Esecuzione forzata

Unicità del procedimento di ingiunzione e spese processuali della fase monitoria nel caso di pagamento della sorte capitale prima dell’emissione del decreto ingiuntivo

Cassazione civile, Sez. II, Ordinanza 28 dicembre 2020, n. 29642. Pres. Gorjan, Estensore Tedesco Procedimento d’ingiunzione – Emissione del provvedimento monitorio – Pagamento della sorte capitale in data anteriore – Conseguenze – Spese processuali della fase monitoria – A carico dell’ingiungente – Fondamento. CASO Il Giudice di Pace di Torre Annunziata condannava in via monitoria Alfa S.p.a. al pagamento delle somme da lei dovute a Tizio. La compagnia impugnava la sentenza di primo grado di rigetto dell’opposizione davanti al Tribunale di Torre Annunziata in funzione di giudice d’appello, che revocava il decreto ingiuntivo a motivo dell’incompetenza per territorio dell’autorità che lo aveva emanato e, nel rimettere le parti dinanzi al giudice competente, condannava inoltre l’ingiungente al pagamento delle spese del…

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I vizi della vendita forzata vanno fatti valere mediante opposizione agli atti esecutivi ex art. 617, comma 2, c.p.c.

Cassazione civile, sez. terza, 25 giugno 2020 n. 22854, Pres. Spirito, Est. Tatangelo In tema di processo esecutivo, ogni questione relativa alla validità ed efficacia dell’aggiudicazione e della vendita forzata deve essere fatta valere, tanto dalle parti della procedura quanto dall’aggiudicatario, nell’ambito del processo stesso e attraverso i rimedi impugnatori ad esso connaturali (e, quindi, principalmente, mediante l’opposizione agli atti esecutivi), non essendo ammissibile un’autonoma azione di ripetizione, anche solo parziale, del prezzo di aggiudicazione nei confronti dei creditori che hanno partecipato al riparto o del debitore al quale sia stato attribuito l’eventuale residuo (Nella fattispecie, la S.C. ha statuito che il principio, di portata generale, trova applicazione pure nel caso di discrepanza tra la superficie reale dell’immobile venduto e…

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Il rilievo del difetto di giurisdizione nel processo esecutivo

Cass., Sez. III, 03-09-2019, n. 21995, Pres. Vivaldi, Est. De Stefano, Deutsche Bahn AG c. Regione Stereá Ellada La sentenza della Corte internazionale di Giustizia nell’affare dell’immunità giurisdizionale dello Stato, non vincola direttamente né i soggetti né gli organi dell’ordinamento interno, essendo gli uni e gli altri assoggettati soltanto alle norme di diritto interno. L’immunità della giurisdizione civile degli Stati esteri per atti iure imperii costituisce una prerogativa (e non un diritto) riconosciuta da norme consuetudinarie internazionali, la cui operatività od applicabilità nell’ordinamento italiano è preclusa, a seguito della sentenza della corte cost. n. 238 del 2014, in caso di crimini commessi in violazione di norme internazionali di ius cogens, in quanto lesivi di valori universali che trascendono gli interessi…

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Pignoramento presso terzi di un credito già azionato in sede esecutiva e oneri del terzo pignorato

Cassazione civile, terza sez., sentenza, 9 luglio 2020, n. 14597; Pres. De Stefano; Rel. D’Arrigo. Qualora un pignoramento presso terzi abbia ad oggetto un credito che è stato già azionato in sede esecutiva, il terzo pignorato, a seconda dei tempi delle due procedure, può proporre opposizione ex art. 615 c.p.c. avverso la procedura intentata ai suoi danni, al fine di dedurre il definitivo venir meno della titolarità del credito in capo al proprio creditore, ma solo se e nella misura in cui sia stata già pronunciata l’ordinanza di assegnazione implicante la sostituzione del proprio creditore con i creditori che quel credito hanno pignorato, oppure ha l’onere di dichiarare quella circostanza, ai sensi dell’art. 547 c.p.c., nella procedura di espropriazione presso…

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Effetti dell’estinzione dell’espropriazione forzata sulla divisione endoesecutiva

Cass. civ., sez. VI, 2 ottobre 2020, n. 21218 – Pres. Cosentino – Rel. Criscuolo Poiché la divisione endoesecutiva, sebbene strumentale alla liquidazione del compendio immobiliare pignorato per la quota indivisa, resta una parentesi cognitiva autonoma, oggettivamente e soggettivamente distinta dalla procedura espropriativa che ne ha cagionato l’introduzione e di cui non costituisce una fase, quanto ivi disposto non viene immediatamente travolto per effetto delle vicende del processo esecutivo e, in caso di sentenza che abbia dichiarato l’estinzione di quest’ultimo, il giudice è legittimato a disporre la sospensione del giudizio di divisione ai sensi dell’art. 337, comma 2, c.p.c., in attesa della definitività di tale sentenza. CASO Nell’ambito dell’espropriazione forzata della quota indivisa di un immobile, il processo esecutivo veniva…

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Tipicità degli atti soggetti a opposizione agli atti esecutivi: esclusione degli atti degli ausiliari del giudice

Cass. civ. Sez. VI – 3, Ord., (ud. 29-10-2020) 17-11-2020, n. 26056 Deve escludersi in radice l’autonoma impugnabilità degli atti compiuti da qualunque ausiliario del giudice e, tra questi, di quelli dell’Ufficiale giudiziario: essi vanno, invero, sottoposti al controllo del giudice dell’esecuzione ai sensi dell’art. 60 c.p.c. – o nelle eventualmente diverse forme, come nel caso dell’art. 591-ter c.p.c., espressamente previste dalla disciplina del singolo tipo di procedimento esecutivo azionato – e solo dopo che il giudice stesso si sia pronunciato sull’istanza dell’interessato sarà possibile opporre il provvedimento, così da questi reso, con le modalità di cui all’art. 617 c.p.c.  CASO Il Tribunale di Messina respingeva l’opposizione ex art. 617 c.p.c. con cui PA, PC e PL avevano impugnato il…

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La pignorabilità di un credito futuro, condizionato o incerto

Ordinanza 24/11/2020, Sez. Esecuzioni Mobiliari, Tribunale di Latina, Dott.ssa Concetta Serino Esecuzioni presso terzi (Cod. civ. artt. 2740 e Cod. proc. civ. artt. 543, 547, 615 e 618 c.p.c.) L’espropriazione presso terzi può avere ad oggetto anche crediti illiquidi o condizionati ma suscettibili di una capacità satisfattiva futura (per via di assegnazione o di vendita e successiva aggiudicazione) concretamente prospettabile nel momento dell’assegnazione. CASO Con atto di pignoramento presso terzi, la creditrice Alfa intimava a Beta e a Gamma di non disporre, senza espresso ordine del Giudice, delle somme dovute alla debitrice esecutata e promittente venditrice Delta, in forza di due contratti preliminari di compravendita immobiliare, regolarmente registrati. Nella procedura esecutiva iscritta innanzi al Tribunale di Latina, la debitrice esecutata…

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La competenza sull’opposizione all’esecuzione forzata promossa dal fallimento non è attratta al foro fallimentare

Cass. civ. Sez. VI – 3, Ord., (ud. 17-09-2020) 02-10-2020, n. 21009 La competenza a conoscere dell’opposizione alla esecuzione forzata promossa dall’imprenditore in bonis che in corso di giudizio sia stato ammesso a procedura concorsuale non spetta funzionalmente al Tribunale che abbia dichiarato lo stato di insolvenza, posto che non ricorre l’applicabilità né dell’art. 51 della legge fallimentare, né dell’art. 24 della stessa legge, trattandosi di un’azione preesistente alla dichiarazione di insolvenza e sulla cui prosecuzione non influiscono le regole della concorsualità. CASO Il curatore della fallita società (omissis) s.r.l. intimava con precetto a S.I. il pagamento di una somma di denaro; quest’ultima, s’opponeva. Il Tribunale lodigiano, tuttavia, accogliendo l’eccezione del Fallimento, declinava la propria competenza a favore del Tribunale…

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Limiti al rilievo dell’incompetenza del giudice dell’opposizione a precetto

Cass. civ., sez. VI, 28 settembre 2020, n. 20356 – Pres. Scoditti – Rel. Tatangelo Il Comune nel quale il creditore, con l’atto di precetto, abbia dichiarato la propria residenza o eletto il proprio domicilio, ai sensi dell’art. 480, comma 3, c.p.c., deve ritenersi coincidente con quello in cui ha sede il giudice dell’esecuzione e, pertanto, vale a determinare la competenza territoriale sull’opposizione al precetto medesimo proposta prima dell’instaurazione del procedimento esecutivo (artt. 26 e 27 c.p.c.), mentre l’eventuale contestazione di detta coincidenza (per non esservi in quel comune beni appartenenti all’esecutando, né la residenza del debitore di quest’ultimo), può essere sollevata soltanto dall’opponente, al fine di invocare la competenza del diverso giudice del luogo in cui è stato notificato…

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Le Sezioni Unite: incombe sul creditore opposto l’onere di promuovere il procedimento di mediazione obbligatoria nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Ulteriori riflessioni

Cassazione SS.UU., 18 settembre 2020, n. 19596, Pres. Mammone – Est. Cirillo [1] Opposizione a decreto ingiuntivo – Esperimento della mediazione obbligatoria – Onere in capo al creditore opposto – Sussiste – Conseguenze in caso di inerzia – Improcedibilità del giudizio – Revoca del decreto ingiuntivo opposto. Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, 1° comma bis, D.lgs n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con richiesta di decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di…

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