Diritto Bancario

Contratti d’investimento e uso selettivo della nullità di protezione: la decisione delle Sezioni Unite

È legittimo l’esercizio selettivo, da parte dell’investitore, di una azione di nullità “di protezione”, ossia (opportunisticamente) diretta a colpire alcuni soltanto degli ordini di investimento eseguiti o tale esercizio può qualificarsi abusivo/contrario al canone, costituzionalmente fondato, della buona fede? A tale quesito, di evidente impatto operativo, hanno risposto le Sezioni Unite con la recente sentenza del 4 novembre 2019 n. 28314. L’uso selettivo del rilievo della nullità del contratto quadro, è osservato, non contrasta, in via generale, con lo statuto normativo delle nullità di protezione ma la sua operatività deve essere modulata e conformata dal principio di buona fede secondo un parametro da assumersi in modo univoco e coerente (ossia oggettivo). La nullità di protezione, infatti, dà concreta attuazione al…

Continua a leggere...

Garante privacy: nuove regole per i “SIC”

È stato approvato il nuovo “Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” (i cosiddetti “Sic”), proposto dalle associazioni di categoria e accettato dal Garante per la privacy dopo un laborioso lavoro di revisione del vecchio Codice deontologico, non allineato alle modifiche introdotte dalla normativa europea (GDPR) e nazionale in materia di privacy. Gli aderenti al nuovo Codice di condotta si sono impegnati a rispettarne già da subito le regole e i principi, anche se il testo diverrà pienamente efficace solo al completamento della fase di accreditamento del neo istituito Organismo di monitoraggio da parte del Garante presso il Comitato che riunisce le Autorità di protezione…

Continua a leggere...

Usura: gli interessi di mora alle Sezioni Unite

Si segnala l’ordinanza interlocutoria n. 26946 della Prima Sezione civile della Cassazione del 22 ottobre 2019 che ha rimesso alle Sezioni Unite alcune rilevanti questioni in materia di usurarietà degli interessi moratori, ossia l’applicabilità o no della normativa antiusura agli interessi moratori e, nell’eventualità, il tasso soglia degli interessi moratori. In esito ad una puntuale ricognizione delle argomentazioni pro e contro l’assoggettamento degli interessi di mora alla disciplina antiusura, i giudici di legittimità hanno ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento della problematica, riguardante la riferibilità della disciplina antiusura anche agli interessi moratori; si deve in particolare valutare – anche alla stregua del tenore letterale dell’art. 644 cod. pen. e dell’art. 2 della legge n. 108 del 1996 e delle indicazioni emergenti…

Continua a leggere...

Appunti giurisprudenziali sul tasso effettivo di mora (T.E.MO.), worst case e interessi moratori usurari

Secondo la giurisprudenza prevalente appare problematico determinare un tasso effettivo di mora (c.d. T.E.MO.), dal momento che tale nozione muove dal presupposto di sommare spese e oneri agli interessi moratori, effettuando una analogia con il concetto di TAEG, senza tenere conto che quest’ultimo parametro ha logica solo se riferito agli interessi corrispettivi e agli oneri accessori all’erogazione del credito, dovendosi escludere tale accessorietà degli oneri rispetto all’interesse moratorio, che invece dipende non dall’erogazione del credito, quanto piuttosto dall’inadempimento del debitore (nei termini Trib. Milano 28.4.2016; conf. Trib. Milano 28.7.2017; Trib. Bologna 5.3.2018 e 15.3.2018; Trib. Napoli Nord 26.4.2018; Trib. Brescia  19.4.2018; Trib. Treviso 22.3.2018; Trib. Pavia 10.1.2019; Trib. Roma 8.11.2018). È altresì abitualmente affermato che lo sviluppo di calcoli sui…

Continua a leggere...

Mancanza del contratto scritto di c/c e TAEG/ISC nei mutui

L’allegata decisione del Trib. Sulmona 160 – 2019, affronta due questioni spesso al centro del contenzioso bancario, ossia l’asserita mancanza di un contratto scritto di conto corrente e di affidamento e l’omessa o erronea indicazione del Taeg/Isc nel contratto di mutuo (per approfondimenti v. Fiorucci, Controversie bancarie. Casi e soluzioni giurisprudenziali, Milano, 2019). Riguardo alla prima questione, il giudice rileva che l’affermazione degli attori secondo cui non è stato sottoscritto alcun contratto di conto corrente e di apertura di credito regolata sul c/c indirizza la distribuzione degli oneri probatori: l’onere della produzione del contratto di finanziamento non può essere ascritto al correntista che afferma l’inesistenza del documento contrattuale bensì alla banca che può e deve dimostrare l’esistenza del contratto scritto,…

Continua a leggere...

Focus della Cassazione penale sull’usura

Nelle controversie bancarie, le doglianze degli attori ruotano spesso intorno all’asserito superamento del tasso soglia usura da parte degli interessi corrispettivi o moratori pattuiti in contratto. Può essere per questo utile segnalare una recente sentenza della Cassazione penale, Sez. II,  n. 38551/2019 che ha focalizzato alcuni punti fermi in materia di usura, riassumibili come segue: – il delitto di usura si configura come un reato a schema duplice, potendo essere integrato da due distinte fattispecie tipiche, aventi in comune la pattuizione di interessi od altri vantaggi usurari in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra cosa mobile, ma che si distinguono perché: a) l’una è caratterizzata dal conseguimento del profitto illecito: in questo caso, il verificarsi dell’evento lesivo…

Continua a leggere...

La capienza patrimoniale del fideiussore: la parola alla Cassazione

La capienza del patrimonio del fideiussore è elemento indefettibile ai fini della validità della fideiussione (causa, “ragione pratica” dell’atto negoziale)? A tale quesito, di evidente impatto pratico, ha risposto Cass. n. 22559/2019. Il nostro ordinamento, è osservato, non presuppone una esatta coincidenza tra il concetto di garanzia patrimoniale e quello di capienza del patrimonio del debitore. L’art. 2740 c.c., infatti, dispone che “Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri“. Detta disposizione, unitamente all’art. 2910 c.c., che prevede che il creditore possa fare espropriare i beni del debitore per conseguire quanto gli è dovuto, sancisce il principio della responsabilità patrimoniale del debitore, la quale comporta la sussistenza di un vincolo sul patrimonio del medesimo…

Continua a leggere...

Anatocismo: ammortamento alla francese, regime finanziario composto e modalità di calcolo degli interessi

Trib. Roma 19 settembre 2019, dott. Carlomagno Si segnala la recentissima decisione Trib. Roma 19 settembre 2019, dott. Carlomagno  (allegata), che contiene interessanti riflessioni in materia di anatocismo bancario e ammortamento alla francese. In particolare, la sentenza affronta la questione relativa alla necessità di esplicitare nel contratto di mutuo il regime finanziario composto e le modalità di computo degli interessi: sul capitale residuo piuttosto che sulla quota capitale in scadenza (per approfondimenti, si rinvia a  Fiorucci, Controversie bancarie. Casi e soluzioni giurisprudenziali, 2019, Milano, p. 188). Nel disattendere una tale ricostruzione del fenomeno anatocistico (al pari di quanto già stabilito da Trib. Torino 30.5.2019 e Trib. Milano 26.3.2019), l’allegata decisione evidenzia quanto segue: – nell’ammortamento francese, gli interessi vengono calcolati…

Continua a leggere...

Ricorso all’ABF e onorari dell’avvocato

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. Il ricorso è deciso esclusivamente sulla base della documentazione prodotta dalle parti (ricorrente e intermediario) e non è necessaria l’assistenza di un avvocato. Anche per questo, l’ABF raramente riconosce agli avvocati gli onorari per l’attività svolta a supporto del ricorrente nell’ambito del procedimento stragiudiziale presso l’Arbitro Bancario Finanziario. Il Collegio di coordinamento ABF n. 3198/2012, infatti, ha affermato che per quanto attiene alla refusione delle spese legali, le “Disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari”…

Continua a leggere...

Il bancomat secondo la Cassazione

Il bancomat identifica un circuito di servizi per il prelievo di denaro contante da sportelli automatici ATM che consente al correntista di una banca di eseguire alcune operazioni (versamenti e prelievi di contanti, rilascio di estratti conto, pagamento di bollette, ricarica telefono mobile) mediante l’inserimento di una carta di debito magnetica personalizzata (detta correntemente carta bancomat) in uno sportello ATM (automatic teller machine). L’infrastruttura del circuito permette inoltre di effettuare il pagamento di beni e servizi presso esercizi commerciali convenzionati. La Cassazione ha stabilito che ai fini della valutazione della responsabilità contrattuale della banca ​per il caso di utilizzazione illecita da parte di terzi di carta bancomat trattenuta dallo sportello automatico, non può essere omessa, a fronte di un’esplicita richiesta…

Continua a leggere...