Esecuzione forzata

È reclamabile ex art. 669 terdecies c.p.c. il provvedimento del giudice dell’opposizione a precetto sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, proposta ai sensi dell’art. 615, co. 1, c.p.c.

Cassazione civile, sez. unite, 23 luglio 2019, n. 19889; Pres. Mammone; Rel. De Stefano La Corte di cassazione, pronunciando a Sezioni Unite nell’interesse della legge su richiesta del Procuratore Generale ai sensi dell’art. 363 c.p.c., ha enunciato il seguente principio di diritto: “il provvedimento con il quale il giudice dell’opposizione all’esecuzione, proposta prima che questa sia iniziata ed ai sensi dell’art. 615, comma 1, c.p.c., decide sull’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo è impugnabile col rimedio del reclamo ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c., al Collegio del tribunale cui appartiene il giudice monocratico – o nel cui circondario ha sede il giudice di pace – che ha emesso il provvedimento”. CASO Con atto del 31 gennaio 2019 il Procuratore…

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Sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo e cessazione della materia del contendere in sede di opposizione all’esecuzione: per la liquidazione delle spese si applica il criterio della soccombenza virtuale

Cassazione civile sez. III, 29/11/2018, n. 30857; Pres. De Stefano; Rel. Rubino Sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo in sede di opposizione all’esecuzione: criterio della soccombenza virtuale per regolare le spese del giudizio In sede di opposizione all’esecuzione, la sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo, in conformità del generale principio della domanda, non determina “ex se” la fondatezza dell’opposizione e il suo accoglimento, bensì la cessazione della materia del contendere per difetto di interesse, sicché, nel regolare le spese dell’intero giudizio, il giudice dell’opposizione non può porle senz’altro a favore dell’opponente, ma deve utilizzare il criterio della soccombenza virtuale, secondo il principio di causalità, considerando, a tal fine, l’intera vicenda processuale. CASO Il Tribunale di Roma dichiarava risolti undici contratti preliminari, aventi…

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Il terzo debitore è tenuto a corrispondere gli interessi sul credito pignorato, nella misura prevista dal rapporto da cui origina il credito

Cass. civ. sez. III, 6 giugno 2019, n. 15308, Pres. Vivaldi, Rel. D’Arrigo Esecuzione forzata e provvedimenti cautelari – Pignoramento o sequestro conservativo presso terzi – Pignoramento o sequestro di crediti – Estensione del pignoramento o del sequestro – Frutti civili – Interessi – Inclusione MASSIMA In caso di sequestro conservativo o di pignoramento di crediti, il terzo sequestratario o pignorato, costituito ex lege custode delle somme pignorate, è tenuto alla corresponsione degli interessi nella misura prevista dal rapporto da cui origina il credito sequestrato o pignorato e con le decorrenze ivi previste. Tali frutti civili si accrescono al compendio sequestrato o pignorato, ai sensi dell’art. 2912 c.c. CASO                                                                                                                                                      Nell’ambito di un procedimento penale, il Tribunale di Lucca disponeva un…

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Oggetto dell’espropriazione forzata presso terzi (il credito pignorato aumentato della metà), intervento ed onere di estensione del pignoramento

Cassazione civile, sez. III, 11.06.2019, n. 15595 – Pres. De Stefano – Rel. Rossetti Il limite previsto dall’art. 546, comma 1, c.p.c., vale a dire l’importo del credito precettato aumentato della metà, delimita anche l’oggetto del processo esecutivo; pertanto, in difetto di rituale estensione del pignoramento, un intervento successivo, quand’anche del medesimo procedente, non consente il superamento di quel limite e quindi l’assegnazione di crediti in misura maggiore. CASO T.A., creditore di F.M., iniziò l’esecuzione sui beni del debitore, pignorando presso terzi il credito vantato dal debitore nei confronti di due società, la Itas Mutua e la Itas Vita e notificando a tali società il pignoramento per Euro 35.476,81. A seguito della dichiarazione negativa della Itas Mutua e Itas Vita,…

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Il creditore del condominio può pignorare i crediti vantati nei confronti dei singoli condomini per i contributi dovuti in base ai riparti approvati dall’assemblea

Cass., 14 maggio 2019 n. 12715 – Pres. De Stefano, rel. Tatangelo Espropriazione forzata – Crediti vantati dal condominio nei confronti dei singoli condomini – Pignoramento presso terzi ex artt. 543 e ss. c.p.c. – Parziarietà delle obbligazioni condominiali – Esclusione Il creditore del condominio che disponga di un titolo esecutivo nei confronti del condominio stesso ha facoltà di procedere all’espropriazione di tutti i beni condominiali, ai sensi degli artt. 2740 e 2910 c.c., ivi inclusi i crediti vantati dal condominio nei confronti dei singoli condomini per i contributi dagli stessi dovuti in base a stati di ripartizione approvati dall’assemblea, nelle forme dell’espropriazione dei crediti presso terzi di cui agli artt. 543 ss. c.p.c. e senza che entri in gioco il…

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La sentenza che definisce, rigettandola, l’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. pone un vincolo preclusivo solo sui motivi dedotti e non su quelli deducibili

Cassazione civile, Sez. III, sent. 4 aprile 2019, n. 9316, Pres. Vivaldi, Est. Gianniti Opposizione all’esecuzione – Giudicato esterno – Limiti oggettivi del giudicato (Cod. Proc. Civ., art. 615; Cod. Civ., art. 2909) [I] Il giudicato su un’opposizione all’esecuzione non copre il dedotto ed il deducibile, ma soltanto il dedotto [II] Il giudicato esterno formatosi in altro giudizio di opposizione all’esecuzione produce i suoi effetti anche su un diverso giudizio di opposizione all’esecuzione nel quale risultano essere state dedotte identiche ragioni di opposizione CASO Le aggiudicatarie di un immobile nell’ambito di una procedura espropriativa notificavano ai debitori espropriati e ad altri tre soggetti, qualificati come possessori sine titulo dell’immobile stesso, il decreto di trasferimento (pronunciato oltre un anno prima), unitamente…

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L’azione esecutiva collettiva di cui al nuovo art. 840 terdecies c.p.c.

Come noto, con il voto favorevole del Senato della Repubblica del 3 aprile 2019, su testo già definito dalla Camera dei Deputati, è stato approvato il disegno di legge n. 844 e, quindi, promulgata la legge 31 aprile 2019, n. 31, rubricata “Disposizioni in materia di azione di classe”. Nonostante i promotori della riforma (in primis, le associazioni dei consumatori) confidassero nell’attuazione di procedure di immediata e diffusa applicazione che potessero rispondere alle concrete esigenze degli utenti, la Legge n. 31 del 2019 ha, almeno in parte, deluso tali aspettative, dacché, da un lato, rinvia la sua entrata in vigore a un anno dalla sua pubblicazione (momento che determinerà anche l’abrogazione delle corrispondenti disposizioni sull’azione di classe contenute nel Codice…

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L’ordinanza di estinzione atipica e di liberazione dei beni pignorati va impugnata con opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.

Cassazione, sez. VI, 20 settembre 2019, n. 4961 – Pres. De Stefano – Est. Tatangelo Nelle ipotesi in cui il giudice dell’esecuzione dichiari l’improcedibilità della procedura esecutiva in base al rilievo della mancanza o inefficacia del titolo esecutivo, il provvedimento adottato a chiusura definitiva della procedura esecutiva è impugnabile solo con l’opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c. CASO T.A. proponeva opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., avverso il provvedimento con il quale il giudice dell’esecuzione del Tribunale di Foggia dichiarava improcedibile l’espropriazione presso terzi promossa nei confronti dell’Inps, ritenendo estinto il credito fatto valere e disponendo la liberazione delle somme pignorate. L’opposizione veniva accolta e il Tribunale dichiarava nulla l’ordinanza impugnata. Proponeva ricorso per cassazione…

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Regime impugnatorio della condanna alla rifusione delle spese processuali nell’ordinanza di rigetto dell’istanza cautelare

Cassazione civile sez. VI, 01/03/2019, n. 6180; Pres. D’Ascola; rel. Criscuolo L’ordinanza di rigetto del reclamo cautelare non è ricorribile per cassazione, neppure in ordine alle sole spese, perché è un provvedimento inidoneo a divenire cosa giudicata, formale e sostanziale, conservando i caratteri della provvisorietà e non decisorietà. Pertanto, dopo la novella dell’art. 669 septies c.p.c. da parte della l. n. 69 del 2009, la contestazione delle spese – ove il soccombente abbia agito “ante causam” e non intenda iniziare il giudizio di merito – va effettuata in sede di opposizione al precetto ovvero all’esecuzione, se iniziata, trattandosi di giudizio a cognizione piena in cui la condanna alle spese può essere ridiscussa senza limiti, come se l’ordinanza sul reclamo fosse,…

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Erronea dichiarazione del terzo pignorato: modalità di impugnazione e limiti della modifica della dichiarazione già resa

Cass. civ. Sez. III, Sent., (ud. 18-04-2018) 26-02-2019, n. 5489- Pres. Vivaldi, Rel. Rubino MASSIMA In tema di espropriazione presso terzi, il terzo pignorato che si avveda dell’erroneità della dichiarazione resa ai sensi dell’art. 547 c.p.c. può farla valere mediante opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., avverso l’ordinanza di assegnazione del credito emessa ex art. 553 c.p.c., a condizione che abbia tempestivamente emendato, mediante revoca o rettifica, la dichiarazione ritenuta affetta da errore e il giudice dell’esecuzione abbia, ciò non di meno, disposto l’assegnazione. CASO Il Ministero dell’Ambiente e tutela del Territorio ed i principali enti territoriali campani avevano sottoscritto un accordo di programma con la società (OMISSIS) per la realizzazione di un piano di completamento della…

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