FAMIGLIA E SUCCESSIONE
di Giuseppina Vassallo, Avvocato
- 19 Settembre 2017
L’obbligo di mantenimento nei confronti dei figli non viene meno per il solo fatto del compimento della maggiore età. L’art. 337 septies c.c. prevede espressamente che il giudice possa, previa valutazione delle circostanze, disporre in favore dei figli maggiorenni non ancora economicamente indipendenti, il pagamento di un assegno periodico. È chiaro che l’obbligo di mantenimento non può essere illimitato per il genitore, quindi si tratta di capire fino a che punto dovrà protrarsi. È pacifico che il figlio maggiorenne che prosegua i propri studi debba essere mantenuto fino alla fine degli studi e fino a che non acquisisca una professionalità tale da essere pronto a inserirsi nel mondo del lavoro stabilmente, almeno tendenzialmente. Se la mancata autosufficienza sia imputabile a...
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FAMIGLIA E SUCCESSIONE
di Giuseppina Vassallo, Avvocato
- 6 Giugno 2017
In materia di assegno divorzile, la Corte di Cassazione, ha effettuato un significativo cambio di rotta che diversifica la disciplina dell’assegno di mantenimento nella separazione da quella relativa all’assegno divorzile. La separazione personale dei coniugi, a differenza dello scioglimento del matrimonio o della cessazione dei suoi effetti civili, non estingue il vincolo coniugale. Permane l’obbligo di assistenza materiale nel quale si concretizza l'assegno di mantenimento. La stessa cosa non può essere affermata per l’assegno divorzile, espressione del principio di solidarietà post-coniugale. Con la sentenza n. 11504 depositata il 10 maggio 2017, la Corte aggancia il diritto al mantenimento nel divorzio, al presupposto della non autosufficienza economica dell’altro coniuge, ritenendo non più attuale, nell’ambito dei mutamenti economico-sociali, il riferimento alla continuazione...
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FAMIGLIA E SUCCESSIONE
di Giuseppina Vassallo, Avvocato
- 20 Aprile 2017
La pensione di reversibilità è il beneficio previdenziale riconosciuto ai superstiti nel caso di morte del lavoratore assicurato o pensionato. Il legislatore disconosceva il trattamento di reversibilità in capo al coniuge superstite quando fosse passata in giudicato la sentenza di separazione personale con addebito. La Corte costituzionale intervenne con la sentenza n. 286 del 28 luglio 1987, dichiarando l’illegittimità costituzionale della disposizione. In seguito si pronunciò anche la Cassazione riconoscendo, anche al coniuge separato con addebito, il diritto a percepire la pensione di reversibilità, originariamente solo nel caso in cui il coniuge fosse titolare di assegno alimentare. In seguito, con una serie di pronunce (sentenza n. 6684 del 21 gennaio - 19 marzo 2009, e n. 4555 del 25 febbraio...
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FAMIGLIA E SUCCESSIONE
di Giuseppina Vassallo, Avvocato
- 4 Aprile 2017
Il mantenimento e l’affidamento del figlio nato nel matrimonio sono decisi nell’ambito del processo di separazione o di divorzio che si svolge nelle forme di un giudizio a cognizione piena, disciplinato dettagliatamente dalle norme del codice di procedura civile (artt. 706 e seg. c.p.c.) e dalle norme processuali sul divorzio. Il giudizio sull’affidamento e il mantenimento dei figli nati da convivenze di fatto, segue un rito diverso, quello del giudizio in camera di consiglio di cui agli artt. 737 e seg. c.p.c. La legge di riforma della filiazione (l. n. 219/2012) ha unificato le competenze giurisdizionali, investendo il tribunale ordinario di una competenza generale in materia di affidamento e mantenimento dei figli, a prescindere dal fatto che i minori siano...
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FAMIGLIA E SUCCESSIONE
di Giuseppina Vassallo, Avvocato
- 21 Marzo 2017
Il pagamento di una somma a titolo di mantenimento corrisposta nell’ambito di un accordo separativo mirato a riequilibrare le capacità reddituali dei coniugi, non mette al riparo da una successiva richiesta di mantenimento in sede divorzile. Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, gli accordi che riguardano il futuro assegno di divorzio, sono invalidi sia per indisponibilità del diritto alla corresponsione dell’assegno (per la sua natura prevalentemente alimentare), sia per illiceità della causa, in quanto volti a limitare in maniera espressa o indirettamente, la libertà di difendersi in un futuro giudizio di divorzio. La rinuncia al diritto all’assegno di mantenimento si scontra con il dovere inderogabile, ai sensi dell’art. 143 c.c. e 160 c.c., di solidarietà coniugale. I coniugi, infatti, possono...
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