Giuseppe Vitrani

Ultimi articoli a cura di: Giuseppe Vitrani
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Novità in vista per il processo tributario telematico

Uno dei maggiori ostacoli alla completa “telematizzazione” è dato dall’impossibilità di provvedere al pagamento del contributo unificato mediante gli strumenti elettronici predisposti ad hoc dal nodo dei pagamenti gestito da Agid. Tale possibilità, da lunghissimo tempo presente nel processo civile telematico, non presenterebbe per la verità problemi né dal punto di vista tecnologico né dal punto di vista dell’armonizzazione con le regole tecniche per il funzionamento del processo tributario telematico. Ricordiamo infatti che in tale particolare rito è stato scelto l’utilizzo del solo formato di firma digitale cosiddetto Cades-Bes, che origina dunque file aventi la seguente denominazione: < nome file libero > .pdf.p7m (art. 10 decreto 4 agosto 2015 Min. Economia e Finanze) e che tra i documenti che possono…

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Il processo tributario telematico:prospettive per il futuro

La struttura del processo telematico tributario genera un approccio ambivalente: un certo rimpianto per alcune soluzioni strategiche che indubbiamente ne rendono farraginosa la gestione ma anche la consapevolezza dell’esistenza di amplissimi margini di intervento che potrebbero generare un’enorme semplificazione del rito processuale tributario. Iniziamo dalle criticità, che sono note ma anche facilmente risolvibili: certamente dovrà essere risolto al più presto il problema dell’allegazione dei file attestanti la regolarità della notificazione del ricorso a mezzo PEC, stante che ancora oggi, in attesa di modifiche delle regole tecniche o del manuale di gestione documentale, non è garantita la reperibilità degli stessi all’interno del fascicolo informatico; dovrà altresì essere ampliata la dimensione massima dei file depositabili, oggi di soli 5 MB e dunque…

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Le interferenze tra la mediazione tributaria e il processo telematico tributario

Come noto la mediazione tributaria obbligatoria è stata introdotta dall’art. 39, comma 9, del decreto legge n. 98 del 2011 che ha inserito l’art. 17-bis nel decreto legislativo n. 546 del 1992. Quest’ultima disposizione è stata poi modificata dall’art. 9, c.1, lett. l), del decreto legislativo n. 156 del 2015. In questa sede non ci si soffermerà sugli aspetti sostanziali di tale procedimento ma sulle interazioni dello stesso con il processo, in particolare con le norme e le caratteristiche del processo tributario telematico. Di particolare interesse, in quest’ottica, è il termine dilatorio previsto nel caso di specie per l’iscrizione a ruolo del ricorso; una volta avviato il procedimento, occorre infatti attendere che trascorrano novanta giorni dal ricevimento del ricorso da…

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Notificazioni e processo telematico tributario: e’ ancora possibile l’utilizzo della carta?

Uno degli aspetti di maggior interesse dell’intera disciplina del processo telematico tributario riguarda la fase di notificazione del ricorso introduttivo, che presenta aspetti del tutto peculiari dal momento che, ad esempio, non è in alcun modo vincolata ai formalismi della legge n. 53 del 1994. Pare dunque opportuno investigare quali limiti ed implicazioni comporti la scelta del procedimento notificatorio analogico o digitale, con particolare riguardo alla possibilità di avvalersi di entrambe le modalità per l’avvio del PTT. L’interrogativo riveste particolare interesse per gli avvocati, che negli altri processi telematici attualmente attivi (quello civile e quello amministrativo) possono avvalersi della suddetta facoltà di scelta e beneficiano di meccanismi di raccordo tra notifica dell’atto analogico e deposito dello stesso in formato digitale….

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Il processo amministrativo telematico e l’invadenza delle regole tecniche

Il 1° gennaio 2017 è entrato in vigore il Processo Amministrativo Telematico, noto anche con l’acronimo di PAT, che segna un completo switch-off del processo analogico conosciuto sino al 31 dicembre ’16. La scelta del legislatore è stata dunque radicale visto che, contrariamente a quanto avvenuto per il processo civile telematico, si è previsto l’obbligo di redazione digitale di tutti gli atti di parte del processo e anche di tutti i provvedimenti assunti dai magistrati. Naturalmente tutti gli atti devono essere muniti di firma digitale, sicché si è lasciato alle regole e specifiche tecniche il compito di individuare e descrivere le procedure per la sottoscrizione informatica. A tal proposito le scelte operate dal dpcm 40 del 2016 sono state radicali…

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La conservazione nel PAT

Il 1° gennaio 2017, salvo ulteriori e non auspicate proroghe, partirà ufficialmente anche il processo amministrativo telematico. Val dunque la pena approfondire anche la tematica relativa alla conservazione dei fascicoli dei singoli procedimenti che, lo ricordiamo, saranno integralmente digitali. A tal proposito va accolto certamente con favore il disposto dell’art. 5, comma VI, dpcm 16 febbraio 2016, n. 40 (contenente le regole tecniche sul processo amministrativo telematico) ove si dispone che “l’archiviazione, la conservazione e la reperibilità di tutti gli atti del fascicolo redatti sotto forma di documenti informatici è assicurata secondo quanto previsto dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2013 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo 2014 e dal decreto del Presidente…

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Le notificazioni via pec nel processo tributario telematico

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 156 (G.U. n. 233 del 7 ottobre 2015) offre spunti per una serie di riflessioni in materia di notifiche a mezzo PEC in materia di Processo Tributario Telematico L’art. 9, comma I, lett. h) introduce infatti nel decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992 l’art. 16 bis relativo alla disciplina delle comunicazioni e notificazioni per via telematica il quale dispone: Le comunicazioni sono effettuate anche mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Tra le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le comunicazioni possono essere effettuate…

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Il nuovo cad e il sigillo elettronico

All’interno del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale sono previste molte novità in materia di documento informatico e firme elettroniche, sia per espressa previsione sia per richiamo delle disposizioni del Regolamento n. 910 del 2014 (meglio noto come Regolamento eIDAS). Come noto, infatti, ai sensi dell’art. 1, comma 1 bis, del Codice, valgono le definizioni di cui all’articolo 3 del Regolamento eIDAS. Ebbene, tra tali definizioni di quest’ultimo testo ve ne sono alcune davvero innovative per il nostro ordinamento; si pensi ad esempio al concetto di sigillo elettronico, che a norma dell’art.3 n. 25), è definito come “dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati in forma elettronica per garantire l’origine e l’integrità di questi ultimi” e…

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L’avvocato telematico e il deposito in mobilità

L’entrata in vigore delle norme sul processo civile telematico offre una moltitudine di nuove opportunità per gli avvocati sia in termini di digitalizzazione dello studio legale sia in termini di facilitazioni per il deposito degli atti processuali- Concentrandosi in particolare su tale ultimo aspetto si può pensare alla possibilità di effettuare depositi telematici con un tablet e quindi senza lettore smart card o senza la classica “chiavetta USB” contenente il certificato di firma digitale. Tale soluzione è resa in particolare possibile dall’utilizzo della cosiddetta “firma digitale remota”, ovvero di una tipologia di firma digitale, accessibile via rete (es. via internet), nel quale la chiave privata del firmatario viene conservata assieme al certificato di firma, all’interno di un server remoto sicuro (basato su…

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L’evoluzione dei servisi di convalida delle firme elettroniche qualificate dal CAD al regolamento eIDAS

L’entrata in vigore del Regolamento n. 910 dell’Unione Europea (meglio noto come eIDAS) apre nuove ed importanti opportunità per quanto concerne la verifica della validità delle firme digitali e, in generale, di tutte le firme elettroniche qualificate. Per quanto riguarda la normativa interna il tema è attualmente ancora regolamentato dall’art. 14 dpcm 22 febbraio 2013, recante le regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali; ivi è stato codificato infatti l’obbligo per i certificatori che rilasciano certificati qualificati di fornire almeno un sistema che consenta di effettuare la verifica delle firme elettroniche qualificate e delle firme digitali. In particolare, il sistema in questione deve quantomeno: presentare lo stato di aggiornamento delle informazioni…

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La conservazione della posta elettronica certificata

La svolta in senso informatico e telematico, che ha segnato prima il processo civile e poi il processo tributario e quello ammnistrativo, pone nuove esigenze in materia di corretta archiviazione e conservazione dei molteplici documenti informatici che gli avvocati ora producono. È necessario in primo luogo ripensare all’organizzazione dell’ufficio giudiziario, essendo ora molto frequenti i casi in cui una corretta procedura di archiviazione non possa contemplare l’utilizzo di documenti analogici; in presenza di un documento informatico, infatti, archiviare correttamente significa attuare “politiche e strategie finalizzate a prolungare l’esistenza di un documento o di una risorsa digitale grazie alla sua tenuta in condizioni adatte all’uso nella sua forma originale e/o in un formato persistente che garantisca l’integrità della configurazione logica del…

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Il nuovo CAD e la conservazione dei documenti informatici per l’avvocato

L’adozione del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale pare aver inciso profondamente sulla materia della conservazione dei documenti informatici, sicché con il presente articolo si intende approfondire quali riflessi le nuove norme possano avere anche nell’ambito dell’attività professionale degli avvocati. Il punto di partenza è senza dubbio il nuovo  comma 1 bis dell’art. 43 CAD, il quale dispone che “se il documento informatico è conservato per legge da uno dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, cessa l’obbligo di conservazione a carico dei cittadini e delle imprese che possono in ogni momento richiedere accesso al documento stesso”. Il dichiarato obiettivo del legislatore è dunque quello di sollevare cittadini ed imprese dagli oneri di conservazione dei documenti informatici laddove i medesimi documenti…

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I “vizi di forma telematici” alla prova della giurisprudenza

Come noto, il timore degli operatori del diritto è che l’introduzione delle molteplici novità procedure peculiari per provvedere al deposito telematico degli atti del processo abbia dato vita ad un nuovo formalismo giudiziario in grado di determinare nuove ipotesi di responsabilità per l’avvocato. Ci si domanda in particolare quale portata cogente abbiano le norme sulle attestazioni di conformità o quale forza vincolante abbiano le disposizioni sulle notificazioni per via telematica, che sono per la verità particolarmente minuziose e giungono anche ad indicare le parole esatte che debbono essere inserite nel campo “oggetto” del messaggio di posta elettronica certificata. Sempre in tema di notificazioni, il timore di incorrere in decadenze o sanzioni processuali è acuito dal fatto che l’art. 11 della…

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La notifica a mezzo pec e i limiti imposti dall’art. 147 c.p.c.

Una norma fondamentale in materia di notificazioni a mezzo della posta elettronica certificata è l’art. 147 c.p.c. il quale dispone espressamente che le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21. Come noto, al debutto della disciplina di cui all’art. 3 bis della legge n. 53 del 1994 ci si interrogava sull’applicabilità della norma codicistica; diversamente dalle altre modalità di notifica previste dal codice di rito e dalla legge n. 53 del 1994 nelle quali è necessario in ogni caso ricorrere all’ausilio di un terzo soggetto (l’Ufficiale Giudiziario, il servizio postale), nel caso di notificazione effettuata a mezzo della Posta Elettronica Certificata il procedimento è curato in piena autonomia dall’avvocato, che effettua le formalità di…

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Le notifiche per via telematica, i controlli delle camere di commercio e i privilegi di Equitalia

  Una delle innovazioni meglio accolte dalla classe forense, con riguardo alla svolta telematica del processo civile, è senza dubbio la possibilità di notificare atti giudiziari (e stragiudiziali) a mezzo della posta elettronica certificata, codificata dall’art. 3 bis della legge n. 53 del 1994. Capita tuttavia, non di rado, che detta possibilità venga frustrata o dalla impossibilità di recapito della notifica perché la casella di PEC del destinatario non è più attiva (o non lo è mai stata) oppure dalla impossibilità di stabilire quale sia il soggetto che ha effettivamente ricevuto la busta informatica perché l’indirizzo di PEC risultante dai pubblici registri (INI-PEC o registro Imprese) risulta assegnato a più società o imprese individuali. A tale ultimo proposito sono emblematiche…

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I poteri del giudice in caso di malfunziomento delle infrastrutture del PCT

In prosecuzione dell’articolo apparso pochi giorni orsono su questa rivista, nel quale si sono analizzate le ipotesi di rimessione in termini al tempo del processo civile telematico, appare interessante analizzare quali poteri abbia invece il giudice, o l’ufficio giudiziario in generale, in presenza di malfunzionamento delle infrastrutture del PCT. L’argomento è purtroppo d’attualità, visto che in data 14 aprile ’16 è stato pubblicato un avviso sul Portale dei Servizi Telematici con il quale si è reso noto che “a causa di un guasto tecnico ad un server di produzione, sono stati disattivati i sistemi degli uffici giudiziari dei distretti di Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Palermo e Caltanissetta. Sono in corso le operazioni di graduale riattivazione e fino ad allora non…

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La rimessione in termini all’epoca del processo civile telematico

Una delle problematiche maggiormente avvertite al tempo del processo civile telematico riguarda i rimedi a disposizione dell’avvocato nel caso in cui il deposito di un atto del processo non vada a buon fine. Il problema è strettamente connaturato al fatto che gli atti processuali vengono inviati all’ufficio giudiziario di destinazione con l’ausilio della pec (e vengono pertanto spediti a tutti gli effetti), superano un controllo automatico dei sistemi ministeriali ma devono poi essere accettati manualmente dalle cancellerie. Il contesto legislativo specifico non è del resto di grande aiuto; per vero, l’art. 13 del d.m. 44/2011 (recante le regole tecniche del PCT) dispone, al II comma, che “i documenti informatici…si intendono ricevuti dal dominio giustizia nel momento in cui viene generata…

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Le notificazioni via pec alle pubbliche amministrazioni nel pct e nel ptt

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 156 (G.U. n. 233 del 7 ottobre 2015) offre spunti per una riflessione in materia di notifiche a mezzo PEC sia in materia di processo civile telematico sia in materia di processo tributario telematico L’art. 9, comma I, lett. h) introduce infatti nel decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992 l’art. 16 bis relativo alla disciplina delle comunicazioni e notificazioni per via telematica il quale dispone: Le comunicazioni sono effettuate anche mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Tra le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n….

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Processo Telematico Tributario: cosa cambia dal 1° dicembre 2015

  Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 4 agosto 2015 del Ministero dell’Economia e Finanze, recante le specifiche tecniche previste dall’art. 3, comma 3, del regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario, il cosiddetto processo telematico tributario (PTT) ha compiuto il passo decisivo per la definitiva entrata in vigore.Il regolamento in questione costituisce il punto di arrivo di un costrutto normativo che parte dall’articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111), passa per il decreto ministeriale n. 163 del 23 dicembre 2013 (recante il regolamento sulla disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario) e termina con…

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Processo Civile Telematico: quesiti e soluzioni sull’autenticazione atti e notifiche a mezzo pec

Siamo lieti di pubblicare le soluzioni ad alcuni dei più attuali problemi in materia di PCT nell’ambito del procedimento per ingiunzione. Si ringrazia l’Avv. Giuseppe Vitrani, membro del Direttivo dell’Associazione “Centro Studi Processo Telematico”   1) Quali regole deve rispettare l’avvocato quando estrae copia di un provvedimento dai registri di cancelleria e ne attesta la conformità ? Per rispondere al quesito occorre considerare che la norma che ha dato il definitivo impulso alla svolta telematica del processo civile è l’art. 4 del decreto legge n. 193/09 il quale ha previsto quanto segue: “con uno o più decreti del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione….sono individuate le regole tecniche per l’adozione nel processo…

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