Esecuzione forzata

La prescrizione del credito oggetto di pignoramento presso terzi

Cassazione civile, sez. III – 05/03/2020, sent. n. 6170; Pres. De Stefano; Cons. rel. Tatangelo Espropriazione presso terzi – assegnazione del credito pignorato – prescrizione – interruzione – con la notifica del pignoramento – sospensione della prescrizione – sino alla comunicazione dell’ordinanza di assegnazione (c.c. artt. 2935, 2943, 2944, 2945; c.p.c. artt. 543, 547, 549, 553, 617). L’atto di pignoramento presso terzi ha carattere interruttivo e, se del caso, sospensivo della prescrizione, ai sensi dell’art. 2943 c.c., commi 1, 2 e 3 e art. 2945 c.c., commi 2 e 3, esclusivamente in relazione al diritto fatto valere dal creditore procedente contro il debitore, non in relazione al credito pignorato; con riguardo al credito oggetto del pignoramento, i singoli atti del…

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L’azione restitutoria delle somme pagate in forza di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo poi revocato non va sospesa nelle more dell’impugnazione della sentenza di accoglimento dell’opposizione

Cass, sez. VI, 21/11/2019, n. 30389 (ord.); Pres. Lombardo; Rel. Criscuolo Procedimento d’ingiunzione – Opposizione – Revoca di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Effetto espansivo esterno della riforma – Restituzione delle somme pagate – Sospensione necessaria del processo avente ad oggetto la domanda restitutoria – Rapporto di pregiudizialità-dipendenza – Insussistenza (c.p.c. artt. 282, 295, 336, 337, 653). Il principio secondo cui il diritto alla restituzione delle somme pagate in esecuzione di una sentenza provvisoriamente esecutiva, successivamente riformata in appello, sorge, ai sensi dell’art. 336 c.p.c., per il solo fatto della riforma della sentenza e può essere fatto valere immediatamente, se del caso anche con procedimento monitorio, trova applicazione analogica nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo, che si concludono con…

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L’opposizione a precetto è ammissibile soltanto se la notificazione del decreto ingiuntivo è inesistente, non se è semplicemente nulla

Cassazione civile, Sez. VI, Ordinanza 15 novembre 2019, n. 29729. Pres. Frasca, Estensore D’Arrigo Ingiunzione (procedimento per) – Notificazione a precedente indirizzo di residenza – Inesistenza della notificazione – Non sussiste – Nullità della notificazione – Sussiste – Opposizione a precetto – Inammissibilità – Opposizione tardiva a decreto ingiuntivo – Ammissibilità La nullità della notificazione del decreto ingiuntivo non determina in sé l’inesistenza del titolo esecutivo e, pertanto, non può essere dedotta mediante opposizione a precetto o all’esecuzione intrapresa in forza dello stesso, ai sensi degli artt. 615 e 617 c.p.c., restando invece attribuita alla competenza funzionale del giudice dell’opposizione al decreto – ai sensi dell’art. 645 c.p.c. e, ricorrendone le condizioni, dell’art. 650 c.p.c. – la cognizione di ogni…

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L’opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619 c.p.c. è proponibile anche nell’espropriazione presso terzi, ma non dopo l’assegnazione del credito pignorato

Cass. civ. sez. III, 6 febbraio 2020, n.2868, Pres. De Stefano, Rel. Rubino Esecuzione forzata – Pignoramento presso terzi – Opposizione del terzo ex art. 619 c.p.c. – Ammissibilità – Ordinanza di assegnazione del credito pignorato – chiusura dell’espropriazione forzata presso terzi – Opposizione tardiva del terzo ex art. 620 c.p.c. – Inammissibilità MASSIMA Non è proponibile l’opposizione tardiva del terzo, per colui che assume di essere l’effettivo titolare di un credito pignorato e non di una proprietà o diritto reale su beni, perché nel pignoramento presso terzi l’ordinanza di assegnazione del credito conclude la procedura esecutiva. CASO Con un pignoramento presso terzi venivano pignorati i compensi professionali dovuti da un condominio al precedente amministratore. L’attuale amministratore del condominio rendeva…

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Nella conversione del pignoramento si tiene conto dei creditori intervenuti anche successivamente all’istanza del debitore, ma prima dell’udienza fissata per l’ammissione del debitore alla conversione

Cassazione civile, sesta sez., ordinanza del 13 gennaio 2020, n. 411; Pres. Frasca; Rel. D’Arrigo Nella determinazione delle somme dovute per la conversione del pignoramento, si deve tenere conto anche dei creditori intervenuti successivamente all’istanza, fino all’udienza in cui il giudice provvede (ovvero si riserva di provvedere) sulla stessa con l’ordinanza di cui dell’art. 495, comma 3, c.p.c. Caso In data 26 settembre 2014 il debitore esecutato C.F. faceva richiesta di conversione del pignoramento ai sensi dell’art. 495 c.p.c. Il Giudice dell’esecuzione fissava l’udienza del 27 novembre 2014 per provvedere sull’istanza. Nel frattempo, in data 31 ottobre 2014, Italfondiario s.p.a. interveniva nel processo esecutivo. Il Giudice dell’esecuzione, provvedendo ex art. 495, co. 3, c.p.c., determinava le somme dovute per la…

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La tutela dell’abitazione del debitore: l’evoluzione normativa dal Codice della crisi e dell’insolvenza al processo esecutivo immobiliare – II parte

Leggi la prima parte dell’articolo Il nuovo ordine di liberazione Il legislatore, con le modifiche apportate all’art. 560 cpc in materia di liberazione dell’immobile, ha affidato la delicata fase completamente al custode. La liberazione dell’immobile, fino alle procedure esecutive immobiliari iniziate prima del 11.02.2019, è disposta dal giudice dell’esecuzione, con provvedimento impugnabile ai sensi dell’art. 617 cpc, quando ritiene di non autorizzare il debitore a continuare ad abitare l’immobile stesso. Nonostante l’utilizzo del verbo “abitare”, la liberazione dell’immobile può essere adottata per ogni tipo di immobile, anche se adibito ad attività di impresa, arte o professione. La liberazione dell’immobile è in favore dell’aggiudicatario o l’assegnatario o l’acquirente e senza oneri per questi, da ciò appare chiaro che le spese di…

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La tutela dell’abitazione del debitore: l’evoluzione normativa dal Codice della crisi e dell’insolvenza al processo esecutivo immobiliare – I parte

Uno sguardo all’attuale normativa concorsuale La tutela della casa di abitazione del debitore, nel corso degli anni, anche alla luce della persistente crisi economica, ha indotto il legislatore ad introdurre nell’ordinamento dei contributi normativi atti a salvaguardare il soggetto che, considerato più debole dall’ordinamento, subisce l’espropriazione della propria abitazione. Con l’avvento della L. 3/2012 e con le modifiche alla legge fallimentare intervenute nel 2006, è stata regolamentata la vendita dell’abitazione del debitore soggetto a procedure concorsuali nel rispetto e nei limiti della tutela degli interessi dei creditori. L’art. 47 c. 2 lf dispone che “la casa di proprietà del fallito, nei limiti in cui è necessaria all’abitazione di lui e della sua famiglia, non può essere distratta da tale uso…

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Il regime di impugnazione del provvedimento che dichiara l’inammissibilità del ricorso per consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c., condannando la parte ricorrente alle spese

Cassazione civile sez. III – 26/09/2019, n. 23976; Pres. Amendola; Rel. Scrima Consulenza tecnica preventiva – Inammissibilità del ricorso – Condanna alle spese – Ricorso per cassazione – Inammissibile – Reclamo al collegio ex art. 669 terdecies  c.p.c. – Ammissibilità (Cost. art. 111, comma 7; c.p.c. artt. 696, 696 bis, 669 septies, 669 terdecies, 669 quaterdecies). In materia di procedimento di consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c., il mancato accoglimento dell’istanza è reclamabile anche in relazione alla sola statuizione sulle spese processuali, ma non è impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111, comma 7, Cost., trattandosi di provvedimento privo, anche con riferimento alle disposizioni sulle spese, dei caratteri della definitività e della decisorietà. CASO R.F. e…

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Il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo non necessita di un ulteriore provvedimento di esecutorietà ex art. 654 c.p.c. a seguito di rigetto dell’opposizione

 Cass. civ., Sez. lavoro, ord. 04-12-2019, n. 31702 (Pres. Manna, rel. Cavallaro) Decreto ingiuntivo – Provvisoria esecuzione ex art. 642 c.p.c. – Opposizione – Sentenza di rigetto – Provvedimento che dichiara l’esecutorietà – Necessità – Esclusione. In caso di sentenza di rigetto dell’opposizione proposta avverso il decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo ex art. 642 c.p.c., al fine di procedere all’esecuzione non è necessario che al decreto sia conferita anche l’esecutorietà ai sensi dell’art. 654 c.p.c., non potendo equipararsi l’opposizione proposta dalla parte destinataria dell’ingiunzione al provvedimento giudiziale di revoca della provvisoria esecuzione già concessa. CASO La Corte d’appello di Bari, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva rigettato l’opposizione agli atti esecutivi proposta ex art. 617, comma 1, c.p.c….

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La condanna alla consegna è inidonea a fondare l’esecuzione per espropriazione

Cass., sez. VI, 18/12/2019, n. 33723 – Pres. Frasca, rel. Tatangelo In caso di condanna alla consegna di beni mobili di cui il debitore abbia perduto la disponibilità, il diritto del creditore a ottenere il pagamento dell’equivalente monetario dei suddetti beni non più consegnabili all’obbligato va fatto valere in un nuovo processo di cognizione che ne accerta la effettiva sussistenza e che in concreto ne liquidi l’importo, non potendo essere azionato direttamente in via esecutiva sulla base del semplice titolo di condanna alla consegna, di per sé non idoneo a fondare l’esecuzione per espropriazione, ma solo quella di cui agli artt. 605 e segg. c.p.c., tanto meno in base a una auto-quantificazione del valore dei beni perduti effettuata dal creditore,…

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