FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Norme date dal testatore per la divisione e diritto dei coeredi a percepire beni di valore corrispondente alla quota

Cassazione Civile, Sezione II, ordinanza n. 3675 del 12 febbraio 2021 DIVISIONE EREDITARIA – FATTA DEL TESTATORE – NORME PER LA FORMAZIONE DELLE PORZIONI – Divisione “regolata” dei beni caduti in successione, ex art. 733 c.c. – Diritti degli eredi Qualora il testatore, ai sensi dell’art. 733 c.c., fissi regole per la formazione delle porzioni dei coeredi (ovvero legittimamente attribuisca tale facoltà ad un erede), benché venga meno il diritto di costoro di conseguire, per quanto possibile, una parte dei vari beni relitti dal “de cuius”, secondo quanto previsto dall’art. 727 c.c., permane in ogni caso il diritto degli stessi di ottenere beni di valore corrispondente a quello della quota che ad essi compete. Disposizioni applicate Articoli 727 e 733…

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Escluso per il convivente l’obbligo di assistenza di cui all’art. 570 c.p.: condannati i figli per non aver contribuito ai bisogni della madre malata

Cassazione penale sez. VI, 15/04/2020 n.12201 Violazione degli obblighi di assistenza familiare – Obblighi del convivente (Art. 570 c.p. – art. 2034 c.c.) E’ escluso un obbligo di assistenza del convivente more uxorio riconducibile a quelli previsti dall’art. 570 c.p., poiché diversamente si avrebbe un’interpretazione estensiva della responsabilità penale, in contrasto con i principi di tassatività e determinatezza delle fattispecie incriminatrici. Lo stato di bisogno del beneficiario non è escluso dall’intervento di terzi (neppure se coobbligati o obbligati in via subordinata), per cui il reato si configura anche se qualcuno si sostituisce all’inerzia del soggetto tenuto a somministrare i mezzi di sussistenza. Caso Il Tribunale di Arezzo ha condannato due fratelli, ex art. 570 c.p. comma 2, per avere omesso…

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Il diritto di abitazione non può sussistere se la casa era di proprietà del de cuius e di un terzo

Cassazione civile, sez. II, 28 maggio 2021, n. 15000 – SAN GIORGIO– Presidente – ORICCHIO – Relatore Diritto di abitazione e uso – Successione Legittima (C.c. art. 540 c.c) “Il diritto di abitazione del coniuge superstite si origina solo se la casa adibita a residenza familiare era di proprietà del coniuge defunto o di proprietà comune tra i coniugi. Ciò non accade, invece, se la proprietà apparteneva in comunione al coniuge defunto e a un altro soggetto, diverso dal coniuge superstite.” CASO La controversia in esame attiene alla successione ab intestato del de cuius F.M., in relazione alla quale la moglie di primo letto, la B., e figli convenivano in giudizio innanzi al Tribunale di Roma l’odierna ricorrente R., moglie…

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Il giudice della separazione può disporre l’affido endofamiliare del minore nel rispetto dei presupposti dell’istituto

Cassazione civile sez. I, ordinanza n. 16569 11/06/2021  Giudizio di separazione – affido familiare del minore – compatibilità e principi applicabili (Art. 337 ter c.c. – L. n. 184 del 1983 art. 4 – art. 333 c.c.) Qualora nel corso di un giudizio per la separazione personale dei coniugi, si renda necessaria l’assunzione di provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale ex art. 333 c.c., può trovare applicazione la misura dell’affidamento familiare di cui alla legge 184/1983, ma il giudice non può derogare ai presupposti e alle prescrizioni dello specifico istituto, con particolare riferimento alla temporaneità del provvedimento e al necessario ascolto del minore. CASO La Corte d’appello di Torino, nel giudizio per la separazione personale dei coniugi, respingendo gli appelli dei…

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Casa coniugale in comproprietà con soggetti terzi e diritto di abitazione del coniuge superstite ex art. 540, 2° comma, cod. civ.

Cassazione Civile, Sez. 2, sentenza n. 15000 del 28 maggio 2021  SUCCESSIONI – Morte di uno dei coniugi – Diritto di abitazione della casa del de cuius – Comunione con la prima moglie – Comproprietà con soggetti terzi – diritto di abitazione ed uso ex art. 540 c.c. – sussistenza – esclusione – diritto a conseguire la valorizzazione monetaria – sussistenza – esclusione *A norma dell’art. 540 c.c., il presupposto perché sorgano a favore del coniuge superstite i diritti di abitazione della casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la arredano è che la suddetta casa e il relativo arredamento siano di proprietà del “de cuius” o in comunione tra lui e il coniuge, con la…

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Revisione assegno divorzile: rileva quanto già ricevuto in seguito allo scioglimento della comunione legale

Cassazione Civile sez. I, ordinanza del 05/05/2021, n.11787 Assegno di divorzio – scioglimento della comunione legale – revisione condizioni divorzio (L. n. 898/70 art. 5, comma 6 – artt. 177 c.c. e seg. ) Al momento della cessazione del vincolo coniugale, la valutazione dei beni ricadenti nella comunione, specie quando costituita e alimentata con l’apporto solidaristico prevalente di uno dei coniugi, in vista della loro divisione in parti uguali, è un fatto rilevante ai fini della determinazione dell’assetto patrimoniale tra le parti nella fase post-coniugale. CASO Con la sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio era stato disposto in assegno divorzile di 2.000 euro mensili in favore dell’ex coniuge. Il marito aveva successivamente agito per la modifica delle condizioni…

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Il divieto dei patti successori

L’art. 458 c.c. stabilisce che «è nulla ogni convenzione con cui taluno dispone della propria successione. È del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi» (in dottrina si veda CAPRIGLIA S.A., I divieti di patti successori nel sistema di civil law, 2019; COCUCCIO M., Divieto dei patti successori e patto di famiglia, 2016; BARBA V., I patti successori e il divieto di disposizione della delazione, 2015; BALESTRA L., DI MARZIO M., Successioni e donazioni, 2014; MOSCATI E., Studi di diritto successorio, 2013; CASSANO G., ZAGAMI R., ACCOLLA G., RECCO D., Manuale della successione testamentaria, 2010. In giurisprudenza, invece, si vedano tra le più…

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La designazione generica degli eredi come beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita

Cassazione civile Sez. Un., 30 aprile 2021, n. 11421 – CURZIO – Presidente – SCARPA – Relatore Data l’importanza della sentenza in commento se ne torna a parlare anche in questo contributo. “La designazione generica degli “eredi” come beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita, in una delle forme previste dell’art. 1920, comma 2, c.c., comporta l’acquisto di un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione da parte di coloro che, al momento della morte del contraente, rivestano tale qualità in forza del titolo della astratta delazione indicata all’assicuratore per individuare i creditori della prestazione. La designazione generica degli “eredi” come beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita, in difetto di una inequivoca volontà del contraente in senso diverso, non comporta la…

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Mancato versamento del mantenimento: è reato anche se i figli non si trovano in stato di bisogno perché li mantiene la madre

Cassazione penale sez. VI, 23/03/2021, n. 11195 Violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p. – 570 bis c.p.) La minore età del figlio, in favore del quale è previsto l’obbligo di contribuzione al mantenimento, rappresenta di per sé una condizione soggettiva di stato di bisogno, che obbliga i genitori a contribuire al loro mantenimento, con la conseguenza che il reato di cui all’art. 570 c.p., comma 2, sussiste anche quando uno dei genitori ometta di prestare i mezzi di sussistenza in favore dei figli minori, e al loro mantenimento provveda in via sussidiaria l’altro genitore. CASO Per la violazione dell’obbligo disposto in sede di separazione personale dei coniugi, di corrispondere il mantenimento per i figli e per la…

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Indicazione degli eredi legittimi quali beneficiari di una polizza vita, la posizione delle Sezioni Unite

Cassazione Civile, Sezioni Unite, sentenza n. 11421 del 30 aprile 2021 Nel contratto di assicurazione sulla vita la designazione generica degli “eredi” come beneficiari, in una delle forme previste nell’articolo 1920, comma 2, c.c., comporta l’acquisto di un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione da parte di coloro che, al momento della morte del contraente, rivestano tale qualità in forza del titolo della astratta delazione indicata all’assicuratore per individuare i creditori della prestazione. Nel contratto di assicurazione sulla vita la designazione generica degli “eredi” come beneficiari, in difetto di una inequivoca volontà del contraente in senso diverso, non comporta la ripartizione dell’indennizzo tra gli aventi diritto secondo le proporzioni della successione ereditaria, spettando a ciascuno dei creditori, in forza della “eadem…

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