DIRITTO DI FAMIGLIA E SUCCESSIONI

Anche per la donazione di valori mobiliari serve l’atto pubblico

Il trasferimento di valori mobiliari per spirito di liberalità realizzato a mezzo banca, attraverso l’esecuzione di un ordine di bancogiro, non rientra tra le donazioni indirette, ma configura una donazione tipica ad esecuzione indiretta, con la conseguenza che per tale operazione è necessaria la stipulazione dell’atto pubblico di donazione tra beneficiante e beneficiario, salvo che ricorra l’ipotesi della donazione di modico valore. È questo il principio sancito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con sentenza n. 18725 del 27 luglio 2017. La vicenda trae origine da un trasferimento di strumenti finanziari, di cospicuo valore, depositati su un conto bancario, eseguito a titolo di liberalità in favore di un terzo in virtù di un ordine in tal senso impartito alla banca dal titolare del conto, deceduto pochi giorni dopo l’operazione. Apertasi la successione ab intestatodell’ordinante,…

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Sull’ammissibilità della rinuncia all’azione di restituzione

Può capitare che, nella trattativa circa l’acquisto di un immobile, emerga che uno degli atti di provenienza è una donazione. Si parla in tal caso del problema della c.d. “provenienza donativa”, insorgente dagli artt. 561 e 563 c.c. In particolare, il legislatore prevede, all’art. 563 c.c., la facoltà per il legittimario (cioè per il coniuge, il discendente o, in assenza di discendenti, l’ascendente) che sia stato leso nei diritti ereditari ad esso riservati dalla legge, di agire non solo – con l’azione di riduzione – contro i donatari di beni immobili, ma anche – con l’azione di restituzione – contro coloro che hanno acquistato, a qualsiasi titolo, dai donatari stessi. In altri termini il legittimario insoddisfatto può aggredire, per i…

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I rapporti tra donazione indiretta e azione revocatoria ordinaria in una “innovativa” pronuncia di merito

Con una pronuncia del  6 maggio 2016, n. 2305, il Tribunale di Salerno ha ritenuto applicabile alle ipotesi di donazione indiretta, l’istituto dell’azione revocatoria ordinaria. Tale provvedimento è stato accolto con favore da alcuni interpreti che hanno visto in esso, finalmente, un efficace strumento teso a garantire una sempre più efficace ed effettiva tutela dei diritti dei creditori. Se, indubbiamente, fine ultimo del giudice era quello di garantire adeguata tutela a un creditore, il ragionamento logico-giuridico posto a base della decisione non appare, a giudizio dello scrivente, condivisibile. La vicenda vedeva coinvolti in un atto di compravendita i figli di Tizio, debitore verso Caio, i quali si rendevano acquirenti di un immobile dalla società Alfa srl. In giudizio veniva accertato…

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Nuovi modelli di famiglia

I incontro La famiglia internazionale La separazione con elementi di internazionalità Le differenze con la disciplina domestica Le diverse modalità di composizione della controversia internazionale nelle diverse componenti La giurisdizione in materia di separazione e divorzio (regolamento (CE) 2201/03) I consigli pratici sull’individuazione dei presupposti necessari per incardinare la lite davanti al giudice italiano La legge applicabile ad una separazione ed un divorzio internazionali (regolamento (UE) 1259/10) Responsabilità genitoriale e affidamento dei minori Aspetti civili della sottrazione internazionale dei minori (Reg. 2201/03 e Convenzione dell’Aja del 25 ottobre 1980) Il concetto di “residenza abituale del minore” L’incidenza sulla materia della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo  L’impugnazione dei provvedimenti in materia di sottrazione dei minori davanti alla Corte di…

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Il mantenimento del figlio maggiorenne: il principio di autosufficienza economica

L’obbligo di mantenimento nei confronti dei figli non viene meno per il solo fatto del compimento della maggiore età. L’art. 337 septies c.c. prevede espressamente che il giudice possa, previa valutazione delle circostanze, disporre in favore dei figli maggiorenni non ancora economicamente indipendenti, il pagamento di un assegno periodico. È chiaro che l’obbligo di mantenimento non può essere illimitato per il genitore, quindi si tratta di capire fino a che punto dovrà protrarsi. È pacifico che il figlio maggiorenne che prosegua i propri studi debba essere mantenuto fino alla fine degli studi e fino a che non acquisisca una professionalità tale da essere pronto a inserirsi nel mondo del lavoro stabilmente, almeno tendenzialmente. Se la mancata autosufficienza sia imputabile a…

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Unioni civili e convivenze di fatto: le ricadute sull’impresa familiare

Le norme civilistiche che hanno ufficializzato le unioni civili e le convivenze di fatto non sembrano essere state opportunamente raccordate con la disciplina fiscale. In particolare, per le convivenze di fatto, è stato coniato un regime molto simile (ma non identico) all’impresa familiare che sembra non armonizzarsi appieno con l’articolo 5, Tuir. Diversamente, per le unioni civili sembra potersi giungere ad una “faticosa” applicazione per similitudine della facoltà di imputazione dei redditi per trasparenza. La novità della materia e l’assenza di chiarimenti fanno emergere anche problemi per la corretta gestione previdenziale ed assicurativa. La L. 76/2016, c.d. Legge Cirinnà, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano due nuovi concetti: l’unione civile (articolo 1, commi 2 e ss.): due persone maggiorenni dello stesso…

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Le detrazioni Irpef per il convivente more uxorio

Per il convivente more uxorio spazio in dichiarazione alle detrazioni Irpef in materia di ristrutturazioni edilizie, risparmio energetico e bonus giovani coppie. Con riferimento quest’ultima, si ricorda che la detrazione è possibile sempreché l’immobile sia destinato ad abitazione principale entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ma procediamo con ordine. Come noto, per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2016, la detrazione Irpef prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis del Tuir spetta, tra gli altri, al convivente more uxorio del proprietario dell’immobile, anche in assenza di un contratto di comodato. La disponibilità dell’immobile da parte del convivente risulta, infatti, insita nella convivenza che si esplica ai sensi della L. 76/2016 (c.d. legge Cirinnà) la quale equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni…

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Assegno divorzile: il giudice non deciderà più in base al tenore di vita goduto

In materia di assegno divorzile, la Corte di Cassazione, ha effettuato un significativo cambio di rotta che diversifica la disciplina dell’assegno di mantenimento nella separazione da quella relativa all’assegno divorzile. La separazione personale dei coniugi, a differenza dello scioglimento del matrimonio o della cessazione dei suoi effetti civili, non estingue il vincolo coniugale. Permane l’obbligo di assistenza materiale nel quale si concretizza l’assegno di mantenimento. La stessa cosa non può essere affermata per l’assegno divorzile, espressione del principio di solidarietà post-coniugale. Con la sentenza n. 11504 depositata il 10 maggio 2017, la Corte aggancia il diritto al mantenimento nel divorzio, al presupposto della non autosufficienza economica dell’altro coniuge, ritenendo non più attuale, nell’ambito dei mutamenti economico-sociali, il riferimento alla continuazione…

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Procedimenti e atti della famiglia in crisi

I incontro IL PROCEDIMENTO DI SEPARAZIONE E DI DIVORZIO GLI ATTI PROCESSUALI NELLA FASE PRESIDENZIALE E NELLA FASE DI RECLAMO Individuazione Giudice competente Predisposizione del ricorso introduttivo: tecniche di redazione Contenuto necessario e contenuto eventuale domanda principale, accessoria e domande cumulabili richiesta di addebito: responsabilità  endofamiliare e risarcimento preclusione sulle domande: casistica La predisposizione della memoria difensiva: domande riconvenzionali l’onere di contestazione La fase presidenziale: l’eventuale istruttoria Poteri e limiti del Giudice per l’emissione di provvedimenti provvisori Ascolto del minore CTU e ordini di esibizione La fase di reclamo avverso l’ordinanza presidenziale: tecniche di redazione dell’atto Il giudizio in Corte d’appello: effetti del decreto conclusivo   II incontro LA FASE ISTRUTTORIA NEI GIUDIZI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO: GESTIONE DEGLI ATTI,…

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La rendicontazione dei beni in trust

Tra gli adempimenti che il trustee deve esercitare nell’ambito del suo ufficio ci sono, indubbiamente, anche quelli relativi alla rappresentazione contabile degli accadimenti relativi alla gestione del patrimonio segregato in trust. L’adozione di un impianto contabile fondato sulla partita doppia potrebbe rappresentare una prerogativa delle sole trust companies strutturate, in realtà anche nella gestione di un singolo trust più complesso tale metodo può essere la scelta vincente. È evidente che detto metodo non risulta affatto obbligatorio. In particolare se parliamo di gestire strutture elementari di patrimoni in trust quali, ad esempio, immobili e/o attività finanziarie, è sicuramente più utile ricorrere ad un metodo di contabilizzazione elementare che consenta la rappresentazione dei dati necessari per adempiere correttamente sia agli obblighi di…

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