PROFESSIONE E STUDIO DIGITALE

La possibilità di avere le funzionalità del software sempre a disposizione è un grande vantaggio offerto da EASYLEX App per il lavoro in mobilità

La nuova App di Easylex consente di lavorare con agenda, contatti, documenti, anche mentre si è fuori ufficio, ottimizzando il tempo speso in trasferte e spostamenti o impiegato in attività di consulenza e aggiornamento. Una volta effettuata la prima sincronizzazione si avrà la possibilità di lavorare ovunque ci si trovi, anche in assenza di una connessione, potendo interagire su agenda e contatti, per poi sincronizzarli in un secondo momento. Inoltre consente di disporre dell’agenda, della rubrica di studio e dei documenti anche in mobilità. I dati sono sincronizzati sul dispositivo ed è possibile lavorare sia in presenza che in assenza di copertura internet. In presenza di connessione i documenti di studio possono essere scaricati sul dispositivo e visualizzati in anteprima…

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Le notifiche per via telematica, i controlli delle camere di commercio e i privilegi di Equitalia

  Una delle innovazioni meglio accolte dalla classe forense, con riguardo alla svolta telematica del processo civile, è senza dubbio la possibilità di notificare atti giudiziari (e stragiudiziali) a mezzo della posta elettronica certificata, codificata dall’art. 3 bis della legge n. 53 del 1994. Capita tuttavia, non di rado, che detta possibilità venga frustrata o dalla impossibilità di recapito della notifica perché la casella di PEC del destinatario non è più attiva (o non lo è mai stata) oppure dalla impossibilità di stabilire quale sia il soggetto che ha effettivamente ricevuto la busta informatica perché l’indirizzo di PEC risultante dai pubblici registri (INI-PEC o registro Imprese) risulta assegnato a più società o imprese individuali. A tale ultimo proposito sono emblematiche…

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Il CLOUD: se sotto la nuvola c’è uno studio professionale

  Il cloud non è questione meramente tecnologica, anzi. Il passaggio alle “nuvole” porta con sé l’adozione di nuovi modelli lavorativi caratterizzati, in primo luogo, dalla flessibilità. Il professionista, sempre più spesso attivo al di fuori dello studio nelle aule del Tribunale o per attività di consulenza svolte presso il Cliente, si trasforma in “mobile worker” e trova nel Cloud, oltre che nel Mobile, nuovi ed efficaci strumenti di lavoro. I dispositivi mobili, portatili, tablet e smartphone, sono entrati ormai a pieno titolo nella prassi quotidiana dei professionisti legali e fanno da acceleratore per una adozione più convinta delle tecnologie e innovazioni digitali. Il Cloud, in particolare per l’Avvocato, significa possibilità di lavorare in ogni situazione e in ogni luogo….

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La promessa del cloud

Il professionista di oggi viene costantemente inondato di offerte commerciali che molto spesso promettono risparmi in termini economici ma che nella realtà si rivelano dei veri e propri boomerang da cui diventa anche difficile sganciarsi. Ma non sempre è così, ad esempio, è possibile pagare solo quello che effettivamente si utilizza, quando realmente serve. Questa è la promessa del cloud computing, termine con il quale si identifica una modalità di erogare via internet servizi ICT verso molteplici dispositivi, partendo da risorse preesistenti e configurabili. Come già accade per i servizi di base, come acqua, gas e luce, così anche per quelli Ict, personali, professionali o aziendali, è possibile corrispondere una tariffa a consumo a uno o più fornitori non solo…

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La trasmissione telematica dell’istanza di ammissione al passivo

Una delle problematiche che ha suscitato i maggiori interrogativi tra gli studiosi del processo telematico concerne l’applicabilità delle regole tecniche sul documento informatico di cui al dpcm 13 novembre 2014. In tale contesto il caso della domanda di insinuazione al passivo del fallimento è però decisamente diverso e del tutto peculiare poiché, se per il PCT l’interprete ha dovuto fare i conti con l’applicabilità dei concetti di “documento informatico”, “copia digitale”, etc… (così come definiti dal CAD e dalla normativa tecnica qui in esame) al processo civile telematico, nell’ambito fallimentare l’applicabilità del CAD e del conseguente DPCM è assolutamente indubbia. A richiamare espressamente il Decreto Legislativo 07/03/2005, n. 82, infatti, è proprio l’art. 93 comma II del Regio Decreto 267/1942:…

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EASYLEX per una gestione efficiente dello studio legale

In un mercato sempre più concorrenziale l’eccellenza rappresenta uno dei punti di forza di ogni studio professionale. Eccellenza non significa solamente professionalità e competenza ma anche efficienza, tempestività e controllo.  Ecco che allora diventa necessario appoggiare l’attività di studio a un gestionale che  offra una molteplicità di funzioni e non abbia solo il ruolo di scadenziario “informatico” o sostituto di  funzioni prettamente manuali. Il gestionale, o per meglio dire un buon gestionale, deve  poter fornire al professionista, in maniera sintetica e aggregata ma al contempo semplice, informazioni che diano il “polso della situazione” dell’attività.  Inoltre, l’evoluzione delle professioni intellettuali fa sì che i professionisti moderni debbano essere veri e propri “capitani” di azienda, in quanto le competenze richieste dalla materia…

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I poteri del giudice in caso di malfunziomento delle infrastrutture del PCT

In prosecuzione dell’articolo apparso pochi giorni orsono su questa rivista, nel quale si sono analizzate le ipotesi di rimessione in termini al tempo del processo civile telematico, appare interessante analizzare quali poteri abbia invece il giudice, o l’ufficio giudiziario in generale, in presenza di malfunzionamento delle infrastrutture del PCT. L’argomento è purtroppo d’attualità, visto che in data 14 aprile ’16 è stato pubblicato un avviso sul Portale dei Servizi Telematici con il quale si è reso noto che “a causa di un guasto tecnico ad un server di produzione, sono stati disattivati i sistemi degli uffici giudiziari dei distretti di Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Palermo e Caltanissetta. Sono in corso le operazioni di graduale riattivazione e fino ad allora non…

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La ripartizione della giurisdizione in relazione alle liti catastali

Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 2950/2016dirimono una lite tra privati concernente l’accertamento della titolarità di alcune porzioni immobiliari chiarendo come opera il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice tributario con particolare riferimento alle materie devolute alla cognizione del giudice speciale ex art.2 del D.Lgs. n.546/92. Con un’articolata impugnazione due privati comproprietari di un appartamento, un box e due cantine convenivano in giudizio dinanzi al Tribunale Civile di Roma la proprietaria di altre unità immobiliari site nel medesimo condominio allo scopo di ottenere una sentenza accertativa circa la titolarità delle rispettive porzioni immobiliari, denunciando, tra l’altro, anche l’erronea identificazione catastale delle unità controvertite, conseguentemente chiedendo al giudice adito che ordinasse agli Enti preposti, tra i quali l’Agenzia del territorio, di operare correzioni e rettifiche catastali di vario genere…

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La rimessione in termini all’epoca del processo civile telematico

Una delle problematiche maggiormente avvertite al tempo del processo civile telematico riguarda i rimedi a disposizione dell’avvocato nel caso in cui il deposito di un atto del processo non vada a buon fine. Il problema è strettamente connaturato al fatto che gli atti processuali vengono inviati all’ufficio giudiziario di destinazione con l’ausilio della pec (e vengono pertanto spediti a tutti gli effetti), superano un controllo automatico dei sistemi ministeriali ma devono poi essere accettati manualmente dalle cancellerie. Il contesto legislativo specifico non è del resto di grande aiuto; per vero, l’art. 13 del d.m. 44/2011 (recante le regole tecniche del PCT) dispone, al II comma, che “i documenti informatici…si intendono ricevuti dal dominio giustizia nel momento in cui viene generata…

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PCT: modalità di deposito di documenti non digitalizzabili e di formati di file non ammessi

In un processo civile che sempre più sta andando verso la completa informatizzazione dei flussi documentali provenienti dai soggetti esterni, non viene meno (né mai verrà meno) la necessità di disciplinare l’acquisizione al processo di mezzi di prova appartenenti a due categorie: da un lato, i “documenti” (in senso lato) non suscettibili di essere digitalizzati (ad esempio, oggetti tridimensionali); dall’altro, i file aventi formato non ammesso dalle specifiche tecniche sul PCT (art. 12 D.M. Giustizia n. 44/2011 e art. 13 Provv. DGSIA 16/4/2014). Sembra opportuno esaminare i due casi alla luce della normativa sull’obbligatorietà del deposito telematico: non di rado, infatti, nasce l’esigenza di dover sostenere la posizione della parte in causa mediante un mezzo di prova che non potrebbe…

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