PROCEDURA E DIRITTO CIVILE

Ennesima riforma del processo telematico nel D.L. 27 giugno 2015, n. 83

Il D.L. 27 giugno 2015, n. 83, entrato in vigore il 27 giugno scorso, ha introdotto alcune novità nell’ambito del processo civile telematico al fine di accelerare ed uniformare il percorso di “digitalizzazione” del processo civile, già avviato con le precedenti riforme.   1. Il deposito telematico degli atti introduttivi Ai sensi dell’art. 16 bis, 1° comma, d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, conv. con modificazioni nella l. 17 dicembre 2012, n. 221, l’obbligo del deposito telematico sussiste, sia in primo sia in secondo grado, solo per gli atti ed i documenti depositati dai difensori delle parti precedentemente costituite, non anche per gli atti introduttivi, fatta eccezione per il ricorso nel giudizio monitorio, per il quale l’obbligatorietà del deposito telematico…

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Le Sezioni Unite escludono la nullità della sentenza riproduttiva degli atti di parte

Cass., Sez. Un., 16 gennaio 2015, n. 642 Scarica la sentenza Procedimento civile – sentenza – contenuto – motivazione – mera riproduzione di un atto di parte – nullità – esclusione (Disp. att. cod. proc. civ. art. 118; Cod. proc. civ. artt. 132, 360 c.p.c.; Cost. art. 111) [1] Non è affetta da nullità la sentenza la cui motivazione, pur riproducendo il contenuto di un atto di parte, esponga in maniera chiara, univoca ed esaustiva le ragioni sulle quali il giudice ha fondato la decisione. CASO[1] La controversia ha ad oggetto l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso dall’Agenzia dell’Entrate. Soccombente tanto in primo grado quanto in appello, il ricorrente propone ricorso per Cassazione, ai sensi dell’art. 360, n. 4,…

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Impugnabilità per cassazione della sentenza di rimessione al primo giudice

Cass., sez. I, 26 marzo 2015, n. 6127 Scarica la sentenza Impugnazioni civili – Sentenza di appello che rimette al giudice di primo grado ex art. 353 o 354 c.p.c. – Sentenza definitiva o sentenza non definitiva ex art. 360, co. 3, c.p.c. – Questione di massima di rilevante importanza – Rimessione al Primo Presidente(Cod. proc. civ., artt. 353, 354, 360) [1] È questione di massima di rilevante importanza quella relativa alla ammissibilità dell’impugnazione della sentenza con cui il giudice di appello rimette al primo giudice ai sensi dell’art. 353 o dell’art. 354 c.p.c., essendo controversa la sua natura di sentenza non definitiva ex art. 360, co. 3, c.p.c.; pertanto, sono rimessi gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione…

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Se l’espropriazione presso terzi diventa improcedibile per il fallimento del debitore, il terzo pignorato, che aveva reso dichiarazione positiva, può sollevare l’eccezione di compensazione

Cass., Sez. I, 4.3.2015, n. 4380 Scarica la sentenza Fallimento – divieto di azioni esecutive individuali – improcedibilità dell’espropriazione presso terzi – compensazione del credito in altro giudizio intrapreso dalla curatela – ammissibilità.(cod. proc. civ. art. 543 ss.;  r.d. 16 marzo 1642 n. 267, legge fallimentare, art. 51, 56, 107) [1] In caso di pignoramento presso terzi avente ad oggetto crediti nascenti da rapporto di conto corrente bancario, la dichiarazione positiva resa dall’istituto bancario terzo pignorato nella procedura espropriativa, in seguito dichiarata improcedibile per il sopravvenuto fallimento del debitore, non preclude alla stessa banca, convenuta in un giudizio ordinario intrapreso dalla curatela fallimentare del debitore esecutato per il pagamento del saldo del conto corrente in precedenza pignorato, di eccepire in…

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Mediazione obbligatoria e nature del termine per l’attivazione del procedimento

Trib. Como 12 gennaio 2015 Scarica la sentenza Procedimento civile – Termini ordinatori – Termini perentori – Mediazione civile e commerciale – Differenze (Cost., art. 111; cod. proc. civ., art. 152, 154; d. leg. 4 marzo 2010, n. 28, Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, art. 5) [1] La distinzione tra termini ordinatori – quale è quello previsto per l’instaurazione del procedimento di mediazione obbligatoria – e perentori non può essere ravvisata in una diversa forza cogente e, dunque, in conseguenze diverse in caso di mancato rispetto, bensì nelle differenti modalità con le quali operano sul piano processuale. CASO [1] Nel corso di un…

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La competenza per le controversie dei consumatori: individuazione e momento determinante

Cass., Sez. VI-2, 30 marzo 2015, n. 6333 Scarica la sentenza Competenza civile – Controversia tra professionista e consumatore – Foro esclusivo del consumatore – Momento determinante della competenza – Spostamento fittizio (Cod. proc. civ. art. 5; d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, art. 33) Competenza civile – Competenza per territorio – Residenza dell’attore o del convenuto – Nozione rilevante – Risultanze anagrafiche – Semplice presunzione (Cod. proc. civ. art. 18; cod. civ. art. 43;) [1] Nelle controversie tra professionista e consumatore, è competente il giudice del luogo dove il consumatore ha la residenza al momento della proposizione della domanda e non quello del luogo dove la aveva al momento della conclusione del contratto, salvo il caso del carattere fittizio…

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Violazione di norme processuali e regime di deducibilità del vizio

Cass., Sez. III, 9 aprile 2015, n. 7086 Scarica la sentenza Impugnazioni civili – Violazione di norma processuale – Sentenza pronunciata prima della scadenza dei termini ex art. 190 c.p.c. – Impugnazione – Onere di dimostrare un effettivo pregiudizio – Sussistenza (C.p.c., artt. 101, 190, 352, 360 n. 4) [1] La deliberazione della sentenza prima della scadenza dei termini di cui all’art. 190 c.p.c. non costituisce una nullità della sentenza invocabile in sé e per sé, essendo viceversa sempre necessario che la parte che deduca siffatta violazione indichi anche la sussistenza di un effettivo pregiudizio quale conseguenza del vizio processuale. CASO[1] Nell’ambito di un giudizio di risarcimento del danno derivante da illecito cagionato da cosa in custodia ex art. 2051…

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Il decreto ingiuntivo è titolo esecutivo anche se l’opposizione si conclude con una dichiarazione di continenza

Trib. Brindisi, ordinanza 16 marzo 2015, n. 3810 Scarica l’ordinanza Esecuzione forzata in genere – Titolo esecutivo – Decreto ingiuntivo seguito da dichiarazione di continenza – Istanza di sospensione dell’esecuzione – Rigetto (Cod. proc. civ. art. 615, 39, 50, 645) [1] Va rigettata l’istanza di sospensione dell’esecuzione ex art. 615, primo comma, c.p.c. qualora il creditore agisca esecutivamente in forza di un decreto ingiuntivo che è divenuto irrevocabile per mancata tempestiva riassunzione del giudizio di opposizione, che si era concluso con una declaratoria di continenza. CASO[1] La società E.M. ottiene decreto ingiuntivo contro la società ICE, che propone opposizione. Il Tribunale dichiara la continenza rispetto ad altra causa che era stata preventivamente incardinata nelle forme ordinarie e fissa termine perentorio per la riassunzione…

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Opposizione a decreto ingiuntivo, regolamento delle spese e condanna del soccombente

Cass., sez. III, 12 maggio 2015, n. 9587 Scarica la sentenzaIngiunzione (procedimento per) – Opposizione – Soccombenza – Condanna alle spese(Cod. proc. civ., art. 91, 633, 645). [1] La valutazione di soccombenza, ai fini della condanna alle spese, va rapportata all’esito finale della lite anche in caso di giudizio seguito ad opposizione a decreto ingiuntivo: ne consegue che il creditore opposto che in sede di gravame veda conclusivamente riconosciuto – sia pure in minima parte rispetto a quanto richiesto ed ottenuto col monitorio – il proprio credito, non può qualificarsi soccombente ed essere condannato alle spese del grado di appello. CASO[1] Proposta opposizione avverso decreto ingiuntivo, il giudice aveva accolto integralmente la domanda dell’opponente e condannato l’opposto alla restituzione di quanto percepito…

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Doppia data di pubblicazione della sentenza: prevale la seconda

Cass., Sez. Lav., 14 aprile 2015, n. 7487 Scarica la sentenza Procedimento civile – Pubblicazione della sentenza – Data – Cancelliere – Termine per impugnare(C.p.c. art. 133; D.M. 27 marzo 2000, n. 264, art. 13) [1] Ai fini della decorrenza del termine per impugnare, la data apposta in calce alla sentenza del cancelliere deve essere qualificata dalla contestuale adozione delle misure volte a garantirne la conoscibilità, situazione che, in presenza di una seconda data, deve ritenersi di regola realizzata solo in corrispondenza di quest’ultima. CASO[1] Nel caso di specie, la tempestività o meno del ricorso per cassazione dipendeva dall’individuazione del dies a quo del termine lungo per l’impugnazione: termine reso incerto dal fatto che la sentenza d’appello risultava “consegnata in cancelleria per…

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