PROCEDURA E DIRITTO CIVILE

La responsabilità precontrattuale

Durante la fase delle trattative – o, comunque, nella fase che precede la conclusione del contratto – il comportamento doloso o colposo di una delle parti in danno dell’altra, violativo del precetto di buona fede e quindi lesivo dell’altrui libertà negoziale, determina l’insorgere della responsabilità precontrattuale. La ratio di tale responsabilità è quella di tutelare la libertà di autodeterminazione negoziale. Attraverso la previsione della responsabilità precontrattuale, infatti, l’ordinamento non tutela l’interesse del soggetto alla conclusione del contratto – in quanto fino al momento dell’effettiva conclusione le parti sono libere di non stipulare – ma, piuttosto, l’interesse a che la controparte, con cui si sta trattando, si comporti correttamente in modo da garantire la libera esplicazione dell’autonomia negoziale. La giurisprudenza, affinché…

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Patrocinio a spese dello Stato e liquidazione dei compensi in favore dell’avvocato: ammissibilità dell’istanza successivamente alla conclusione del giudizio

Cass., Sez. Seconda, Sent., ud. 04 aprile 2019, 09.09.2019, n. 22448-19. Patrocinio a spese dello Stato  – istanza di liquidazione –  termini  (d.P.R. n. 115/2002, art. 83) [1] Il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 83, comma 3 bis, che ha previsto che il decreto di pagamento debba essere emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta, relativamente ai compensi richiesti dal difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, non prevede alcuna decadenza a carico del professionista che abbia depositato la relativa istanza dopo la pronuncia del detto provvedimento, né impedisce al giudice di potersi pronunciare sulla richiesta dopo che si sia pronunciato definitivamente sul merito, avendo…

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Opposizione agli atti esecutivi: la tardiva iscrizione a ruolo non rende improcedibile l’opposizione

Cass. civ. Sez. III, Sent., (ud. 25-06-2019) 30-09-2019, n. 24224 Nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi il termine per la costituzione in giudizio della parte che introduca la fase di merito non subisce alcuna riduzione – essendo, pertanto, di dieci giorni dalla prima notificazione dell’atto di citazione. Tuttavia, la tardiva iscrizione a ruolo della causa non determina l’improcedibilità del giudizio, ma soltanto l’applicazione delle regole generali di cui agli artt. 171 e 307 c.p.c., assolvendo l’iscrizione a ruolo, mero adempimento amministrativo, la funzione di rimarcare l’autonomia della fase a cognizione piena rispetto a quella sommaria dell’opposizione.  CASO La società B. s.n.c. promuoveva pignoramento presso terzi nei confronti della società assicurativa G.I. s.p.a quale debitor debitoris, nei cui confronti la…

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Invalida per derivazione la clausola contrattuale che risulta legata funzionalmente ad altra nulla

Cass. civ., sez. III, 25 giugno 2019, n. 16907 – Pres. Travaglino – Rel. Cricenti Parole chiave: Contratto di leasing – Clausola di adeguamento del canone – Rinvio a elementi esterni al contratto – Incertezza nell’individuazione del criterio di calcolo – Indeterminatezza dell’oggetto della clausola – Sussistenza – Nullità della clausola [1] Massima: La clausola del contratto di leasing avente per oggetto l’adeguamento del canone mediante rinvio a dati o criteri di calcolo esterni al contratto che non siano facilmente individuabili o che non conducano a un risultato univoco è nulla per indeterminatezza ovvero indeterminabilità dell’oggetto. Disposizioni applicate: cod. civ., art. 1346. Parole chiave: Contratto – Clausola nulla per indeterminatezza dell’oggetto – Richiamo della clausola nulla da parte di altra…

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I limiti dell’accesso al fondo altrui per l’esecuzione di lavori condominiali

Corte Civile di Appello di Reggio Calabria,  rep. 632/18 del 13.5.2019 (inedita)– Rel. Est. Dott. Laudadio Art. 843 c.c. “Il requisito della necessità dell’accesso o del passaggio, in quanto non caratterizzato da un ulteriore qualificazione di assolutezza, deve essere inteso nel senso che tali accesso e passaggio debbano essere consentiti osservandosi un equo contemperamento degli opposti interessi. Quindi adottando, tra più soluzioni possibili, quella che consenta di raggiungere lo scopo perseguito dalla norma (con l’imposizione di siffatta obbligatio propter rem) anche con il minor sacrificio di colui che chiede il passaggio o l’accesso”. FATTO Nella fattispecie sottoposta all’attenzione della Corte d’appello, tra le varie questioni, costituisce oggetto del commento quella sulla legittimità o meno, dell’occupazione di un terrazzo di proprietà…

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L’art. 185 bis c.p.c., strumento di conciliazione giudiziale

Il legislatore, allo scopo di favorire la cultura della conciliazione e della definizione più celere del contenzioso, ha inteso – già con la novella n. 69/2009, ma ancor più con l’introduzione e la successiva riproposizione della mediazione civile e commerciale – dare un forte impulso a tutti i mezzi di soluzione delle controversie alternativi al giudizio. In questa categoria di interventi si inserisce, a pieno titolo, anche l’istituto della proposta di conciliazione del giudice, di cui all’art. 185 bis c.p.c., quale strumento di “avvicinamento forzato delle parti”. 1. La proposta formulata dal giudice L’art. 77, co. 1, lett. a) del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 – convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 98 – ha introdotto…

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Sui profili processuali della nozione di “lucido intervallo” nel quale è stato redatto il testamento

Cass., sez. II., 22 ottobre 2019, n. 26873 Pres. San Giorgio, Rel. Tedesco Procedimento civile – Onere della prova – Testamento olografo – Capacità di intendere e di volere – Eccezione (C.c. artt. 428, 591, 2697, 2729; C.p.c. art. 116) Il giudice del merito può trarre la prova dell’incapacità di intendere e di volere del testatore al momento della redazione del testamento dalle sue condizioni mentali, anteriori o posteriori, sulla base di una presunzione, potendo l’incapacità stessa essere dimostrata con qualsiasi mezzo di prova, mentre l’onere di provare che la redazione è avvenuta in un lucido intervallo spetta alla parte che sostenga l’autenticità del testamento. CASO L’attore, preteso erede universale in virtù di un primo testamento olografo confermato con scrittura…

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Litispendenza fra opposizione a precetto e opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.

Cass. civ. Sez. III, Sent., (ud. 15-01-2019) 17-10-2019, n. 26285 Sussiste litispendenza tra opposizione a precetto e opposizione all’esecuzione, successivamente proposta avverso il medesimo titolo esecutivo, ove le due azioni siano fondate su fatti costitutivi identici, concernenti l’inesistenza del diritto di procedere all’esecuzione forzata e sempreché le cause pendano innanzi a giudici diversi. Nel caso invece in cui le due opposizioni, riassunta la seconda nel merito, risultino pendenti innanzi al medesimo ufficio giudiziario, dovrà esserne disposta la riunione ai sensi dell’art. 273 c.p.c.  Qualora ciò non sia possibile per impedimenti di carattere processuale, la seconda causa dovrà essere sospesa pregiudizialmente ai sensi dell’art. 295 c.p.c. CASO Una società creditrice otteneva nei confronti di un condominio un’ordinanza ex art. 186 ter…

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La risarcibilità del danno per la lesione del diritto d’autore

Cass. civ., sez. I, 6 settembre 2019, n. 22381 – Pres. Genovese – Rel. Valitutti [1] Danno patrimoniale – Lucro cessante – Danno emergente – Danno non patrimoniale – Liquidazione – Diritti d’autore – Equo compenso – Onore – Reputazione – Paternità e integrità dell’opera – Diritti della personalità (Cod. civ. 1223; 2059; 2577; L. n. 633 del 1941: art. 20) [1] “La lesione del diritto d’autore, pur nella componente di diritto della personalità riferito alla paternità ed integrità dell’opera e non all’utilizzazione della stessa, può dar luogo al risarcimento del danno patrimoniale, qualora dalla sua lesione sia derivato un pregiudizio economico (art. 1223 c.c.) al soggetto che ne è titolare, ed in tal caso la risarcibilità del danno –…

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La notifica della disdetta del contratto di locazione all’indirizzo indicato, anche se non più occupato

Corte di Cassazione, Terza Sez. Civ. Sentenza n. 19524 del 19 luglio 2019 Pres. Adelaide Amendola – Rel. Cons. Marilena Gordoni Art. 1334 c.c. – Art. 1335 c.c.- Art. 1341 c.c. – art. 145, c.2 cpc  L. 392/1978 Disciplina delle locazioni di immobili urbani “La sentenza impugnata ha escluso la natura vessatoria, comportante a pena di inefficacia la specifica approvazione per iscritto, della pattuizione contenente la scelta del luogo in cui inviare ogni comunicazione relativa al contratto, collocandosi nel solco della giurisprudenza di legittimità che subordina l’applicazione dell’art. 1341 c.c. alla ricorrenza di due condizioni: a) la idoneità del contratto a regolare una serie indefinita di rapporti; b) la predisposizione unilaterale da parte di uno dei due contraenti[1]” “La disdetta, quale…

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