Procedimenti di cognizione e ADR

Per le Sezioni Unite il difetto di rappresentanza processuale è (quasi) sempre rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado di giudizio e sempre sanabile ex tunc

  Cass., Sez. un., 4 marzo 2016, n. 4248 – Pres. Rovelli – Rel. D’Ascola Scarica la sentenza Capacità processuale – rappresentanza sostanziale – coesistenza – necessità (C.p.c. art. 77) Difetto di rappresentanza processuale – non contestazione nei precedenti gradi di merito – giudicato implicito – esclusione – rilevabilità del vizio in ogni stato e grado del giudizio (C.p.c. artt. 77, 329) Difetto di rappresentanza processuale– rilievo – assegnazione di un termine per la sanatoria – necessità (C.p.c. artt. 77, 182) Difetto di rappresentanza processuale – sanatoria – retroattività (C.p.c. artt. 77, 182) MASSIME[1] Il potere di rappresentanza processuale, da conferire per iscritto, presuppone un corrispondente potere di rappresentanza di diritto sostanziale e non può quindi attribuirsi a un soggetto sfornito…

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«Piccola Rassegna» di giurisprudenza sul processo di cognizione

La cadenza settimanale del Notiziario consente di dare visibilità a molti provvedimenti, ma ovviamente non a tutti e non a tutti quelli che si vorrebbero segnalare. Da qui l’idea di raccogliere in questo Focus i provvedimenti pubblicati nei primi mesi del 2016 che non hanno trovato spazio nei numeri precedenti – o di prossima uscita – ma ritenuti di particolare interesse per l’area «Processi di cognizione».  Cass. pen., ord., 20 gennaio 2016, n. 2259Giusto processo – art. 6 CEDU – Violazione – Rilevabilità d’ufficio – Rimessione alle Sezioni unite La Cassazione penale, rilevando il contrasto di giurisprudenza, ha rimesso alle Sezioni unite la seguente questione: se l’inosservanza della CEDU da parte del giudice sia rilevabile d’ufficio dal giudice ad quem…

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Obbligatorietà del rito «fornero» e rilievo d’ufficio del giudice del requisito dimensionale

Cass. civ., sez. lav, 11 novembre 2015, n. 23073Scarica la sentenza Lavoro e previdenza (controversie) – Licenziamento – Rito speciale – Obbligatorietà del rito. (Cod. proc. civ. 125, 156, 420, 421; L. 20 maggio 1970, n. 300, art. 18; l. 28 giugno 2012, n. 92, art. 1).   [1] Il lavoratore licenziato non può rinunziare al procedimento specifico introdotto dall’art. 1, 47º comma e seguenti, l. n. 92 del 2012, che ha carattere obbligatorio, non essendo prevista la specialità nel suo esclusivo interesse ma anche per finalità di carattere pubblicistico, sicché rientra nei poteri esclusivi del giudice qualificare la domanda e individuare il rito applicabile, mentre non incombe sul lavoratore, attesa la natura sommaria della prima fase, l’onere della specifica allegazione…

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Il terzo acquirente nel processo ex art. 2932 c.c.

Cass. 26 febbraio 2016 n. 3855 – Pres. Piccioli  – Est. Falaschi Scarica la sentenza Intervento adesivo dipendente – Successione a titolo particolare nel diritto controverso – Contratto preliminare –  Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere il contratto – Vizi del bene da trasferire (C.c. art. 2932; C.p.c. artt. 105, 100, 101, 111) [1] L’avente causa, per contratto di vendita da colui che in un precedente preliminare si sia reso a sua volta promittente venditore dell’immobile edificato, ha interesse ad intervenire nella causa di esecuzione specifica dell’obbligo di concludere il contratto (introdotta dai promissari acquirenti dell’edificio da costruire) per sostenere le ragioni del proprio dante causa (onde evitare che l’accoglimento della domanda pregiudichi l’effetto traslativo divisato con il secondo contratto).  Contratto…

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La Corte di Cassazione fissa le regole della legittimazione ad causam degli studi professionali associati

[I] Cass., Sez. I, 4 marzo 2016, n. 4268 – Pres. Didone – Rel. Terrusi [II] Cass., Sez. II, 29 febbraio 2016, n. 3926 – Pres. Matera – Rel. Scarpa Scarica la sentenza n. 4268 Scarica la sentenza n. 3926 Associazione professionale – ordinamento interno ed amministrazione – autonomia degli associati – stipula di contratti in proprio – delegabilità della loro esecuzione ai singoli associati – legittimazione ad causam dell’associazione – sussistenza (C.c. art. 36 – C.p.c. art. 81) [1] Gli accordi degli aderenti ad una associazione professionale possono investire quest’ultima della titolarità di rapporti contrattuali la cui esecuzione venga delegata alle persone dei singoli associati; conseguentemente, in tale ipotesi, la legittimazione attiva compete allo studio associato.  [I] Cass., Sez….

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L’errata indicazione del numero di ruolo determina nullità dell’atto in corso di causa deposi­tato telematicamente: commento a Tribunale di Torino, ordinanza 22/3/2016

L’errata indicazione del numero di ruolo determina nullità dell’atto in corso di causa deposi­tato telematicamente: commento a Tribunale di Torino, ordinanza 22/3/2016  “L’errata indicazione del numero di ruolo non è sanabile con la rimessione in termini”: questa è la conclusione a cui giunge il Tribunale civile di Torino (sez. VII, ord. 22/3/2016), già chiamato a pronunciarsi su una fattispecie che sembra essere ormai frequente nella patologia del processo civile telematico. Scorrendo infatti l’elenco dei precedenti giurisprudenziali sulla questione si ha modo di ravvisare orientamenti apparentemente differenti ma che in effetti sembrerebbero confluire su unico indirizzo: eccezion fatta per il caso in cui l’errore non sia ascrivibile alla cancelleria, l’Avvocato che do­vesse aver indicato un numero di ruolo errato non può…

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Anche per la rinuncia agli atti ci vuole la sentenza

Trib. Torino, 12 febbraio 2016 – Di Capua Scarica la sentenza Procedimento civile – Rinuncia agli atti – Estinzione del giudizio – Provvedimento del giudice – Sentenza (C.p.c., artt. 306, 307, 279)  Nelle cause pendenti innanzi al tribunale in composizione monocratica l’estinzione del giudizio per rinuncia agli atti deve essere dichiarata con sentenza  CASO Nel caso di specie le parti in causa dopo aver conciliato, in sede stragiudiziale, la lite pendente innanzi al tribunale monocratico (anziché disertare le udienze provocando l’estinzione ai sensi dell’art. 309 c.p.c.) chiedono al giudice, dando atto di aver trovato anche un accordo sulle spese, di estinguere il giudizio dichiarando, l’una (l’attore) di rinunciare agli atti e l’altra (il convenuto) di accettare la rinuncia avversaria. Il…

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Il compenso del C.T.U. è sempre a carico solidale delle parti a prescindere dalla regolazione finale delle spese

PREMESSAE’ noto che con la sentenza definitiva che chiude il giudizio innanzi all’autorità giudiziaria adita, il giudice è tenuto a pronunciarsi sulle spese di lite, ivi incluse le spese di C.T.U., secondo i principi di cui agli artt. 91 ss. c.p.c., ed in particolare in base al principio della soccombenza, salvo che non ricorrano i presupposti per una compensazione totale o parziale. E’ sorta tuttavia questione, che la giurisprudenza di legittimità e quella di merito sono state chiamate a risolvere, se la statuizione operata dal giudice in sentenza abbia efficacia unicamente tra le parti del giudizio ovvero esplichi effetti anche nei confronti del C.T.U. stesso. Detta questione ha implicazioni molto rilevanti nella pratica giudiziaria, attesa la centralità del ruolo del…

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Il foglio di precisazione delle conclusioni può essere depositato in forma cartacea

Trib. Milano, 3 marzo 2016 – Buffone Udienza di precisazione delle conclusioni – Verbale d’udienza – Deposito telematico (C.p.c., artt. 189, 190; D.L. 18 ottobre 2012, n. 190, art. 16 bis) [1] Il deposito in udienza del c.d. foglio di precisazione delle conclusioni, anziché per via telematica, non comporta l’inammissibilità dell’atto. CASONel caso di specie una delle parti si limitava al deposito cartaceo del c.d. foglio di precisazione delle conclusioni, avvalendosi della prassi (pacifica fino all’introduzione del processo telematico) per cui alle parti è concesso allegare al verbale d’udienza una breve memoria contenente l’enunciazione delle domande sottoposte al vaglio del giudice.   SOLUZIONEIl Tribunale di Milano afferma la legittimità del deposito in forma cartacea ritornando sull’argomento a distanza di poche…

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Accoglimento parziale di domanda giudiziale e compensazione delle spese: verso un ampliamento del concetto di soccombenza reciproca ex art. 92 c.p.c. ?

Cass., 22 febbraio 2016, n. 3438 Scarica la sentenza Spese processuali civili – Riforma della sentenza impugnata – nuovo regolamento delle spese processuali – criteri – esito complessivo della lite (C.p.c. artt. 91, 92, 352) Accoglimento parziale dell’unica domanda giudiziale dell’attore – soccombenza reciproca – sussiste (C.p.c. artt. 91 e 92 ) Attribuzione del carico delle spese processuali – principio di causalità (imputabilità degli oneri processuali) – applicazione – necessità – eventuale compensazione – facoltà (C.p.c. artt. 91 e 92 )  [1] Quando riforma (in tutto od in parte) la sentenza impugnata, il giudice del gravame procede – sulla base dell’esito complessivo della lite – ad una nuova regolazione, anche d’ufficio, delle spese di tutti i gradi della causa. [2]…

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