Proprietà e diritti reali

L’opponibilità della detenzione qualificata dell’immobile destinato a casa familiare

Corte di Cassazione – Terza Sezione civile –  Ordinanza n. 9990 del 2019 Comodato – destinazione della cosa ed esigenza della famiglia- cessione in costanza di matrimonio della proprietà immobiliare al terzo da parte del coniuge esclusivo proprietario– provvedimento di assegnazione della casa familiare all’altro coniuge affidatario della prole – verifica di esistenza di un rapporto precedente tra il terzo ed il coniuge attributivo di un titolo detentivo in funzione delle esigenze del rimanente nucleo familiare Legge n. 898 del 1970 – Legge n.151 del 1975 –  Legge Cirinnà n.76/2016 Art. 6, co.6., legge n.898/1970 – Art. 155 quater c.c. (abrogato) – Art. 1803 c.c. – Art. 1804 c.c. – Art. 1809 c.c. –  Art. 1810 c.c.   “Con riferimento alla…

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La “dicatio ad patriam”, l’ammissione tacita dell’uso pubblico di una strada

Consiglio di Stato, Sezione 5^, 27.2.2019 n.1369 “L’esistenza di un diritto di uso pubblico del bene non può sorgere per meri fatti concludenti, ma presuppone un titolo idoneo a tal fine”. CASO Il caso in oggetto ha origine dall’impugnazione da parte di un Condominio di una sentenza del Tar Liguria, che respingeva il ricorso da quest’ultimo proposto, avverso una ordinanza comunale di rimozione di paletti in ferro con catena, su strada a fondo cieco, in quanto ritenuti dal condominio abusivi, dopodiché la strada doveva ritenersi privata e non pubblica. Nella fattispecie il Tar pur ritenendo probabile la natura originariamente privata della strada in quanto la strada, sosteneva esservi verificata la c.d. dicatio ad patriam, in quanto di fatto, la manutenzione…

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Danni da infiltrazioni da terrazzo a livello per omessa manutenzione: custodia e responsabilità

Corte di Cassazione,VI-2 Sez., Ordinanza n. 1188, del 17 Gennaio 2019 – Pres. Pasquale D’Ascola – Rel. Cons. Antonio Scarpa Art. 1126 c.c. – Art. 2051 c.c. – Art. 68 Disp. Att. – Art. 69 Disp. Att. Art. 112 c.p.c. – Art. 132 c.p.c. “Dei danni cagionati all’appartamento sottostante per le infiltrazioni d’acqua provenienti dal terrazzo a livello, deteriorato per difetto di manutenzione, rispondono tutti i condomini tenuti alla sua manutenzione, secondo le proporzioni stabilite dall’art. 1126 c.c. [1]” “Il titolare dell’uso esclusivo della terrazza a livello è tenuto agli obblighi di custodia, ex art. 2051 c.c., in quanto si trova in rapporto diretto con il bene potenzialmente dannoso, ove non sia sottoposto alla manutenzione. […] L’esecuzione di opere di…

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Opposizione di terzo proprietario e opposizione all’esecuzione. Mezzo di impugnazione straordinario: rilascio d’immobile e tutela del terzo proprietario

Corte di Cassazione, III^ Sez. Civ. ,Sentenza n. 2980 del 20  novembre 2018 – Pres. Dott.ssa Roberta Vivaldi – Rel. Cons. Dott. Paolo Porreca Art.404 c.p.c. – Art. 615 c.p.c. – Art. 619 c.p.c. “Il terzo legittimato all’opposizione ordinaria ai sensi dell’art. 404, primo comma cpc, non può proporre opposizione all’esecuzione promossa sulla base di un titolo giudiziale formatosi “inter alios”, salvo che sostenga che quanto stabilito dal predetto titolo sia stato soddisfatto oppure sia stato modificato da vicende successive, sicchè non vi è più nulla da eseguire, nel qual caso deve ritenersi legittimato ai sensi dell’art. 615 cpc. Mentre solo qualora l’esecuzione del titolo formatosi “inter alios” si estenda al di fuori dell’oggetto previsto nella statuizione giudiziaria, sicchè l’esecuzione…

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I limiti alla restituzione del bene immobile concesso in comodato ad uso familiare

Cass. Civ., S.U. 29.9.14 n.2048 (Rel. Cons. Dott. Pasquale D’Ascola) ‘’Le preoccupazioni dell’ordinanza di rimessione possono essere superate con una attenta lettura e una prudente applicazione della sentenza del 2004. Quest’ultima, prevedendo le obiezioni, ha esplicitato che non intendeva affermare che, ogniqualvolta un immobile venga concesso in comodato con destinazione abitativa, si debba immancabilmente riconoscergli durata pari alle esigenze della famiglia del comodatario, ancorchè disgregata”. “La risposta, per tutte le ragioni manifestate qui e da SU 13603/04, non può che essere nel segno di rispettare il potere di disposizione del bene, quale esercitato al sorgere del contratto. Se il contratto ancorava la durata del comodato alla famiglia del comodatario, corrisponde a diritto che esso perduri fino al venir meno delle…

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La responsabilità dell’appaltatore e del progettista: i limiti

Corte di Cassazione – Terza sez. civile – Sentenza 21 giugno 2018 n. 16323 Responsabilità dell’appaltatore – obblighi dell’appaltatore – responsabilità del progettista – responsabilità solidale tra appaltatore e progettista/direttore dei lavori – art. 1304 c.c.. “L’appaltatore, dovendo assolvere al proprio dovere di osservare i criteri generali della tecnica relativi al particolare lavoro affidatogli, è infatti obbligato a controllare, nei limiti delle sue cognizioni, la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente e, ove queste siano palesemente errate, può andare esente da responsabilità soltanto se dimostri di avere manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto ad eseguirle, quale “nudus minister”, per le insistenze del committente ed a rischio di quest’ultimo. In mancanza di tale prova, l’appaltatore…

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L’illegittimità dell’articolo 55 L. 392/78

Tribunale di Modena, ordinanza del 27.11.2018, dott. Paolo Siracusano. Illegittimità costituzionale art. 55 L. 392/78, con riferimento agli articoli 2,3, 111 Cost. (nella parte in cui non esclude la risoluzione del contratto in sede di procedimento di convalida, ove in esito alla sanatoria della morosità principale a seguito concessione del termine di grazia, residui il pagamento delle spese processuali ed un residuo di morosità). “L’impermeabilità letterale e semantica dell’articolo 55 l. cit. confligge con la riflessione giuridica, ormai giunta compimento, in ordine alla clausola di buona fede in senso obiettivo quale fonti di obblighi di considerazione dell’interesse della controparte, nei limiti dell’apprezzabile sacrificio, in ogni fase, anche quella patologica, del rapporto obbligatorio”. “Tale questione, stante quanto sin qui esposto, ha…

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Actio negatoria servitutis ed onere probatorio in materia condominiale

Tribunale di Milano, Sentenza del 30 luglio 2018 n. 8413, Giudice Susanna Terni Art. 949 c.c., art. 1394 c.c., art. 1395 c.c., art. 1803 c.c. “L’azione “negatoria servitutis” tende alla negazione di qualsiasi diritto, anche dominicale, affermato dal terzo sulla cosa dell’attore, e dunque non soltanto all’accertamento dell’inesistenza della pretesa servitù, ma pure al conseguimento della cessazione della situazione antigiuridica posta in essere dal vicino, al fine di ottenere la libertà del fondo, mentre incombe sul convenuto l’onere di provare l’esistenza del diritto di compiere proprio l’attività lamentata come lesiva dall’attore” [1] “Le clausole del regolamento condominiale di natura contrattuale, che può imporre limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condomini sulle parti, di loro esclusiva proprietà purchè siano enunciate…

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Non è consentito ad uno dei due proprietari occupare gli spazi vuoti limitando o restringendo la proprietà dell’altro

Cass. Civ., Sez II – ord. su ricorso 27848/2013- depositata l’ 11 giugno 2018- Pres. Matera- Rel. Giannaccari Domanda di reintegrazione e manutenzione del possesso – Parti comuni dell’edificio – Possesso – Manutenzione e ricostruzione dei soffitti (cod. civ. artt. 1102, 1117, 1125, 1140, riforma condominio n.220/2012) “In materia condominiale, è pacifico che il solaio esistente, che separa il piano sottostante da quello sovrastante di un edificio appartenente a proprietari diversi, deve ritenersi, salvo prova contraria, di proprietà comune dei due piani perché ha la funzione di sostegno del piano superiore e di copertura del piano inferiore. Esso infatti costituisce l’inscindibile struttura divisoria tra le due proprietà, con utilità ed uso uguale per entrambe e correlativa inutilità per altri condomini”….

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La quantificazione del danno da indennità di occupazione dell’immobile nel caso di convivenza more uxorio

Tribunale civile di Firenze, Sez. II^, 7.11.2017, n.3558, dott.ssa Picone Quantificazione del danno – Indennità di occupazione dell’immobile – Convivenza more uxorio – Fittizia intestazione del bene ad uno solo dei due conviventi – Negozio fiduciario  In relazione alla pretesa risarcitoria dell’attore per il mancato godimento dell’immobile, questo Giudice ritiene che, nel caso di specie, venga in rilievo un danno in re ipsa, individuabile, di per sé, nella perdita della disponibilità del bene da parte del dominus, così come nell’impossibilità, per questi, di conseguire l’utilità anche solo potenzialmente ricavabile dal bene medesimo, in relazione alla natura normalmente fruttifera di esso. CASO Per  mere esigenze fiscali, in regime di convivenza more uxorio, uno dei conviventi intesta l’intera proprietà dell’immobile all’altro, anche…

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