PROCEDURA E DIRITTO CIVILE

Ricorso per cassazione ed errore del giudice nell’individuazione del nesso causale tra fatto illecito e danno

Cass., sez. VI, 28 settembre 2021, n. 26231 Pres. Scoditti, Rel. Fiecconi Procedimento civile – Ricorso per cassazione – Motivi – Ammissibilità – Violazione o falsa applicazione di legge – Responsabilità civile – Accertamento del nesso di causa – Prova (C.p.c. artt. 115, 116, 132, 360; C.p.c. disp. att., art. 118; C.c. artt. 2043, 2050, 2051, 2054, 2697 c.c.; C.p. art. 40) In tema di ricorso per cassazione, è inammissibile la doglianza avente ad oggetto l’eventuale errore del giudice nell’individuazione delle conseguenze che sono derivate dall’illecito, alla luce della regola giuridica applicata, costituendo tale operazione il risultato di una valutazione di fatto, come tale sottratta al sindacato di legittimità se adeguatamente motivata; al contrario, è censurabile in sede di legittimità…

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Decreto di trasferimento ex art. 586 c.p.c.: regime di impugnazione e criteri per identificare il bene oggetto della vendita forzata

Cassazione civile sez. II, 22/6/2021 n. 17811; Pres. San Giorgio; Cons. rel. Carrato. Procedura esecutiva immobiliare –Pignoramento – Vendita senza incanto – Decreto di trasferimento – Opposizione agli atti esecutivi – artt. 934, 2912 c.c.; artt. 586, 617 c.p.c.; In materia di esecuzione forzata, il decreto di trasferimento di cui all’art. 586 c.p.c., ancorché abbia avuto ad oggetto un bene in tutto o in parte diverso da quello pignorato, non è inesistente, ma solo affetto da invalidità, da fare valere con il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi nei termini di cui all’art. 617 c.p.c. e ciò anche nell’ipotesi in cui risulti controversa l’identificazione del bene oggetto del decreto con riferimento alla sua estensione. I beni trasferiti a conclusione di una…

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Immissioni sonore intollerabili dei vicini e lesione del diritto alla vita privata e familiare

Cass. civ., 28.07.2021 n. 21649 ord. – Pres. Cosentino – Rel. Giannaccari Proprietà – Limitazioni legali della proprietà – Rapporti di vicinato – Immissioni – Immissioni intollerabili – Assenza di pregiudizio alla salute – Risarcibilità del danno non patrimoniale – Condizioni (art. 844 c.c.) [1] Pur quando non rimanga integrato un danno biologico, non risultando provato alcuno stato di malattia, la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione, tutelato anche dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani, nonché del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, integra una lesione che non costituisce un danno “in re ipsa”, bensì un danno conseguenza e comporta un pregiudizio ristorabile…

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È nulla la delibera assembleare con cui, quantunque all’unanimità, un condomino venga escluso dal diritto di proprietà sulle parti comuni

Tribunale Ordinario di Bologna, Terza Sezione Civile, Sentenza del 24.05.2021 n. 1390, Giudice dott. Pietro Iovino È nulla la delibera condominiale elusiva del divieto della rinuncia alla proprietà comune. L’art. 1118 c. 2 c.c. infatti fa assoluto divieto di rinuncia al diritto sulle parti comuni e tale assolutezza non consente di sottrarsi alla partecipazione alle spese di conservazione delle parti comuni di cui al terzo comma del citato articolo. Nel condominio, invero, non è possibile scindere la proprietà esclusiva dalla proprietà sulle parti comuni, con conseguente divieto, in capo a tutti i comunisti, di sottrarsi alla partecipazione alle spese per la conservazione del bene comune. Pertanto, secondo quanto previsto all’art. 1138, co. 4, c.c., norma di portata inderogabile, la rinuncia…

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Decreto Green Pass bis: le difficoltà applicative nel Real Estate

Green Pass – DL 127/2021 – Real Estate – lavoratore dipendente – lavoratore autonomo – datore di lavoro – luogo di lavoro – contratto esterno – proprietario – Property Manager – appartamento – locazione – struttura ricettiva – interpretazione – FAQ  Sintesi Chiunque svolga un’attività lavorativa nel Real Estate – così come chiunque operi nel “settore privato” – dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 dovrà osservare l’obbligo di “possedere ed esibire”, su richiesta di soggetti specificamente individuati, la certificazione verde Covid-19 (nota come Green Pass) “ai fini dell’accesso ai luoghi” in cui svolge tale sua attività lavorativa. La novità normativa ha come evidente scopo la prevenzione alla diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 anche negli ambienti lavorativi privati. Tuttavia, ancorché sia…

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Sale and lease back e divieto di patto commissorio

Il sale and lease back (o locazione finanziaria di ritorno) è un contratto, di derivazione anglosassone, per mezzo del quale un impresa commerciale (lesee) aliena un bene, mobile o immobile, di natura strumentale all’esercizio della sua attività, ad una società finanziaria (lessor) che ne acquista la piena proprietà pagando un corrispettivo e, contestualmente, lo concede in locazione finanziaria alla stessa venditrice la quale potrà continuare a godere del bene produttivo, versando canoni periodici con l’opzione finale di riacquisto mediante versamento di un riscatto. A differenza del leasing finanziario, che si caratterizza per trilateralità del rapporto negoziale in quanto involge il fornitore (proprietario originario del bene), la società di leasing (che acquista il bene per concederlo in godimento) e l’utilizzatore (il…

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È ammissibile la produzione nel giudizio di cassazione della certificazione di cancelleria attestante la tempestività dell’appello proposto

Cass., sez. VI, 15 settembre 2021, n. 24942, Pres. Amendola – Est. Positano [1] Documenti producibili ex art. 372 c.p.c. – Individuazione – Fattispecie (artt. 325, 372 c.p.c.) Nel giudizio di legittimità possono essere prodotti ex art. 372 c.p.c. i documenti (ancorché nuovi) volti a dimostrare la nullità della sentenza impugnata derivante da vizi propri dell’atto. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto ammissibile la produzione di certificazione di cancelleria relativa alle modalità di deposito dell’atto d’appello, dalla quale emergeva la tempestività di questo).  CASO [1] Il Tribunale di Salerno, adito per ottenere pronuncia di rilascio di un terreno agricolo, in accoglimento dell’eccezione di incompetenza sollevata da parte convenuta individuava la Sezione Specializzata Agraria quale autorità giudiziaria competente a decidere sul…

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Efficacia della delibera di assemblea condominiale non impugnata nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

Cassazione civile, Sez. VI, Ord. 12 ottobre 2021, n. 27849 Pres. Lombardo, Estensore Fortunato Procedimento monitorio – opposizione a decreto ingiuntivo – delibere dell’assemblea condominiale poste a fondamento della domanda monitoria – mancata impugnativa delle delibere assembleari da cui risulti la morosità del condomino – definitività e titolo per il decreto ingiuntivo La delibera condominiale di approvazione costituisce titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme: infatti, l’ambito dell’opposizione è ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza e validità della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere. CASO Il Giudice di pace di Genova ingiungeva a Tizio il pagamento…

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I limiti della garanzia per vizi nella compravendita immobiliare

Cass. civ., sez. VI, 16 giugno 2021, n. 17058 – Pres. Lombardo – Rel. Falaschi Parole chiave: Compravendita – Vizi della cosa venduta – Facile riconoscibilità – Garanzia – Esclusione [1] Massima: In caso di vendita di un bene immobile di non recente costruzione, i difetti materiali conseguenti al concreto e accertato stato di vetustà, ovvero alla risalenza nel tempo delle tecniche costruttive utilizzate, non integrano un vizio rilevante ai fini previsti dall’art. 1490 c.c., essendo la garanzia esclusa quando, a norma dell’art. 1491 c.c., il vizio era facilmente riconoscibile, salvo che, in quest’ultimo caso, il venditore non abbia dichiarato che la cosa era immune da vizi. Disposizioni applicate: cod. civ., artt. 1490, 1491, 1492 CASO L’acquirente di un immobile…

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Configurabilità del reato di diffamazione in capo all’amministratore di condominio nel caso dell’affissione in area comune di un avviso recante la notizia dell’avvenuto pignoramento immobiliare nei confronti di un condomino

Cassazione penale, sez. V, sent. 23.03.2021 n. 22777. Presidente G. Sabeone – Estensore M. Brancaccio “Non è configurabile di per sé il reato di diffamazione per l’amministratore di condominio che affigge nell’ascensore un avviso con cui comunica l’avvenuto pignoramento nei confronti di un condomino, senza aggiungere altre espressioni”. CASO L’amministratore di un condominio sito in Messina veniva rinviato a giudizio davanti al Tribunale di quella città e successivamente ritenuto responsabile del reato di diffamazione (art. 595 c.p.) per avere, in qualità di amministratore del condominio ove abitava la persona offesa, affisso sui muri delle scale, nell’androne e nel vano ascensore del condominio medesimo un avviso che riportava la nuova istanza di vendita dell’appartamento della persona offesa, a seguito del pignoramento…

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