Diritto del Lavoro

Il superminimo individuale e contrattazione collettiva

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 9 novembre 2018, n. 28769 Superminimo individuale – Sussiste – Termine – Produrre – CCNL – Migliorativo – Comparsa di risposta – Decade MASSIMA Il superminimo individuale resiste anche se la contrattazione collettiva introduce miglioramenti nella retribuzione del lavoratore, poiché fa fede l’accordo ad hoc raggiunto tra il datore di lavoro e il lavoratore. Il termine per l’azienda per poter indicare fra i documenti e depositare il verbale dell’accordo sindacale è la comparsa di risposta, se quest’ultima vuole provare che il superminimo è regolamentato dal contratto collettivo, altrimenti decade dal diritto di poterlo produrre. COMMENTO La Corte di Appello di Roma confermava la sentenza del primo grado. Il Tribunale aveva ritenuto non assorbiti gli importi erogati…

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Accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro del contratto di prestazione di opera professionale

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 16 novembre 2018, n. 29646 Rapporto di lavoro – Mancata necessità di giustificare le assenze prolungate – Natura subordinata – Esclusione – Lavoro autonomo MASSIMA Anche in rapporto libero professionale esistono dei poteri di etero conformazione e di controllo ed obblighi di diligenza e di osservanza delle istruzioni nell’esecuzione delle prestazioni dedotte nel contratto. Il potere gerarchico, che invece costituirebbe un indice della natura subordinata del rapporto, non può desumersi dalle semplici direttive di carattere generale ma dovrebbe manifestarsi con ordini specifici e reiterati e con l’inserimento effettivo del lavoratore nell’organizzazione aziendale. COMMENTO La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, si è espressa sulla questione concernente la natura del rapporto intercorso tra le…

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Il sistema di timbrature con l’impronta digitale è soggetto alla preventiva notifica al Garante

Corte di Cassazione, Sezione II, 15 ottobre 2018, n. 25686 Raccolta impronte digitali – Rilevamento presente – Necessaria autorizzazione del Garante della privacy MASSIMA Ai fini della legittimità dell’installazione di un sistema di raccolta delle impronte digitali dei propri dipendenti è necessaria la preventiva autorizzazione da parte del Garante della privacy. Rileva, infatti, che attraverso la conservazione dell’algoritmo si può risalire al dipendente e quindi identificarlo. L’omessa richiesta è legittimamente sanzionabile dall’Autorità garante per violazione della normativa in materia di tutela dei dati personali. COMMENTO Una Società installava un sistema di raccolta delle impronte digitali dei propri dipendenti, il cui funzionamento prevedeva il prelevamento di dati biometrici riguardanti la mano di ciascun lavoratore, i quali venivano trasformati in bytes, archiviati…

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Disparità di trattamento in ragione del sesso

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 novembre 2018, n. 28926 Non discriminatoria – Legge – Diversità – Trattamento – Uomini – Nullità – Licenziamento – Matrimonio  MASSIMA Non è discriminatoria la legge che commina la nullità per il licenziamento delle lavoratrici a causa di matrimonio e non anche per i lavoratori uomini. La diversità di trattamento è giustificata dalla tutela della maternità, la quale è garantita dalla Costituzione. In particolare assicura al bambino e alla donna un’adeguata protezione, in virtù della sua essenziale funzione familiare. Infine la tardività della contestazione non può essere ritenuta un elemento costitutivo del recesso datoriale. COMMENTO Il ricorrente deduce la violazione e la falsa applicazione dell’art 35 del d.lgs. 198/2006 per disparità di trattamento in ragione del…

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Remunerazione del lavoratore per il tempo impiegato dal lavoratore per raggiungere i cantieri della società

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 9 ottobre 2018, n. 24828 Differenze retributive – Messa a disposizione delle energie al datore di lavoro – Sussiste MASSIMA Deve essere cassata con rinvio la sentenza di appello che nega il diritto del lavoratore a differenze retributive, straordinari compresi, pur essendo pacifica la natura subordinata del rapporto di lavoro, motivato sul rilievo di una non meglio indicata autonomia organizzativa sulla base di una disposizione di risultato, così dimenticando che l’obbligazione a carico del prestatore di lavoro subordinato è di mezzi, non già di risultato, dovendosi ritenere che di conseguenza la prestazione vada remunerata in misura corrispondente al tempo complessivo di messa a disposizione delle energie lavorative occorrenti finalizzata allo svolgimento dei compiti più strettamente operativi…

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Il rifiuto di svolgere mansioni accessorie inferiori può legittimare il licenziamento

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 3 ottobre 2018, n. 24118 Rifiuto del dipendente di svolgere mansioni inferiori alla qualifica – Licenziamento – Legittimità – Sussistenza MASSIMA In materia di lavoro, è legittimo il licenziamento del dipendente che si rifiuta di svolgere mansioni inferiori al livello di appartenenza. L’illegittimo comportamento dell’impresa, infatti, abilita il prestatore a rivolgersi al giudice ma non lo autorizza a compiere di sua iniziativa atti di insubordinazione.  COMMENTO Con l’ordinanza in commento, la Cassazione afferma la piena legittimità del licenziamento del dipendente che si rifiuta di svolgere mansioni inferiori al livello di appartenenza, posto che l’illegittimo comportamento datoriale abilita il prestatore a rivolgersi al Giudice, ma non anche a rifiutare aprioristicamente lo svolgimento della prestazione. La lavoratrice,…

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Riduzione del personale e licenziamenti collettivi

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 8 ottobre 2018, n. 24755 Licenziamenti collettivi – Criteri di scelta – Prossimità alla pensione – Settori aziendali Applicabilità  MASSIMA La prossimità alla pensione dei lavoratori è un criterio legittimo di scelta nelle procedure di riduzione di personale nei licenziamenti collettivi ex art. 5 della legge n. 223/1991. Il principio è applicabile a tutti i dipendenti dell’azienda a prescindere dal settore al quale gli stessi siano assegnati ed anche al di fuori dei settori aziendali di manifestazione della crisi cui la società ha fatto riferimento nella comunicazione di avvio della procedura.  COMMENTO La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è intervenuta sulla questione concernente la l’illegittimità del licenziamento, accogliendo il ricorso dell’azienda ex…

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Le agenzie di investigazione, per operare lecitamente, non debbano sconfinare nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 4 settembre 2018, n. 21621 Licenziamento – giusta causa – accertamento sul mancato rispetto dell’orario di lavoro o lo scostamento da esso – agenzia investigativa – illegittimità – sussiste MASSIMA Deve ritenersi che il controllo dell’agenzia investigativa, non possa riguardare, in nessun caso, né l’adempimento, né l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera, l’inadempimento essendo anch’esso riconducibile, come l’adempimento, all’attività lavorativa, che è sottratta alla suddetta vigilanza, ma debba limitarsi agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili al mero inadempimento dell’obbligazione: ne consegue che le agenzie di investigazione, per operare lecitamente, non debbano sconfinare nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria, riservata direttamente al datore di lavoro e ai suoi collaboratori e…

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Infortunio sul lavoro

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 1 agosto 2018, n. 20392 Infortuni – indennità Inail – richiesta di danno complementare e differenziale – riconoscimento in capo al dipendente infortunato – sussistenza MASSIMA L’indennità erogata dall’Inail non può considerarsi integralmente satisfattiva del diritto al risarcimento in capo al lavoratore ammalato. Il dipendente ha diritto anche al risarcimento dei danni richiesti che non siano riconducibili alla copertura assicurativa e che sono da risarcire secondo le comuni regole della responsabilità civile. COMMENTO Oggetto della vertenza è l’indennità erogata al dipendente a causa d’un infortuno sul lavoro subìto per scoppio d’una lampada. La Corte d’Appello ha condannato la società datrice di lavoro al pagamento del danno morale in favore della lavoratrice e al pagamento all’Inail della…

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Lavoratrici autonome: indennità di maternità

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 settembre 2018, n. 22177 Lavoratrici madri autonome – permessi per assistere il figlio nel primo anno di vita – diritto del padre di usufruirne – sussistenza – indennità di maternità percepita dalla moglie – cumulo dei due benefici – ammissibilità MASSIMA Il padre può usufruire dei benefici per assistere il figlio nel primo anno di vita nonostante la moglie professionista percepisca l’indennità di maternità. Proprio la diversità di trattamento tra le lavoratrici madri autonome e le lavoratrici madri dipendenti giustifica la previsione di una incondizionata possibilità per il padre di fruire dei permessi nell’interesse primario del bambino. COMMENTO La Corte di Appello aveva confermato la decisione del giudice di primo grado, rigettando l’appello dell’INPS e…

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