Diritto del Lavoro

Mansioni e scelte imprenditoriali

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 14 novembre 2019, n. 29626 Difformità mansioni – Riconversione e ristrutturazione aziendale – Livello retributivo – Art. 2103 c.c. Massima L’art. 2103 c.c. sulla disciplina delle mansioni e sul divieto di declassamento va interpretato alla stregua del bilanciamento del diritto del datore di lavoro a perseguire un’organizzazione aziendale produttiva ed efficiente e quello del lavoratore al mantenimento del posto, con la conseguenza che, nei casi di sopravvenute e legittime scelte imprenditoriali, comportanti, tra l’altro, interventi di ristrutturazione aziendale, l’adibizione del lavoratore a mansioni diverse, anche inferiori, a quelle precedentemente svolte senza modifica del livello retributivo, non si pone in contrasto con il dettato del codice civile. Commento Nel caso de quo, il Giudice di prime cure,…

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Diritto del lavoratore all’inquadramento superiore

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 ottobre 2019, n. 25673 Lavoro subordinato – mansioni diverse da contratto – qualifica – diritto all’inquadramento superiore – condizioni  Massima L’assegnazione a mansioni diverse da quelle di assunzione determina il diritto del lavoratore all’inquadramento superiore di cui all’ art. 2103 c.c. anche quando le prime siano solo prevalenti rispetto agli altri compiti affidatigli, non richiedendo la predetta norma lo svolgimento di tutte le mansioni proprie della qualifica superiore, ma solo che i compiti affidati al lavoratore siano superiori a quelli della categoria in cui è inquadrato. Commento La Corte di appello confermava la decisione di primo grado, con la quale il Tribunale aveva condannato la società al pagamento, in favore del dipendente, di una somma…

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Somministrazione di lavoro a tempo indeterminato e licenziamento

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 18 ottobre 2019, n. 26607 Somministrazione di lavoro – disciplina licenziamento – fine missione – contratto di somministrazione Massima In tema di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, al rapporto tra agenzia e dipendente si applica la disciplina dei licenziamenti individuali, restando indifferenti, rispetto alle tutele inderogabili del lavoro subordinato, le vicende del contratto commerciale nonché il corretto svolgimento della procedura contrattuale non essendo esonerato il datore di lavoro dall’onere di prova degli elementi costitutivi del legittimo esercizio del potere di recesso e, nel caso di licenziamento per motivo oggettivo, dell’impossibilità di repêchage. Commento Nel caso de quo, la Corte d’appello, in parziale accoglimento dell’appello del lavoratore e in parziale riforma della sentenza di primo grado,…

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Onere della prova nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 1° ottobre 2019, n. 24491 Licenziamento – giustificato motivo oggettivo – utile ricollocazione del dipendente – anche con mansioni inferiori – onere della prova gravante sul datore Massima Grava sul datore di lavoro, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per la soppressione del posto di lavoro cui era addetto il lavoratore, l’onere di provare in giudizio che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa per l’espletamento di mansioni equivalenti, ma anche, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, di aver prospettato al dipendente, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un reimpiego in mansioni inferiori rientranti nel suo bagaglio professionale; ciò in quanto la soppressione…

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Responsabilità degli enti derivante da reati colposi

Cassazione Penale, Sezione IV, 27 settembre 2019, n. 39713 Responsabilità amministrativa dell’ente che risparmia sulle norme antinfortunistiche Massima I1 indipendentemente dal suo effettivo raggiungimento, e, il secondo, qualora l’autore del reato abbia violato sistematicamente le norme antinfortunistiche, ricavandone oggettivamente un qualche vantaggio per l’ente, sotto forma di risparmio di spesa o di massimizzazione della produzione, indipendentemente dalla volontà di ottenere il vantaggio stesso. A tal riguardo l’interesse ed il vantaggio per l’ente sono criteri alternativi tra di loro.  Commento Il caso concreto esaminato dalla Cassazione riguardava l’infortunio occorso a un lavoratore dipendente con mansioni di aiuto-elettricista.  Il lavoratore, mentre svolgeva per conto della società alcuni lavori in un cantiere dentro un centro commerciale in costruzione – lavori consistenti nel posizionare…

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L’account riconducibile ad una persona identificata o identificabile deve essere rimosso al termine del rapporto lavorativo

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 4 ottobre 2019, n. 24873 Contratto di lavoro – rapporto di lavoro autonomo seguito da rapporto di lavoro subordinato – identità di mansioni svolte – subordinazione ab initio Massima Deve riconoscersi la sussistenza di un rapporto subordinato anche in epoca anteriore alla stipula del contratto di lavoro subordinato laddove i testimoni confermino che il lavoratore svolgeva precedentemente le stesse mansioni in favore del datore di lavoro (Nel caso di specie il rapporto di lavoro riguardava un geometra il quale veniva inserito nello studio professionale di un ingegnere, inizialmente come lavoratore autonomo e, successivamente, come lavoratore subordinato, pur restando invariate le condizioni di lavoro e le mansioni complessive svolte dal geometra sia prima che dopo la stipulazione…

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Divieto di trasferimento del lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 23 agosto 2019, n. 21670 Permessi per l’assistenza al familiare disabile convivente – cambio di sede – divieto Massima Il divieto di trasferimento del lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, di cui all’articolo 33, comma 5, della legge 104/92, nel testo modificato dall’articolo 24, comma 1, lettera b), della legge 183/10, opera ogni volta muti definitivamente il luogo geografico di esecuzione della prestazione, anche nell’ambito della medesima unità produttiva che comprenda uffici dislocati in luoghi diversi, in quanto il dato testuale contenuto nella norma, che fa riferimento alla sede di lavoro, non consente di ritenere tale nozione corrispondente all’unita produttiva di cui all’articolo 2103 c.c.. Commento La sentenza oggetto del presente commento traeva…

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Mutamento della sede di lavoro del lavoratore

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 4 settembre 2019, n. 22100 Trasferimento del dipendente ad altra sede – assenza dal servizio – licenziamento – legittimità – cambio delle ragioni del trasferimento MASSIMA È ritenuto legittimo il licenziamento del lavoratore assente dal servizio nella nuova sede anche se il datore di lavoro cambia le ragioni del trasferimento; per l’imprenditore è sufficiente dimostrare in giudizio le reali cause organizzative e produttive che hanno giustificato il provvedimento. COMMENTO Nel caso in commento il lavoratore impugnava il licenziamento intimatogli dalla Società per assenza ingiustificata. Il Tribunale rigettava la domanda del lavoratore e la Corte di Appello, a sua volta, confermava la sentenza di primo grado. Quest’ultima, a sostegno delle proprie tesi, affermava che il lavoratore non…

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Periodo di comporto e licenziamento

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 13 settembre 2019, n. 22928 Recesso – licenziamento – superamento del periodo di comporto – fattispecie Massima In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, devono essere inclusi nel calcolo del periodo, oltre ai giorni festivi, anche quelli di fatto non lavorati, che cadano durante il periodo di malattia indicato dal certificato medico, operando, in difetto di prova contraria (che è onere del lavoratore fornire), una presunzione di continuità, in quei giorni, dell’episodio morboso addotto dal lavoratore quale causa dell’assenza dal lavoro e del mancato adempimento della prestazione dovuta, con la precisazione che la prova idonea a smentire tale presunzione di continuità può essere costituita solo dalla dimostrazione dell’avvenuta ripresa dell’attività lavorativa. Commento Nel…

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Professionista di studio professionale: quando scatta lo status di dipendente

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 10 settembre 2019, n. 22634 Professionista – studio professionale – prestazione – eterodirezione – intensità – condizioni  MASSIMA In relazione alla qualificazione come autonome o subordinate delle prestazioni rese da un professionista in uno studio professionale deve ritenersi che la sussistenza o meno della subordinazione debba essere verificata in relazione all’intensità della etero-organizzazione della prestazione, al fine di stabilire se l’organizzazione sia limitata al coordinamento dell’attività del professionista con quella dello studio, oppure eccedesse le esigenze di coordinamento per dipendere direttamente e continuativamente dall’interesse dello stesso studio, responsabile nei confronti dei clienti di prestazioni assunte come proprie e non della sola assicurazione di prestazioni altrui. COMMENTO Nel caso in esame la Corte d’appello, in parziale riforma…

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