Diritto e reati societari

231: Reati commessi all’estero e reati commessi in Italia da Enti esteri – Cass. Pen. Sez. VI n. 11442 del 17.3.2016

La questione della giurisdizione del giudice italiano e della applicabilità del D.Lgs. 231/01 in caso di reato presupposto commesso all’estero e di reato commesso in Italia da Enti esteri riveste da sempre grande interesse, sia in ambito processuale, sia in sede di realizzazione dei Modelli di Organizzazione e Gestione. Sotto tale secondo aspetto, infatti, da un lato la rilevanza dei fatti reato presupposto commessi all’estero deve necessariamente essere considerata nella costruzione dei Modelli di prevenzione, dall’altro l’applicabilità della norma italiana ad Enti esteri operanti in Italia deve essere dagli stessi considerata ai fini della valutazione di eventuale adozione del Modello esimente ex D.Lgs. 231/01. Se l’applicabilità della norma agli Enti aventi in Italia la sede principale per fatti commessi all’estero…

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Contratti di distribuzione extra-UE e divieto di re-importazione nei mercati UE

Nell’ambito dell’Unione Europea l’impresa che, in un dato Stato membro, detenga un qualche diritto di proprietà intellettuale in relazione a prodotti ivi commercializzati, non può impedire l’importazione in tale Stato dei medesimi prodotti provenienti da un secondo Stato membro ove essi siano stati commercializzati dalla stessa impresa o comunque con il suo consenso, il che accade quando i prodotti dell’impresa siano stati commercializzati da un concessionario autorizzato. L’”oggetto specifico” dei diritti di privativa si sostanzierebbe dunque nel diritto, esclusivo e discrezionale, attribuito al titolare di tali diritti di privativa, di decidere se e quando porre in commercio in un dato Stato membro i beni ed i prodotti coperti da tali diritti di privativa (Centrafarm BV v. Sterling Drug (Caso 15/74 (1974)…

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Consigli per l’internazionalizzazione: “mind the step”, non dare niente per scontato

Ormai “Internazionalizzarsi” non è soltanto un termine di moda ma per molte Imprese Italiane è ormai proprio un’esigenza, capace di porre rimedio o, quantomeno, di controbilanciare la debolezza del mercato domestico e il calo dei consumi interni. E allora ecco la decisione “The Italian companies goes abroad!” che comporta in via preliminare la necessità di rispondere ad una semplice domanda: perché abbiamo deciso di internazionalizzarci e di essere presenti proprio su quel dato mercato straniero? E come vogliamo “internazionalizzarci”? Se vogliamo soltanto delocalizzare la produzione, peraltro destinata al mercato Italiano, in realtà il nostro è soltanto un progetto di riduzione costi. Internazionalizzazione significa invece entrare in un mercato estero per produrre/vendere i nostri prodotti ai clienti e ai consumatori locali….

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L’applicazione del D.Lgs 231/2001 e la Corporate Social Responsibility

Premessa Diventa sempre più attuale nel mondo dell’economia aziendale il tema della cosiddetta “responsabilità sociale d’impresa” (Corporate Social Responsibility: CSR”). Si tratta di un approccio strategico-culturale alla gestione dell’impresa che promuove uno sviluppo coerente con la dimensione valoriale ed etica della stessa e che recupera il ruolo centrale della persona ed il rispetto per l’ambiente. Sotto questo punto di vista un’impresa si dice eccellente quando è in grado di contemperare il suo fine economico – che non viene perciò distorto, ma al contrario ulteriormente valorizzato – con le esigenze di tutela della società e dell’ambiente, cioè quando attraverso il suo operare realizza un mix positivo tra risultati economico-finanziari e obiettivi di sostenibilità socio-ambientale, condividendo, nel contesto in cui si trova…

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Il D.lgs. 231/201 e la L. 190/202, interazioni e sinergie possibili

Negli ultimi decenni ed in particolare dopo la soppressione del Ministero delle Partecipazioni Statali (1993), che pone di fatto fine all’omonimo “Sistema” si è assistito in Italia alla proliferazione delle società a partecipazione pubblica (nel seguito anche “società” o “ente”). Accanto alla finanza statale, sviluppatasi all’interno degli enti esterni all’organizzazione dello Stato, si è sviluppato il complicato mondo della finanza locale, soprattutto con l’avvento delle “società miste” (L. 142/1990, art.22, co.3, lett. e). Anche la riforma del Titolo v della Costituzione, nel 2001, ha contribuito a tal processo, attribuendo agli enti locali la facoltà di adottare i modelli organizzativi ritenuti più idonei, prevedendo anche la compresenza di capitale pubblico e privato, per l’erogazione dei servizi di propria competenza e in…

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Profili operativi sull’organizzazione e sulle azioni da attuare nell’attività di vigilanza del Modello 231

Obiettivo del seminario è quello di fornire ai partecipanti una metodologia operativa su come effettuare il monitoraggio documentale e sulle verifica da adottare in fase di vigilanza sull’attuazione e sulla modifica del Modello  231. Particolare attenzione verrà posta sui flussi informativi dall’OdV e verso l’OdV nonchè sulle modalità di pianificazione e di attuazione degli audit alla luce soprattutto dei recenti orientamenti giurisprudenziali e delle principali best practice utilizzate dagli operatori del settore Docente del seminario sarà il Dott. Antonio Candotti uno dei massimi esperti della materia e sarà così articolato L’ORGANIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’ Il Calendario delle attività e delle riunioni  Come impostare il c.d. “Piano di Azione” Pianificazione Caratteristiche del documento e best practice Dichiarazione di compliance al Modello   Verbale…

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Modello 231: tecniche di redazione e revisione del Modello e dei protocolli di prevenzione

Il seminario 231 ha l’obiettivo di specializzare il professionista che intende svolgere attività di consulenza tecnico-giuridica nel settore della responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01. A tal fine, dopo aver illustrato brevemente il quadro normativo del D.Lgs. 231, verranno affrontati tutti gli steps della procedura per impostare la costruzione del Modello, nonché le problematiche che più di frequente si riscontrano “sul campo”. Il tutto si svilupperà sulla base di un caso concreto che accompagnerà il professionista in tutte le diverse fasi operative. Un focus verrà dedicato anche alle fattIspecie di reato più diffuse, valutando le ipotesi più frequenti di realizzazione e quindi i relativi protocolli specifici da poter adottare.  ELEMENTI ESSENZIALI DELLA RESPONSABILITA’ UTILI PER LA REDAZIONE DEL MODELLO Inquadramento della…

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Il ruolo dell’organismo di vigilanza nel processo di acquisto di servizi professionali

Premessa Come indicato all’Art. 6, comma 1, lett. b) D.Lgs. 231/2001 (“Decreto”), l’Organismo di Vigilanza (“OdV”) è “…un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo… ” che ha il compito di “vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei Modelli, di curare il loro aggiornamento…”, con una finalità sia preventiva – limitare il rischio che siano commessi reati -, sia esimente – dimostrare che l’impresa abbia posto in essere le necessarie misure di controllo e che l’OdV abbia correttamente adempiuto al suo compito. La prassi ha tradotto tale indicazione normativa in una serie di attività che devono caratterizzare l’azione dell’OdV, con riferimento al Decreto e al Modello di Organizzazione, Controllo e Gestione (“Modello”) previsto dal Decreto stesso: Il…

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Truffe contrattuali cinesi: se le conosci le eviti

Affare imperdibile, normale richiesta commerciale o tentativo di raggiro? I malintenzionati in Cina non sono molto creativi e gli schemi utilizzati per i “bidoni” sono ben noti e ricorrenti: vediamo i principali. 1. Il contatto via internet e l’invito a firmare il contratto in Cina Il caso più frequente è quello di una società cinese che, dopo aver reperito informazioni sui prodotti italiani attraverso il sito web dell’azienda italiana, comunica via email la disponibilità ad acquistare importanti quantitativi di merce. Segue di solito un primo scambio corrispondenza via email tra le parti, all’esito del quale la società cinese comunica la decisione di acquistare i prodotti echiede di finalizzare l’accordo in tempi molto rapidi, invitando la parte italiana a recarsi in Cina per concludere la…

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Cinque consigli per il primo negoziato con la Cina

Nell’era di internet e del commercio globale molti imprenditori italiani, e con loro i consulenti che li assistono, si trovano coinvolti, per la prima volta, in una trattativa con una controparte cinese. Come procedere?   1. Conoscere l’interlocutore Essere certi che l’interlocutore sia chi afferma di essere è certamente un buon punto di partenza: le società cinesi si presentano infatti con una denominazione sociale in caratteri latini, che comprende la città in cui ha sede, un riferimento all’attività svolta e alla forma societaria (es: Beijing Great Wall Wines & Spirits co. LTD). La denominazione societaria in questione, però, ha solo valenza commerciale e non è ufficiale: l’unica denominazione valida è quella in caratteri cinesi (di solito scritta su uno dei…

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