PROCEDURA E DIRITTO CIVILE

Il rifiuto del creditore procedente di anticipare le spese di manutenzione straordinaria del bene pignorato non comporta l’estinzione del processo esecutivo

Trib. Palermo; Sezione Esecuzioni Immobiliari; decreto 30.3.2015 Scarica il decreto Esecuzione forzata per obbligazioni pecuniarie – spese di custodia – inerzia del creditore procedente – effetti (Cod. civ., art. 2910; cod. proc. civ., art. 65, 66, 67, 559; d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, art. 8). [1] Se il creditore procedente non anticipa le spese di manutenzione straordinaria dell’immobile pignorato, il Giudice dell’esecuzione può disporre la revoca della custodia a terzi (nella specie il Tribunale ha disposto la restituzione del bene al debitore, fermo restando il vincolo del pignoramento). CASO[1] A fronte del rifiuto del creditore procedente di anticipare le spese di manutenzione straordinaria, il custode di un immobile…

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Effetti della rinuncia implicita alla clausola compromissoria

Cass., Sez. II, 20 febbraio 2015, n. 3464 Scarica la sentenza Arbitrato – Clausola compromissoria – Eccezione di arbitrato – Mancata proposizione – Rinuncia tacita – Effetti sulle successive controversie tra le medesime parti – Esclusione (Cod. proc. civ., art. 808) [1] La rinuncia tacita ad avvalersi della clausola compromissoria in occasione di un giudizio insorto tra i contraenti, non equivale a definitiva rinuncia all’arbitrato in relazione ad ogni altra controversia derivante dal medesimo contratto ma diversa per petitum e causa petendi. CASO[1] Nel provvedimento che si annota la Corte di cassazione esclude che la rinuncia, peraltro implicita, ad avvalersi della clausola compromissoria, nel caso di specie desumibile dalla mancata formulazione dell’eccezione di arbitrato e dalla proposizione di domande nel corso del…

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Notificazione a mezzo posta e ritardo imputabile all’agente postale. Chi ne risponde?

Cass., Sez. VI-3, 18 febbraio 2015, n. 3261 Scarica la sentenza Procedimento civile – Notificazione – A mezzo posta – Avviso di ricevimento – Ritardato recapito – Azione risarcitoria – Legittimazione passiva – Agente postale – Esclusione (C.p.c. artt. 137 e 149; L. 20 novembre 1982 n. 890; D.P.R. 15 dicembre 1959 n. 1229 art. 107) [1] A fronte dell’azione risarcitoria esperita dal notificante in relazione a danni derivati da ritardo dell’agente postale incaricato della notificazione, quest’ultimo risulta privo di legittimazione passiva, operando non sulla base di un rapporto obbligatorio con la parte, ma in veste di ausiliario dell’ufficiale giudiziario, il quale è il solo responsabile nei confronti dell’istante, sul fondamento del rapporto di mandato che s’instaura ex lege a seguito…

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L’appello proposto con ricorso anziché con citazione (e viceversa)

Cass., Sez. III, 22 gennaio 2015, n. 1148 Scarica la sentenza Procedimento civile – Primo grado – Rito ordinario – Forma dell’atto di appello – Citazione – Necessità (C.p.c., art. 342) Procedimento civile – Impugnazioni – Appello proposto erroneamente con ricorso – Sanatoria – Ammissibilità – Notificazione oltre il termine per impugnare – Tempestività – Esclusione (C.p.c., artt. 156, 159, 327, 342) [1] Qualora una causa in materia di locazione sia stata trattata in primo grado con il rito ordinario, l’atto di appello va proposto con citazione, a norma dell’art. 342 c.p.c. [2] L’appello proposto erroneamente con ricorso è inammissibile se la notificazione del ricorso e del decreto è avvenuta oltre la scadenza del termine per impugnare. CASO[1] [2] La parte soccombente in…

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Il fondo patrimoniale risponde anche dei debiti contratti da uno dei coniugi nel corso della propria attività imprenditoriale

Trib. Palermo, ord. 3 marzo 2015 Scarica l’ordinanza Fondo patrimoniale – Sottrazione dei beni all’azione esecutiva – Impignorabilità – Onere della prova – Sospensione dell’esecuzione- Esclusione (Cod. civ., art. 167, 170; cod. proc. civ., art. 615, 623). [1] Il criterio identificativo dei crediti che possono essere realizzati esecutivamente sui beni conferiti nel fondo patrimoniale va ricercato non già nella natura delle obbligazioni, ma nella relazione esistente tra il fatto generatore di esse e i bisogni della famiglia. Il solo fatto che il debito sia sorto nell’esercizio dell’impresa non è idoneo a escludere in via di principio che il debito si possa dire contratto per soddisfare questi bisogni. [2] Grava sul debitore che intende avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in…

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L’espropriazione forzata su autoveicoli, motoveicoli e rimorchi dopo le recenti riforme

Un’importante novità introdotta dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, che ha convertito il d. l. 12 settembre 2014 n. 132 (recante “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”), riguarda l’espropriazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Adesso è possibile procedere al pignoramento mediante notifica di un atto al debitore, senza che sia necessaria la materiale apprensione del bene. Il nuovo istituto, di notevole importanza pratica, presenta vantaggi per il creditore, ma occorre determinare il suo esatto ambito di applicazione   1. PremessaFino alle recenti riforme del 2014, il codice di procedura civile non conteneva norme specifiche sulla espropriazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.Poiché si tratta di beni mobili, hanno sempre trovato…

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L’azione combinata di conciliazione, mediazione e arbitrato per la deflazione del contenzioso civile

Trib. Pavia, ord. 9 marzo 2015 Scarica l’ordinanza Procedimento civile – Conciliazione giudiziale – Mediazione delegata – Trasferimento del giudizio in sede arbitrale (Cod. proc. civ., art. 185 bis; d. leg. 4 marzo 2010, n. 28, art. 5; d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito in l. 10 novembre 2014, n. 162, art. 1). [1] Il giudice può prevedere che, in caso di esito negativo della procedura di mediazione delegata, si svolga un’udienza di trattazione orale per valutare l’opportunità di trasferire il giudizio in sede arbitrale. CASO[1] Nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il giudice, ai sensi dell’art. 185 bis c.p.c., propone una soluzione conciliativa della lite, disponendo che, qualora le parti non ritengano di aderirvi, debbano, a pena…

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Motivazione della sentenza rinvio en bloc alla consulenza tecnica d’ufficio

Cass., Sez. VI-3, 2 febbraio 2015, n. 1815 Scarica la sentenza Procedimento civile – Prova in genere – Motivazione della sentenza – Giudice – Consulenza tecnica d’ufficio (C.p.c. 61, 62, 132, 191, 195; Disp. att. c.p.c. art. 118) [1] Il giudice del merito, quando aderisce alle conclusioni del consulente tecnico che nella relazione abbia tenuto conto, replicandovi, dei rilievi dei consulenti di parte, esaurisce l’obbligo della motivazione con l’indicazione delle fonti del suo convincimento; non è quindi necessario che egli si soffermi sulle contrarie deduzioni dei consulenti di fiducia che, anche se non espressamente confutate, restano implicitamente disattese perché incompatibili con le argomentazioni accolte. CASO[1] In una causa di risarcimento del danno da responsabilità medica, il Tribunale rigetta la domanda…

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Impugnabilità dell’ordinanza di inammissibilità ex art. 348 bis e ter c.p.c. rimessa alle Sezioni Unite

Cass., Sez. II, 12 gennaio 2015, n. 223 Scarica la sentenza Impugnazioni civili – Ricorso per Cassazione – Ordinanza ex artt. 348 bis e ter c.p.c. – Inammissibilità (Cod. proc. civ. artt. 348 bis, 348 ter, 360; Cost. art. 111) [1] Rilevato il contrasto giurisprudenziale in materia di impugnabilità, mediante ricorso per cassazione, dell’ordinanza di inammissibilità dell’appello emanata ai sensi degli artt. 348 bis e ter c.p.c., sono rimessi gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione dei ricorsi proposti alle Sezioni Unite. CASO[1] A seguito di un giudizio di appello conclusosi con pronuncia di inammissibilità del gravame ex art. 348 bis c.p.c., vengono proposti due ricorsi per cassazione, poi riuniti: il primo, ex artt. 348 ter, co. 3, e 360 c.p.c.,…

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Nelle procedure per misure di prevenzione iniziate prima del 13 ottobre 2011, il creditore può pignorare i beni oggetto di sequestro antimafia

Trib. Palermo, ord. 17 gennaio 2015 Scarica la sentenza Misure di Prevenzione – Mafia – Sequestro – Tutela del credito – Sospensione dell’esecuzione (L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1; d. leg. 6 settembre 2011 n. 159, art. 55, 117; l. 31 maggio 1965, n. 575, art. 2 ter). [1] Se il procedimento per misure di prevenzione è iniziato prima della entrata in vigore del “codice delle leggi antimafia”, ovvero prima del 13.10.2011, il creditore può espropriare i beni oggetto di sequestro fino a quando la confisca non diviene definitiva. Pertanto va rigettata l’istanza di sospensione dell’esecuzione per difetto del fumus boni iuris nel caso di opposizione all’esecuzione su beni oggetto di sequestro in procedimenti per misure di prevenzione. CASO[1] Un…

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