IMPUGNAZIONI

Il nuovo rito camerale di legittimità non partecipato: l’obbligo di rimessione in pubblica udienza non e’ “opportuno”

Cass. civ., sez. I, 4 aprile 2017, n. 8869 – Pres. Didone – Rel. Terrrusi Impugnazioni civili – Cassazione (ricorso per) – Procedimento in camera di consiglio ex art. 380-bis.1. c.p.c. – Rilevanza della causa – Rimessione in pubblica udienza – Carattere obbligatorio o facoltativo – Principio di ragionevole durata del processo – Garanzia del contraddittorio (Cod. proc. civ., Non sussiste alcun obbligo, né vi sono ragioni di opportunità, perché, all’esito dell’adunanza in camera di consiglio, il collegio rimetta la causa che preveda la trattazione di questioni rilevanti o, comunque, prive di precedenti in pubblica udienza, mediante una sorta di mutamento del rito di cui all’art. 380-bis.1 c.p.c. Invero, una simile soluzione sarebbe priva di costrutto, essendo la trattazione con…

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La violazione del dovere di sinteticità e chiarezza espositiva determina l’illegittimità del ricorso per Cassazione

Cass. Civ., Sez. I, 13 aprile 2017, n. 9570 – Pres. Trirelli – Rel. Valitutti Impugnazioni civili – Ricorso per Cassazione – Contenuto – Dovere di chiarezza e sintesi espositiva – Mancato rispetto – Conseguenze – Declaratoria di inammissibilità del ricorso – Fondamento Fattispecie (Cod. proc. civ., art. 121 e art. 366, co. 1, n. 3 e 4;  cod. proc. amm., art. 3, co. 2; Cost. art. 24 e art. 111, Conv. eur. dir. uomo art. 6) [1] È inammissibile il ricorso per cassazione redatto in violazione del dovere di sinteticità e chiarezza. CASO [1] La Società Alfa citava in giudizio la Società Beta chiedendone la condanna al pagamento delle somme dovute in relazione a talune riserve formulate con riferimento…

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Le Sezioni Unite chiariscono i rapporti fra appello incidentale e riproposizione

Cass, Sez. Un., 12 maggio 2017, n. 11799 – Pres. Canzio – Est. Frasca Impugnazioni civili – eccezione di merito rigettata – appello incidentale – necessità – sussistenza (C.p.c. artt. 333, 343, 346) [1] Qualora un’eccezione di merito sia stata ritenuta infondata, in modo espresso o attraverso un’enunciazione indiretta, la sua devoluzione al giudice d’appello, da parte del convenuto vittorioso nel merito, esige la proposizione dell’appello incidentale. Impugnazioni civili – eccezione di merito non esaminata – riproposizione – necessità – sussistenza (C.p.c. artt. 333, 343, 346) [2] Qualora un’eccezione di merito, non sia stata ritenuta infondata, in modo espresso o attraverso un’enunciazione indiretta, la sua devoluzione al giudice d’appello, da parte del convenuto vittorioso nel merito, esige la riproposizione espressa….

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Focus “Sulle prove nuove in appello ex art. 345, comma 3 c.p.c.”

I.Brevi cenni sull’evoluzione normativa della disciplina Come è noto l’art. 345 c.p.c., nel regolamentare i nova nei giudizi d’appello avverso decisioni emesse a seguito di un procedimento di primo grado celebrato con rito ordinario, si compone di tre commi connotati dalla medesima dinamica: enunciazione della regola (che si riassume, in estrema sintesi, nel divieto di novità, e che si fonda sull’attuale conformazione del giudizio di secondo grado in termini di revisio prioris instantiae, piuttosto che di novum iudicium ai cui tratti era invece maggiormente riconducibile l’appello antecedente alla riforma introdotta dalla L. n. 353 del 1990); previsione di eccezioni tassativamente determinate, la cui estensione, per quanto riguarda i profili probatori (terzo comma), è stata oggetto di ciclici ripensamenti da parte…

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Superfluità dell’integrazione del contraddittorio e inesistenza della notificazione

Cass. civ., sez. II, 24 febbraio 2017, n. 4850 Impugnazioni civili – Ricorso per cassazione – Ricorso prima facie infondato – Litisconsorzio necessario – Integrazione contraddittorio – Ragionevole durata del processo – Superfluità (Cost., artt. 24, 111, co. 2; cod. proc. civ., artt. 101, 102, 127, 175, 331) [1] Il rispetto del diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo impone al giudice di evitare ed impedire comportamenti che siano di ostacolo ad una sollecita definizione dello stesso, tra i quali rientrano quelli che si traducono in un inutile dispendio di attività processuali e formalità superflue perché non giustificate dalla struttura dialettica del processo, dal rispetto effettivo del principio del contraddittorio, da sostanziali garanzie di difesa e dal diritto alla…

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Improcedibilità del ricorso privo della copia notificata della sentenza e specificità dei motivi di gravame al vaglio del principio di proporzionalità

Cass., 5 Aprile 2017, n. 8845 – Pres. Travaglino – est. De Stefano (ord.) Impugnazioni civili – Appello – Requisito della specificità dei motivi – Interpretazione (Cod. proc. civ., art. 342) [1] Sono rimessi gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, essendosi riscontrato un contrasto nella giurisprudenza di legittimità e di merito circa l’interpretazione del requisito della specificità dei motivi di gravame. IL CASO [1] Avverso una dichiarazione di inammissibilità dell’appello per carenza di specificità dei motivi di impugnazione, il soccombente ricorreva per cassazione, denunciando la nullità della sentenza. Le censure proposte con l’atto di appello, infatti, sembravano sufficientemente specifiche con riferimento alle parti della sentenza impugnate nonché idonee a guidare il giudice verso una decisione…

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L’errore materiale nelle decisioni della Corte di Cassazione ed il suo rilievo d’ufficio

Cass., sez. VI, 21 febbraio 2017, n. 4498 Impugnazioni civili – decisione Corte di Cassazione – erronea indicazione componenti Collegio Giudicante – vizio di inesistenza – esclusione – errore materiale – sussistenza (Cod. proc. civ., artt. 158; 161; artt. 287; 391bis)  Impugnazioni civili – decisione Corte di Cassazione – errore materiale – procedimento di correzione d’ufficio – modalità (Cod. proc. civ., artt. 380bis; 384; 391bis) [1] Non costituisce vizio di inesistenza giuridica della decisione giurisdizionale, bensì ipotesi di errore materiale, l’erronea indicazione, nell’intestazione della pronuncia emanata, dei componenti del Collegio. [2] La correzione dell’errore materiale rilevato d’ufficio dalla Corte di Cassazione ex art. 391bis, co. 1, c.p.c., non può prescindere da un previo atto formale di impulso da parte del…

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È ammissibile la domanda di revocazione ex art. 395, n. 4 c.p.c. avverso il decreto che decide l’opposizione allo stato passivo.

Trib. Milano, 6 aprile 2017, Estensore Lupo Revocazione ordinaria – Errore di fatto – Opposizione allo stato passivo – Decreto – Ammissibilità (C.p.c. art. 395; R.D. 16 marzo 1942, n. 267, artt. 93, 95, 98, 99) Il provvedimento che decide l’opposizione allo stato passivo, concludendo un procedimento in unico grado, è suscettibile di revocazione per errore di fatto ai sensi dell’art. 395, n. 4 c.p.c. IL CASO La società Alfa insisteva per l’ammissione al passivo del fallimento della società Beta per il credito derivante dal trattamento di fine rapporto con riguardo alla posizione di un lavoratore dipendente. Al rigetto dell’istanza seguiva opposizione allo stato passivo, accolta dal tribunale di Milano con decreto impugnato per revocazione dalla curatela, la quale segnalava…

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Le Sezioni Unite sul ricorso straordinario in cassazione nei confronti dell’ordinanza d’inammissibilità dell’azione di classe

1.Considerazioni introduttive. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno di recente risolto il contrasto giurisprudenziale relativo all’ammissibilità del ricorso straordinario ex art. 111 Cost. nei confronti dell’ordinanza che non ammette la domanda di classe proposta ai sensi dell’art. 140 bis, co. 6, c. cons. (cfr. Cass., S.U., 1.02.2017, n. 2610; Cass. 14.06.2012, n. 9772; Cass. 24.04.2015, n. 8433); contrasto, che rispecchiava un dibattito dottrinale piuttosto articolato, sebbene prevalentemente orientato per l’inammissibilità del ricorso (in questo senso, con riguardo all’attuale formulazione della norma, v. S. Boccagna, Una condivisibile pronuncia della Corte di cassazione sulla non ricorribilità ex art. 111 Cost. dell’ordinanza che dichiara inammissibile l’azione di classe, in Riv. dir. proc., 2013, 193 ss.; Id., Art. 140 bis, commi 6, 7, 8,…

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Nuovo procedimento in camera di consiglio ex art. 380 bis e specificità dell’appello.

Cass. civ., sez. VI, 22 febbraio 2017, n. 4541 Impugnazioni civili – Ricorso per Cassazione – Pronuncia in Camera di consiglio – Nuova formulazione art. 380 bis c.p.c. – Necessità motivazione proposta relatore – Esclusione – Sufficienza indicazioni sommarie (Cod. proc. civ., art. 380 bis) Impugnazioni civili – Appello – Forma dell’appello – Individuazione in modo chiaro ed esauriente del quantum appellatum (Cod. proc. civ., art. 342) [1] Il nuovo testo dell’art. 380 bis c.p.c., così come modificato dal d.l. 168/2016, conv. con modif. dalla l. 197/2016, a differenza della vecchia formulazione, non prevede che la proposta del relatore di trattazione camerale debba essere motivata, sicché le sommarie o schematiche indicazioni somministrate dal relatore e ritenute dal presidente meritevoli di…

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