PROCEDURA E DIRITTO CIVILE

Questione di legittimità costituzionale della normativa sul compenso degli ausiliari del giudice

Cass., ord. 1 aprile 2015, n. 6652 Scarica l’ordinanza Procedimento civile – ausiliari del giudice – decreto di liquidazione del compenso – opposizione – mancanza di termine – illegittimità costituzionale(Cost., artt. 3, 24, 76, 111, comma 7; d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, art. 170; d. leg. 1 settembre 2011, n. 150, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69, artt. 34, comma 17, e 15, comma 2) [1] Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 34, comma 17, e 15, comma 2, del d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 nella parte in cui modificano l’art. 170 del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, eliminando il termine di venti giorni dalla…

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Liquidazione dei compensi per l’attività difensiva svolta

Trib. Lucca, ord. 3 luglio 2015 Scarica l’ordinanza Riduzione e semplificazione dei riti – Liquidazione degli onorari e diritti di avvocato – Procedimento sommario di cognizione – Mutamento del rito – Inammissibilità.(Cod. proc. civ., art. 702 bis; d. leg. 1° settembre 2011, n. 150, art. 15) [1] Nel procedimento di cui all’art. 14 d. leg. 150/2011, finalizzato a definire esclusivamente controversie sul quantum degli onorari di avvocato, la proposizione in via riconvenzionale di una domanda volta a contestare la fondatezza della pretesa, impone, in mancanza della possibilità di mutamento del rito e di separazione della causa, la chiusura in rito del processo per inammissibilità della domanda. CASO[1] Il provvedimento in epigrafe, relativo ad un procedimento instaurato ai sensi dell’art. 14 del d….

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Rigetto dell’istanza di CTU e obbligo di motivazione

Cass., Sez. II, 14 maggio 2015, n. 9881 Scarica la sentenza Procedimento civile – Prova in genere – Consulenza tecnica d’ufficio – Richiesta di parte – Rigetto – Obbligo di motivazione della sentenza – Sussistenza(C.p.c. artt. 61, 62, 132, 191; Disp. att. c.p.c. art. 118) [1] Il giudice, nella sentenza, è tenuto a motivare adeguatamente il rigetto dell’istanza avanzata dalla parte ai fini dell’ammissione della consulenza tecnica d’ufficio qualora di evidente utilità ai fini della decisione della controversia.   CASO[1] Il ricorrente ha opposto all’avversaria pretesa di pagamento del prezzo delle merci fornite l’erroneità del luogo del relativo deposito e la carenza delle qualità pattuite, richiedendo ai fini dell’accertamento di tali circostanze l’esperimento di una CTU e di alcune prove testimoniali. SOLUZIONE[1] Nel…

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Il rilievo dell’incompetenza e la tralsatio iudicii davanti al giudice d’appello

Cass., sez. VI, 9 giungo 2015, n. 11969 Scarica la sentenza Appello proposto davanti a giudice di secondo grado incompetente per territorio – Erronea declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione – Conseguenze – Cassazione con rimessione al giudice d’appello competente. [1] In caso di appello proposto dinanzi ad un organo della giurisdizione ordinaria diverso da quello che sarebbe stato competente, può riconoscersi al medesimo un effetto conservativo a condizione che l’organo adito, benché territorialmente incompetente, sia egualmente giudicante in secondo grado e possa quindi disporre la rimessione della causa al giudice competente, davanti al quale potrà essere effettuata apposita riassunzione a norma dell’art. 50 c.p.c. [2] La Corte di cassazione deve cassare e rinviare la causa al giudice d’appello compente per territorio,…

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Appello e riforme processuali: le modifiche all’art. 342 c.p.c.

Si dà conto delle più recenti riforme che hanno interessato il giudizio di appello, muovendo innazitutto dalle modifiche all’art. 342 c.p.c. che disciplina il contenuto dell’atto di impugnazione. 1. Introduzione Di regola, nel giudizio di primo grado le facoltà delle parti in punto di allegazione e di prova sono per ovvie ragioni ampie (anche se risultano talvolta cadenzate da un sistema di preclusioni e decadenze). La loro restrizione ingiustificata determinerebbe infatti la violazione del diritto di azione e di difesa garantito dall’art. 24 Cost. Nel giudizio di cassazione, viceversa, le facoltà delle parti sono per definizione delimitate, in ragione innanzitutto (ma non solo) delle finalità del giudizio stesso, volto a verificare la sussistenza di casi di annullabilità della sentenza (giudizio…

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Responsabilità solidale a favore del lavoratore negli appalti: integrazione del contraddittorio e condanna condizionata

Trib. Como, ord. 15 gennaio 2015 Scarica l’ordinanza Procedimento civile – Responsabilità solidale nell’appalto – Litisconsorzio necessario – Interpretazione costituzionalmente orientata – Condanna condizionata – Ammissibilità((Cost., artt. 24 e 111; cod. proc. civ., art. 102; d.leg. 10 settembre 2003, n. 276, art. 29, 2° comma, come sostituito dall’art. 21, 1° comma, del d.l. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con modificazioni in legge 4 aprile 2012, n. 35 e successivamente modificato dall’art. 4, comma 31, lettere a) e b), della Legge 28 giugno 2012, n. 92 e dall’art. 28, 2° comma, del d.leg. 21 novembre 2014, n. 175) [1] In tema di responsabilità solidale negli appalti ex art. 29, 2° comma, d. leg. n. 276/2003, poiché il litisconsorzio necessario non…

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Il termine per il versamento del saldo del prezzo dell’immobile aggiudicato è perentorio e non prorogabile

Cass. Civile, sezione III civile; 29 maggio 2015, n. 11171 Scarica la sentenza Esecuzione Forzata – Esecuzione immobiliare – Vendita – Aggiudicazione – Termine per il versamento del saldo prezzo – Perentorietà – Fondamento(cod. proc. civ., art. 152, 153, 574, 576, 585) [1] In tema di espropriazione immobiliare, il termine per il versamento del saldo del prezzo da parte dell’aggiudicatario del bene staggito va considerato perentorio e non prorogabile, attesa la necessaria immutabilità delle iniziali condizioni del subprocedimento di vendita, da ritenersi di importanza decisiva nelle determinazioni dei potenziali offerenti e, quindi, del pubblico di cui si sollecita la partecipazione, perché finalizzata a mantenere – per l’intero sviluppo della vendita forzata – l’uguaglianza e la parità di quelle condizioni tra tutti i…

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Domande plurime e nullità dell’atto di citazione per indeterminatezza dell’oggetto

Cass. Civile, Sez. I, 10 giugno 2015, n. 12059 Scarica la sentenza Atto di citazione – Indeterminatezza dell’oggetto della domanda – Mancata correlazione tra domande cumulativamente proposte e fatti relativi a una pluralità di atti giuridici – Nullità(C.p.c. artt. 163, 164) [1] Nel caso di proposizione di una pluralità di domande giudiziali (nella specie, alcune alternative tra loro e altre subordinate) l’omessa indicazione della causa petendi relativa a ciascuna di esse, anche in relazione alla pluralità di negozi e atti oggetto delle domande proposte, ne determina la nullità ai sensi dell’art. 164, comma 4, c.p.c. in relazione all’art. 163, coma 3, nn. 3 e 4 c.p.c., per assoluta incertezza dell’oggetto, data la pluralità delle possibili combinatorie e la postulazione di un…

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Divieto di nuovi mezzi di prova ex art. 345, co. 3, c.p.c. nel procedimento per decreto ingiuntivo

Cass., Sez. Un., 10 luglio 2015, n. 14475 Scarica la sentenza Procedimento per decreto ingiuntivo – documenti allegati al ricorso per decreto ingiuntivo ma non prodotti nella fase di opposizione – produzione nel giudizio di appello – ammissibilità.(C.p.c., art. 345) [1] I documenti allegati alla richiesta di decreto ingiuntivo, anche qualora non siano stati nuovamente prodotti nella fase di opposizione, non possono essere considerati nuovi ex art. 345, co. 3, c.p.c. e, pertanto, se allegati all’atto di appello avverso la sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, devono essere ritenuti ammissibili. CASO[1] Avverso il decreto ingiuntivo conseguito dalla Società Alfa, proponeva opposizione la Beta, deducendo l’insussistenza dei presupposti di cui agli artt. 633 ss. c.p.c. Il Tribunale accoglieva l’opposizione, rilevando il…

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Responsabilità medica e consulenza tecnica preventiva: un binomio possibile ?

Trib. Roma, ord. 26 marzo 2015 Scarica l’ordinanza Consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione della lite – Esistenza di contestazioni sull’an della pretesa – Inammissibilità (Cod. proc. civ., art. 696 bis)   [1] E’ inammissibile il ricorso per accertamento tecnico preventivo ex art. 696 bis allorché sussista un radicale contrasto tra le parti sull’esistenza del credito, prima ancora che sulla sua quantificazione, e l’accertamento riguardi questioni di particolare complessità, non solo in fatto ma anche in diritto, la cui soluzione non può essere demandata al consulente tecnico.   CASO[1] Nel provvedimento che si annota, il giudice respinge un’istanza di consulenza tecnica preventiva proposta, ai sensi dell’art. 696 bis c.p.c., nei confronti di un medico (radiologo) ritenuto responsabile «di avere prescritto e…

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