Obbligazioni e contratti

Procura speciale a vendere, incapacità naturale e onere probatorio

Cass. civ., Sez. II, ord., 28.02.2022, n. 6598 – Pres. Giusti – Rel. Oliva Procura a vendere – Incapacità di intendere e di volere – Incapacità naturale – Annullabilità del contratto – Presunzione – Apprezzamento del giudice di merito (art. 428 c.c.) Massima: “Al fine dell’invalidità del negozio per incapacità naturale non è necessaria la prova che il soggetto, nel momento del compimento dell’atto, versava in uno stato patologico tale da far venir meno, in modo totale e assoluto, le facoltà psichiche, essendo sufficiente accertare che tali facoltà erano perturbate al punto da impedire al soggetto una seria valutazione del contenuto e degli effetti del negozio, e quindi il formarsi di una volontà cosciente”. CASO A seguito di un ictus, un…

Continua a leggere...

Il valore della prenotazione nei contratti a distanza conclusi con mezzi elettronici

Sintesi Nel procedimento di conclusione di un contratto d’albergo a distanza per mezzo di una piattaforma di intermediazione occorre valutare se, cliccando il pulsante di “prenotazione” on line, il consumatore si stia effettivamente impegnando a pagare il professionista. A tal fine è indispensabile che tale pulsante riporti una dicitura facilmente leggibile che chiarisca inequivocabilmente il sorgere del vincolo al pagamento. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella sentenza (C‑249/21, 7 aprile del 2022) su un contenzioso avviato da un albergo contro un consumatore per un contratto concluso secondo il diritto tedesco attraverso booking.com. Il fatto La sentenza riporta che Fuhrmann-2, società proprietaria dell’hotel Goldener Anker, sito in una cittadina tedesca, offriva all’epoca della vicenda esaminata le proprie…

Continua a leggere...

Misure protettive chieste da una società di costruzioni e rapporti con i creditori bancari

Tribunale di Pescara, 5 maggio 2022, Giudice Capezzera Parole chiave Composizione negoziata – Misure protettive – Conferma Massima: “Nell’ambito della composizione negoziata della crisi d’impresa, le misure protettive chieste dall’imprenditore indebitato vanno confermate dal tribunale quando sussiste il rischio che altrimenti i creditori avviino iniziative giudiziarie atte a pregiudicare il buon esito delle trattative”. Disposizioni applicate Art. 5 d.l. n. 118/2021 (accesso alla composizione negoziata e suo funzionamento), art. 6 d.l. n. 118/2021 (misure protettive), art. 7 d.l. n. 118/2021 (procedimento relativo alle misure protettive e cautelari) CASO Una società immobiliare versa in difficili condizioni finanziarie e presenta al giudice competente (Tribunale di Pescara) ricorso per la conferma delle misure protettive già chieste con la domanda di composizione negoziata depositata…

Continua a leggere...

Condizione sospensiva e abuso della personalità giuridica

Cass. civ., sez. III, 3 novembre 2021, n. 31319 – Pres. Graziosi – Rel. Guizzi Parole chiave: Contratto – Condizione – Negozio di accertamento – Clausola che subordina l’esigibilità della prestazione alla mancata conclusione di un nuovo contratto – Condizione meramente potestativa – Configurabilità – Conseguenze Massima: “Qualora le parti di un contratto di locazione stipulino un negozio di accertamento per eliminare la res dubia relativa ai crediti da esso nascenti, la clausola di tale negozio che ne subordini l’esigibilità alla condizione sospensiva di carattere negativo che un nuovo contratto di locazione – con cui la locatrice abbia concesso il godimento della res locata ad altro conduttore di cui sia socia di maggioranza – non giunga a buon fine, è…

Continua a leggere...

Vendita di quadro non autentico e decorrenza della prescrizione del diritto di richiedere la risoluzione e il risarcimento del danno per “aliud pro alio”

Cass. civ. Sez. Seconda, Ord. 14/01/2022, n. 996, Pres. Felice, Est. Besso Marcheis Contratto vendita – Aliud pro alio – Prescrizione decennale – decorrenza Massima: “In caso di vendita di quadro non autentico, qualificabile come vendita di “aliud pro alio”, il diritto di richiedere la risoluzione e il conseguente risarcimento del danno è assoggettato alla prescrizione ordinaria decennale, il cui termine inizia a decorrere dalla consegna del quadro, che segna il momento in cui si verifica l’inadempimento, senza che rilevi la circostanza che l’acquirente non fosse a conoscenza della non autenticità, in quanto ai fini della sospensione del termine di prescrizione rileva l’impossibilità che derivi da cause giuridiche, non anche impedimenti soggettivi o ostacoli di mero fatto, tra i quali…

Continua a leggere...

Caparra confirmatoria costituita mediante assegno bancario privo di data

Cass. civ. Sez. Seconda, Sent. 31/03/2022, n. 10366, Pres. Di Virgilio, Est. Dongiacomo Contratto preliminare – Caparra confirmatoria – Assegno privo di data Massima: “10, pur se l’effetto proprio di essa si perfeziona al momento della riscossione della somma da esso recata e, dunque, salvo buon fine, essendo però onere del prenditore del titolo, dopo averne accettato la consegna, di porlo all’incasso; ne deriva che il comportamento dello stesso prenditore, che ometta di incassare l’assegno e lo trattenga comunque presso di sé, è contrario a correttezza e buona fede, sì da impedirgli di imputare all’inadempimento della controparte il mancato incasso dell’assegno, come pure di recedere dal contratto, al quale la caparra risulta accessoria, o di sollevare l’eccezione di inadempimento”. Disposizioni…

Continua a leggere...

La prescrizione dei diritti nel contratto di trasporto

Cass. civ., sez. III, 15 settembre 2021, n. 24894 – Pres. Vivaldi – Rel. Guizzi Parole chiave: Contratto di trasporto – Trasporto di cose per conto di terzi – Sistema delle “tariffe a forcella” – Prescrizione dei diritti – Termine – Prescrizione quinquennale – Ambito di applicazione – Diritti spettanti all’autotrasportatore Massima: “Nei contratti già sottoposti al sistema delle cosiddette “tariffe a forcella”, la prescrizione quinquennale ex art. 2 D.L. 29 marzo 1993, n. 82, convertito con modificazioni dalla L. 27 maggio 1993, n. 162, trova applicazione soltanto con riferimento ai diritti spettanti all’autotrasportatore”. Disposizioni applicate: cod. civ., artt. 1680, 2951; l. 298/1974, art. 50; d.l. 82/1993, art. 2 CASO Una società, al fine di ottenere il risarcimento dei danni…

Continua a leggere...

Contratto di fornitura ed eccessiva onerosità sopravvenuta: l’impatto del Covid-19 sui contratti

Tribunale di Avellino, 29 giugno 2021, Giud. Di Matteo Parole chiave Contratto di fornitura – Covid-19 – Risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta Massima: “Nell’ambito di un contratto di fornitura concernente l’allestimento di un’attività di ristorazione, lo scoppio della pandemia di Covid-19, unitamente alle misure di contenimento adottate dal Governo, costituisce evento straordinario e imprevedibile che consente all’impresa di ristorazione di invocare la risoluzione del contratto – non ancora eseguito – per eccessiva onerosità sopravvenuta ai sensi dell’art. 1467 c.c.”. Disposizioni applicate Art. 1467 c.c. (contratto con prestazioni corrispettive) CASO Due società stipulavano un contratto di fornitura in forza del quale la prima società (appaltatrice o venditrice) si impegnava a fornire alla seconda (committente o acquirente) determinati beni con posa in…

Continua a leggere...

L’esistenza di un patto commissorio va verificata secondo un’indagine sostanzialistica e non meramente formale

Cass. civ., sez. II, 8 ottobre 2021, n. 27362 – Pres. Orilia – Rel. Oliva Parole chiave: Contratti – Collegati, complessi, misti – Divieto di patto commissorio – Configurabilità – Condizioni – Verifica dell’assetto di interessi complessivo e della funzione economica dei negozi – Necessità – Natura reale od obbligatoria ed effetti del contratto – Irrilevanza [1] Massima: L’intento elusivo del divieto legale del patto commissorio è configurabile allorché sussista, tra le diverse pattuizioni, un nesso di interdipendenza tale da far emergere la loro funzionale preordinazione allo scopo finale di garanzia, piuttosto che a quello di scambio, sicché il giudice non deve limitarsi a verificare il solo tenore letterale delle clausole inserite nel contratto o nei contratti posti in essere…

Continua a leggere...

L’interruzione delle trattative e il diritto alla provvigione del mediatore

Trib. Milano, 5 gennaio 2022, Sent., G.U. Dott. R. Pertile Mediazione – interruzione delle trattative e successiva ripresa – conclusione dell’affare – nesso di causalità – diritto alla provvigione del mediatore Massima: “Il presupposto indefettibile affinché sorga il diritto alla provvigione da parte del mediatore è la sussistenza di un nesso di causalità tra conclusione dell’affare e attività svolta dal mediatore. Non sussiste pertanto il diritto alla provvigione quando una prima fase delle trattative avviate con l’intervento di un mediatore non dia risultato positivo e la conclusione dell’affare, cui le parti siano successivamente pervenute, sia indipendente dall’intervento del mediatore”. CASO Con atto di citazione Tizio conveniva in giudizio Caio esponendo di essere mediatore immobiliare e di avere svolto, in tale veste,…

Continua a leggere...