PROCEDIMENTI SPECIALI E ADR

Sulla (in)compatibilità tra negoziazione assistita obbligatoria e diritto europeo

Trib. Verona 27 febbraio 2018 – Giudice Vaccari Provvedimento civile – Negoziazione assistita obbligatoria – Compatibilità diritto UE – Esclusione (D.L. 12 giugno 2014, n. 132, conv. in l. 10 novembre 2014, n. 162, Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile, art. 3, comma 1; Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, art. 47) [1] La disciplina sulla negoziazione assistita obbligatoria deve essere disapplicata in quanto in contrasto con l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. CASO [1] In un giudizio diretto ad ottenere il risarcimento dei danni conseguenti ad un sinistro stradale, il convenuto ha eccepito l’improcedibilità della domanda attorea per non essere stata preceduta dalla procedura di negoziazione…

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Errore nella scelta del rito e conversione ex art. 426 c.p.c.: la Corte costituzionale conferma l’orientamento consolidato della Cassazione

Corte cost. 2 marzo 2018, n. 45 – Pres. Lattanzi – Est. Morelli Ingiunzione (procedimento per) – Locazione – Opposizione – Conversione del rito – Effetti – Illegittimità costituzionale – Inammissibilità (Cod. proc. civ. art. 426; Cost. artt. 3, 24, 111) [1] E’ inammissibile la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., dell’art. 426 c.p.c. nella parte in cui non prevede che, in caso di introduzione con rito ordinario di una causa soggetta al rito previsto dagli artt. 409 e ss. c.p.c. e di conseguente mutamento del rito, gli effetti sostanziali e processuali si producano secondo le norme del rito ordinario, seguito fino al mutamento. CASO [1] Nel corso di un giudizio di opposizione…

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Sul rimedio contro la revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato disposta in sentenza anziché con separato decreto

Cass. 8 marzo 2018, n. 5535 – Pres. Amendola – Est. Tatangelo Patrocinio a spese dello Stato – Revoca – Opposizione (d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, Testo Unico Spese di Giustizia, artt. 136, 170) [1] Il potere di revocare l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato è diverso da quello di decidere la controversia tra le parti e per tale motivo esso viene esercitato con autonomo decreto che ha natura di provvedimento non decisorio e non definitivo rispetto alla controversia, sicché anche quando la revoca venga pronunciata nel provvedimento che definisce il giudizio di merito essa non costituisce capo della sentenza e il relativo mezzo di impugnazione resta quello dell’opposizione prevista dal T.U.S.G. e non l’impugnazione ordinaria contro la…

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Opposizione a decreto ingiuntivo e mediazione

Trib. Torre Annunziata, 5 dicembre 2017  Conciliazione in genere – Mediazione obbligatoria – Opposizione a decreto ingiuntivo – Poteri del giudice – Fissazione del termine di avvio della mediazione – Perentorietà – Onere di instaurazione del procedimento di mediazione – Debitore opponente [1-2] Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo l’onere di avviare il procedimento di mediazione entro il termine fissato dal giudice, grava sul debitore opponente a pena di improcedibilità della domanda di opposizione. (Cod. proc. civ., art. 645; d.leg. 4 marzo 2010, n. 28, attuazione dell’art. 60 della l. 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, art. 5) CASO [1-2] Proposta l’opposizione a decreto ingiuntivo, alla prima udienza…

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Negoziazione assistita e accordi per il mantenimento o per la determinazione dell’assegno divorzile

Il contributo si concentra sul dubbio circa la ammissibilità, ai sensi dell’art. 6, l. 164/2014, dell’accordo, stipulato in sede di negoziazione assistita, circa la determinazione una tantum del contributo al mantenimento o dell’assegno divorzile, ai sensi dell’art. 5, 8° comma, l. 898 del 1970. L’art. 6, 3° comma, l. 164/2014, nel regolare la negoziazione assistita in tema di separazione e divorzio, applicabile anche alla materia dello scioglimento delle unioni civili, stabilisce che l’accordo stipulato in sede di convenzione «tiene luogo» dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio. La norma va interpretata nel senso che le parti…

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L’azione di accertamento negativo di contraffazione e il distributore del prodotto

Trib. Milano, 18 gennaio 2018 n. 353, Pres. Est. Marangoni   Procedimento civile – Azione di accertamento negativo di contraffazione – Legittimazione a contraddire – Distributore di prodotti.   [1] Rispetto ad una domanda di accertamento negativo di contraffazione di brevetto, è carente di legittimazione passiva il mero distributore dei prodotti oggetto del brevetto. Quest’ultimo deve ritenersi estraneo al contraddittorio in merito a qualsiasi profilo di contraffazione del brevetto, sia quale soggetto passivo in sede di accertamento negativo sia quale eventuale soggetto attivo della speculare azione di contraffazione.  CASO [1] L’attrice, una società farmaceutica c.d. genericista, agisce in giudizio per sentir dichiarare che il proprio prodotto non costituisce contraffazione della porzione italiana di un brevetto europeo, evocando in giudizio sia…

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Tutela del credito dell’avvocato e rito sommario «speciale» post Sezioni Unite n. 4485/2018

Cass., Sez. Un., 23 febbraio 2018, n. 4485 [1] Avvocato – Prestazioni svolte nell’ambito di un processo civile – Compenso professionale – Liquidazione – Introduzione della causa – Procedimento sommario di cognizione ex art. 14 d.leg. 150/2011 – Procedimento d’ingiunzione (C.p.c. artt. 633 ss., 702-bis; l. 13 giugno 1942, n. 794, art. 28; d.leg. 1° settembre 2011, n. 150, artt. 3, 14) [2] Avvocato – Prestazioni svolte nell’ambito di un processo civile – Compenso professionale – Liquidazione – Contestazione del diritto – Rito applicabile – Procedimento sommario di cognizione ex art. 14 d.leg. 150/2011 – Fattispecie (l. 13 giugno 1942, n. 794, art. 28; d.leg. 1° settembre 2011, n. 150, art. 14) [1] A seguito dell’entrata in vigore del d.leg….

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Sulla sorte del sequestro giudiziario dopo la sentenza di primo grado favorevole al sequestrante

Tribunale di Udine, Sez. II civ., ord. 24 gennaio 2018, Giudice Dott. Zuliani [1] Procedimenti cautelari – Sequestro giudiziario – Sentenza di primo grado di accoglimento nel merito – Efficacia – Esecuzione forzata (Cod. proc. civ. artt. 670, 669 novies) Il sequestro giudiziario conserva efficacia anche dopo la pronuncia della sentenza di primo grado di accoglimento nel merito della domanda a cautela della quale la misura cautelare era stata richiesta e la parte vittoriosa può procedere ad esecuzione forzata in virtù di tale sentenza, quand’essa sia provvisoriamente esecutiva. CASO [1] T. otteneva il sequestro giudiziario dei beni già intestati al defunto padre F., in vista della proposizione della domanda di accertamento della nullità del testamento con cui quest’ultimo aveva istituito…

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L’oggetto del giudizio di impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel c.d. rito Fornero

App. Roma, sez. lav, 1° febbraio 2018 Lavoro e previdenza (controversie in tema di) – Licenziamento – Procedimento in materia di licenziamento – Procedimento, domande ed eccezioni, modificazioni, novità – Procedimento, licenziamento (aspetti processuali) (l. 28 giugno 2012, n. 92, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, art. 1, commi 49, 50 e 51). Lavoro (rapporto) – Licenziamento, giustificato motivo oggettivo – Illegittimità – Tutela reale – Tutela indennitaria – Applicabilità (l. 28 giugno 2012, n. 92, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, art. 1, comma 42; l. 20 maggio 1970, n. 300, Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale…

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Note sul sequestro ex art. 156 c.c. di beni del coniuge obbligato

Viene trattata in rapida rassegna la natura del sequestro ex art. 156, 6° comma, c.c., con particolare riferimento alla giurisprudenza espressasi sul punto. L’art. 156 c.c. indica i tipi di provvedimenti che il giudice può emettere per regolare i rapporti patrimoniali tra coniugi all’esito della separazione. Il 6° comma dispone che «in caso di inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto». Pur a fronte della forma di sequestro, che parrebbe indicarne la natura cautelare, la funzione di questa misura sembrerebbero divergere da quelle che la…

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