DIRITTO DEL LAVORO

Integrazione della violazione del patto di non concorrenza

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 22 agosto 2016, n. 17239 Patto di non concorrenza – violazione – effettivo sviamento della clientela – acquisizione della prova –necessità – mera attività di promozione – idoneità – sussiste  MASSIMA Deve ritenersi che per verificare la violazione da parte dell’agente dell’impegno di non concorrenza contrattualmente assunto non deve aversi riferimento esclusivamente ai contenuti del contratto di agenzia eventualmente concluso con una impresa concorrente ma a tutte le attività concorrenziali poste in essere dall’agente in violazione del patto: ne consegue che ai fini della violazione del patto di non concorrenza non risulta necessario acquisire la prova di un effettivo sviamento della clientela, bastando ad integrarla una mera attività di promozione per conto della impresa terza non formalizzata…

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Il contratto di apprendistato

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 13 luglio 2017, n. 17373 Contratto di apprendistato – qualificazione come rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – recesso durante fase formativa – qualificazione come licenziamento MASSIMA L’apprendistato, anche in vigenza della precedente disciplina, è da considerarsi un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, caratterizzato da una prima fase a causa mista, in virtù dello scambio tra attività lavorativa e formazione professionale, ed una seconda fase eventuale, condizionata al mancato recesso ex art. 2118 c.c., che rientra nel novero del rapporto di lavoro subordinato. Ne consegue che il licenziamento intimato durante la prima fase non può considerarsi recesso “ante tempus” come nel rapporto di lavoro a tempo determinato. COMMENTO Un dipendente con qualifica di…

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La prova del danno ingiusto

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 luglio 2017, n. 17174 Contratto a tempo determinato – illegittimità – risarcimento – prova del danno ingiusto – onere inadempiuto – applicabilità dell’indennità omnicomprensiva del c.d. “collegato lavoro” – non sussiste  MASSIMA Devono essere respinte le originarie domande del lavoratore a fronte di un unico contratto a tempo determinato con il Comune da ritenersi illegittimo laddove non risulta fornita la prova del danno ingiusto; non trova infatti applicazione l’art. 32 della legge 183/2010 – il c.d. “collegato lavoro” – né in via diretta, perché destinato a disciplinare i rapporti di diritto privato convertibili in rapporto a tempo indeterminato, né a titolo di agevolazione probatoria, che si impone solo in mancanza di una delle misure di cui…

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Licenziamento disciplinare

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 14 luglio 2017, n. 17531 Licenziamento disciplinare – badge a radio frequenza – controllo costante del personale – dati a centrale operativa di roma – illegittimità dell’uso  MASSIMA Bisogna reintegrare il lavoratore licenziato per l’uso illegittimo del badge a radio frequenza che trasmette i dati alla centrale operativa di Roma; il cartellino non è un mero rilevatore ma uno strumento di controllo a tutti gli effetti che confronta subito i dati di tutto il personale monitorandolo costantemente.  COMMENTO La questione di cui è stata investita la Corte di cassazione ha ad oggetto la valutazione della legittimità del controllo datoriale a mezzo del badge a radio frequenza da cui derivi il licenziamento del lavoratore. Il Giudice…

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Licenziamento per inidoneità fisica

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 21 luglio 2017, n. 18020 Licenziamento – Giustificato motivo oggettivo – Inidoneità fisica o psichica – Difetto di giustificazione – Reintegra – Sussiste  MASSIMA Deve ritenersi che laddove il licenziamento sia stato intimato per motivo oggettivo consistente nell’inidoneità fisica o psichica del lavoratore trova applicazione l’articolo 18 settimo comma primo alinea dello statuto dei lavoratori, che prevede espressamente la reintegrazione per il caso in cui si accerti il difetto di giustificazione del licenziamento senza attribuire al giudice alcuna discrezionalità.  COMMENTO Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione torna sul licenziamento dell’assistente di volo determinato dal giudizio di inidoneità permanente al volo, nonché sulla validità della relativa clausola di risoluzione automatica del contratto di…

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Inadempimento degli obblighi di sicurezza

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 giugno 2017, n. 14566 Risarcimento danni – Infermiere – Aggressione di un paziente – Danno biologico – Sussiste MASSIMA  La struttura ospedaliera è tenuta al risarcimento del danno biologico da corrispondere all’infermiere se durante lo svolgimento delle sue operazioni subisce l’aggressione di un paziente. Il datore ha l’obbligo di prevenire tali situazioni, adottando non solo le misure previste dalla legge, ma anche le misure richieste dalla specificità dei rischi connessi tanto all’uso di macchinari quanto all’ambiente di lavoro. COMMENTO Nel caso in commento i Giudici di Legittimità, ribaltando quanto statuito dalla Corte di Appello, hanno esplicitamente affermato che, in tema di inadempimento degli obblighi di sicurezza, l’obbligo di prevenzione di cui all’art. 2087 cod. civ. impone…

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Liquidazione del danno non patrimoniale

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 16 maggio 2017, n. 12084 Danno non patrimoniale – Illegittimo trasferimento – Sindrome depressiva con ansia – Liquidazione ristoro – Ctu – Tabelle milanesi – Condizioni MASSIMA Sussiste il risarcimento del danno non patrimoniale per il trasferimento illegittimo presso un’altra sede che provoca al lavoratore depressione e ansia. Per la liquidazione del ristoro, il giudice ha l’onere, nell’esaminare l’entità del danno, di disporre una Ctu applicando le tabelle milanesi piuttosto che basarsi su aspetti formalistici e non unitari del ricorso introduttivo. COMMENTO Il caso oggetto di disamina concerne l’impugnazione proposta da una società avverso la sentenza della Corte d’Appello che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva liquidato in un importo pari alla retribuzione…

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Licenziamento individuale

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 16 maggio 2017, n. 12106 Licenziamento individuale – Giustificato motivo oggettivo – Lettera di licenziamento – Firmata da persona diversa dal datore – Validità – Sussiste MASSIMA La produzione in giudizio d’una lettera di licenziamento priva di sottoscrizione alcuna o munita di sottoscrizione proveniente da persona diversa dalla parte che avrebbe dovuto sottoscriverla equivale a sottoscrizione, purché tale produzione avvenga ad opera della parte stessa nel giudizio pendente nei confronti del destinatario della lettera di licenziamento medesima. COMMENTO Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione affronta il ricorso proposto da una lavoratrice che ha eccepito la nullità del licenziamento irrogatole dalla datrice di lavoro in quanto la sottoscrizione della lettera di recesso risultava essere…

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Violazione degli obblighi di protezione

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 13 giugno 2017, n. 14665 Vigile urbano – Danno biologico temporaneo – Violazione obblighi di protezione – Mancata esenzione da servizio esterno – Aggravamento patologia respiratoria MASSIMA Il datore è tenuto al risarcimento del danno biologico temporaneo per violazione degli obblighi di protezione se non esonera il dipendente dalle mansioni incompatibili con il suo stato di salute. COMMENTO Con la sentenza in commento la Suprema Corte ha confermato la correttezza delle pronunce dei Giudici di merito che avevano condannato parte datoriale, nella specie un Comune, al risarcimento del danno biologico temporaneo per violazione degli obblighi di protezione per non avere esonerato dal servizio, nonostante sua espressa richiesta, un vigile urbano affetto da patologie respiratorie. I…

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Licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 14 giugno 2017, n. 14757 Licenziamento individuale – Giustificato motivo – Lavoratore inabile – Prestazioni inutilizzabili – Presenza di altre postazioni in azienda – Senza alterazione dell’assetto organizzativo – Ricollocazione – Necessaria MASSIMA Solo l’inutilizzabilità della prestazione del lavoratore divenuto inabile, con alterazione dell’assetto organizzativo della medesima può costituire giustificato motivo di licenziamento (nel caso di specie, va adibita a nuove mansioni che non prevedano un impegno fisico l’addetta alle vendite di un supermercato, inabile temporaneamente alla movimentazione merci). COMMENTO Con la pronuncia in commento la Suprema Corte ha confermato che la sopravvenuta inabilità fisica legittima il licenziamento per sopravvenuta inidoneità allo svolgimento della mansione solo nel caso in cui la Società non possa reimpiegare…

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