Procedure concorsuali e Diritto fallimentare

Peculiarità del riconoscimento del debito in sede di fallimento: il creditore resta sempre onerato di dare la prova del proprio credito al curatore

Corte di Cassazione Civile, Sez. I, Sentenza 14 febbraio 2019 n. 10215 (pubblicata in data 11 aprile 2019) Parole chiave: riconoscimento del debito – verifica stato passivo – curatore fallimentare “terzo” – credito ipotecario – libero convincimento – efficacia probatoria – confessione stragiudiziale Massima: “Nell’ambito del procedimento di verifica del passivo fallimentare, il riconoscimento di debito, posto in essere dall’imprenditore poi fallito, è liberamente apprezzabile dal giudice, al pari di quanto accade per la confessione stragiudiziale” Disposizioni applicate: artt. 1988, 2697, 2735, 2901 c.c. artt. 93, 98 e 99 L.F. La Prima Sezione della Corte di Cassazione con la sentenza pubblicata in data 11 aprile 2019 n. 10215 si occupa del tema dell’efficacia probatoria del riconoscimento del debito nell’ambito del…

Continua a leggere...

Il debitore può provare il mancato superamento delle soglie di fallibilità anche con scritture contabili non depositate

Ordinanza Corte di Cassazione Civile, Sez. I, 8 novembre 2018 n. 4245/19 depositata il 13 febbraio 2019. Parole chiave: Fallimento – onere della prova – soglie di non fallibilità – bilanci non depositati – valore indiziario del mancato deposito. Massima: “La Srl non può essere dichiarata fallita solo perché i bilanci non sono depositati alla camera di commercio. La mancanza potrà rilevare solo come eventuale indizio di una non particolare attendibilità delle scritture contabili presentate. Nessuna norma prevede, infatti, che la dimostrazione dei requisiti per evitare il default debba essere effettuata mediante presentazione di documentazione depositata nel registro delle imprese.” Disposizioni applicate: art. 1 co. 2 l.f – art. 2435 c.c. –  art. 15 l.f. La Prima Sezione Civile della…

Continua a leggere...

Fallimento, fatture e date “incerte”. Quando “a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”

Corte di Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza 27 settembre 2018 n. 1389 (pubblicata il 18 gennaio 2019) Parole chiave: fallimento – ammissione al passivo – opposizione – data scrittura privata non autenticata – fattura – data certa – documento di trasporto Massima: “Poiché l’art. 2704 c.c. fa discendere la certezza della data della scrittura privata non autenticata rispetto ai terzi, oltre che dalla registrazione ovvero dagli eventi specificamente considerati dalla norma, dal verificarsi un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento, la certezza della data di una fattura, nei riguardi del curatore fallimentare, non può essere desunta dai documenti di trasporto alla medesima relativi, ove essi, a propria volta, non abbiano data certa e…

Continua a leggere...

Soglie di non fallibilità. L’onere della prova “torna” sull’imprenditore quando i bilanci sono inattendibili

Corte di Cassazione Civile, Sez. I, sentenza 25 ottobre 2018 n. 30516 (pubblicata il 23 novembre 2018) Parole chiave: soglie di fallibilità – non fallibilità – onere della prova dell’imprenditore – bilanci inattendibili – prudente apprezzamento del giudice Massima: “In tema di fallimento, ai fini della prova della sussistenza dei requisiti di non fallibilità di cui all’art. 1, comma 2, l.fall., i bilanci degli ultimi tre esercizi che l’imprenditore è tenuto a depositare, ai sensi dell’art. 15, comma 4, l.fall., costituiscono strumento di prova privilegiato dell’allegazione della non fallibilità, in quanto idonei a chiarire la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, senza assurgere però a prova legale, essendo soggetti alla valutazione, da parte del giudice, dell’attendibilità dei dati contabili in essi…

Continua a leggere...

Qual è il soggetto legittimato a presentare l’istanza di fallimento in proprio ex art. 6 L.F.?

Corte di Cassazione, Sez. I civile, Ordinanza n. 30542 del 25 ottobre 2018 (pubb. 26 novembre 2018). Parole chiave: revoca amministratore – nomina amministratore – istanza di fallimento in proprio – efficacia iscrizione nomina registro delle imprese – potere di rappresentanza società Massima: “Nel caso di revoca assembleare dell’amministratore di una società a responsabilità limitata, con contestuale nomina del nuovo amministratore, spetta a quest’ultimo, e non già al primo, proporre istanza di fallimento in proprio ex articolo 6 legge fallimentare, nonostante la nomina e la revoca relative non siano ancora state iscritte nel registro delle imprese”. Disposizioni applicate: artt. 2383 commi 4 e 5; 2448; 2475 c.c. – artt 5 – 6 L.f. La prima sezione civile della Suprema Corte…

Continua a leggere...

Quando l’approvazione dei creditori non basta: la storia di un concordato preventivo trasformatosi in fallimento

Corte di Cassazione civile, Sez. I, Sentenza n. 31478 del 9 novembre 2018 (dep. 5 dicembre 2018) Parole chiave: concordato preventivo – inammissibilità – approvazione proposta – maggioranza dei creditori – sindacato del tribunale – fattibilità giuridica della proposta – valutazione positiva dell’attestatore Massima: “In tema di concordato preventivo, il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando questo escluso dall’attestazione del professionista, mentre rimane riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti. II menzionato controllo di legittimità, peraltro, si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro…

Continua a leggere...

Revocatoria ordinaria nei confronti di un fallimento: una netta chiusura delle Sezioni Unite

Cassazione Civile, Sezioni Unite n. 30416 del 25 settembre 2018 (pubblicata il 23/11/2018) Parole chiave: revocatoria ordinaria – actio pauliana – revocatoria fallimentare – natura costitutiva sentenza revocatoria – inammissibilità della revocatoria Massima: “La sentenza che accoglie la domanda revocatoria, sia essa ordinaria o sia fallimentare, in forza di un diritto potestativo comune, al di là delle differenze esistenti tra le medesime, ma in considerazione dell’elemento soggettivo di comune accertamento da parte del giudice, quantomeno nella forma della scientia decoctionis, ha natura costitutiva, in quanto modifica ex post una situazione giuridica preesistente, sia privando di effetti, atti che avevano già conseguito piena efficacia, sia determinando, conseguentemente, la restituzione dei beni o delle somme oggetto di revoca alla funzione di generale…

Continua a leggere...

Quando si realizza il concorso del professionista extraneus nei fatti di bancarotta fraudolenta dell’intraneus amministratore della società fallita?

Corte di Cassazione V Sezione Penale – Sentenza n. 49499 del 5 luglio 2018 (pubblicata il 29 ottobre 2018) Parole chiave: bancarotta fraudolenta patrimoniale – bancarotta documentale – concorso – condotta anteriore dell’intraneus – terzo extraneus – comportamento postumo “Deve quindi addivenirsi alla conclusione che un comportamento postumo del terzo extraneus non è idoneo a configurare la fattispecie del concorso con il delitto di bancarotta fraudolenta patrimoniale commesso dall’intraneus, dovendo la condotta del terzo essere anteriore o comunque concomitante a quella distrattiva dell’imprenditore fallito (o dell’amministratore della società fallita)” Disposizioni applicate: art. 110 c.p. – art. 216 e 223 l.f. La Quinta Sezione della Corte di Cassazione Penale con la sentenza n. 49499 del 5 luglio 2018 si è occupata…

Continua a leggere...

La vexata quaestio della revocatoria della scissione e della tassatività dei rimedi endosocietari

Sentenza n. 13871/2018 Tribunale Roma, Sez. Fallimentare, pubblicata il 5 luglio 2018 Parole chiave: scissione societaria – operazione di riorganizzazione – fattispecie a formazione progressiva –  invalidità della scissione – tassatività dei rimedi endosocietari – inefficacia della scissione – revocatoria fallimentare – inesperibilità “In tema di fallimento, non rinvenendosi con la scissione alcuna cessione a titolo gratuito, né alcun atto dispositivo incidente sul patrimonio della società scissa, ma soltanto una nuova organizzazione societaria, attraverso l’attribuzione ai soci della scissa della partecipazione nelle società beneficiarie, non è ammissibile l’azione revocatoria prevista dall’articolo 64 della legge fallimentare.” Disposizioni applicate: artt. 64, 67 l.f., artt. 2503, 2504-quater, 2506, 2506 bis, 2506-ter, 2506-quater, 2901 c.c. Il Tribunale di Roma con la sentenza n. 13871/2018…

Continua a leggere...

La revocatoria delle rimesse su conto corrente scoperto

Corte di Cassazione Ordinanza n. 21694 del 6 settembre 2018 Parole chiave: Revocatoria fallimentare – Rimesse bancarie – Anticipo su fatture – Mandato all’incasso – Cessione del credito “Deve ritenersi legittima la revocatoria fallimentare delle rimesse effettuate nel periodo sospetto in quanto aventi natura solutoria laddove l’anticipazione dell’importo delle fatture da parte della banca non è stata accompagnata dalla cessione dei crediti a garanzia dei relativi finanziamenti ma solo dal conferimento di un mandato all’incasso: la carenza di ritrascrizione, almeno per punti essenziali, delle singole pattuizioni consente di ritenere che quegli incassi da terzi in realtà siano stati direttamente utilizzati dalla banca per ridurre l’esposizione generale ed unitaria raggiunta dal cliente e contabilizzata in altra sede, dunque a prescindere dalla…

Continua a leggere...