punto di vista tributario, per il pagamento dell’imposta, ma anche dal punto di vista civile, per l’accertamento, legale o semplicemente materiale, della proprietà immobiliare e dei relativi passaggi. CASO Nel corso di un’espropriazione forzata immobiliare,…

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Nella vendita a favore di terzo il beneficiario non è obbligato al pagamento del prezzo

Cass. civ., sez. II, 30 marzo 2021, n. 8766 – Pres. Di Virgilio – Rel. Varrone Parole chiave: Contratto a favore di terzi – Titolarità del diritto e del rapporto contrattuale – Distinzione – Obblighi e diritti gravanti sulle parti [1] Massima: Nel contratto a favore di terzo, la titolarità del rapporto fa capo ai contraenti, mentre la titolarità del diritto appartiene al terzo beneficiario, che non diventa mai parte del contratto e la cui adesione, rilevabile anche per fatti concludenti, si configura quale mera condicio iuris sospensiva dell’acquisizione del diritto; ne consegue che, conservando ciascuno dei soggetti la propria posizione (di parte contraente o di beneficiario) anche nella fase di attuazione del contratto, non verificandosi successione nel rapporto, le…

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Limiti alla sindacabilità delle delibere assembleari da parte del giudice di merito

Corte di Cassazione civile, sez. II, ordinanza del 2 dicembre 2020, Presidente D’Ascola, Estensore Scarpa “L’assemblea del condominio ha il potere di decidere le modalità concrete di utilizzazione dei beni comuni, nonché di modificare quelle in atto, anche revocando una o precedenti delibere, benché non impugnate da alcuno dei partecipanti e stabilendone liberamente gli effetti, sulla base di una rivalutazione – il cui sindacato è precluso al giudice di merito, se non nei limiti dell’eccesso di potere – dei dati ed apprezzamenti obiettivamente rivolti alla realizzazione degli interessi comuni ed alla buona gestione dell’amministrazione, non producendosi alcun autonomo diritto acquisito in capo ai condomini, ovvero ai terzi, soltanto per effetto ed in sede di esecuzione della precedente delibera. (Nella specie,…

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La nullità del lodo per disposizioni contraddittorie

Cass., sez. I, 21 giugno 2021, n. 17645, Pres. De Chiara – Rel. Amatore Arbitrato – Lodo – impugnazione per nullità – Art. 829, primo comma, n. 4, c.p.c. –  contrasto tra motivazione e dispositivo – Nullità – Condizioni. (C.p.c., artt. 829, co. 1, n. 11; 360, co 1, n. 5) Massima: In tema di arbitrato, la sanzione di nullità prevista dall’art. 829, primo comma, n. 4, cod. proc. civ. per il lodo contenente disposizioni contraddittorie (corrispondente a quella prevista, per la medesima fattispecie, dall’odierno art. 829, primo comma, n. 11, cod. proc. civ.) non corrisponde a quella dell’art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ., ma va intesa nel senso che detta contraddittorietà deve emergere tra le diverse…

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Cessione del credito ipotecario in corso di esecuzione e graduazione in sede distributiva

Cass. civ., sez. III, 26 febbraio 2021, n. 5508 – Pres. Vivaldi – Rel. Porreca Espropriazione forzata immobiliare – Cessione del credito ipotecario in pendenza del processo esecutivo – Distribuzione della somma ricavata – Collocazione del cessionario nel grado del cedente – Annotazione della cessione – Necessità – Esclusione Il cessionario del credito ipotecario, divenuto tale dopo la vendita del bene ipotecato, partecipa alla distribuzione della somma ricavata nel processo esecutivo con la prelazione spettante all’originario creditore ipotecario, qualora la cessione sia stata idoneamente e tempestivamente manifestata al giudice dell’esecuzione, ai creditori concorrenti e all’esecutato, senza necessità di annotazione della vicenda traslativa ai sensi dell’art. 2843 c.c., dato che, ai fini della distribuzione, la formalità non assume funzione costitutiva, bensì…

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