GESTIONE DELLA PROFESSIONE E SOFTWARE

Spese per alberghi e ristoranti: trattamento fiscale

Il trattamento fiscale relativo alle spese per alberghi e ristoranti coinvolge tanto l’Iva, ai fini della relativa detraibilità, quanto le imposte dirette, ai fini della relativa deducibilità. L’Iva a credito risultante dalle fatture di acquisto legate a prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande è interamente detraibile, sia per il professionista che per l’impresa, secondo le regole dettate dall’articolo 19 D.P.R. 633/1972; a condizione quindi che i costi siano: inerenti allo svolgimento dell’attività; documentati esclusivamente da fattura. La detrazione non è pertanto ammissibile se la spesa è documentata mediante scontrino o ricevuta fiscale: in tal caso, come chiarito dalla circolare 23/E/2010, l’imprenditore e il professionista possono dedurre dal reddito– come elemento aggiuntivo del costo sostenuto per l’acquisto delle prestazioni medesime – l’Iva non detratta, sempreché la stessa presenti la natura di…

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Spesometro: il termine per l’invio slitta al 16 ottobre

Con il comunicato stampa n. 163 di ieri il Ministero dell’economia e delle finanze ha annunciato l’ennesima proroga del termine per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre del 2017. La nuova scadenza, fissata al prossimo 16 ottobre, è prevista da un apposito DPCM, emanato su proposta del ministro Pier Carlo Padoan, il quale ha firmato il provvedimento nella giornata di ieri. In pratica, per procedere all’invio dello spesometro, si avranno 11 giorni in più, atteso che l’Agenzia, con il comunicato dello scorso 25 settembre, aveva fatto slittare il termine del 28 settembre a oggi, 5 ottobre. È stata, quindi, accolta la richiesta di ulteriore rinvio avanzata da parte di…

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L’avvocato dev’essere digitale (lo dice anche la Corte di Cassazione)

Da qualche giorno è oggetto di commento una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 22320 del 27 giugno – 25 settembre 2017, che, eccettuati alcuni arresti in tema di efficacia e garanzia di autenticità delle firme elettroniche da approfondire meglio in separata tesi, spende parole importanti in punto dotazioni informatiche dello studio legale. Oggetto del contendere era infatti la mancata lettura di un file con estensione .p7m (dunque munito di firma digitale in formato CAdES) e la conseguente argomentazione in forza della quale veniva “prospettata pure una disparità di trattamento con le notifiche cartacee (o, rectius, in formato analogico) per la pienezza della conoscenza e/o conoscibilità che queste, a differenza di quelle telematiche, assicurerebbero ove si imponesse al destinatario…

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Rimborsi spese esclusi dal reddito di lavoro autonomo

L’articolo 8 della Legge 81/2017 interviene in materia di determinazione del reddito di lavoro autonomo modificando il regime fiscale dei rimborsi spese addebitati dai professionisti ai propri clienti. L’articolo 54, comma 5, del Tuir prevede quale regola generale che le spese di vitto ed alloggio sostenute dai professionisti sono soggette ad un duplice limite di deduzione: uno di carattere assoluto, poiché è stabilito che solamente il 75% del costo sia deducibile, ed un altro relativo in quanto la quota deducibile deve essere confrontata con il limite massino del 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. L’eventuale eccedenza rispetto a tale plafond è indeducibile (e non è nemmeno riportabile nei periodi d’imposta successivi). Con il citato articolo della Legge 81/2017 si prevede una deroga alle predette limitazioni in relazione alle spese di vitto ed alloggio sostenute dal…

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Codice dell’amministrazione digitale e processo: l’uno non esclude l’altro

Mentre il Governo si appresta ad emanare l’ennesimo decreto correttivo del codice dell’amministrazione digitale è bene ancora una volta ricordare come la conoscenza del testo normativo in questione rivesta un’importanza centrale anche per gli avvocati sia per l’espressa applicabilità al processo civile telematico sia per i frequenti richiami al diritto sostanziale in esso contenuti. Val dunque la pena ricordare ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 2, le disposizioni del CAD si applicano “altresì al processo civile, penale, amministrativo, contabile e tributario, in quanto compatibili e salvo che non sia diversamente disposto dalle disposizioni in materia di processo telematico”. Come detto, vi sono poi moltissime disposizioni che possono interessare il mondo delle professioni legali, ad iniziare da quelle sul valore delle firme…

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Perdite d’esercizio: riporto e utilizzo

Qualora l’esercizio si chiuda con la produzione di una perdita, l’assemblea dei soci può scegliere alternativamente il riporto a nuovo o la copertura della stessa. Nel primo caso, riporto a nuovo, la scrittura contabile da eseguire sarà la seguente: Perdite d’esercizi precedenti                    a                             Perdita d’esercizio La voce “Perdita d’esercizi precedenti” andrà rilevata in A.VIII del passivo di Stato Patrimoniale, mentre la voce “Perdita d’esercizio” andrà rilevata sempre nel passivo di Stato Patrimoniale ma in A.IX. Diversamente, in caso di copertura della perdita, questa potrà avvenire in svariati modi, ossia attraverso l’utilizzo di riserve o anche con copertura dei soci: Diversi                                 a                             Perdita d’esercizio Riserva straordinaria Versamento in c/capitale La voce “Versamenti soci in c/capitale” andrà iscritta nel passivo di Stato…

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Le potenzialità della PEC alla luce del regolamento eIDAS

A seguito dell’entrata in vigore del regolamento UE n. 910/14, meglio noto come eIDAS, ci si è interrogati su quale inquadramento giuridico dare alla nostra posta elettronica certificata e ci è in maniera unanime trovati d’accordo sull’inquadramento della stessa come servizio di recapito elettronico certificato semplice ex art. 43 reg. eIDAS. I servizi di recapito elettronico certificato qualificato, previsti dal successivo art. 44, richiedono infatti requisiti che non possono essere assicurati dalla nostra PEC, primo fra i quali la garanzia, con elevato livello di sicurezza, dell’identità del mittente. È noto infatti che l’accesso alla casella PEC, al pari di una normale casella mail, è regolamentato da comuni user-ID e password, che certamente integrano una firma elettronica semplice ma non una…

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Manovra correttiva: novità contrarie ai principi europei

A seguito delle novità introdotte con il D.L. 50/2017, convertito, con modificazioni, dalla Legge 96/2017, il diritto alla detrazione Iva può essere esercitato, al più tardi,  con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto, e le fatture di acquisto devono essere annotate nell’apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno. Per effetto delle novelle, inoltre, hanno subito modifiche anche i termini per operare la detrazione in caso di emissione di note di variazione Iva. Anche ricorrendo le fattispecie per le quali l’articolo 26 D.P.R….

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La sospensione feriale dei termini processuali

Dal 1° al 31 agosto, come ogni anno, opera la cd. “sospensione feriale” dei termini processuali relativi alle “giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative” così come disposto dall’articolo 1, L. 742/1969. Al fine di approfondire i diversi aspetti della materia, è stata pubblicata in Dottryna, nella sezione “Adempimenti”, una apposita Scheda di studio. Il presente contributo analizza alcuni aspetti generali dell’istituto. Per effetto della “sospensione feriale” dei termini processuali, laddove il decorso del termine “abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo” (articolo 1, L. 742/1969). Pertanto, se il termine processuale decorre da una data antecedente il 1° agosto, lo stesso rimane “sospeso” e ricomincia a decorrere dal 1° settembre, mentre, se…

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Antiriciclaggio: limitazioni all’uso del contante

Novità dal decreto antiriciclaggio anche per le violazioni dei limiti di utilizzo del contante. In particolare, a partire dallo scorso 4 luglio, il nuovo articolo 49, comma 1 del D.Lgs. 231/2007 dispone che: è vietato il trasferimento di denaro contante effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, “siano esse persone fisiche o giuridiche”, di importo pari o superiore a 3.000 euro; il trasferimento che eccede il limite dei 3.000 euro, “quale che ne sia la causa o il titolo”, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono “artificiosamente frazionati”. Resta fermo che detti pagamenti possono essere eseguiti esclusivamente tramite intermediari abilitati(banche, Poste italiane, istituti di moneta elettronica ecc..). Tuttavia, anche a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 90/2017, pare resti ferma la possibilità di operazioni frazionate di importo inferiore alla soglia,…

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