FAMIGLIA E SUCCESSIONE

Legittima l’azione esecutiva per richiedere gli arretrati del mantenimento, anche se un successivo provvedimento modifica la collocazione del figlio

Cassazione civile sez. III civile, sentenza 2 luglio 2019 n. 17689  Esecutività e efficacia giudicato dei provvedimenti rebus sic stantibus – rapporti tra giudicati T.O. e T. M. – modifica delle condizioni di separazione e divorzio (artt. 147,148, 316 bis e 337 ter c.c, L. n. 898/1970 art. 9, artt. 81 e 100 c.p.c.) La modifica, da parte del tribunale per i minorenni, del solo regime di collocazione del figlio, non ha effetto automatico sulla precedente statuizione di un contributo periodico per il mantenimento del figlio, adottata dal giudice della separazione o del divorzio. Il genitore debitore di quel contributo resta obbligato in virtù della persistente forza esecutiva del primo provvedimento e il genitore creditore può legittimamente azionarlo, finché non…

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L’esercizio in via surrogatoria dell’azione di riduzione da parte dei creditori del legittimario pretermesso

Cassazione Civile, Sez. 2, Sentenza n. 16623 del 20/06/2019 SUCCESSIONI MORTIS CAUSA – SUCCESSIONE NECESSARIA – REINTEGRAZIONE DELLA QUOTA DI RISERVA DEI LEGITTIMARI – AZIONE DI RIDUZIONE – Legittimazione – Eredi e Aventi causa – Creditori personali del legittimario – Sussiste * L’azione di riduzione è direttamente esperibile in via surrogatoria da parte del creditore del legittimario pretermesso nella specifica ipotesi di inerzia colpevole di questi (non essendo, perciò, necessario in tal caso il preliminare esperimento dell’actio interrogatoria e della conseguente domanda di autorizzazione, in caso di rinunzia, ai sensi dell’art. 524 c.c.), realizzandosi un’interferenza di natura eccezionale – ma legittima – nella sfera giuridica del debitore. *Massima non ufficiale Disposizioni applicate Articoli 457, 524, 557 e 2900 cod. civ….

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Diritto del figlio all’accertamento della paternità naturale: prevale nel bilanciamento con gli interessi del padre

Cass. Civ. sez. I Civile, ordinanza 14 giugno 2019, n. 16128 Dichiarazione giudiziale di paternità – Valenza probatoria rifiuto test DNA – imprescrittibilità dell’azione riguardo al figlio (Artt. 269, 270 c.c.- art. 116 c.p.c.) L’imprescrittibilità, riguardo al figlio, dell’azione volta ad ottenere la dichiarazione giudiziale di paternità non lede i diritti del padre, i quali sono recessivi rispetto al diritto del figlio alla sua identità personale, funzionale alle sue esigenze di vita. Caso. Il Tribunale di Milano, su azione esercitata dalla madre, aveva dichiarato la paternità giudiziale di una minore. Il padre si era opposto rifiutandosi di sottoporsi al test del DNA. Anche la Corte territoriale milanese aveva però confermato la decisione del tribunale. In entrambi i gradi di giudizio,…

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Le disposizioni anticipate di trattamento e amministrazione di sostegno: prima sentenza della corte costituzionale

Corte Costituzionale, sentenza n. 144 del 13 giugno 2019, in G.U. 19 maggio 2019 n. 25 – Presidente LATTANZI redattore MODUGNO (art. 404 ss. c.c.; art. 3, commi 4 e 5, della legge 22 dicembre 2017, n. 219) [1] L’art. 3, commi 4 e 5, della legge 22 dicembre 2017, n. 219 non attribuisce ex lege a ogni amministratore di sostegno che abbia la rappresentanza esclusiva in ambito sanitario anche il potere di esprimere o no il consenso informato ai trattamenti sanitari di sostegno vitale.  [2] Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale relative all’art. 3, commi 4 e 5, della legge 22 dicembre 2017, n. 219: la norma non attribuisce all’amministratore di sostegno – al quale sia affidata…

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Padre assente per quarant’anni deve risarcire la figlia

Cass. Civ. Sez. I, ordinanza n14382 del 27 maggio 2019 Dovere di mantenimento dei figli – Risarcimento danni morali e patrimoniali – liquidazione equitativa (Art. 315 bis c.c. – art. 1226 c.c.) La responsabilità del genitore per i danni subiti dal figlio, in conseguenza dell’inadempimento ai propri obblighi di mantenimento, istruzione, educazione ed assistenza, non può ritenersi esclusa o limitata dalla circostanza che anche l’altro genitore non abbia correttamente adempiuto ai rispettivi doveri. Caso. La figlia quarantenne, riconosciuta dal padre alla nascita ma cresciuta e mantenuta esclusivamente dalla madre, ha agito in giudizio nei confronti del padre per ottenere il risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, derivanti dalla violazione degli obblighi genitoriali. La domanda è stata accolta dal Tribunale…

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La reintegrazione della legittima in via stragiudiziale: profili fiscali

Cassazione Civile, Sez. 5, Ordinanza n. 1141 del 17/01/2019 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI – IMPOSTA DI REGISTRO – APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA – IN GENERE Accordi tra i legittimari – Natura – Qualificazione – Conseguenze – Fattispecie. Gli accordi diretti a reintegrare i diritti dei legittimari sono assoggettati all’imposta di registro ai sensi dell’art. 29 del D.P.R. n. 131 del 1986, e non a quella di successione, ove non abbiano natura meramente ricognitiva dell’inefficacia delle disposizioni testamentarie lesive, ma siano volti a modificare e/o integrare le stesse, poiché le attribuzioni concordate tra gli interessati non hanno natura ereditaria ma concretano un trasferimento. Disposizioni applicate Articolo 29 D.P.R. n. 131 del 26/04/1986; articolo 43 D.Lgs. n. 346 del 31/10/1990; articolo 1965 cod. civ. [1]…

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Risarcimento al figlio per lesione del suo diritto alla bigenitorialità

Cass. Civ. Sez. I ordinanza n. 13400 del 17 maggio 2019 Affidamento dei figli – Inadempimento e violazione dei provvedimenti riguardanti i figli (Art. 709 ter comma 2 c.p.c.) Il comportamento ostativo della madre, che impedisce la frequentazione padre-figlio, è sanzionabile con la condanna – ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c. – di risarcimento del danno in favore del figli,o leso nel suo diritto alla bigenitorialità. CASO La Corte d’appello di Torino, ampliando le modalità di frequentazione del padre con il figlio minore, ha condannando la madre al pagamento della somma di Euro 5.000,00 in favore del figlio a titolo di risarcimento dei danni a lui causati, in forza dell’art. 709 ter c.p.c., comma 2, n. 2, per lesione del…

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La capacita’ di donare del beneficiario di amministrazione di sostegno al vaglio della Corte Costituzionale

Corte Costituzionale, sentenza n. 114 del 7 marzo 2019, in G.U. 15 maggio 2019 n. 20 – Presidente LATTANZI redattore CARTABIA (art. 404 ss. c.c., art. 769 ss. c.c., art. 774 c.c.) [1] Il beneficiario di amministrazione di sostegno conserva la sua capacità di donare, salvo che il giudice tutelare, anche d’ufficio, ritenga di limitarla – nel provvedimento di apertura dell’amministrazione di sostegno o in occasione di una sua successiva revisione – tramite l’estensione, con esplicita clausola ai sensi dell’art. 411, quarto comma, primo periodo, cod. civ., del divieto previsto per l’interdetto e l’inabilitato dall’art. 774, primo comma, primo periodo, cod. civ. CASO Un’amministratrice di sostegno ha richiesto al Giudice tutelare del Tribunale ordinario di Vercelli  di essere autorizzata a…

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Elevata conflittualità: il giudice può ordinare ai genitori un percorso di sostegno alla genitorialità

Cass. Civ. Sez. VI ordinanza n. 11842 del 6 maggio 2019 Affidamento dei figli – Preminente interesse del minore – Conflittualità della coppia (Artt. 337 ter c.c. – art. 32 Cost.) In forza del preminente diritto dei figli alla salute e a una crescita serena ed equilibrata, i provvedimenti relativi alle modalità di affidamento e frequentazione con i genitori, possono limitare anche i diritti e libertà fondamentali individuali di questi ultimi, se la conflittualità esistente tra i genitori determini conseguenze pregiudizievoli per la prole che vi assista, compromettendone la salute psicofisica e lo sviluppo. CASO In sede di revisione delle condizioni di affidamento e mantenimento dei figli, la Corte d’appello di Trieste, confermava il provvedimento di primo grado, con il…

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Meritevole di tutela il vincolo di destinazione a favore dei chirografari

Il vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter cod. civ. costituito da una società a responsabilità limitata anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo è meritevole di tutela, qualora sia finalizzato a consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione. È questo il principio di diritto che la Corte di Cassazione ha enunciato nell’ordinanza n. 1260 del 18.01.2019. La controversia in esame trae origine da un’opposizione avverso un decreto ingiuntivo, finalizzata anche ad ottenere la declaratoria di invalidità dell’ipoteca giudiziale iscritta su un’immobile della società debitrice, che veniva sottoposto, prima del summenzionato diritto reale di garanzia, ad un vincolo di destinazione ai sensi dell’articolo 2645-ter cod. civ.. È opportuno specificare che la segregazione patrimoniale ottenuta col…

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