20 Settembre 2022

La riforma della mediazione telematica: le novità previste dalla riforma Cartabia

di Giuseppe Vitrani Scarica in PDF

La prossima emanazione del Decreto legislativo di riforma del processo civile apporterà un profondo ripensamento della mediazione svolta per via telematica, che ad oggi si regge sul precario impianto disegnato al momento dello scoppio della pandemia da COVID-19 dall’art. 83, comma 20-bis, d.l. 18 del 2020 e che naturalmente risente di tutte le problematiche legate alla situazione emergenziale e della necessità di creare un sistema il cui fine principale era far sì che i soggetti della procedura non si dovessero incontrare in presenza. Con il provvedimento in questione sono stati così introdotti ad esempio poteri di autentica in favore dei difensori, pensando ovviamente a quelle parti (soprattutto private) che, prive della firma digitale, avevano come unica possibilità quella di stampare il verbale della procedura, firmarlo e nuovamente scansionarlo per l’invio al difensore.

È però evidente come una procedura del genere sia oltremodo farraginosa, visto che il verbale finale si trova ancor oggi ad essere più volte stampato e scannerizzato prima di poter essere, da ultimo, firmato digitalmente dagli avvocati difensori e dal meditatore; è inoltre evidente come in tal modo si generi un documento informatico poco in linea con le previsioni del codice dell’amministrazione digitale.

È pertanto un bene che il Legislatore abbia deciso di intervenire e lo abbia fatto con una regolamentazione davvero innovativa, forse tra le più avanzate dell’intera riforma. Si prevede infatti l’introduzione di un nuovo articolo, il n. 8-bis, all’interno del Decreto legislativo n. 82 del 2010 e si pone innanzitutto un principio fondamentale: quando la mediazione si svolge in modalità telematica, ciascun atto del procedimento deve essere formato e sottoscritto nel rispetto delle disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale, di cui al Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e può essere trasmesso a mezzo posta elettronica certificata o con altro servizio di recapito certificato qualificato.

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