IMPUGNAZIONI

Secondo la Corte di Cassazione gli atti processuali del giudizio di legittimità non possono essere firmati digitalmente

Cass. civ., Sez. VI, ord., 23.3.2017, n. 7443 – Pres. Amendola – Rel. Vincenti [1-2] Giudizio di cassazione – ricorso e controricorso – mancanza della firma autografa del difensore – sottoscrizione per autentica della procura speciale – conseguenze (C.p.c., artt. 83, 365, 370 – D.L. 18.10.2012, n. 179 [conv. dalla L. 17.12.2012, n. 221], art. 16-bis) [3] Notificazioni in materia civile – a mezzo posta elettronica certificata – luogo – elemento costitutivo essenziale – esclusione – indirizzo PEC diverso da quello indicato come domicilio digitale – nullità sanabile – sussistenza (l. 21.1.1994, n. 53, art. 3-bis – C.p.c., artt. 156, 160, 291 e 366 – d.l. 18 ottobre 2012, n. 179 [conv. dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221], art….

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Brevi note in tema di impugnazione incidentale adesiva

Il presente contributo offre un sintetico quadro delle principali problematiche sollevate dall’impugnazione incidentale di natura adesiva. Alcune preliminari distinzioni nell’ambito del più ampio genus dell’impugnazione incidentale.  Con un insegnamento ricorrente, tanto in dottrina (v. F. P. Luiso, Diritto processuale civile, II, Milano, 2011, 337 e ss.) quanto in giurisprudenza (Cass., Sez. Un., 25 giugno 2002, n. 9232), si suole affermare che l’impugnazione incidentale è quell’impugnazione proposta successivamente e all’interno del medesimo processo già avviato con l’interposizione del gravame principale. L’istituto in generale (art. 333 c.p.c.), come pure le sue varie declinazioni normative (cfr. artt. 343 e 371 c.p.c.), rispondono all’esigenza di offrire concreta e proficua attuazione al principio di unitarietà del giudizio di impugnazione, salvo in ogni caso l’operare, a…

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In memoria della pubblica udienza in Cassazione

Cass. civ, sez. VI, 2 marzo 2017, n. 5374 Giudizio di Cassazione – novella sul rito camerale – violazione dei principi eurounitari in materia di “giusto processo” – esclusione. (C.p.c. art. 380- bis) La novella sul rito camerale in Cassazione è compatibile con i principi eurounitari in materia di “giusto processo”. CASO Con avviso di accertamento, l’Agenzia delle entrate recuperava a tassazione gli importi corrispondenti ad IRES, IRAP e ad altri tributi dovuti in relazione all’anno di imposta 2007. All’esito di ricorso del contribuente, si pronunciava, con sentenza di rigetto, l’adita Commissione tributaria provinciale; avendo il soccombente interposto gravame, la competente Commissione tributaria regionale confermava la decisione delle prime cure, operando – a proprio avviso – presunzioni gravi, precise e…

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Revocazione ex art. 395, n. 3 c.p.c. e successiva testimonianza resa in sede penale

Cass., Sez. II, 14 giugno 2017, n. 14810 – Presidente Matera – Estensore Giusti Revocazione – Scoperta di nuovi documenti – Rilevanza – Appello – Testimonianza in sede penale (C.p.c. art. 395; C.c. art. 2719) Non rientra nell’ipotesi di revocazione ex art. 395, n. 3 c.p.c. il riconoscimento – nel corso di una deposizione testimoniale resa, in sede di giudizio penale, da chi era stato convenuto nel precedente giudizio civile – della sottoscrizione apposta sulla copia fotografica di contratto preliminare, fotocopia già prodotta nel giudizio civile conclusosi con la sentenza passata in giudicato ed espressamente disconosciuta, quanto alla sua conformità con l’originale, da parte del medesimo convenuto. CASO In primo grado l’attore sosteneva che il convenuto avesse inadempiuto all’obbligo di…

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L’errore nell’adozione della forma dell’appello avverso l’ordinanza conclusiva del processo sommario di cognizione e tempestività del gravame

Cass. civ., 9 maggio 2017, n. 11331; Pres. D’Ascola; Est. Giusti Impugnazioni civili – Appello – Procedimento sommario di cognizione – Proposizione con ricorso anziché con citazione – Tempestività dell’impugnazione – Condizioni (Cod. proc. civ., artt. 156, 702 quater). [1] Avverso l’ordinanza emessa a definizione del procedimento sommario di cognizione l’appello va proposto con atto di citazione anziché con ricorso e, nel caso di erronea introduzione del giudizio di impugnazione, la tempestività del gravame va verificata con riferimento non solo alla data di deposito dell’atto introduttivo, ma anche a quello di notifica dello stesso alla controparte, che deve avvenire nel rispetto del termine di trenta giorni previsto dall’art. 702 quater c.p.c. a pena di inammissibilità.  CASO [1] Pronunciata ordinanza ex…

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Litisconsorzio processuale in fase di impugnazione e necessità di integrazione del contraddittorio

Cass., 28 aprile 201 n. 10504 Impugnazioni civili – Cause scindibili – Litisconsorzio processuale – Integrazione del contraddittorio – Sussistenza – Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 331). [1] L’integrazione del contraddittorio, in fase di impugnazione, deve essere disposta ai sensi dell’art. 331 c.p.c., quando nel precedente grado di giudizio siano state decise in un unico processo plurime cause, le quali, seppur non legate da vincolo sostanziale di inscindibilità, riguardino due o più rapporti scindibili ma dipendenti da presupposti di fatto comuni, ricorrendo un’ipotesi di c.d. litisconsorzio necessario processuale.  CASO [1] In un giudizio in materia locatizia, in primo grado veniva accertata l’esistenza di distinti rapporti locatizi relativi ad appartamenti situati nel medesimo complesso immobiliare facenti capo ciascuno a diversi conduttori…

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Appello incidentale nel processo ordinario: quando va notificato?

Nel rito ordinario di cognizione non è prevista la notificazione dell’impugnazione incidentale, a differenza di quanto invece prescritto nel rito del lavoro. Ciononostante, al fine di tutelare il diritto di difesa delle parti, talvolta è comunque necessario provvedervi. Nelle pieghe della giurisprudenza si nasconde tuttavia anche un vero e proprio onere di notificazione dell’impugnazione, a pena di decadenza ed entro termini perentori particolarmente stringenti. Si coglie l’occasione di una recente pronuncia in materia per provare a fare il punto della situazione.   Il principio nella giurisprudenza della Cassazione È principio consolidato che «La norma dell’art. 343, 1º comma, c.p.c., secondo cui l’appello incidentale si propone nella prima comparsa o, in mancanza di costituzione in cancelleria, nella prima udienza o in…

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Per le Sezioni Unite il difetto di procedibilità del ricorso per cassazione può essere sanato

Cass, Sez. Un., 2 maggio 2017, n. 10648 – Pres. Rodorf – Est. D’Ascola Impugnazioni civili – ricorso per cassazione – omesso deposito della copia autentica della sentenza con la relazione di notifica – improcedibilità – sanatoria mediante diversa acquisizione – ammissibilità (C.p.c. artt. 156, comma 3, 360, 369, comma 2, n. 2) [1] Qualora il ricorrente abbia omesso di depositare copia autentica della sentenza impugnata con la relazione di notifica, non è possibile dichiarare l’improcedibilità dell’impugnazione, quando il documento mancante sia comunque nella disponibilità del giudice di legittimità per opera delle produzioni documentali della controparte o perché lo stesso sia stato acquisito mediante l’istanza di trasmissione del fascicolo d’ufficio. CASO [1] Nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto…

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Il nuovo rito camerale di legittimità non partecipato: l’obbligo di rimessione in pubblica udienza non e’ “opportuno”

Cass. civ., sez. I, 4 aprile 2017, n. 8869 – Pres. Didone – Rel. Terrrusi Impugnazioni civili – Cassazione (ricorso per) – Procedimento in camera di consiglio ex art. 380-bis.1. c.p.c. – Rilevanza della causa – Rimessione in pubblica udienza – Carattere obbligatorio o facoltativo – Principio di ragionevole durata del processo – Garanzia del contraddittorio (Cod. proc. civ., Non sussiste alcun obbligo, né vi sono ragioni di opportunità, perché, all’esito dell’adunanza in camera di consiglio, il collegio rimetta la causa che preveda la trattazione di questioni rilevanti o, comunque, prive di precedenti in pubblica udienza, mediante una sorta di mutamento del rito di cui all’art. 380-bis.1 c.p.c. Invero, una simile soluzione sarebbe priva di costrutto, essendo la trattazione con…

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La violazione del dovere di sinteticità e chiarezza espositiva determina l’illegittimità del ricorso per Cassazione

Cass. Civ., Sez. I, 13 aprile 2017, n. 9570 – Pres. Trirelli – Rel. Valitutti Impugnazioni civili – Ricorso per Cassazione – Contenuto – Dovere di chiarezza e sintesi espositiva – Mancato rispetto – Conseguenze – Declaratoria di inammissibilità del ricorso – Fondamento Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 121 e art. 366, co. 1, n. 3 e 4;  cod. proc. amm., art. 3, co. 2; Cost. art. 24 e art. 111, Conv. eur. dir. uomo art. 6) [1] È inammissibile il ricorso per cassazione redatto in violazione del dovere di sinteticità e chiarezza. CASO [1] La Società Alfa citava in giudizio la Società Beta chiedendone la condanna al pagamento delle somme dovute in relazione a talune riserve formulate con riferimento…

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