Diritto e procedimento di famiglia

Nuova convivenza e perdita automatica del diritto all’assegno divorzile: la questione alle Sezioni Unite

Cassazione civile sez. I, 17dicembre 2020 n. 28995 Divorzio – cessazione assegno divorzile ex coniuge – convivenza more uxorio (Art. 5 comma 10 L. 898/1970) Rientra tra le questioni di particolare importanza, a norma dell’art. 374 c.p.c., comma 2, da rimettere all’esame delle Sezioni unite, stabilire se anche in caso in cui il beneficiario dell’assegno divorzile non passi nuove nozze ma insaturi una stabile convivenza, si determini la decadenza dall’assegno, senza alcuna valutazione discrezionale da parte del giudice. La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite l’esame relativo alla questione interpretativa riguardante la perdita dell’assegno divorzile in caso di nuova stabile convivenza del beneficiario. CASO Nel giudizio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il…

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I criteri per la ripartizione della reversibilità tra ex coniuge e coniuge superstite

Cassazione civile sez. VI, 13 novembre 2020, n. 25656 Reversibilità coniuge divorziato – criteri di ripartizione coniuge superstite (Art. 5, e art. 9, comma 3 L. n. 898/970) Ai fini della suddivisione della reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite, il criterio legale della durata dei matrimoni deve essere utilizzato ponderando gli ulteriori elementi quali l’entità dell’assegno di mantenimento riconosciuto all’ex coniuge e le condizioni economiche degli aventi diritto. Anche la convivenza prematrimoniale assume un distinto e autonomo rilievo giuridico, ove il coniuge interessato dimostri la stabilità ed effettività della comunione di vita prematrimoniale. CASO Nel giudizio di appello per la ripartizione della quota di pensione di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite, l’ex moglie ottiene il 40% delle…

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Moglie straniera perde la cittadinanza italiana perché il matrimonio era nullo

Cass. civ., sez I, 11.11.2020 n. 25441 Il provvedimento di riconoscimento della cittadinanza per matrimonio da parte di una cittadina straniera, può essere annullato anche se il provvedimento che dichiara la nullità del vincolo matrimoniale sia successivo all’emissione del provvedimento. La pubblica amministrazione agisce in autotutela d’ufficio, una volta constatata, anche successivamente, la mancanza dei requisiti originari per l’emissione del provvedimento. Acquisto e perdita della cittadinanza italiana– nullità del matrimonio – L. n. 91/1992 art. 5, art. 8 – art. 129 c.c. – L. n. 241/1990 art. 21-nonies CASO Una donna russa contraeva matrimonio con un cittadino italiano nel 2006. Sei mesi dopo veniva chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana, ai sensi dell’art. 5 della legge n. 91/1992, che le…

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La disparità economica e l’inadeguatezza dei mezzi del coniuge giustificano l’assegno di divorzio

Cassazione civile sez. VI, ordinanza del 9 settembre 2020, n. 18681 Assegno divorzile – presupposti e criteri attributivi (Art. 5 legge n. 898/1970) In sede di riconoscimento di assegno divorzile, deve essere dato rilievo alla disparità economica tra gli ex coniugi conseguente allo scioglimento del vincolo e alla mancanza di mezzi adeguati a garantire al richiedente un’esistenza libera e dignitosa. A fronte di un’accertata non autosufficienza economica dell’ex coniuge, l’assegno può anche fondarsi in via esclusiva o prevalente sul criterio assistenziale, senza necessità di valutare anche il profilo perequativo o compensativo. CASO Nel giudizio per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale aveva assegnato la casa coniugale, in comproprietà dei coniugi, al marito, perché vi continuasse ad abitare…

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Convivenza ultra triennale sana la nullità del matrimonio concordatario indipendentemente dal momento della conoscenza del vizio

Cassazione civile sez. I ordinanza  17 settembre 2020 n. 19329 Nullità del matrimonio concordatario – Delibazione della sentenza ecclesiastica – contrasto con l’ordine pubblico (Art. 8 L. n. 121/1985, art. 122 c.c.) Ai fini della dichiarazione di efficacia della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio, la convivenza protratta per oltre tre anni, ne impedisce il riconoscimento per contrarietà all’ordine pubblico italiano. Non rileva il momento in cui il coniuge ha effettivamente conosciuto il vizio invalidante. La decorrenza del triennio, a far data dalla celebrazione del matrimonio, implica un’accettazione consapevole e volontaria di qualsiasi vizio genetico riguardante il matrimonio. CASO Il Tribunale Ecclesiastico Regionale del Lazio aveva dichiarato la nullità del matrimonio concordatario tra due coniugi, per l’omosessualità del marito. Il…

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Non revocabile l’assegno divorzile per nuova convivenza della ex se già nota al momento della sentenza di divorzio

Cassazione civile sez. VI, ordinanza del 7 settembre 2020 n.18528 Modifica delle condizioni di divorzio – Presupposti – Giudicato rebus sic stantibus (Art. 9 L. n. 898/1970) Le sentenze di divorzio e le successive modifiche, passano in cosa giudicata “rebus sic stantibus”, rimanendo cioè suscettibili di modifica quanto ai rapporti economici o all’affidamento dei figli, solo in presenza di sopravvenuti fatti nuovi. La stabile convivenza dell’ex coniuge titolare di assegno divorzile non è idonea a provocare una modifica delle condizioni di divorzio, se già nota e dedotta nel giudizio di divorzio concluso. CASO Nel giudizio per la revisione delle condizioni di divorzio, l’ex coniuge chiedeva la revoca dell’assegno divorzile, invocando la circostanza secondo cui l’ex moglie aveva una stabile convivenza….

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Disconoscimento di paternità per adulterio: certezza e non sospetto di una relazione idonea a determinare il concepimento

Cassazione civile sez. I, ordinanza del 17/09/2020 n.19324 Disconoscimento di paternità – Applicazione delle legge straniera – Contrarietà all’ordine pubblico – (Art. 16 e 33 L. n. 218/95 – Artt. 235 e 244 c.c.) La datazione della scoperta dell’adulterio, il cui onere probatorio incombe su chi introduce l’azione di disconoscimento della paternità, e la retrodatazione di tale data eventualmente allegata dai convenuti, restano sottoposte alla stessa regola. E’ necessaria la conoscenza di una vera e propria relazione, o di un incontro idoneo a determinare il concepimento del figlio che si vuole disconoscere, non essendo sufficiente un’infatuazione, la semplice relazione sentimentale, o la mera frequentazione della moglie con un altro uomo. CASO La vicenda riguarda un bimbo nato da genitori rumeni…

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Obbligo di mantenimento verso i figli: dopo la maggiore età è il richiedente che deve provare la mancanza di autosufficienza economica

Cassazione civile sez. I, ordinanza 14 agosto 2020, n.17183 Obblighi di mantenimento figlio maggiorenne – cessazione – onere della prova Artt. 337-sexies e 337-septies c.c. In forza del principio di autoresponsabilità, non è necessaria una prescrizione legislativa, che, fissi l’età in cui l’obbligo di mantenimento nei confronti del figlio viene meno. L’obbligo di mantenimento legale cessa con la maggiore età del figlio; in seguito, l’obbligo sussiste laddove stabilito dal giudice, se il richiedente, e non il genitore onerato, dimostri la mancanza d’indipendenza economica e provi di essersi impegnato sia nella propria preparazione professionale o tecnica, sia nella ricerca di un’occupazione lavorativa. CASO Nel corso del giudizio per la modifica delle condizioni di divorzio il Tribunale di Grosseto aveva ridotto l’assegno…

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Non c’è addebito per l’abbandono del tetto coniugale se il rapporto di convivenza era già fallito

Cassazione civile sez. VI, 23 giugno 2020 n.12241 Separazione – addebito – mantenimento Art. 143 c.c. – Art. 151 c.c. – Art. 156 c.c. Il volontario abbandono del domicilio coniugale è causa di per sé sufficiente di addebito della separazione, poiché porta all’impossibilità della convivenza, salvo che, chi ha posto in essere l’abbandono, non provi che l’allontanamento sia intervenuto nel momento in cui l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza si era già verificata, e in conseguenza di tale fatto. CASO Nel giudizio per la separazione personale dei coniugi, il marito aveva chiesto l’addebito della separazione per l’abbandono del tetto coniugale da parte della moglie, in violazione del dovere di cui all’art. 143 c.c. Il tribunale aveva pronunciato la separazione respingendo la…

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Legittimo impugnare il riconoscimento di un bimbo da parte dell’uomo che sapeva di non essere il padre biologico

Corte Cost. sentenza n. 127 del 25 giugno 2020 Riconoscimento del figlio naturale – Impugnazione per difetto di veridicità Art. 263 c.c. – Art. 9 legge 40/2004 Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 263 del codice civile, sollevata in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione. La norma non può predeterminare un divieto, come nel caso della legge n. 40/2004 – che impedisce l’impugnazione del riconoscimento ai chi ha prestato il consenso alle tecniche di fecondazione assistita – poiché diverse sono le fattispecie. Chi ha effettuato un riconoscimento, pur nella consapevolezza della sua falsità, è legittimato a impugnarlo perché il giudice non deve applicare la rigida alternativa vero o falso. Occorre valutare il legame del soggetto…

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