Diritto e reati societari

La modifica statutaria dei diritti (patrimoniali) di partecipazione è causa di recesso ai sensi della lett. g dell’art. 2437 cc

Intestazione provvedimento: Cassazione Civile, sezione I, sentenza n. 13845 del 5 febbraio 2019 (depositata il 22 maggio 2019) Parole chiave: recesso S.p.A. – modifica clausola statutaria – diritti di partecipazione – distribuzione utili – causa di recesso – liquidazione azioni Massima: “In tema di recesso dalla società di capitali, l’espressione “diritti di partecipazione” di cui all’articolo 2437, lettera g), cod. civ., per quanto nell’ambito di un’interpretazione restrittiva della norma tesa a non incrementare a dismisura le cause legittimanti l’exit, comprende in ogni caso i diritti patrimoniali implicati dal diritto di partecipazione, e tra questi quello afferente la percentuale dell’utile distribuibile in base allo statuto; ne consegue che la modifica di una clausola statutaria direttamente attinente alla distribuzione dell’utile, che influenzi…

Continua a leggere...

Azione sociale di responsabilità nella S.r.l.: profili processuali in tema di onere della prova

Tribunale di Milano, Sezione specializzata in materia di impresa B, Sentenza n. 1508/2019 del 24 gennaio 2019 (pubblicata il 15 febbraio 2019) Parole chiave: azione sociale di responsabilità – natura contrattuale – risarcimento del danno – danno patrimoniale – danno non patrimoniale – onere della prova. Massima: “L’amministratore di società di capitali che venga convenuto in giudizio per violazione dei doveri gestori, a fronte del mancato assolvimento dell’onere probatorio su di lui gravante, deve essere ritenuto responsabile per gli inadempimenti ai doveri gestori addebitatigli dall’attore e condannato al risarcimento del relativo danno.” Disposizioni applicate: artt. 2393, 2476 c.c. – 24 Cost. Con la sentenza n. 1508/2019 del 24 gennaio 2019, in commento, il Tribunale di Milano coglie l’occasione per riaffermare…

Continua a leggere...

Simul stabunt, simul cadent: l’amministratore cessato che agisca per il risarcimento danni deve provare il carattere abusivo e/o strumentale della vicenda sociale che ha condotto alla sua decadenza

Tribunale Ordinario di Milano, Sezione specializzata in materia di impresa B, sentenza n. 1124/2019 del 31 gennaio 2019 (pubblicata in data 5 febbraio 2019) Parole chiave: consiglio di amministratore – clausola simul stabunt, simul cadent –amministratori – cessazione organo amministrativo – assenza di giusta causa – azione risarcitoria – principio di buona fede – prova dell’abusività – prova strumentalità . Massima: “Qualora un amministratore di S.r.l. decaduto per via dell’operatività dell’art. 2386 c.c. agisca in giudizio per chiedere il risarcimento del danno agli altri amministratori, graverà su di esso l’onere della prova in ordine alla abusività della condotta altrui, non essendo sufficiente a tal fine dimostrare l’assenza di propri comportamenti negligenti o comunque l’assenza di situazioni integranti giusta causa di…

Continua a leggere...

Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e cancellazione d’ufficio della società nel corso del procedimento: improcedibilità della domanda per cessata materia del contendere

Tribunale di Vicenza, sentenza n. 869/2019 del 9 aprile 2019 e pubblicata il 17 aprile 2019 Parole chiave: azione di responsabilità – amministratore – cancellazione della società – improcedibilità domanda – cessazione materia del contendere; Massima: “Ove venga promossa, nei riguardi degli amministratori di una s.r.l. e su iniziativa di un socio, l’azione sociale di responsabilità ai sensi dell’art. 2476 c.c. e tale società che si professa titolare di un diritto di credito, venga cancellata (o si lasci cancellare d’ufficio) dal Registro delle imprese nel corso del procedimento nel quale è in discussione proprio l’accertamento di una pretesa o di diritto di credito ancora illiquido, tale circostanza è interpretabile come atto di rinuncia al predetto accertamento e all’eventuale diritto, sicché…

Continua a leggere...

Fatti di bancarotta e scritture contabili: la Suprema Corte cassa con rinvio perché i bilanci “inattendibili” non possono costituire prova delle avvenute distrazioni

Corte di Cassazione, V Sezione Penale, Sentenza n. 15789/2019 del 19 marzo 2019 (pubblicata il 10 aprile 2019) Parole chiave: bancarotta fraudolenta patrimoniale – amministratore unico – distrazione patrimoniale – cassa – ammontare distrazioni – efficacia probatoria delle scritture contabili – inattendibilità Massima: “Deve essere cassata con rinvio la sentenza d’appello che condanna l’amministratore della società per bancarotta fraudolenta patrimoniale per aver distratto dalla cassa della società la differenza fra l’importo risultante dalla situazione patrimoniale e la somma materialmente rinvenuta dal curatore fallimentare laddove la stessa sentenza che dichiara il fallimento evidenzia l’inattendibilità della voce “disponibilità di cassa” nelle scritture contabili mentre la responsabilità per il delitto di bancarotta per distrazione richiede l’accertamento della previa disponibilità, da parte dell’imputato, dei…

Continua a leggere...

Distrazioni patrimoniali e azione di responsabilità nelle S.r.l. . Profili sostanziali e processuali

Tribunale di Catania, Sezione Specializzata in materia di imprese, Sentenza n. 4401/2018 del 11 ottobre 2018 (pubbl. il 9 novembre 2018) Parole chiave: S.r.l. – azione di responsabilità – risarcimento del danno – legittimazione esercizio dell’azione di responsabilità – legittimazione attiva della società – legittimazione attiva dei soci – sostituto processuale Massima: “L’azione individuale di risarcimento del danno attribuita ai singoli soci nei confronti degli amministratori dell’art. 2395 c.c. ovvero, quanto alla società a responsabilità limitata, dell’art. 2476 comma 6 c.c., è di natura aquiliana, ma è connotata da profili di specialità rispetto alla previsione generale dell’art. 2043 c.c., in considerazione della qualità del soggetto danneggiato e del soggetto danneggiante, e presuppone, oltre al compimento di atti gestori dolosi o…

Continua a leggere...

Ancora sui confini del diritto di controllo del socio non amministratore di S.r.l.: i soci della holding possono chiedere informazioni e acquisire documenti amministrativi delle controllate

Tribunale Ordinario di Torino, Sezione specializzata in materia di impresa – societario, Ordinanza 20 febbraio 2019 Parole chiave: socio non amministratore – diritto di informazione – diritto di ispezione – diritto di accesso – libri sociali – documentazione contabile – documenti amministrativi – società controllante – società controllata; Massima: “È del tutto ragionevole e coerente con il concreto atteggiarsi dei rapporti tra holding e società controllate direttamente e indirettamente, ritenere che il socio della holding abbia il diritto di essere informato (dall’organo amministrativo della controllante di cui è socio) anche su cosa succede “a valle”, nelle società controllate, la cui gestione è l’attività specifica della capogruppo. […] Deve pertanto ritenersi che l’organo amministrativo della holding debba senz’altro conoscere la documentazione…

Continua a leggere...

L’immedesimazione organica degli amministratori di società di capitali: disponibilità del diritto al compenso e legittimità della clausola statutaria che preveda la gratuità dell’incarico

Corte di Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza 10 ottobre 2018 n. 285 (pubblicata il 9 gennaio 2019) Parole chiave: società – società di capitali – amministratori – rapporto di immedesimazione organica – diritto al compenso – disponibilità – clausola statutaria di gratuità dell’incarico. Massima: “Il rapporto intercorrente tra la società di capitali ed il suo amministratore è di immedesimazione organica e ad esso non si applicano né l’art. 36 Cost. né l’art. 409, comma 1, n. 3) c.p.c.. Ne consegue che è legittima la previsione statutaria di gratuità delle relative funzioni.”. Disposizioni applicate: artt. 112, 346 e 409 c.p.c. – artt. 2389 e 2475 c.c. – art. 36 Cost. L’Ordinanza emessa dalla Prima Sezione civile della Corte di Cassazione, affronta…

Continua a leggere...

L’importanza della verbalizzazione del dissenso: la condotta egemone del Presidente del C.d.A. non esonera gli altri amministratori dal controllo sull’andamento della società

Corte di Cassazione Civile, Sezione II, Sentenza n. 07327 del 8 novembre 2018, depositata in cancelleria il 14 marzo 2019 Parole chiave: consiglio di amministrazione – presidente C.d.A. – consiglieri – gestione della società – responsabilità – dovere di controllo Massima: “Il componente del consiglio di amministrazione ha sempre l’onere, anche in presenza di condotta egemone del presidente dell’organo, di svolgere la sua funzione di controllo sull’andamento della società, sollevando le opportune osservazioni, chiedendo i necessari chiarimenti, avendo cura di far inserire detti rilievi a verbale delle riunioni del consiglio di amministrazione alle quali prende parte ed esprimendo – all’occorrenza – voto contrario o quantomeno formalizzando la propria astensione in relazione a decisioni che egli non ritiene in linea con…

Continua a leggere...

In assenza dei verbali assembleari, ai fini dell’art. 88 TUIR, la natura di finanziamenti può essere provata anche dalle appostazioni bilancistiche e dalla nota integrativa

Corte di Cassazione, Sezione Tributaria Civile, Ordinanza n. 6104 del 19 ottobre 2018, depositata in cancelleria l’1 marzo 2019 Parole chiave: finanziamenti soci – erogazioni in denaro – postergazione – sopravvenienze attive – qualificazione – valore probatorio – bilancio – nota integrativa; Massima: “In tema di finanziamento soci in s.r.l., l’art. 2467 c.c. detta una regola di interpretazione (quella per cui sono finanziamenti le erogazioni effettuate dal socio in un momento di squilibrio patrimoniale della società) e una regola di giudizio (quella per cui i soci finanziatori sono postergati ai creditori estranei alla società nella restituzione di quanto erogato). Non vi è nella norma alcun riferimento a una forma legale imposta per detti finanziamenti. Ne consegue che, in tema di…

Continua a leggere...