FAMIGLIA E SUCCESSIONE

La clausola arbitrale testamentaria

  L’uso e l’interpretazione della clausola arbitrale testamentaria rimane, ancora oggi, uno dei più discussi e articolati istituti in materia successoria. Si tratta della facoltà riconosciuta al testatore qualora volesse inserire una clausola in virtù della quale si prevede che eventuali controversie successorie vengano risolte mediante il procedimento arbitrale. Sulla questione si sono sollevati diversi dibattiti. Parte della dottrina infatti risulta essere a favore dell’inserimento della clausola arbitrale nel testamento anche se una minoritaria corrente difende l’inammisibilità delle clausole. Diversi autorevoli autori si sono occupati dell’istituto (Bonilini, Campagnolo, Festi), la stessa Corte di Cassazione si è espressa con riguardo alla questione di legittimità. Per meglio comprendere la complessità dell’istituto si riporta un esempio pratico: Tizio, nel corso della sua vita,…

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Legato d’azienda

Il Legato d’azienda è tuttora uno degli istituti che maggiormente è capace, in materia successoria , di dividere Dottrina dalla Giurisprudenza. Molte sono le correnti che hanno attraversato la storia del diritto positivo in materia, ma mai più di oggi il thaema confutando è stato di maggiore attualità. Una disposizione mortis causa a titolo particolare può avere ad oggetto un complesso aziendale. Una delle problematiche iniziali è dunque sulla scelta di quali siano le regole da applicare in tema di cessione d’azienda. Se per la successione dei contratti e dei crediti sembra che non ci siano questioni di speciale difficoltà da affrontare applicandosi l’art. 2558 c.c., di non altrettanta intuitività appare l’aspetto debitorio. Ai sensi dell’art. 2560 c.c. colui che…

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L’accrescimento nella successione legittima e testamentaria

  L’accrescimento in generale Il codice civile, prima di rinviare all’applicazione delle regole della successione ab intestato (e sempre che non trovino applicazione gli istituti della rappresentazione e sostituzione ordinaria), disciplina, all’art. 674, il c.d. accrescimento, in forza del quale la quota originariamente destinata ad uno dei coeredi, che non voglia o non possa accettare l’eredità, si espande in capo agli altri. Tradizionalmente (si veda anche la Relazione preliminare al codice civile), si riteneva che la ratio dell’istituto risiedesse nella presunta volontà del testatore: se costui avesse saputo che uno dei chiamati non sarebbe venuto alla successione, avrebbe disposto a favore degli altri. Altri rinvengono la ratio dell’istituto nella solidarietà della vocazione. Ciascuno dei coeredi sarebbe potenzialmente chiamato per l’intero,…

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La Cassazione ribadisce le condizioni per la modifica dell’assegno divorzile

Cass., sez. VI-1, 19 luglio 2016, n. 14734 Pres. Ragonesi – Est. Mercolino Matrimonio – Divorzio – Assegno – Revisione – Condizioni  (l. 1 dicembre 1970, n. 898, Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio, art. 5, 9)  [1] La revisione delle condizioni stabilite dalla sentenza di divorzio deve rappresentare il risultato di una valutazione comparativa delle rispettive situazioni economico-patrimoniali degli ex coniugi e non una mera presa d’atto della sopravvenienza di circostanze incidenti sul patrimonio o sul reddito di uno o di entrambi. CASO [1] Con decreto emesso il 21 gennaio 2014, il Tribunale di Foggia aveva accolto la domanda di riduzione dell’assegno mensile posto a carico dell’ex coniuge della ricorrente dalla sentenza di divorzio, pronuncia in seguito parzialmente…

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Sulla rappresentanza processuale del minore la Cassazione fa il punto

Cass., Sez. VI-1, 8 Giugno 2016, n. 11782 Pres. Finocchiaro – Est. Amendola Procedimento civile – Procedimento di adozione – Minore – Difesa tecnica – Necessità (L. 4 maggio 1983, n. 184, artt. 8, ult. comma, 10, comma 2; c.p.c. art. 354) [1] Nel procedimento volto all’accertamento dello stato di adottabilità del minore, quest’ultimo deve essere presente allo stesso in qualità di parte. Ne consegue che al minore deve essere assicurata assistenza legale in ogni stato e grado del giudizio, a pena di nullità dell’intero procedimento e conseguente rimessione della causa al primo giudice, ex art. 354 c.p.c. Il caso In una intricata vicenda relativa all’adozione di un minore, il Tribunale dei Minorenni di Milano dichiarava lo stato di adottabilità del…

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Il «diritto» all’ascolto del minore nel processo civile

Abstract Il d. leg. 154/2013, nel quadro della riforma della filiazione preannunciata dalla l. 219/2012, segna l’ultima tappa di un articolato percorso evolutivo – affiancato altresì da una intensa produzione giurisprudenziale – che dalla mera facoltà per il giudice di ascoltare il minore ha ad oggi consacrato l’ascolto come un vero e proprio diritto del minore, non solo nella  fase fisiologica del rapporto genitoriale, ma anche nella fase patologica di crisi della famiglia legittima e di fatto. E’, dunque, acquisito come diritto vivente il riconoscimento di una nuova dignità del figlio, non più inteso come «oggetto di tutela» ma come «titolare di diritti soggettivi perfetti, autonomi e azionabili».   Il tema dell’ascolto del minore per lungo tempo affidato a molteplici…

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Il rilancio del procedimento”municipale” di separazione e divorzio nell’epoca delle unioni civili

Il d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla l. 10 novembre 2014, n. 162 – la riforma sulla degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato – consente alle coppie in crisi di conseguire la separazione, il divorzio o la modificazione delle relative condizioni attraverso due nuove procedure, una dinanzi agli avvocati l’altra innanzi all’ufficiale dello stato civile. La fruibilità di quest’ultima, assai limitata all’atto della sua introduzione, è stata successivamente estesa. Una recentissima interpretazione giurisprudenziale, consentendo ai coniugi di non comparire personalmente innanzi all’ufficiale di stato civile, sollecita ulteriormente il suo utilizzo, il che potrebbe ripercuotersi sulla introducenda disciplina delle unioni civili. Il d.l. n.132 del 2014, recante “misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed interventi per la…

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Sui presupposti per la nomina dell’amministratore di sostegno

Trib. Modena 10 dicembre 2015 Scarica la sentenza Amministrazione di sostegno – Nomina dell’amministratore – Presupposti – Incapacità – Situazioni patologiche in fieri – Ammissibilità (Cod. civ., art. 404) [1] La nomina dell’amministratore di sostegno non deve necessariamente essere contestuale al manifestarsi dell’esigenza di protezione del soggetto, ben potendo essere disposta anche a favore di chi, nell’immediato futuro, assai plausibilmente verserebbe altrimenti in infermità tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi. CASO[1] Un pensionato, persona sola priva di parenti prossimi, pur non trovandosi in stato di disabilità ed essendo in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana e di curare i propri interessi, adiva il Giudice Tutelare presso il Tribunale di Modena al fine di ottenere…

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Famiglia Internazione: norme applicabili ai procedimenti separativi e ai procedimenti relativi ai minori

Il seminario fornisce il quadro giuridico delle norme da applicare alle unioni tra persone di nazionalità diversa, che consentono di individuare quale sia la legge applicabile e in quale Paese si trovi l’autorità giudiziaria competente a decidere sulle questioni relative ai figli, sugli obblighi alimentari e sullo scioglimento del matrimonio. Conoscere le norme di conflitto e i principi enunciati nei Regolamenti comunitari e nei trattati internazionali è sempre più importante, stante il progressivo incremento del numero delle coppie miste. Docente del seminario sarà l’Avvocato Giuseppina Vassallo, esperto di Diritto di Famiglia, e sarà così articolato: Definizione di coppie internazionali Norme comunitarie e trattati internazionali: il diritto europeo della famiglia Separazione e divorzio di coppie internazionali La disciplina dei rapporti genitoriali:…

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Filiazione e tutela dei diritti dei conviventi

Per molti anni la nostra politica del diritto si è fondata sulla preminenza della famiglia fondata sul matrimonio, quasi come se la famiglia di fatto, fosse un affare “privato”. Con la legge n. 219/2012 si è posto fine alla distinzione tra figli legittimi e naturali. Tutti i figli hanno lo stesso status giuridico e gli stessi diritti, ma esistono ancora residue differenziazioni di tutela. Il seminario compie un exursus sull’applicazione pratica delle nuove norme e sugli ultimi orientamenti giurisprudenziali. In attesa della legge sulle unioni civili, si procede ad una ricostruzione dei diritti attualmente riconosciuti ai conviventi.   La legge n. 219/2012 e l’unificazione degli stati di filiazione Il riconoscimento del figlio nato da un rapporto di convivenza Il cognome…

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