NON SOLO PROCEDURA CIVILE

Azienda agricola: patto di famiglia e diritto di prelazione

In un precedente contributo abbiamo analizzato l’applicabilità dell’istituto del patto di famiglia, quale strumento per anticipare il passaggio generazionale in agricoltura, giungendo a una soluzione positiva. Come evidenziato in tale sede, il settore primario soggiace a una serie di norme che rivestono un carattere speciale rispetto alla normativa generale, con la conseguenza che quando si intende applicare quest’ultima, si rende necessario indagare la portata di quelle speciali. Nel contesto del passaggio generazionale e, quindi, del cambiamento di titolarità dei fondi, si rende necessario verificare l’applicabilità o meno di uno degli istituti principe del mondo agricolo, ovvero il diritto di prelazione, introdotto dal Legislatore poco dopo la riforma agraria (L. 230/1950 la cd. Legge Sila) per cercare di tutelare la continuità…

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Permessi e lavoro part-time

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 20 febbraio 2018, n. 4069 Tempo parziale verticale – Permessi di cui all’art. 33 L. 104/1992 – Fruizione integrale – Numero di giornate lavorative – Sussistenza MASSIMA Non può essere compresso il diritto ex art. 33 l. 104/92 a tre giorni di permesso al mese, trattandosi di un diritto non esclusivamente patrimoniale e anche nella logica di preservazione di una tutela effettiva del disabile. A condizione che il contratto a part-time verticale del lavoratore comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario, detto diritto è da riconoscere in misura identica a quella del lavoratore a tempo pieno con la relativa indennità a carico dell’Inps. COMMENTO Con la sentenza in…

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Lavoro a termine: onere della prova

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 8 marzo 2018, n. 5512 Termine – Causale – Astrattamente idonea – Assenza prova – Conversione contratto a tempo indeterminato MASSIMA È onere del datore di lavoro convenuto in giudizio dimostrare la sussistenza nel caso concreto della causale apposta al contratto a termine, la quale può anche essere legittima in astratto. Deve essere dimostrato che il lavoratore assunto a termine sia stato effettivamente destinato a mansioni direttamente riconducibili all’attività indicata nel contratto individuale e non anche ad attività ordinarie espletate dai colleghi assunti con contratto a tempo indeterminato. COMMENTO Due lavoratori, tecnici di assistenza al cliente in un call center, impugnavano il contratto di lavoro a termine disciplinato dal D.lgs. 368/2001, sostenendo l’illegittimità dei termini apposti….

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Come finanziare il contenzioso

Litigation Funding: cos’è, come funziona, chi sono i fondi d’investimento specializzati Questioni legali nei rapporti tra finanziatore terzo, cliente e avvocato Contratto di confidenzialità e non uso Lettera d’intenti Contratto di finanziamento Questioni deontologiche nei rapporti tra finanziatore terzo, cliente e avvocato Controllo e gestione del contenzioso Compenso per l’avvocato Tipologia di cause finanziabili e modalità di finanziamento Contenzioso commerciale: class actions, danno ambientale, danno medico, contenzioso bancario/finanziario, azioni di responsabilità e altro contenzioso fallimentare, altro contenzioso Finanziamento della singola causa e finanziamento di portafogli di cause. Accordi strutturali con studi legali

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Sui tempi di conservazione del contratto di finanziamento

In giurisprudenza si discute sui tempi di conservazione del contratto di finanziamento da parte della banca. Secondo alcuni (Trib. Ravenna 6.6.2012; Trib. Taranto 17.9.2015; in arg. anche Trib. Sassari 21.12.2015 e Trib. Roma 10.4.2015), la banca è obbligata alla conservazione del contratto soltanto per dieci anni (ex art. 119 TUB) e successivamente non è consentito al giudice pronunciare l’inesistenza del contratto di finanziamento. Maggiormente persuasivo appare un altro orientamento (App. Milano 22.5.2012; Trib. Lecce 30.6.2014), in ragione del quale la banca è obbligata alla conservazione del contratto senza alcun limite temporale, non essendo applicabile al contratto quanto disposto dall’art. 119 TUB per la mera documentazione contabile bancaria: “il contratto di c/c bancario … costituisce prova scritta richiesta ad substantiam ed a…

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Fra una settimana arriva a Roma il DIG.Eat11, l’evento annuale e gratuito su digitalizzazione e privacy

10 maggio 2018 – Roma (Centro Congressi Piazza di Spagna – Via Alibert, 5A) Restano ancora pochi giorni per iscriversi gratuitamente al DIG.Eat, l’evento nazionale su digitalizzazione e privacy organizzato da ANORC, ANORC Professioni e AIFAG, con la collaborazione di Euronotaries e del Digital & Law Department. Il titolo completo dell’evento, che si svolgerà il 10 maggio a Roma al Centro Congressi Piazza di Spagna (via Alibert 5A) è “DIG.Eat 2018: Tutti compliant?… Tutti compliant fino a prova contraria!”, e c’è tempo fino alle ore 12 del 9 maggio per registrarsi cliccando qui. Il livello di compliance del nostro Paese verrà simbolicamente ‘processato’ in un Atrium, con sette processi dedicati a GDPR (General Data Protection Regulation), firme digitali, atto notarile…

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Risarcimento del danno conseguente alla mancata assunzione per motivi illegittimi

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 27 febbraio 2018, n. 4543 Assunzione – Rifiuto illegittimo – Risarcimento del danno – Condizioni MASSIMA Pur nelle ipotesi di danno in re ipsa, in cui la presunzione si riferisca solo all’an debeatur (che presuppone soltanto l’accertamento di un fatto potenzialmente dannoso in base ad una valutazione anche di probabilità o di verosimiglianza secondo l’id quod plerumque accidit) e non all’effettiva sussistenza del danno e alla sua entità materiale, permane la necessità della prova di un concreto pregiudizio economico ai fini della determinazione quantitativa e della liquidazione del danno per equivalente. COMMENTO Con la sentenza in epigrafe, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in tema di risarcimento del danno conseguente alla mancata assunzione per…

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Qualificazione del rapporto di lavoro

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 22 febbraio 2018, n. 4337 Informatore scientifico – Collaborazione coordinata e continuativa – Assenza di progetto specifico – Conversione – Contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – Sussistenza MASSIMA Allorquando il lavoratore presta la sua attività lavorativa in forma di collaborazione coordinata e continuativa, la mancata individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso è di per sé sufficiente per conversione automatica di un tale rapporto autonomo in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, sin dalla data della sua costituzione. Risultano perciò irrilevanti le prove della natura autonoma della prestazione lavorativa offerte dal datore di lavoro, trattandosi di presunzione assoluta che non ammette la prova contraria. COMMENTO Nel caso…

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I valori deliberati dal Comune ai fini Imu sono inutili

Recentemente la Cassazione è tornata sul tema dei valori che devono essere assunti quale base imponibile per le aree fabbricabili e, soprattutto, sulla valenza da attribuire alle delibere comunali che fissano tali valori per zone omogenee. Si tratta di un tema dibattuto, dove recenti pronunce hanno assunto una posizione che lascia non poco perplessi. La posizione espressa nella ordinanza n. 4969 del 02.03.2018 porta a disconoscere l’effetto autolimitanteche dette delibere dovrebbero assumere: in tale pronuncia si afferma infatti che, quando da atti pubblici siano desumibili valori superiori a quelli tabellari, il Comune ha diritto a chiedere l’imposta sulla base di tali maggiori valori. Conseguentemente, i valori contenuti in dette delibere divengono, di fatto, inutili. I valori deliberati dal Comune Uno degli aspetti più delicati riguardanti la tassazione locale sui terreni edificabili è la determinazione della base imponibile:…

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Usura: interessi moratori mai applicati e interesse ad agire

L’interesse ad agire è una condizione dell’azione, il cui difetto determina il rigetto della domanda (Cass. n. 2416/95), e sussiste nell’ipotesi in cui l’attore si affermi titolare di un diritto che necessita di tutela giurisdizionale. In particolare, la giurisprudenza di legittimità ha affermato che l’interesse ad agire si identifica con il vantaggio che l’istante intende realizzare con la proposizione della domanda giudiziale (Cass. n. 8236/03 e Cass. n. 10036/15) e che il processo non può essere utilizzato solo in previsione di possibili effetti futuri pregiudizievoli per la parte, senza che sia precisato il risultato utile e concreto che essa intenda in tal modo conseguire (Cass. n. 9013/16), o in vista della soluzione in via di massima o accademica di una…

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