GESTIONE DELLA PROFESSIONE E SOFTWARE

La ripartizione della giurisdizione in relazione alle liti catastali

Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 2950/2016dirimono una lite tra privati concernente l’accertamento della titolarità di alcune porzioni immobiliari chiarendo come opera il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice tributario con particolare riferimento alle materie devolute alla cognizione del giudice speciale ex art.2 del D.Lgs. n.546/92. Con un’articolata impugnazione due privati comproprietari di un appartamento, un box e due cantine convenivano in giudizio dinanzi al Tribunale Civile di Roma la proprietaria di altre unità immobiliari site nel medesimo condominio allo scopo di ottenere una sentenza accertativa circa la titolarità delle rispettive porzioni immobiliari, denunciando, tra l’altro, anche l’erronea identificazione catastale delle unità controvertite, conseguentemente chiedendo al giudice adito che ordinasse agli Enti preposti, tra i quali l’Agenzia del territorio, di operare correzioni e rettifiche catastali di vario genere…

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La rimessione in termini all’epoca del processo civile telematico

Una delle problematiche maggiormente avvertite al tempo del processo civile telematico riguarda i rimedi a disposizione dell’avvocato nel caso in cui il deposito di un atto del processo non vada a buon fine. Il problema è strettamente connaturato al fatto che gli atti processuali vengono inviati all’ufficio giudiziario di destinazione con l’ausilio della pec (e vengono pertanto spediti a tutti gli effetti), superano un controllo automatico dei sistemi ministeriali ma devono poi essere accettati manualmente dalle cancellerie. Il contesto legislativo specifico non è del resto di grande aiuto; per vero, l’art. 13 del d.m. 44/2011 (recante le regole tecniche del PCT) dispone, al II comma, che “i documenti informatici…si intendono ricevuti dal dominio giustizia nel momento in cui viene generata…

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PCT: modalità di deposito di documenti non digitalizzabili e di formati di file non ammessi

In un processo civile che sempre più sta andando verso la completa informatizzazione dei flussi documentali provenienti dai soggetti esterni, non viene meno (né mai verrà meno) la necessità di disciplinare l’acquisizione al processo di mezzi di prova appartenenti a due categorie: da un lato, i “documenti” (in senso lato) non suscettibili di essere digitalizzati (ad esempio, oggetti tridimensionali); dall’altro, i file aventi formato non ammesso dalle specifiche tecniche sul PCT (art. 12 D.M. Giustizia n. 44/2011 e art. 13 Provv. DGSIA 16/4/2014). Sembra opportuno esaminare i due casi alla luce della normativa sull’obbligatorietà del deposito telematico: non di rado, infatti, nasce l’esigenza di dover sostenere la posizione della parte in causa mediante un mezzo di prova che non potrebbe…

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Le notificazioni via pec alle pubbliche amministrazioni nel pct e nel ptt

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 156 (G.U. n. 233 del 7 ottobre 2015) offre spunti per una riflessione in materia di notifiche a mezzo PEC sia in materia di processo civile telematico sia in materia di processo tributario telematico L’art. 9, comma I, lett. h) introduce infatti nel decreto legislativo n. 546 del 31 dicembre 1992 l’art. 16 bis relativo alla disciplina delle comunicazioni e notificazioni per via telematica il quale dispone: Le comunicazioni sono effettuate anche mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata, ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni. Tra le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n….

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La privacy nel Processo civile telamatico

Introduzione L’avvento del Processo Civile Telematico ha catapultato – più di prima – l’Avvocato analogico, abituato all’utilizzo di strumenti cartacei, nel ben più complesso sistema della telematica. Potrebbe dirsi che è stato calato nell’informatica “strutturata”, intendendosi con tale locuzione un complesso di attrezzature digitali organizzate tra di loro, sia a livello software che hardware, secondo un criterio olistico, ragionato: infatti, già da anni (quasi) tutti gli Avvocati utilizzano un personal computer, ma solo dal 2013 hanno cominciato a conoscere meglio firme digitali, PEC, cloud computing, file strutturati, formati, etc. Tutto ciò ha comportato un grosso incremento del trattamento informatico dei dati personali, che reca seco conseguenze di non poco conto per il Legale, aduso a forme tradizionali di trattamento (quali…

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Le nuove attestazioni di conformità nel PCT

Dopo venti settimane esatte dall’entrata in vigore della Legge 132 del 20 agosto 2015, che convertì con modificazioni il D.L. 83/2015, il 7 gennaio scorso, le specifiche tecniche previste dall’art. 16 undecies DL 179/2012 (introdotto dall’art. 19 della citata legge di conversione) hanno finalmente visto la luce. L’evento era oltremodo atteso dall’Avvocatura dacché, secondo un’opinione molto prudenziale diffusasi all’indomani della sua entrata in vigore, l’art. 16 undecies, comma 3, paralizzava nel concreto la possibilità per gli avvocati di notificare telematicamente copie informatiche di atti e provvedimenti in formato analogico. Ciò era conseguenza, per un verso, dell’intervenuta coeva modifica del’art. 3 bis L. 53/94, che richiama adesso la norma in parola ai fini dell’attestazione di conformità delle copie informatiche oggetto di…

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La determinazione delle quote di partecipazione agli utili degli studi professionali

Uno degli argomenti più dibattuti nella governance degli studi professionali è quello della determinazione delle quote di partecipazione agli utili. Non c’è professionista al mondo che non si senta di dover percepire una quota maggiore di quella che sta attualmente fruendo dallo studio al quale collabora stabilmente o del quale è associato. Si tratta con ogni probabilità di un corollario del teorema secondo il quale tutti gli esseri umani credono di essere intelligenti sopra la media. E la definizione delle quote di spartizione è l’incubo di tutti i promotori e managing partners, che temono di avere persone demotivate, di scatenare guerre intestine o addirittura di dover ricominciare daccapo dopo l’ennesima diaspora professionale. A ogni dipartita, elegantemente definita spin off per mascherare dietro un dito le opposte…

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Studioleaks

  La riservatezza è da sempre uno dei requisiti più importanti per l’esercizio di qualsiasi professione. Dal medico al notaio, dal commercialista all’avvocato, dal consulente del lavoro al geometra, tutti gestiscono dati riservati che appartengono ai clienti, ai loro cari, ai loro collaboratori o alle loro controparti. E d’altro canto, la curiosità dei terzi è sempre in agguato. In farmacia la vecchina ipocondriaca che è in fila dietro di noi ne sa sempre una più del farmacista e non perde occasione per trasfonderci la sua saggezza. C’è sempre un medicinale migliore di quello che ci è stato prescritto o un sintomo che abbiamo sottovalutato. Altro che sanità pubblica, noi abbiamo quella sociale. Nel tempo la riservatezza professionale è stata oggetto…

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Consilium interruptus

  Il lavoro consulenziale di ogni professionista può essere logicamente scomposto in unaserie di fasi. Una fase iniziale, ricognitiva, destinata a capire sommariamente la situazione e ad emettere un preventivo. Una fase di analisi, volta a rilevare in profondità i problemi del cliente. Una fase diagnostica, volta a definirli. Una fase di risoluzione dei problemi vera e propria. Che si tratti di un consulto medico o di progettare una villetta a schiera, di predisporre un ricorso civile o di elaborare un’operazione straordinaria aziendale, il processo di consulenza rimane più o meno lo stesso. Spesso, una volta giunto alla risoluzione del problema il professionista la comunica frettolosamente al cliente e poi scompare nel turbinio dei propri impegni. E così, gran parte…

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Processo Telematico Tributario: cosa cambia dal 1° dicembre 2015

  Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 4 agosto 2015 del Ministero dell’Economia e Finanze, recante le specifiche tecniche previste dall’art. 3, comma 3, del regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario, il cosiddetto processo telematico tributario (PTT) ha compiuto il passo decisivo per la definitiva entrata in vigore.Il regolamento in questione costituisce il punto di arrivo di un costrutto normativo che parte dall’articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111), passa per il decreto ministeriale n. 163 del 23 dicembre 2013 (recante il regolamento sulla disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario) e termina con…

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