Impugnazioni

È escluso il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. avverso il decreto di trasferimento se, potendolo fare, non si è impugnato il provvedimento di proroga del saldo prezzo

Cass., sez. Terza Civile, dep. 10/12/2019, n. 32136-2019, Pres. De Stefano – Est. Rossetti CASO [1] Prima della scadenza del termine per il pagamento del prezzo, gli aggiudicatari depositavano al Giudice dell’esecuzione una istanza di proroga del termine per il pagamento del prezzo, sulla quale il Giudice si esprimeva per l’accoglimento, valutando la non imputabilità  ai medesimi del ritardo. Preso atto della proroga, l’esecutato depositava il mese successivo istanza di revoca del predetto provvedimento, istanza rigettata dal Giudice dell’esecuzione. Infine,  successivamente al saldo del prezzo da parte degli aggiudicatari, veniva emesso il decreto di trasferimento. Tale decreto veniva quindi impugnato dall’esecutato a norma dell’art. 617 c.p.c. con richiesta di declaratoria di nullità del medesimo, motivata dal fatto che il termine…

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È esclusa la ricorrenza dell’errore revocatorio ex art. 395, n. 4), c.p.c. quando il vizio sia frutto dell’attività valutativa del giudice

Cass., sez. V, 22 ottobre 2019, n. 26890, Pres. Virgilio – Est. Putaturo Donati Viscido di Nocera [1] Revocazione – Errore di fatto – Nozione – Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 395). L’errore di fatto previsto dall’art. 395, n. 4, c.p.c., idoneo a costituire motivo di revocazione, consiste in una falsa percezione della realtà o in una svista materiale che abbia portato ad affermare o supporre l’esistenza di un fatto decisivo incontestabilmente escluso oppure l’inesistenza di un fatto positivamente accertato dagli atti o documenti di causa, purché non cada su un punto controverso e non attenga a un’errata valutazione delle risultanze processuali. (Nella specie, la S.C. ha escluso che costituisca vizio revocatorio l’errata lettura del contenuto di fonti convenzionali regolatrici…

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La produzione di documenti nel giudizio di Cassazione: il punto sulla situazione

Cass., sez. VI, 9 ottobre 2019, n. 25393, Pres. D’Ascola – Est. Fortunato [1] Cassazione – Ricorso – Produzione di nuovi documenti – Ammissibilità (Cod. proc. civ., artt. 366, 369, 372). Nel giudizio innanzi alla Corte di cassazione, secondo quanto disposto dall’art. 372 c.p.c., se da un lato non è ammesso il deposito di atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l’ammissibilità del ricorso e del controricorso o la nullità della sentenza impugnata, per altro verso, è sempre necessario che la parte ricorrente che alleghi atti e documenti a sostegno dell’impugnazione, specifichi in quale sede processuale il documento risulti prodotto. CASO [1] All’esito di due distinti giudizi e di un procedimento di sequestro,…

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L’opposizione agli atti esecutivi: forma dell’atto introduttivo e rito applicabile

L’atto introduttivo del giudizio di merito nell’opposizione agli atti esecutivi proposta ai sensi dell’art. 617, comma 2, c.p.c. viene attratto, quanto alla forma da seguire, dal rito cui va usualmente soggetto il giudizio di merito. La riforma attuata con l. n. 52 del 2006, innovando rispetto al passato, ha rimodulato il giudizio di opposizione agli atti esecutivi introdotto dopo l’inizio a struttura bifasica. Si prevede una prima fase avanti al G.E. c.d. sommaria (autonoma, cautelare e necessaria, come stabilito dalla Corte di cassazione con sentenza del 12/11/2018, n. 28848; in dottrina v. A. Auletta, Sulle conseguenze dell’omissione della fase sommaria e sulla possibilità di una sanatoria di tale vizio, in www.inexecutivis.it), che si svolge con il rito camerale richiamato dall’art….

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Costituzione in giudizio del procuratore speciale e prova dell’esistenza dei poteri rappresentativi

Cass., sez. VI, 7 maggio 2019, n. 11898, Pres. Frasca – Est. D’Arrigo [1] Ricorso per cassazione – Procura alle liti rilasciata da procuratore speciale – Poteri rappresentativi – Esistenza – Prova. (Cod. proc. civ., artt. 75, 83, 366, 369). Qualora la procura per la proposizione del ricorso per cassazione da parte di una società venga rilasciata da un soggetto nella qualità di procuratore speciale in virtù dei poteri conferitigli con procura notarile non depositata con il ricorso, né rinvenibile nel fascicolo, all’impossibilità del controllo, da parte del giudice di legittimità, della legittimazione del delegante ad una valida rappresentazione processuale e sostanziale della persona giuridica consegue l’inammissibilità del ricorso. CASO [1] A seguito della ricezione di alcune cartelle di pagamento…

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Il ricorso per Cassazione è procedibile se la controparte non disconosce la conformità della copia depositata della sentenza impugnata, notificata dal resistente ai fini del decorso del termine

Cass., sez. un, 25 marzo 2019, n. 8312 Pres. Mammone – Rel. Tria Impugnazioni – Notifica della sentenza ai fini del decorso del termine breve – Notifica a mezzo PEC – Ricorso per cassazione – Deposito di copia autentica della sentenza impugnata e della relazione di notificazione – Attestazione di conformità – Mancanza – Improcedibilità – Esclusione – Ipotesi (C.p.c., artt. 369, c. 2, n. 2, 372 n. c. 2, 374; Cost. Artt. 101 e 111; Cedu, artt. 6 e 22; D.l. 7 marzo 2005, n. 82, art. 23; L. 21 gennaio 1994, n. 53, artt. 9, c. 1 bis e ter; D.lgs  31 dicembre 1992, n. 546, art. 25-bis) [1] Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni…

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Ricorso in Cassazione e rimessione in termini ai fini della prova della tempestività della relativa notifica

Cass., ord., 28 marzo 2019, n. 8641; Pres. Campanile – Rel. D’Orazio Impugnazioni civili – Ricorso per cassazione – Notifica – Omesso deposito dell’avviso di ricevimento entro l’udienza di discussione – Rimessione in termini – Condizioni – (C.p.c. artt. 153, 291; L. 20 novembre 1982, n. 890, art. 6) [1] Ai fini dell’ammissibilità del ricorso per cassazione la prova dell’avvenuto perfezionamento della notificazione a mezzo posta dello stesso deve essere data tramite la produzione dell’avviso di ricevimento entro l’udienza di discussione, che non può essere rinviata per consentire all’impugnante di effettuare tale deposito, in contraddizione con il principio di ragionevole durata del processo, sancito dall’art. 111 Cost., ferma la possibilità per il ricorrente di chiedere ed ottenere la rimessione in termini,…

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Sui limiti temporali previsti nel caso in cui il giudice disponga discrezionalmente di assegnare alle parti termini perentori per il compimento di attività processuali

Cass., sez. III, 24 aprile 2019, n. 11204, Pres. Amendola – Est. Olivieri [1] Riassunzione del processo – Termine assegnato dal giudice – Limiti temporali – Invalidità del provvedimento – Conseguenze. (Cod. proc. civ., artt. 50, 307). In base al combinato disposto dell’art. 50 c.p.c., comma 1, e art. 307 c.p.c., comma 3 – nel testo riformato dalla L. 18 giugno 2009, n. 69 -, qualora la legge attribuisca al giudice il potere discrezionale di assegnare alle parti termini perentori per il compimento di attività processuali, salvo espressa deroga disposta dalle singole disposizioni di legge, l’esercizio del potere da parte del giudice deve conformarsi al rispetto del limite imposto dai termini minimo – un mese – e massimo – tre…

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Per integrare il vizio di omessa pronuncia è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto

Cass. civ., sez. V, 3 aprile 2019, n. 9262 – Pres. Cappabianca – Rel. D’Orazio [1] Procedimento civile – Impugnazioni – Cassazione civile – Ricorso – Omessa pronuncia – Inammissibilità – Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (Cod. proc. civ. artt. 112, 360) [1] “Ad integrare gli estremi del vizio di omessa pronuncia non basta la mancanza di un’espressa statuizione del giudice, ma è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto: ciò non si verifica quando la decisione adottata comporti la reiezione della pretesa fatta valere dalla parte, anche se manchi in proposito una specifica argomentazione, dovendo ravvisarsi una statuizione implicita di rigetto quando la pretesa avanzata col capo…

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La notificazione dell’atto di appello è inidonea a far decorrere il termine breve per impugnare nei confronti della controparte

Cass., sez. VI, 4 dicembre 2018, n. 31251, Pres. D’Ascola – Est. Criscuolo [1] Appello – Appello incidentale – Tardività – Notificazione appello principale – Decorrenza del termine breve – Idoneità – Esclusione. (Cod. proc. civ., artt. 325, 327, 334, 343) La notificazione di un atto di impugnazione non determina per la parte che ne è destinataria la decorrenza del termine breve di impugnazione, perché l’art. 326, comma 1, c.p.c. ricollega tale effetto non già alla conoscenza della sentenza, ma al compimento della formale attività acceleratoria e sollecitatoria specificamente prevista della notificazione della sentenza secondo le previsioni degli art. 285 e 170 c.p.c., e d’altronde l’atto di impugnazione non è necessariamente idoneo a rendere edotta la controparte del complessivo tenore…

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