PROFESSIONE E STUDIO DIGITALE

Il deposito telematico nella crisi d’impresa: effetti processuali del recepimento della direttiva “insolvency”

Il 1° luglio 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 17 giugno ’22, n. 83, con il quale vengono apportate modifiche al codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al decreto legislativo n. 14 del 2019 (CCI), in attuazione della direttiva UE n. 2019/1023, riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, l’esdebitazione, le interdizioni e le misure volte ad aumentare l’efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza ed esdebitazione. La novella legislativa, oltre a riformare profondamente il codice della crisi d’impresa, porta novità anche in tema di deposito telematico, stante che, dalla data della entrata in vigore della stessa (prevista per il 15 luglio prossimo, come da espressa disposizione dell’art. 389, comma 1, del CCI) diventerà applicabile l’art….

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Il lato umano dei professionisti

Sono avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, notai, ma dietro la professione ci sono uomini e donne; con vite, famiglie, interessi, passioni, e sarebbe bello, oltre che utile, trasferire una parte di questi nel progetto di comunicazione. Perché oltre alle competenze, alla specializzazione, alle operazioni portate a termine, ai pareri sulle normative, c’è tutto il resto, che completa e delinea il profilo del professionista. Allora mi chiedo se non fosse utile, palesare, anche in parte, chi realmente si è e ciò che si fa attraverso la comunicazione. È un modo per presentarsi a tutto tondo, per far percepire il lato umano oltre a quello professionale e mettere al servizio l’uno dell’altra. Tante e varie possono essere le modalità per farlo. Per…

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Studi legali: dove si ferma la disponibilità per i clienti?

In questa continua lotta per la competitività degli studi professionali, la tempestività, l’essere disponibile H24, l’essere sempre connesso, raggiungibile e pronto a rispondere sembra essere la via che molti studi legali (e non) hanno scelto per arrivare primi. Ma sarà davvero la scelta giusta? Sarà questa la soluzione vincente? Analizziamo insieme i pro e i contro della eccessiva disponibilità del professionista verso i clienti. Prima di partire con l’analisi, permettetemi una sintesi: distinguiamo il prendersi cura del cliente – che è sacrosanto – dal servilismo; ricordiamo, inoltre, che il cliente va educato se vogliamo essere apprezzati e rispettati. Partiamo, dunque, da questi due assunti e da lì muoveremo i nostri passi. CONTINUA A LEGGERE

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La sostenibilità diventa billable

Ottime notizie dal fronte: Reed Smith, che con i suoi 17.00 avvocati è uno dei principali studi legali statunitensi, ha concesso crediti di ore fatturabili agli avvocati che svolgono attività legate alla sostenibilità: un’iniziativa che, secondo gli esperti del settore, si diffonderà man mano che gli studi si contenderanno l’attenzione dei clienti e quelle degli avvocati da assumere. Lo studio ha dichiarato che a partire da giugno, gli avvocati potranno conteggiare fino a 25 ore di leadership, formazione, advocacy e lavoro di sviluppo legato alla sostenibilità ambientale per i loro obiettivi di ore fatturabili. L’attività qualificata può includere il ruolo di leader nel “Green Team” interno dello studio, l’organizzazione di riunioni e iniziative incentrate sulla sostenibilità, la collaborazione con i…

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L’anacronismo della comunicazione professionale

Mentre il mondo corre e la comunicazione aziendale sperimenta nuove forme di comunicazione, azzarda, osa, percorre nuovi canali. I professionisti, e in particolare gli avvocati, si trovano ancora a dover fare i conti con delle regole deontologiche assolutamente fuori dal tempo e di certo non appropriate all’anno 2022. In un’epoca in cui la competizione tra studi professionali si fa sempre più ferrata, a causa anche dell’alto numero di professionisti, la comunicazione, che potrebbe essere uno strumento utile a fare la differenza all’interno di questo enorme mercato, arranca ancora, ed è costretta ad arenarsi, imbrigliata da regole del Codice deontologico che non consentono una comunicazione “libera”. I paradossi Capita, infatti, che sempre più spesso siano proprio i clienti, le aziende, a…

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Greenwashing: nuove opportunità di business

Se dico greenwashing quanti sanno di che cosa sto parlando? Io credo più o meno tutti, perché anche questo ormai è uno dei termini in cui si inciampa nella stampa un giorno sì e un altro anche. Comunque sia -a scanso di equivoci- si definisce greenwashing l’uso distorto della sostenibilità ambientale a fini promozionali. L’obiettivo di queste pratiche, conosciute anche come ambientalismo di facciata, è valorizzare la reputazione ambientale dell’impresa per generare, a cascata, un beneficio in termini di fatturato derivante dal fatto che sempre più persone sono interessate ad acquistare prodotti eco-friendly. I modi in cui si può fare greenwashing sono tanti, dall’utilizzo di un linguaggio vago e approssimativo a uno al contrario così tanto gergale e tecnico da essere comprensibile…

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Integrazione studi: tracciare una rotta comune per la comunicazione

Molti studi professionali, nel corso degli ultimi anni, hanno scelto di unire le loro strade e fondersi per generare uno studio che unisse le loro competenze: per essere più forti, più prestanti, per diversificare le competenze e “aggredire” il mercato con maggior vigore. Ma tra la scelta della sede comune, del nome/logo, della costruzione del nuovo sito, dell’informazione ai clienti, della relazione con questi ultimi; a volte ci si dimentica di discutere e pianificare un elemento sostanziale dell’unione: la comunicazione. E per comunicazione non intendo soltanto il momento dell’annuncio della nuova insegna, ma mi riferisco proprio al piano di comunicazione complessivo dello studio, alla presenza sui media, sui social, al modo di porsi, al tono utilizzato, alle comunicazioni con i…

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Sostenibilità e nuovi modelli di business

Negli ultimi quindici giorni mi sono trovata due volte a intervenire in convegni in cui ho parlato di integrazione tra studi. Le ragioni che da tempo ormai spingono verso riflessioni di questo genere sono legate a fattori diversi che comprendono cambiamenti di contesto, ragioni di opportunità economica, possibilità o necessità di competere con realtà che prima non esistevano o non erogavano quei servizi, voglia di cambiare e di misurarsi con sfide diverse. Al di là della scelta della formula societaria più adeguata -che lascio volentieri agli esperti- insisto sul fatto che molte avventure partono tra mille entusiasmi salvo arenarsi durante il tragitto o, nel peggiore dei casi, portare a un esito inizialmente positivo ma che si trasforma presto in una…

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L’identità digitale europea

Una delle maggiori novità che ci attendono nel prossimo futuro è senza dubbio l’approdo dell’identità digitale europea, o meglio del “wallet” (portafoglio) dell’identità digitale, la cui architettura è ben descritta all’interno dello “European Digital Identity, Architecture and Reference Framework” pubblicato dalla Commissione Europea il 22 febbraio scorso e reperibile al seguente indirizzo: https://cloud.eid.as/index.php/s/DQ5aRjyzJDNKXpW. Il documento in questione descrive la veste che assumerà l’identità digitale europea all’interno della nuova versione del regolamento eIDAS e non a caso viene utilizzata la definizione di “wallet”; obiettivo dichiarato del legislatore europeo è infatti quello di creare un portafoglio digitale, che sarà utilizzabile non solo per i documenti di identità, ma anche per una serie di attestazioni di status e finanche come custodia di dati…

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La comunicazione è valore

Tante volte mi sono sentita chiedere cosa può portare la comunicazione ad uno studio, qual è il valore aggiunto che apporta, se genera effettivamente un aumento dei clienti e se è quindi uno strumento di business development? Ecco, la risposta è una: la comunicazione dà valore; la comunicazione è valore per uno studio che decide di portare avanti un piano strutturato e decide quindi di perseguirla con gli strumenti adeguati. La comunicazione contribuisce all’aumento della clientela? Se con questa domanda si intende, se tramite la pubblicazione di un articolo si crei una fila di nuovi clienti davanti la porta, pronti a far piovere mandati: la risposta è no! No, la comunicazione non è direttamente proporzionale all’aumento dei clienti. E bisogna…

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