FAMIGLIA E SUCCESSIONE

La Cassazione torna sui suoi passi? Ancora su institutio ex re certa e successione legittima

Cassazione Civile, Sez. 2, Sentenza n. 17868 del 03/07/2019 SUCCESSIONI “MORTIS CAUSA” – SUCCESSIONE TESTAMENTARIA – IN GENERE “Institutio ex re certa” – Coesistenza con la successione legittima – Condizioni L’”institutio ex re certa“, quando non comprende la totalità dei beni, non importa attribuzione anche dei beni che non formarono oggetto di disposizione, i quali si devolvono secondo le norme della successione legittima, destinata ad aprirsi ai sensi dell’art. 457, comma 2, c.c. ogni qual volta le disposizioni a titolo universale, sia ai sensi del comma 1, sia ai sensi del comma 2 dell’art. 588 c.c., non ricostituiscono l’unità. Invero il principio che la forza espansiva della vocazione a titolo universale opera anche in favore dell’istituito “ex re certa”, va…

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Adozione in casi speciali di minore disabile a single sessantaduenne

Cassazione civile sez. I civile, sentenza 26 giugno 2019 n.17100 Adozione in casi particolari (art. 44, lett. d legge n. 184/1983) L’accesso all’adozione speciale di cui all’art. 44, lett. d. della legge 184/1983 è consentito alle persone singole e alle coppie di fatto. In assenza di specificazione dei requisiti soggettivi di adottante e adottando, come pure del limite massimo di differenza di età, il minore disabile, i cui genitori sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale, può essere adottato dall’infermiera pediatrica che si era presa cura di lui fin dalla nascita, anche se single e sessantaduenne. Caso. Il Tribunale per i minorenni di Napoli aveva respinto la domanda proposta dai due coniugi per la revoca della dichiarazione di decadenza dalla…

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La tutela del creditore personale del legittimario

Azione di riduzione – Legittimario pretermesso – Creditore personale – Impugnazione della rinunzia -Azione surrogatoria-Azione revocatoria (C.c., artt. 557, 524, 2900, 2901 c.c. ) Prendendo spunto dal contributo dell’avv. Matteo Ramponi [1] in merito alla recente sentenza della Suprema Corte, Sez. II , n. 16623 del 20 giugno 2019,  si analizzano le diverse forma di tutela azionabili dal  creditore personale del legittimario. L’analisi della problematica non può prescindere dalla constatazione che il nostro sistema giuridico predilige la figura del legittimario quale soggetto destinatario, per legge, ad una quota del patrimonio ereditario (la c.d. quota di legittima o di riserva). A tutela della quota di legittima si attivano diversi meccanismi che consentono al legittimario di ottenere quanto a lui spettante, anche…

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Legittima l’azione esecutiva per richiedere gli arretrati del mantenimento, anche se un successivo provvedimento modifica la collocazione del figlio

Cassazione civile sez. III civile, sentenza 2 luglio 2019 n. 17689  Esecutività e efficacia giudicato dei provvedimenti rebus sic stantibus – rapporti tra giudicati T.O. e T. M. – modifica delle condizioni di separazione e divorzio (artt. 147,148, 316 bis e 337 ter c.c, L. n. 898/1970 art. 9, artt. 81 e 100 c.p.c.) La modifica, da parte del tribunale per i minorenni, del solo regime di collocazione del figlio, non ha effetto automatico sulla precedente statuizione di un contributo periodico per il mantenimento del figlio, adottata dal giudice della separazione o del divorzio. Il genitore debitore di quel contributo resta obbligato in virtù della persistente forza esecutiva del primo provvedimento e il genitore creditore può legittimamente azionarlo, finché non…

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L’esercizio in via surrogatoria dell’azione di riduzione da parte dei creditori del legittimario pretermesso

Cassazione Civile, Sez. 2, Sentenza n. 16623 del 20/06/2019 SUCCESSIONI MORTIS CAUSA – SUCCESSIONE NECESSARIA – REINTEGRAZIONE DELLA QUOTA DI RISERVA DEI LEGITTIMARI – AZIONE DI RIDUZIONE – Legittimazione – Eredi e Aventi causa – Creditori personali del legittimario – Sussiste * L’azione di riduzione è direttamente esperibile in via surrogatoria da parte del creditore del legittimario pretermesso nella specifica ipotesi di inerzia colpevole di questi (non essendo, perciò, necessario in tal caso il preliminare esperimento dell’actio interrogatoria e della conseguente domanda di autorizzazione, in caso di rinunzia, ai sensi dell’art. 524 c.c.), realizzandosi un’interferenza di natura eccezionale – ma legittima – nella sfera giuridica del debitore. *Massima non ufficiale Disposizioni applicate Articoli 457, 524, 557 e 2900 cod. civ….

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Diritto del figlio all’accertamento della paternità naturale: prevale nel bilanciamento con gli interessi del padre

Cass. Civ. sez. I Civile, ordinanza 14 giugno 2019, n. 16128 Dichiarazione giudiziale di paternità – Valenza probatoria rifiuto test DNA – imprescrittibilità dell’azione riguardo al figlio (Artt. 269, 270 c.c.- art. 116 c.p.c.) L’imprescrittibilità, riguardo al figlio, dell’azione volta ad ottenere la dichiarazione giudiziale di paternità non lede i diritti del padre, i quali sono recessivi rispetto al diritto del figlio alla sua identità personale, funzionale alle sue esigenze di vita. Caso. Il Tribunale di Milano, su azione esercitata dalla madre, aveva dichiarato la paternità giudiziale di una minore. Il padre si era opposto rifiutandosi di sottoporsi al test del DNA. Anche la Corte territoriale milanese aveva però confermato la decisione del tribunale. In entrambi i gradi di giudizio,…

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Le disposizioni anticipate di trattamento e amministrazione di sostegno: prima sentenza della corte costituzionale

Corte Costituzionale, sentenza n. 144 del 13 giugno 2019, in G.U. 19 maggio 2019 n. 25 – Presidente LATTANZI redattore MODUGNO (art. 404 ss. c.c.; art. 3, commi 4 e 5, della legge 22 dicembre 2017, n. 219) [1] L’art. 3, commi 4 e 5, della legge 22 dicembre 2017, n. 219 non attribuisce ex lege a ogni amministratore di sostegno che abbia la rappresentanza esclusiva in ambito sanitario anche il potere di esprimere o no il consenso informato ai trattamenti sanitari di sostegno vitale.  [2] Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 3, commi 4 e 5, della legge 22 dicembre 2017, n. 219: la norma non attribuisce all’amministratore di sostegno – al quale sia affidata…

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Padre assente per quarant’anni deve risarcire la figlia

Cass. Civ. Sez. I, ordinanza n14382 del 27 maggio 2019 Dovere di mantenimento dei figli – Risarcimento danni morali e patrimoniali – liquidazione equitativa (Art. 315 bis c.c. – art. 1226 c.c.) La responsabilità del genitore per i danni subiti dal figlio, in conseguenza dell’inadempimento ai propri obblighi di mantenimento, istruzione, educazione ed assistenza, non può ritenersi esclusa o limitata dalla circostanza che anche l’altro genitore non abbia correttamente adempiuto ai rispettivi doveri. Caso. La figlia quarantenne, riconosciuta dal padre alla nascita ma cresciuta e mantenuta esclusivamente dalla madre, ha agito in giudizio nei confronti del padre per ottenere il risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, derivanti dalla violazione degli obblighi genitoriali. La domanda è stata accolta dal Tribunale…

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La reintegrazione della legittima in via stragiudiziale: profili fiscali

Cassazione Civile, Sez. 5, Ordinanza n. 1141 del 17/01/2019 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI – IMPOSTA DI REGISTRO – APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA – IN GENERE Accordi tra i legittimari – Natura – Qualificazione – Conseguenze – Fattispecie. Gli accordi diretti a reintegrare i diritti dei legittimari sono assoggettati all’imposta di registro ai sensi dell’art. 29 del D.P.R. n. 131 del 1986, e non a quella di successione, ove non abbiano natura meramente ricognitiva dell’inefficacia delle disposizioni testamentarie lesive, ma siano volti a modificare e/o integrare le stesse, poiché le attribuzioni concordate tra gli interessati non hanno natura ereditaria ma concretano un trasferimento. Disposizioni applicate Articolo 29 D.P.R. n. 131 del 26/04/1986; articolo 43 D.Lgs. n. 346 del 31/10/1990; articolo 1965 cod. civ. [1]…

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Risarcimento al figlio per lesione del suo diritto alla bigenitorialità

Cass. Civ. Sez. I ordinanza n. 13400 del 17 maggio 2019 Affidamento dei figli – Inadempimento e violazione dei provvedimenti riguardanti i figli (Art. 709 ter comma 2 c.p.c.) Il comportamento ostativo della madre, che impedisce la frequentazione padre-figlio, è sanzionabile con la condanna – ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c. – di risarcimento del danno in favore del figli,o leso nel suo diritto alla bigenitorialità. CASO La Corte d’appello di Torino, ampliando le modalità di frequentazione del padre con il figlio minore, ha condannando la madre al pagamento della somma di Euro 5.000,00 in favore del figlio a titolo di risarcimento dei danni a lui causati, in forza dell’art. 709 ter c.p.c., comma 2, n. 2, per lesione del…

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