Procedimenti cautelari e monitori

Il provvedimento emesso ai sensi dell’art. 669 duodecies c.p.c. per l’attuazione delle misure cautelari (o dei provvedimenti possessori) è soggetto a reclamo al collegio ex art. 669 terdecies c.p.c., non a ricorso straordinario per cassazione

Cassazione civile, Sez. II, Ordinanza 17 aprile 2019, n. 10758. Pres. Lombardo, Estensore Fortunato   CASO Tizio, Caia e Sempronia, destinatarii di un interdetto possessorio, ricorrevano in Cassazione contro il provvedimento con cui il Tribunale aveva dichiarato la cessazione della materia del contendere rispetto a un’istanza ex art. 669 duodecies c.p.c. di determinazione delle modalità di attuazione dell’interdetto. Dopo l’emissione del provvedimento interdittale, nessuna delle parti aveva chiesto il giudizio di merito possessorio, ai sensi dell’art. 703, co. 4, c.p.c.; Tizio, Caia e Sempronia agivano invece in via petitoria per far dichiarare la legittimità delle opere oggetto del provvedimento di reintegra con domanda che veniva respinta il 14 ottobre 2014. Mevio e Mevia, al fine di eseguire l’ordinanza di reintegra…

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Errore nella forma dell’opposizione a decreto ingiuntivo in materia locatizia e inapplicabilità della salvezza di cui all’art. 4, comma 5, d.lgs. 150/2011

Cassazione civile, Sez. III, Ordinanza 12 marzo 2019, n. 7071. Pres. Frasca, Estensore Positano Procedimento d’ingiunzione – Controversie in materia di locazione – Opposizione – Ricorso ex art. 447 bis c.p.c. – Citazione in luogo del ricorso – Deposito della citazione nel termine per l’opposizione – Conversione in ricorso – Deposito della citazione oltre il termine per l’opposizione – Inammissibilità dell’opposizione – Inapplicabilità dell’art. 4, comma 5, del d.lgs. n. 150 del 2011 sulla salvezza degli effetti della domanda CASO In data 2 gennaio 2013 Tizio, in qualità di locatore di un immobile, notificava a Caio decreto ingiuntivo per il pagamento dei canoni di locazione scaduti. Caio proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo con atto di citazione notificato l’8 febbraio…

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Le Sezioni Unite si pronunciano sulla sospensione del processo civile nella corretta interpretazione dell’art. 75, c. 3, c.p.p.

Cassazione Civile, Sez. Unite, 21 maggio 2019, n. 13661, Pres. G. Mammone, Rel. A.M. Perrino Procedura Civile (Cod. proc. pen. art. 75, 651-bis, 652, e 654 e cod. proc. civ. art. 42 e 295) Le Sezioni Unite, su questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che, in tema di rapporto tra giudizio penale e giudizio civile, i casi di sospensione necessaria previsti dall’art. 75, comma 3, c.p.p., che rispondono a finalità diverse da quella di preservare l’uniformità dei giudicati, e richiedono che la sentenza che definisca il processo penale influente sia destinata a produrre in quello civile il vincolo rispettivamente previsto dagli artt. 651, 651-bis, 652, e 654 c.p.p., vanno interpretati restrittivamente, di modo che la sospensione non si…

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Il foro del luogo ove ha sede il Consiglio dell’Ordine al cui Albo è iscritto l’avvocato (art. 637, comma 3, c.p.c.) non è applicabile alle controversie proposte dal domiciliatario contro il dominus

Cass. civ., sez. II, sent. 19 marzo 2019, n. 7674 – Pres. Gorjan, Est. Dongiacomo, P. M. Celeste (conf.) Procedimento di ingiunzione per il pagamento di competenze professionali – Foro di cui all’art. 637, comma 3, c.p.c. – Ambito di applicazione – Prestazioni rese in favore di un soggetto terzo in virtù di contratto di mandato concluso con un altro avvocato. In tema di pagamento di compensi di avvocato, il foro speciale di cui all’art. 637, 3° comma, c.p.c. trova applicazione solo se la domanda monitoria abbia ad oggetto l’onorario per prestazioni professionali rese dall’avvocato direttamente al cliente rappresentato e difeso in giudizio e non anche ove si riferisca al credito al compenso maturato dal medesimo professionista nei confronti di…

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Litispendenza tra giudizio di divisione tra comproprietari e procedimento endoesecutivo di divisione

Cassazione civile, Sez. I, Ordinanza 18 marzo 2019, n. 7617. Pres. D’Ascola, Estensore Scarpa Tra il giudizio di divisione intrapreso da alcuni dei partecipanti alla comunione e quello c.d. endoesecutivo, instaurato in seno al processo di espropriazione forzata della quota di pertinenza di altro condividente, sussiste un rapporto di litispendenza, da disciplinare applicando il criterio della prevenzione di cui all’art. 39 c.p.c., avuto riguardo, da un lato, alla data della notificazione dell’atto di citazione introduttivo del giudizio di divisione ordinario e, dall’altro, a quella della pronuncia (o della notifica alle parti non presenti) dell’ordinanza del g.e. che disponga la divisione nell’ambito del procedimento esecutivo. CASO Tizia, in proprio e quale genitore dei tre figli minori, chiede al Tribunale di Macerata…

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La clausola arbitrale non impedisce il ricorso alla tutela monitoria nella fase inaudita altera parte, ma se il debitore fa opposizione proponendo l’exceptio compromissi, il decreto ingiuntivo è nullo e il creditore intimante paga le spese di soccombenza

Cass. civ. sez. VI, 1 aprile 2019, n. 9035, Pres. D’Ascola, Rel. Scalisi Clausola compromissoria – Decreto ingiuntivo – Opposizione a decreto ingiuntivo – Exceptio compromissi – Adesione all’eccezione – Revoca del decreto ingiuntivo opposto – Compensazione delle spese – Esclusione – Soccombenza del creditore opposto – Condanna alle spese MASSIMA Il procedimento che si apre con la presentazione del ricorso e si chiude con la notifica del decreto di ingiunzione non costituisce un processo autonomo rispetto a quello aperto dall’opposizione, ma dà luogo ad una fase di un unico giudizio, in rapporto al quale funge da atto introduttivo, in cui è contenuta la proposizione della domanda, il ricorso presentato per chiedere il decreto di ingiunzione. Perciò, il giudice che…

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L’istanza di attribuzione ex art. 720 c.c. non costituisce un’autonoma domanda ma una mera modalità attuativa della divisione

Cass., sez. II, 6 febbraio 2019, n. 3497, Pres. Matera – Est. Falaschi [1] Divisione ereditaria – Formazione dello stato attivo dell’eredità – Non comoda divisibilità – Attribuzione del bene ex art. 720 c.c. – Domanda – Modalità attuativa della divisione – Effetti – Fattispecie. (Cod. civ., art. 720; Cod. proc. civ., artt. 329, 336). Nel giudizio di divisione, l’istanza di attribuzione di un bene immobile indivisibile ex art. 720 c.c. costituisce una modalità attuativa della divisione, risolventesi nella mera specificazione della domanda di scioglimento della comunione, sicché, non essendo domanda ma eccezione, può essere formulata o essere oggetto di rinuncia anche in grado d’appello. (Nella specie, il giudice d’appello aveva invece ritenuto inammissibile la domanda di vendita proposta in…

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Inopponibilità al fallimento del decreto ingiuntivo opposto, quando manca una declaratoria di estinzione definitiva del giudizio di opposizione prima dell’apertura del fallimento

Cassazione civile, Sez. I, Sentenza 26 febbraio 2019, n. 5657. Pres. Didone, Estensore Vella Fallimento ed altre procedure concorsuali – Formazione dello stato passivo – Opposizione allo stato passivo – Credito fondato su decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo opposto – Cancellazione dal ruolo della causa di opposizione per inattività delle parti – Mancata riassunzione – Estinzione – Definitività del decreto ingiuntivo – Non sussiste – Mancata dichiarazione dell’estinzione dell’opposizione prima del fallimento – Inopponibilità al fallimento. CASO Il ricorrente, già dipendente di Alfa s.r.l., otteneva dal Tribunale del Lavoro di Oristano decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ex art. 642 c.p.c. per il pagamento delle competenze vantate nei confronti della società. Il decreto ingiuntivo era stato opposto dalla società, ma la causa di…

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L’exceptio compromissi sollevata in sede di opposizione a decreto ingiuntivo: risvolti processuali

Lo spunto per l’odierna riflessione nasce da una pronuncia (Trib. Milano, Sez. Spec. Impresa, n. 5450/2018, pubblicata su www.giurisprudenzadelleimprese.it) la quale, riaffermando un principio di diritto processuale, già ripetutamente sancito dalla stessa Sezione specializzata, statuisce che “l’esistenza di una clausola compromissoria non esclude la competenza del giudice ordinario ad emettere un decreto ingiuntivo (atteso che la disciplina del procedimento arbitrale non contempla l’emissione di provvedimenti inaudita altera parte), tale per cui, laddove operi la clausola compromissoria: 1. sussistendo i presupposti di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c. e tenuto conto della non rilevabilità d’ufficio del difetto di competenza per essere la controversia devoluta agli arbitri, il giudice ordinario deve emettere il decreto ingiuntivo richiesto da una delle parti 2….

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Sfera di conoscibilità del destinatario e art. 650 c.p.c.: non ogni vizio di notificazione legittima l’opposizione tardiva a decreto ingiuntivo

Cassazione civile, Sez. III, Ordinanza 21 agosto 2018, n. 20850, Pres. Armano, Est. Gianniti Decreto – Opposizione tardiva – Ammissibilità – Condizioni – Irregolarità della notificazione del decreto – Insufficienza – Nullità della notificazione determinante la non tempestiva conoscenza del provvedimento – Necessità – Prova relativa – Onere a carico dell’opponente – Oggetto. CASO Non avendo ricevuto la totalità del compenso professionale spettantegli, un costruttore aveva chiesto e ottenuto dal Tribunale di Locri decreto ingiuntivo contro il committente delle opere realizzate. Quest’ultimo si era opposto avanti il Tribunale di Roma in primo luogo ex artt. 615 e 617 c.p.c. e, in secondo luogo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 650 c.p.c., in quanto il decreto ingiuntivo emesso dal giudice…

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