DIRITTO BANCARIO

Attività negoziali pregiudizievoli dei terzi creditori

Nell’ambito dei rapporti bancari non è infrequente la censura di condotte lesive dei diritti di terzi creditori. A tale riguardo si segnala un’interessante decisione della Suprema Corte (Cass. 28 settembre 2016, n. 19196). Rilevano i giudici di legittimità che in assenza di una norma che vieti, in via generale, di porre in essere attività negoziali pregiudizievoli per i terzi, il negozio lesivo dei diritti o delle aspettative dei creditori non è, di per sé, illecito, sicché la sua conclusione non è nulla per illiceità della causa, per frode alla legge o per motivo illecito determinante comune alla parti, apprestando l’ordinamento, a tutela di chi risulti danneggiato da tale atto negoziale, dei rimedi speciali che comportano, in presenza di particolari condizioni,…

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Documentazione bancaria e codice della privacy

In riferimento al limite decennale posto dall’art. 119, comma 4, TUB alla richiesta di documenti, l’interesse del cliente alla conoscenza di informazioni inerenti a dati e operazioni anteriori al decennio ha trovato, in alcuni casi, soddisfazione attraverso l’inquadramento della richiesta nell’alveo del Codice in materia di protezione dei dati personali (Codice della privacy: d.lgs. n. 196/2003). Rilevano, in particolare, gli artt. 7 (“l’interessato ha diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano”) e 9 (“i diritti di cui all’art. 7 riferiti a dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato o per ragioni familiari meritevoli di protezione”) del Codice della privacy (ABF Roma…

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Centrale dei rischi: preavviso segnalazione a sofferenza

In occasione della prima segnalazione a sofferenza, gli intermediari devono informare per iscritto il cliente e gli eventuali coobbligati (garanti, soci illimitatamente responsabili), come stabilito dalla Circolare Banca d’Italia n. 139/1991 – Centrale dei rischi. Istruzioni per gli intermediari creditizi. La giurisprudenza ha chiarito che il preavviso – riconducibile alla categoria delle c.d. dichiarazioni recettizie, le quali producono i propri effetti dal momento in cui giungono a conoscenza del destinatario (Collegio coordinamento ABF n. 3089/2012) – deve essere chiaro, specifico e tempestivo (ossia in tempo utile per intervenire: Trib. Verona 14 gennaio 2015 e 17 giugno 2015), in modo di consentire al cliente, in relazione ad uno specifico inadempimento, di evitare conseguenze pregiudizievoli attraverso il tempestivo pagamento del debito (Trib….

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Riconoscimento di debito

  Come noto, per la costituzione dell’obbligo di corrispondere interessi in misura superiore a quella legale (come pure per la modifica della clausola concernente gli interessi, comportante il superamento della soglia legale) è necessaria la forma scritta ‘ad substantiam’, la cui mancanza comporta la nullità della clausola stessa, con automatica sostituzione della misura convenzionale con quella legale (Cass. n. 1878/1972; Cass. n. 266/2006; Cass. n. 3017/2014; Cass. n.10516/2016; App. Salerno 27.1.2016). La prova di una siffatta pattuizione grava sulla parte che chiede il pagamento del tasso ultralegale, essendo gli interessi una componente del credito vantato (v. Cass. n. 23974/2010). Essendo l’atto scritto concernente la stipulazione degli interessi in misura superiore a quella legale costitutivo del relativo rapporto obbligatorio, a norma…

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Manipolazione dell’Euribor

È stata finalmente pubblicata, sul sito della Comunità Europea, la decisione del 4 dicembre 2013 della Commissione Antitrust CE con cui è stata censurata la condotta, in violazione delle regole sulla concorrenza, di quattro primari Istituti bancari (Barclays, Deutsche Bank, Societè Generalè, RBS). Nel dettaglio, le predette banche, si legge nella motivazione della decisione, “hanno commesso un illecito dell’art. 101 del Trattato e dell’art. 53 dell’accordo EEA, partecipando nei periodi sotto indicati, in una violazione singola e continua riguardante derivati dal tasso d’interesse dell’euro e coprente l’intera EEA, che consisteva in accordi e/o pratiche concordate che avevano come obiettivo la manipolazione del normale processo per la determinazione della componente del prezzo nel settore EIRD“. La violazione – realizzata nel periodo…

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Competenza temporale dell’Arbitro Bancario Finanziario

  In base alla normativa vigente, non possono essere sottoposte all’ABF controversie relative a operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2009. Ciò comporta il rigetto delle domande che riguardino a) operazioni poste in essere e concluse in epoca antecedente alla suddetta data o comunque b) comportamenti che abbiano esaurito i propri effetti entro quella data (ABF n. 3900/2013). Con riferimento ai rapporti di durata, invece, i Collegi hanno costantemente osservato che occorre distinguere secondo che la controversia abbia a oggetto la fase di formazione del consenso (ovvero vizi genetici del rapporto giuridico) o piuttosto momenti esecutivi (ovvero l’interpretazione degli effetti del contratto). Tale principio, confermato in più occasioni (ABF nn. 67/2013, 4143/2013, 4235/2013, 3900/2013, 6643/2013), è stato accolto dal…

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Argomenti giurisprudenziali contro l’assoggettamento degli interessi moratori alla disciplina sull’usura

Secondo parte della giurisprudenza di merito (Trib. Cremona 9.1.2015; Trib. Milano 29.1.2015; Trib. Roma 7.5.2015; Trib. Rimini 6.2.2015; Trib. Vibo Valentia; Trib. Brescia 24.11.2014; Trib. Salerno 27.7.1998; Trib. Macerata 1.6.1999; Trib. Napoli 5.5.2000; Trib. Treviso 12.11.2015), ad escludere l’assoggettamento degli interessi di mora alla normativa antiusura concorrono: a) il rilievo secondo cui gli artt. 1815, comma 2, c.c., e 644, comma 1, c.p., si riferiscono, rispettivamente, agli interessi “convenuti” e “in corrispettivo“, ossia afferenti alla fase fisiologica del rapporto (Trib. Verona 12.9.2015); b) la circostanza che le Istruzioni della Banca d’Italia per il calcolo del tasso effettivo globale medio (TEGM) non contemplano gli interessi di mora (c.d. principio di omogeneità di confronto): la L. 108/1996 esige, infatti, la rilevazione comparata…

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L’assegno bancario nella recente giurisprudenza di legittimità

L’assegno bancario privo di data di emissione è nullo, non vale cioè come tale (art. 2, comma 1, legge ass.), bensì come mera promessa di pagamento (Cass. 4804/2006; 4368/1995); di conseguenza non trovano applicazione le disposizioni di cui all’art. 58 legge ass., e in particolare l’onere del deposito in cancelleria, rivolto ad evitare il rischio di esporre il debitore contemporaneamente all’azione cartolare e all’azione causale (Cass. 20449/2016; Cass. 6/1985). L’eventualità che il portatore metta in circolazione il titolo nonostante la mancanza di data, può essere fonte di pregiudizi di puro fatto – non già di diritto – per il traente, dato che agli effetti della validità dell’assegno bancario occorre che il requisito dell’indicazione della data sussista al momento in cui…

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Cassazione: tasso usurario e commissione di massimo scoperto ante 2009

In una recente decisione pubblicata il 3 novembre 2016 n. 22270, la Suprema Corte è tornata ad occuparsi della CMS pattuita ante 2009 che, come noto, le Istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia (versione 2006) escludevano dal calcolo del TEG. Al riguardo, il principio di diritto espresso dai giudici di legittimità stabilisce che, in tema di contratti bancari, la disposizione dettata dall’art. 2-bis, comma 2, del decreto-legge n. 185 del 2008, che attribuisce rilevanza, ai fini dell’applicazione dell’art. 1815 cod. civ., dell’art. 644 cod. pen. e degli artt. 2 e 3 della legge n. 108 del 1996, agli interessi, alle commissioni e alle provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione, a favore della banca, dipendente dall’effettiva durata…

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Fideiussione e rapporti bancari

In presenza di un contratto di fideiussione, è all’obbligazione garantita che deve rife- rirsi il requisito soggettivo della qualità di consumatore, ai fini dell’applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore, di cui agli artt. 1469 bis e ss. c.c., attesa l’accessorietà dell’obbligazione del fideiussore rispetto all’ obbligazione garantita. Ne consegue che deve ritenersi valida, per difetto del requisito soggettivo di applicabilità della disciplina delle clausole abusive nei contratti con i consumatori, la clausola derogativa della competenza territoriale, contenuta nel contratto di fideiussione per le esposizioni bancarie di una società di capitali, stipulato da un socio o da un terzo a favore di detta società (Cass. n. 16827/2016; conf. Cass. 25212/2011; Cass. 10107/2005; Cass. 314/2001). È parimenti diffuso…

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