Obbligazioni e contratti

Le varie forme di giustizia sportiva

L’analisi dei regolamenti delle varie Federazioni sportive nazionali consente di distinguere, tra le varie ipotesi di controversie la cui risoluzione è demandata agli organi di giustizia sportiva, quattro tipi di procedimenti: un procedimento tecnico, un procedimento disciplinare, un procedimento economico ed un procedimento amministrativo . Procedimento tecnico  Il procedimento tecnico si riferisce a quel particolare tipo di controversie che controvertono sull’organizzazione delle gare e la regolarità delle stesse. Il nucleo centrale del momento sportivo è la gara. E per questo motivo le norme che regolano le competizioni sono spesso raccolte in un codice separato, chiamato appunto “Regolamento tecnico”, il quale contiene le regole sostanziali relative alle gare, e talvolta quelle processuali, relative al procedimento di giustizia, che ha per materia…

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Gli accordi internazionali della UE sul commercio del vino

Scopo di questo scritto è illustrare sinteticamente il complesso nonché sofisticato sistema di accordi internazionali conclusi dalla Comunità per favorire il commercio del vino con altri paesi del mondo, in modo tale da eliminare o almeno ridurre fortemente le barriere che altrimenti si oppongono agli scambi. Diciamo subito che non si è affatto trattato di una liberalizzazione selvaggia, ma di un lungo lavoro per una condivisione delle regole in materia, che – per forza di cose – ha anche comportato qualche mediazione e qualche reciproca concessione in capo a tutte le parti. In effetti, nell’arco di circa quindici anni, la Comunità ha concluso accordi con vari Stati terzi (fra cui  Canada,  Svizzera, Messico,  Repubblica Sudafricana, Australia, Cile e Stati Uniti…

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L’iscrizione ai corsi sportivi e l’ammissione come associato

L’imprenditore (categoria all’interno della quale sono riconducibili la gran parte dei gestori dei centri di fitness) che offre un servizio o beni ad una generalità di destinatari nonché l’associazione sportiva che propone corsi, seminari di perfezionamento o di apprendimento teorico-pratico formulano una dichiarazione rivolta ad un numero imprecisato di soggetti e agli associati impersonalmente. Il tema che ne consegue è quello di valutare se, ricorrendo le ipotesi descritte, residui l’obbligo a contrarre a carico del dichiarante, ossia se saremo costretti, sempre e comunque, a seguito delle nostre campagne pubblicitarie, ad accettare in palestra il soggetto interessato, anche se “non gradito”. Saremo comunque soggetti ad ammettere l’iscritto che non accetti di sottoscrivere una domanda di associazione o di tesseramento? La pubblicizzazione di servizi effettuata attraverso…

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Organismo di vigilanza: ruolo centrale ai fini della “tenuta” del Modello

Premessa L’art. 6 comma 1 del D.Lgs. 231/2001 (“Decreto”), stabilisce che “…l’ente non risponde del reato commesso se prova che: l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli ed il compito di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’organismo di cui alla lettera b…” Da quanto emerge dall’impianto normativo, il legislatore ha…

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Corruzione tra privati e D.Lgs. 231/01: in arrivo rilevanti novità!

Il Senato ha definitivamente approvato il 28 luglio 2016, il DDL della “Legge di delegazione europea 2015”, ora in attesa di pubblicazione. L’art. 19 delega il Governo ad attuare, entro tre mesi dall’entrata in vigore, un significativo intervento sulla fattispecie di reato di corruzione tra privati ex art. 2635 c.c., già reato presupposto della responsabilità 231. L’excursus normativo trae origine dalla Decisione Quadro 2003/568/GAI del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato. Tale Decisione Quadro chiedeva agli Stati membri di prevedere l’illiceità penale delle seguenti condotte: “a) promettere, offrire o concedere, direttamente o tramite un intermediario, un indebito vantaggio di qualsiasi natura ad una persona, per essa stessa o per un terzo, che svolge funzioni direttive…

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Le palestre e la gestione di saune e solarium

Sono ormai sempre di più i centri sportivi che offrono, gratuitamente o dietro pagamento di un corrispettivo specifico, ai propri iscritti, la possibilità di utilizzare saune e solarium. Se, sotto un profilo meramente fiscale, non vi è dubbio che l’incasso di somme a tale titolo, anche per quei centri gestiti da società o associazioni sportive dilettantistiche, costituisce sempre provento di natura commerciale, sia ai fini delle imposte dirette che dell’iva, trattandosi comunque di attività non conforme alle finalità istituzionali, si pone il problema se l’utilizzo di tali attrezzatura costituisca attività di estetica, con gli adempimenti che da ciò ne conseguono. L’attività d’estetica, per definizione sia della legislazione nazionale che di quella regionale, comprende tutte le prestazioni professionali relative ai trattamenti…

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Le linee guida Confindustria per la Compliance Antitrust delle imprese

La Confindustria ha pubblicato nello scorso mese di Aprile le “Linee Guida per la Compliance Antitrust delle Imprese”, di cui è possibile scaricare il pdf dalla sezione “Documenti” del sito della Confindustria. Che nelle aziende Italiane sia necessaria una maggior consapevolezza dei limiti all’autonomia negoziale posti dalle normative in tema di concorrenza sembra fuori di dubbio, visto che periodicamente si verificano casi di aziende, anche non piccole, che vengono sanzionate per aver posto in essere pratiche palesemente anticoncorrenziali.  Compulsando il Bollettino pubblicato periodicamente dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si ritrovano spesso casi sanzionati dall’AGCM che sembrano dimostrare l’indifferenza o proprio la non consapevolezza di tante imprese non banali che hanno posto in essere comportamenti anti concorrenziali. Basti pensare…

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