21 Gennaio 2020

Gli archivi dei processi telematici

di Giuseppe Vitrani Scarica in PDF

Spesso ci si domanda quale sia l’attualità di una trattazione sugli archivi in un contesto come quello dei processi telematici o comunque del mondo digitale in generale. Ebbene, basta pensare alla definizioni di archivio come complesso documentario o complesso di scritture che, legate da un vincolo naturale, sono prodotte da entità pubbliche nell’espletamento delle loro attività, per il raggiungimento di finalità contingenti e per la conservazione della propria memoria, per rendersi conto dell’importanza della trattazione anche in ambito processuale.

Questa definizione calza a pennello per il modo giudiziario; in effetti quali archivi possono essere considerati più vitali se non quelli “giudiziari”? Quali archivi possono essere più utili a garantire i diritti dei cittadini o delle aziende, se non quelli delle sentenze custoditi nei tribunali, nei TAR o nelle Commissioni Tributarie?

L’avvento dell’informatizzazione nella pubblica amministrazione, ha portato ad una nuova modalità di affrontare il tema; è evidente che la produzione di documenti digitali richiede una archiviazione non più cartacea, ma digitale appunto.

Sono stati così emanati gli art. 43 e 44 del codice dell’amministrazione, che fissano principi fondamentali della materia, tra i quali non si possono non citare i seguenti

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