Diritto e procedimento di famiglia

Obbligo di mantenimento verso i figli: dopo la maggiore età è il richiedente che deve provare la mancanza di autosufficienza economica

Cassazione civile sez. I, ordinanza 14 agosto 2020, n.17183 Obblighi di mantenimento figlio maggiorenne – cessazione – onere della prova Artt. 337-sexies e 337-septies c.c. In forza del principio di autoresponsabilità, non è necessaria una prescrizione legislativa, che, fissi l’età in cui l’obbligo di mantenimento nei confronti del figlio viene meno. L’obbligo di mantenimento legale cessa con la maggiore età del figlio; in seguito, l’obbligo sussiste laddove stabilito dal giudice, se il richiedente, e non il genitore onerato, dimostri la mancanza d’indipendenza economica e provi di essersi impegnato sia nella propria preparazione professionale o tecnica, sia nella ricerca di un’occupazione lavorativa. CASO Nel corso del giudizio per la modifica delle condizioni di divorzio il Tribunale di Grosseto aveva ridotto l’assegno…

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Non c’è addebito per l’abbandono del tetto coniugale se il rapporto di convivenza era già fallito

Cassazione civile sez. VI, 23 giugno 2020 n.12241 Separazione – addebito – mantenimento Art. 143 c.c. – Art. 151 c.c. – Art. 156 c.c. Il volontario abbandono del domicilio coniugale è causa di per sé sufficiente di addebito della separazione, poiché porta all’impossibilità della convivenza, salvo che, chi ha posto in essere l’abbandono, non provi che l’allontanamento sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si era già verificata, e in conseguenza di tale fatto. CASO Nel giudizio per la separazione personale dei coniugi, il marito aveva chiesto l’addebito della separazione per l’abbandono del tetto coniugale da parte della moglie, in violazione del dovere di cui all’art. 143 c.c. Il tribunale aveva pronunciato la separazione respingendo la…

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Legittimo impugnare il riconoscimento di un bimbo da parte dell’uomo che sapeva di non essere il padre biologico

Corte Cost. sentenza n. 127 del 25 giugno 2020 Riconoscimento del figlio naturale – Impugnazione per difetto di veridicità Art. 263 c.c. – Art. 9 legge 40/2004 Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 263 del codice civile, sollevata in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione. La norma non può predeterminare un divieto, come nel caso della legge n. 40/2004 – che impedisce l’impugnazione del riconoscimento ai chi ha prestato il consenso alle tecniche di fecondazione assistita – poiché diverse sono le fattispecie. Chi ha effettuato un riconoscimento, pur nella consapevolezza della sua falsità, è legittimato a impugnarlo perché il giudice non deve applicare la rigida alternativa vero o falso. Occorre valutare il legame del soggetto…

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Figli dichiarati adottabili se i genitori non sono in grado offrire loro un progetto di vita

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 12 giugno 2020, n. 11342 Stato di abbandono e dichiarazione di adottabilità dei minori Artt. 1, 8 legge n. 184/1993 Il diritto dei minori a crescere nella loro famiglia di origine, non esclude la pronuncia di dichiarazione di adottabilità quando, nonostante l’impegno del genitore per superare le proprie difficoltà personali e genitoriali, non sia in grado di predisporre un progetto di vita per i figli e non sia possibile prevedere il recupero delle capacità genitoriali in tempi compatitili con l’esigenza dei minori. CASO Due minori sono dichiarati adottabili dal tribunale minorile e la Corte d’Appello di L’Aquila respinge gli appelli dei genitori. La decisione viene presa sul presupposto dell’assoluta carenza di una progettualità…

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Frequentazione nonni e nipoti: limitata se il nonno è troppo invadente

Cassazione Civile sez. I, ordinanza del 19 maggio 2020 n. 9145 Rapporti dei minori con gli ascendenti Art. 315 bis c.c. – Art. 317 bis c.c. Il diritto del nonno di mantenere rapporti significativi con i nipoti è recessivo rispetto a quello dei minori di crescere in modo sano ed equilibrato. Il regime di visite disposto con i provvedimenti giudiziali può essere ridimensionato, se la relazione comporta uno stato di conflitto di lealtà dei minori tra genitori e ascendenti, e per mancanza di collaborazione nell’adempimento degli obblighi educativi, essendo tale elemento un presupposto indispensabile. CASO La vicenda, che vede coinvolti un nonno e la sua nuova moglie e le due nipoti minorenni dall’altro, ha inizio con un ricorso ai sensi…

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Accertamento paternità naturale: utilizzabili campioni biologici detenuti dalla struttura ospedaliera

Cass. Civ. sez. III sentenza 05 maggio 2020 n.8459 Prove accertamento paternità naturale – trattamento dei dati personali Art. 269 c.c. – Regolamento UE n. 679/2016 Non viola la normativa sulla privacy, l’utilizzo del materiale biologico detenuto dalla struttura ospedaliera e acquisito dal CTU nel giudizio per l’accertamento della paternità naturale. E’ lecita la conservazione dei dati personali da parte dell’ente pubblico per il perseguimento di interessi pubblici prevalenti, tra i quali l’impiego giudiziario del campione biologico. CASO Un uomo agisce per far accertare dal tribunale il proprio status di figlio naturale. Nel corso del giudizio, il presunto padre muore e prosegue il giudizio il suo erede. Il tribunale accoglie la domanda dichiarando la paternità naturale, ma la sentenza è…

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L’obbligo di visitare il minore da parte del padre non è coercibile

Cassazione Civile, sez. I, ordinanza 6 marzo 2020, n. 6471 Violazione obblighi di frequentazione del minore –Misure di coercizione indiretta Artt. 614 bis e 709 ter c.p.c. Il diritto-dovere di visita del figlio minore che spetta al genitore non collocatario non è suscettibile di coercizione neppure nella forma indiretta di cui all’art. 614-bis c.p.c., trattandosi di una potere-funzione che è destinato a rimanere libero nel suo esercizio, frutto di scelte autonome che rispondono anche all’interesse superiore del minore a una sua crescita sana ed equilibrata. CASO In un giudizio per l’accertamento della paternità naturale proposto dalla madre di un minore, il Tribunale di Chieti aveva sanzionato, ai sensi dell’art. 614-bis c.p.c., l’inadempimento del padre agli obblighi di visita fissati per…

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Adozione del maggiorenne: consentita la deroga alla differenza di età minima per tutelare situazioni familiari consolidate

Cassazione civile sez. I, 03 aprile 2020, n.7667 Adozione del maggiorenne Art. 291 c.c. – L. 4 maggio 1983, n. 184, art. 44, comma 1, lett. b In materia di adozione di maggiorenne, al fine di evitare il contrasto con l’art. 30 Cost., il giudice può derogare alla prescrizione di cui all’art. 291 c.c., che impone la differenza di diciotto anni di età tra adottante e adottato, per tutelare situazioni familiari consolidate. CASO Un uomo si era rivolto al Tribunale di Modena chiedendo di adottare la figlia maggiorenne della sua convivente, rimasta orfana di padre a 6 anni, rilevando di averla cresciuta come se fosse sua figlia, fin da quando aveva 12 anni. Il Tribunale aveva respinto la domanda per…

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L’affido condiviso e la frequentazione dei figli durante l’emergenza sanitaria da Covid-19

Corte d’appello di Bari 26 marzo 2020 Lo scopo primario delle norme poste dai DPCM emanati è una rigorosa e universale limitazione dei movimenti sul territorio diretta al contenimento del contagio, con conseguente sacrificio di tutti i cittadini anche dei minori. Il diritto/dovere di visita dei genitori è da considerarsi recessivo rispetto alle limitazioni poste alla circolazione delle persone, legalmente stabilite a norma degli artt. 16 e 32 Cost. Affidamento condiviso e frequentazione genitori/figli – sospensione – diversa modalità Art. 337 ter c.c. – DPCM 22 marzo 2020 IL QUADRO ATTUALE DELLA NORMATIVA Il DPCM del 22 marzo 2020, che ha previsto ulteriori restrizioni alla circolazione per contrastare il contagio da Covid-19, ha imposto il divieto a tutte le persone…

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Nullo l’accordo separativo di revoca della donazione tra i coniugi per difetto di forma

Cassazione civile, sezione I, ordinanza del 3 marzo 2020 n. 5937 In applicazione del principio di simmetria delle forme, la scrittura privata di risoluzione della donazione allegata ai patti separativi omologati, è nulla per difetto di forma, dovendo la stessa condividere la forma pubblica e solenne stabilita ad substantiam dagli artt. 782 e 2699 c.c. per la donazione. Accordi solutori della crisi familiare – natura e forme (Artt. 782, 2699, 2932 c.c.) CASO Due coniugi si separavano consensualmente alle condizioni omologate dal Tribunale di Avellino in conformità ai patti contenuti in una scrittura privata, dagli stessi sottoscritta, e allegata al ricorso congiunto di conversione della separazione giudiziale in consensuale, depositato in udienza. In base agli accordi, la moglie, che aveva…

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