Esecuzione forzata

La Cassazione conferma che l’opposizione ex art. 2797 c.c. alla vendita della cosa data in pegno ha natura di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.

Cassazione civile, Sez. VI, ord. 2 luglio 2018, n. 17268, Pres. Amendola, Rel. De Stefano Opposizione alla vendita cosa data in pegno – art. 2797 c.c. – art. 615 c.p.c. – art. 2756 c.c. – art. 617 c.p.c. – Opposizione all’esecuzione – Impugnabilità – Appellabilità – Pegno MASSIMA L’opposizione alla vendita della cosa data in pegno, prevista dall’art. 2797 c.c., ha natura di opposizione all’esecuzione, riconducibile all’art. 615 c.p.c., sicché è soggetta alle stesse regole processuali di quest’ultima e, quanto al regime di impugnazione della sentenza che la conclude in primo grado, se pubblicata dopo il 04/07/2009, alla regola dell’appellabilità, ripristinata fin dal 04/07/2009 dall’ulteriore riforma dell’art. 616 c.p.c., di cui alla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 49;…

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Stabilità dell’esecuzione ed esclusione dell’azione di ripetizione dell’indebito

Cass. civ. Sez. III Sent., 23/08/2018, n. 20994, Pres. Vivaldi, Est. Saija ESECUZIONE FORZATA – Provvedimento di chiusura del procedimento esecutivo – Revocabilità – Esclusione – Fondamento – Conseguenze – Azione di ripetizione di indebito da parte dell’espropriato dopo la chiusura del procedimento esecutivo  – Esperibilità sul presupposto della illegittimità dell’esecuzione per motivi sostanziali  – Esclusione In tema di esecuzione forzata, il provvedimento che chiude il procedimento esecutivo, pur non avendo, per la mancanza di contenuto decisorio, efficacia di giudicato, è, tuttavia, caratterizzato da una definitività insita nella chiusura di un procedimento esplicato col rispetto delle forme atte a salvaguardare gli interessi delle parti ed incompatibile con qualsiasi sua revocabilità, in presenza di un sistema di garanzie di legalità per la soluzione di…

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I rimedi in caso di estinzione e di improcedibilità dell’esecuzione forzata: reclamo al collegio e opposizione agli atti esecutivi

Con un recentissimo provvedimento (Cass., 07-12-2018, n. 31695) la Suprema Corte è tornata a delineare il regime impugnatorio del provvedimento con cui il giudice dichiari l’improcedibilità della procedura esecutiva ovvero l’estinzione della stessa. Nel primo caso il provvedimento è impugnabile con l’opposizione agli atti esecutivi; nel secondo caso, l’impugnazione del provvedimento dovrà avvenire nelle forme del reclamo al collegio ex artt. 630 e 178 c.p.c. L’estinzione è disciplinata nel processo esecutivo secondo uno schema analogo a quanto previsto per il rito ordinario di cognizione. Sono due le tipologie di estinzione dettate dal codice di rito: la prima, per rinuncia, da compiersi ex art. 629 c. 1 c.p.c. prima dell’aggiudicazione o dell’assegnazione e ad opera del creditore pignorante e dei creditori…

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Legittimazione attiva, titolarità del credito azionato in sede esecutiva e principio di non contestazione

Cass. civ. Sez. III Sent., 27 giugno 2018, n. 16904, Pres. Vivaldi, Est. De Stefano Procedimento civile – Azione esecutiva – Legitimatio ad causam – Titolarità del rapporto controverso – Differenze e natura giuridica – Allegazione e prova – Onere del creditore – Limiti – Fattispecie in tema di titolarità del diritto di credito azionato in via esecutiva La titolarità attiva o passiva della situazione soggettiva dedotta in giudizio è un elemento costitutivo della domanda e attiene al merito della decisione, così che grava sull’attore l’onere di allegarne e provarne i fatti costitutivi, salvo che il convenuto li riconosca o svolga difese incompatibili con la loro negazione, ovvero li contesti oltre il momento di maturazione delle preclusioni assertive o di…

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Il pignoramento e la vendita forzata del terreno includono per accessione l’immobile ivi edificato, ancorché abusivo

Cassazione civile, sez. III, 28 Giugno 2018, n. 17041 – Pres. Chiarini, Est. Di Florio In materia di esecuzione forzata, i beni trasferiti a conclusione di un’espropriazione immobiliare sono quelli di cui alle indicazioni del decreto di trasferimento emesso ex art. 586 c.p.c., cui vanno aggiunti quei beni ai quali gli effetti del pignoramento si estendono automaticamente, ai sensi dell’art. 2912 c.c., come accessori, pertinenze, frutti, miglioramenti ed addizioni, e quei beni che, pur non espressamente menzionati nel predetto decreto, siano uniti fisicamente alla cosa principale, sì da costituirne parte integrante, come le accessioni propriamente dette; sicché, il trasferimento di un terreno all’esito di procedura esecutiva comporta, in difetto di espressa previsione contraria, il trasferimento del fabbricato insistente su di…

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L’ordinanza con cui il giudice dichiara estinta la divisione endoesecutiva ha natura di sentenza, soggetta ad appello, non a reclamo al collegio ex art. 630 c.p.c.

Cass. civ., Sez. III, 23 agosto 2018, n. 20977 – Pres. Chiarini – Rel. D’Arrigo In tema di esecuzione forzata immobiliare su bene indiviso, il provvedimento con il quale il giudice, per inattività delle parti, dichiara l’estinzione del giudizio di divisione del bene pignorato, instaurato ex artt. 600 e 601 c.p.c., anche se emesso in forma di ordinanza, ha natura di sentenza, determinando la chiusura del processo in base alla decisione di una questione pregiudiziale, con la conseguenza che esso è impugnabile con appello e non mediante reclamo dinanzi al collegio ex art. 630 c.p.c. Espropriazione forzata di beni indivisi – Divisione endosesecutiva – Estinzione per inattività delle parti – Ordinanza del giudice dell’esecuzione – Mezzo di impugnazione – Reclamo…

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Opposizione a decreto ingiuntivo fondata sull’esistenza di una clausola di arbitrato internazionale e conseguente nullità del decreto

Sezioni Unite, ordinanza 21 settembre 2018, n. 22433, Pres. S. Schirò, Est. F. A. Genovese PROCEDIMENTI SOMMARI – D’INGIUNZIONE – DECRETO – OPPOSIZIONE – COMPETENZA Opposizione fondata sull’esistenza di una clausola di arbitrato internazionale – Regolamento preventivo di giurisdizione – Esclusione della giurisdizione italiana – Effetti – Nullità del decreto ingiuntivo. CASO La ricorrente, una società italiana, aveva ottenuto dal Tribunale di Patti l’emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti di un’impresa parimenti avente sede legale in Italia. L’ingiunta, dopo essersi opposta al decreto eccependo il difetto di giurisdizione del giudice italiano, aveva proposto ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, in quanto il contratto che legava le parti conteneva una clausola compromissoria per arbitrato internazionale. Le parti, infatti, avevano convenuto…

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Il raggiungimento dello scopo a seguito della proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi sana le irregolarità formali del precetto

Cassazione Civile, Sez. VI, ord. 18/07/2018, n. 19105; Pres. Frasca; Rel. Rubino Opposizione agli atti esecutivi – nullità dell’atto di precetto – sanatoria delle irregolarità formali del precetto – cod. Proc. Civ. Artt. 480, 617. La presenza di irregolarità formali nel precetto può ritenersi sanata per il raggiungimento dello scopo a seguito della proposizione dell’opposizione agli atti esecutivi in tutti i casi in cui l’opposizione stessa si limiti a lamentare l’esistenza della irregolarità formale in sé, senza lamentare alcun pregiudizio ai suoi diritti, tutelati dal regolare svolgimento della procedura esecutiva, conseguente alla irregolarità stessa (nel caso di specie, l’opponente lamentava esclusivamente la mancata indicazione sul precetto della data di precedente notifica dei titoli esecutivi, senza contestare che la precedente notifica…

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Chi riscuote il canone di locazione dopo il pignoramento dell’immobile?

Cassazione civile, Sez. VI, 28 marzo 2018, n. 7748, Pres. Cristiano, Rel. Falabella Esecuzioni immobiliari, Locazione, Frutti civili (Cod. civ. artt. 820 e 2912 e Cod. proc. civ. artt. 509,521,553 e 559) Dopo il pignoramento di un immobile che era stato già dato in locazione, il locatore-proprietario perde la legittimazione sostanziale sia a richiedere al conduttore il pagamento dei canoni, sia ad accettarli, spettando tale legittimazione in via esclusiva al custode, fino al decreto di trasferimento del bene. CASO La società Alfa proponeva opposizione avverso il Decreto del 17 febbraio 2016 con cui il giudice delegato del Fallimento di Beta s.r.l. dichiarava esecutivo lo stato passivo senza ammettere il credito da essa vantato in via privilegiata per € 1.616.183,75, credito…

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Il rito sommario speciale per la liquidazione dei compensi dell’avvocato per assistenza giudiziale civile ex art. 14 d.lgs 150/2011: il punto sulla competenza

La Suprema Corte, con ordinanza n. 8598 del 6 aprile 2018, ha riconosciuto la competenza in capo al giudice previamente adito con rito sommario speciale in ragione dell’electio operata dal ricorrente a favore del foro del consumatore-cliente. Il rapporto tra il foro speciale previsto nell’art. 14 d.lgs 150/11 ed il foro speciale della residenza o del domicilio del consumatore, previsto dal D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, art. 33, comma 2, lett. u), va risolto a favore del secondo, in quanto trattasi di competenza esclusiva. L’avvocato S.A.M adiva il Tribunale di Civitavecchia con ricorso ex art 702 bis c.p.c. per ottenere la condanna del proprio cliente al pagamento degli onorari maturati per lo svolgimento dell’attività professionale prestata avanti al Tribunale…

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