Diritto del Lavoro

Opposizione alla riscossione di crediti previdenziali per mancata o irregolare notifica della cartella

Applicabilità dell’art. 39 del D. Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, e sussistenza – o meno – del litisconsorzio necessario tra ente concessionario e ente titolare del credito. Cassazione civile sez. lav., ordinanza interlocutoria 22 marzo 2021, n. 8003 Crediti previdenziali – riscossione mediante ruolo esattoriale – opposizione tardiva per mancata notifica della cartella – applicabilità art. 39 D. Lgs. 13 aprile 1999, n. 112 – contrasto con art. 24 D. Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46 – legittimazione necessaria – ente concessionario della riscossione e ente titolare del credito – sostituzione processuale del concessionario – questione di massima di particolare importanza CASO Con ordinanza interlocutoria del 22 marzo 2021, la sezione lavoro della Corte di Cassazione ha trasmesso gli…

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Il Fondo di garanzia istituito presso l’INPS. L’accertamento dello stato di insolvenza del datore di lavoro inadempiente .

Cassazione civile sez. lav., 25 agosto 2020, n. 17649 Fondo di garanzia INPS – TFR – datore di lavoro inadempiente – datore di lavoro soggetto alle procedure concorsuali – fallibilità in concreto – accertamento dello stato di insolvenza del datore di lavoro non soggetto alle procedure concorsuali – esiguità del credito azionato CASO Con sentenza pubblicata il 25 agosto 2020, n. 17649, la sezione lavoro della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso promosso da un lavoratore per la cassazione della sentenza con la quale la Corte d’Appello di Catania aveva respinto l’appello del lavoratore, confermando la decisione di primo grado di rigetto della domanda di condanna dell’INPS, quale gestore del Fondo di garanzia, al pagamento del TFR maturato dal…

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Licenziamento per superamento del periodo di comporto. Tempestività del licenziamento e giudizio di adeguatezza

Cassazione civile sez. lav., 11 settembre 2020, n. 18960 Tempestività del recesso datoriale – licenziamento per avvenuto superamento del periodo di comporto – valutazione di congruità – l’onere della prova spetta al lavoratore – limiti adeguatezza e ragionevolezza – superamento CASO Con sentenza pubblicata l’11 settembre 2020, n. 18960, la sezione lavoro della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso promosso da un lavoratore per la cassazione della sentenza con la quale la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva accolto il reclamo proposto dalla società datrice di lavoro (soccombente nel primo grado del giudizio) dichiarando legittimo il licenziamento da questa intimato al lavoratore per “superamento del periodo di comporto”. In particolare il lavoratore lamentava il fatto che la Corte d’Appello…

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L’emergenza COVID19 giustifica la modifica unilaterale del c.d. “piano del consumatore” per impossibilità sopravvenuta

Tribunale di Napoli, sez. VII, 17 aprile 2020 Piano del consumatore – emergenza COVID19 – responsabilità del debitore per inadempimento – esclusione – impossibilità sopravvenuta – factum principis – modifica unilaterale dei termini di adempimento CASO Con sentenza del 17 aprile 2020, il Tribunale di Napoli ha accolto l’istanza di sospensione del “piano del consumatore” proposta dal debitore sul mero presupposto che i provvedimenti governativi emessi al fine di contenere il contagio da COVID19 integrassero di per sé stessi la fattispecie del factum principis da sola sufficiente e idonea a giustificare la modifica unilaterale del piano, senza, peraltro, disporre la convocazione dei creditori. Nello specifico il Tribunale di Napoli ha così ritenuto: <<deve ritenersi che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 costituisce…

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Licenziamento per ritorsione

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 3 dicembre 2019, n. 31527 Licenziamento – Natura ritorsiva – Nullità – Condizioni MASSIMA Il licenziamento per ritorsione costituisce l’ingiusta e arbitraria reazione ad un comportamento legittimo del lavoratore colpito con conseguente nullità del licenziamento, quando il motivo ritorsivo sia stato l’unico determinante e sempre che il lavoratore ne abbia fornito prova, anche con presunzioni: ne consegue che è legittima la sentenza che dispone la reintegra del dipendente laddove la Corte di appello ha fatto ricorso alla prova per presunzioni onde risalire, dalla sequenza dei fatti accertati, all’accertamento del fatto ignoto, costituito dal motivo ritorsivo come l’unico determinante del recesso, vale a dire la mancata sottoscrizione di un accordo che prevede la riduzione del complessivo trattamento…

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Termine per proporre l’azione di accertamento della subordinazione

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 10 dicembre 2019, n. 32254 Collaborazione autonoma – Recesso contrattuale – Scadenza – Regime decadenziale MASSIMA Quando un rapporto di collaborazione autonoma si risolva per effetto della manifestazione di volontà del collaboratore di voler recedere dal rapporto, ovvero cessi per la sua naturale scadenza, l’azione per l’accertamento della subordinazione e la riammissione in servizio è esercitabile nei termini di prescrizione, senza essere assoggettata al regime decadenziale di cui all’art. 32, comma 3, lett. b) della l. n. 183 del 2010, poiché il regime in questione si applica al solo caso di “recesso del committente” e non è estensibile alle ipotesi in cui manchi del tutto un atto che il lavoratore abbia interesse a contestare o confutare….

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Danno non patrimoniale da demansionamento

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 13 dicembre 2019, n. 32982 Demansionamento – Protratta inattività del lavoratore – Emarginazione – Danno risarcibile – Prova presuntiva del danno MASSIMA La prova del danno da demansionamento  può essere data dal lavoratore anche ai sensi dell’art. 2729 c.c., attraverso l’allegazione di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, potendo a tal fine essere valutati la qualità e quantità dell’attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione. COMMENTO La Corte d’appello, riformando parzialmente la sentenza di prime cure, condannava il datore di lavoro al risarcimento del danno non patrimoniale da demansionamento a favore del lavoratore appellante, liquidando tale danno…

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Domanda al Fondo di garanzia dell’Inps e termine di prescrizione

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 3 gennaio 2020, n. 32 Domanda Fondo di garanzia – Obbligazione previdenziale – Termine di prescrizione – Circolari Inps – Effetto derogatorio MASSIMA Il termine di prescrizione annuale entro cui avanzare la domanda al Fondo di garanzia dell’Inps per i crediti di lavoro diversi dal Tfr non subisce interruzioni dal perdurare della procedura fallimentare, iniziando a decorrere da quando viene dichiarato esecutivo lo stato passivo. Difatti le circolari dell’Inps non possono derogare alle disposizioni di legge, né influire sull’interpretazione delle medesime disposizioni, e ciò anche se si tratti di atti del tipo cosiddetto normativo, i quali restano comunque atti dl rilevanza interna all’organizzazione dell’ente  COMMENTO Un dipendente di società fallita richiedeva al fondo di garanzia costituito…

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Responsabilità solidale del committente con l’appaltatore di servizi

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 6 novembre 2019, n. 28517 Appalto di servizi – Riduzione unilaterale dell’orario di lavoro da parte dell’appaltatore – Crediti dipendenti – Natura risarcitoria – Responsabilità solidale MASSIMA In tema di responsabilità solidale del committente con l’appaltatore di servizi, la locuzione “trattamenti retributivi”, contenuta nell’art. 29, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, deve essere interpretata in maniera rigorosa, nel senso della natura strettamente retributiva degli emolumenti che il datore di lavoro è tenuto a corrispondere ai propri dipendenti, con conseguente esclusione delle somme liquidate a titolo di risarcimento del danno per illegittima unilaterale riduzione dell’orario lavorativo da parte del datore di lavoro. COMMENTO Una società committente di servizi di pulizia veniva condannata, quale responsabile in…

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I limiti dell’irretrattabilità dei risultati del processo esecutivo e l’estensibilità del principio del ne bis in idem al processo esecutivo

Corte di Cassazione, sez. III, sentenza del 13 novembre 2019, n. 29347 Esecuzione forzata di obblighi di fare – interpretazione dell’art. 612 c.p.c. – definitività dell’ordinanza – chiusura del procedimento esecutivo – preclusione ulteriore azionamento del titolo esecutivo – valutazione del giudice dell’esecuzione sulla consumazione del diritto di procedere esecutivamente CASO Con sentenza n. 29347 del 13 novembre 2019 la Corte di Cassazione ha fatto chiarezza in merito all’operatività, o meno, del principio del ne bis in idem nel processo esecutivo e – nello specifico – in merito ai limiti della c.d. irretrattabilità dei risultati del processo esecutivo “definito”. Il caso deciso con la sentenza in commento prende le mosse da una opposizione all’esecuzione promossa ai sensi dell’art. 615 c.p.c….

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