7 Luglio 2020

Avvocati e stress: tecniche per renderlo un alleato

di Mario Alberto Catarozzo - Coach, Formatore, Consulente – CEO di MYPlace Communications Scarica in PDF

Avvocati e stress sembra un binomio scritto a tavolino. L’attività professionale negli ultimi decenni ha visto un aumento del ritmo di lavoro accompagnata da una riduzione della redditività delle attività. Ciò non vuol dire necessariamente aver guadagnato meno, bensì fare più fatica per portare avanti le relazioni con i clienti, la gestione delle richieste con ritmi aumentati e la gestione di un sistema giustizia che non brilla certo per efficienza.

Tutto questo ha comportato un aumento delle tensioni e dello stress di conseguenza. Ipersollecitati da mille input, l’avvocato non riesce più a ricavarsi spazi per studiare e aggiornarsi con calma, per gestire le relazioni interne allo studio programmandole, come le riunioni, a dedicarsi tempo per pensare. Complice in tutto questo anche i nuovi strumenti di comunicazione che, invece di aiutare l’organizzazione del lavoro, molte volte la complicano ulteriormente, soprattutto se non si è abituati a gestirli con determinazione e disciplina. Parliamo della email e della messaggistica come WhatsApp, che sono a pieno titolo oggi i canali di comunicazione privilegiati per relazionarsi con i clienti. Ecco che anche se ci si è ritagliati due ore per stilare il parere o l’atto, nel bel mentre della concentrazione arrivano i bip del messaggio e della email. Siamo così distolti decine di volte da queste intrusioni elettronica che fanno capolino in ogni istante e in ogni luogo. Per non parlare poi dei collaboratori che dal due al tre entrano nel nostro ufficio per chiedere qualcosa e dei pensieri che affollano continuamente la nostra mente facendoci partire per viaggi onirici ad occhi aperti con ansie e stress aggiuntivo.

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