Diritto del Lavoro

Sanzioni disciplinari: esclusa la configurabilità in astratto di automatismi nell’irrogazione

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 28 gennaio 2019, n. 2289 Sanzioni disciplinari – contrattazione collettiva – automatismo sanzione – proporzionalità MASSIMA Deve escludersi la configurabilità in astratto di qualsivoglia automatismo nell’irrogazione di sanzioni disciplinari, specie laddove queste consistano nella massima sanzione, permanendo, anche in presenza di specifica previsione collettiva, il sindacato giurisdizionale sulla proporzionalità della sanzione rispetto al fatto concreto addebitato al lavoratore. COMMENTO Con la sentenza in commento la Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore il quale lamentava, tra l’altro, la violazione della L. n. 604 del 1966 cit., art. 3, dell’art. 2119 c.c. e della L. n. 300 del 1970 cit., art. 7, in relazione alla nozione di giusta causa e giustificato motivo soggettivo nonché al giudizio di…

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Codatorialità, illegittimo il licenziamento intimato da un solo datore di lavoro

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 febbraio 2019, n. 3899 Licenziamento individuale – codatorialità – reintegra e risarcimento – in solido – responsabilità MASSIMA Qualora uno stesso dipendente presti servizio contemporaneamente a favore di diversi datori e l’attività sia svolta in modo indifferenziato, si configura l’unicità del rapporto di lavoro e tutti i fruitori dell’attività del lavoratore devono essere considerati solidalmente responsabili nei suoi confronti per le obbligazioni relative, ai sensi dell’articolo 1294 c.c.. COMMENTO Una lavoratrice impugnava il licenziamento intimatole dall’azienda presso cui era formalmente alle dipendenze, durante il periodo di gravidanza. L’azienda, pur non contestando la gravidanza faceva valere, ai sensi dell’art. 54, legge n. 151/2001, l’esonero dal divieto di licenziamento per cessazione dell’attività. La lavoratrice riteneva versarsi in…

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Adeguamento della retribuzione ritenuta insufficiente dal giudice

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 1 febbraio 2019, n. 3137 Adeguamento – retribuzione – fattispecie – articolo 36 Costituzione  MASSIMA Il giudice, ove ritenga inadeguata la retribuzione corrisposta dall’azienda in base al contratto da essa applicato, può procedere al suo adeguamento facendo riferimento a quella del contratto di categoria non direttamente applicabile, con la precisazione che nella domanda di pagamento di differenze retributive sulla base di un contratto collettivo che si riveli inapplicabile deve ritenersi implicita la richiesta di adeguamento ex articolo 36 della Costituzione e che l’adeguamento comporta un apprezzamento riservato al giudice di merito. COMMENTO La Cassazione, con la sentenza in commento, ha statuito che il giudice, ove ritenga inadeguata la retribuzione corrisposta dall’azienda in base al contratto collettivo…

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Somministrazione per sostituzione: nominativo non necessario in organizzazioni complesse

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 6 febbraio 2019, n. 3463 Somministrazione – sostituzione di personale – organizzazione complessa – mancata indicazione del nominativo – irrilevanza MASSIMA Deve escludersi che per i contratti a termine e o anche per i contratti di lavoro somministrato a termine – stipulati nelle realtà aziendali complesse, in cui la sostituzione non è riferita ad una singola persona ma piuttosto ad una funzione produttiva specifica occasionalmente scoperta), sia necessaria l’indicazione del nominativo della persona da sostituire, qualora l’esigenza sostitutiva risulti comunque identificata attraverso altri e diversi elementi – indicati in maniera esemplificativa e di certo non tassativa dalla corte di legittimità nella citata sentenza -, che devono essere tali da consentire il controllo di una reale esigenza aziendale…

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No alla ripetizione delle somme percepite dal dipendente

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 gennaio 2019, n. 517 Riforma della sentenza di condanna – Ripetizione delle somme percepite dal lavoratore – A lordo delle ritenute fiscali – Esclusione – Indebito contributivo – Legittimazione esclusiva del datore di lavoro – Sussistenza. MASSIMA In caso di riforma della sentenza di condanna l’impresa non può pretendere di ripetere dal dipendente le somme al lordo delle ritenute fiscali. Per quanto riguarda invece l’indebito contributivo, l’azienda è l’unica legittimata a chiedere all’istituto di previdenza il rimborso comprensivo anche per la parte a carico dei lavoratori. COMMENTO La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del datore di lavoro proposto contro una dipendente nei confronti della quale aveva inizialmente ottenuto un decreto ingiuntivo per la…

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Legittimo il giustificato motivo oggettivo volto a migliorare l’efficienza gestionale dell’azienda

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 18 gennaio 2019, n. 1377 Licenziamento individuale – Discriminazione – Giustificato motivo oggettivo – Soppressione del posto di lavoro – Crisi aziendale MASSIMA Affinché risulti legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, poiché risulta sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva e all’organizzazione del lavoro determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo. Tale mutamento deve avvenire attraverso la soppressione di una individuata posizione lavorativa e non con una generica riduzione di personale con mansioni fungibili; se sussistono i suddetti requisiti il recesso della neo-mamma non è affatto discriminatorio, ma legittimato dal giustificato motivo oggettivo. COMMENTO Il Tribunale dichiarava la nullità…

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Appalto: il principio di solidarietà esonera il lavoratore dall’onere della prova

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 15 gennaio 2019, n. 834 Appalto – Interposizioni fittizia – Stipendi e contributi – Committente – Subappaltatore – Principio solidarietà – Effetti MASSIMA L’art. 29, comma 2 del D.lgs. n. 276 del 2003, disciplina il principio di solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatore. Tale principio garantisce al lavoratore che gli stipendi e i contributi sono dovuti in relazione all’appalto cui il medesimo ha personalmente dedicato le proprie energie lavorative. Inoltre, esonera il lavoratore dall’onere di provare l’entità dei debiti gravanti su ciascuna delle società appaltatrici convenute in giudizio. COMMENTO Il Tribunale di Alessandria rigettava il ricorso proposto del lavoratore il quale chiedeva la condanna in solido del committente e degli appaltatori per il mancato pagamento delle retribuzioni…

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Raggiungimento dell’età pensionabile: il datore di lavoro deve rispettare il preavviso

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 gennaio 2019, n. 521 Rapporto di lavoro – Raggiungimento dell’età pensionabile – Obbligo di rispettare il preavviso – Sussistenza MASSIMA Nei contratti di lavoro di natura privatistica, la risoluzione del rapporto lavorativo per raggiungimento dell’età pensionabile impone al datore di lavoro il rispetto dell’obbligo del preavviso. La tipicità e la tassatività delle cause di estinzione del rapporto escludono risoluzioni automatiche al compimento di determinate età ovvero con il raggiungimento dei requisiti pensionistici. In mancanza della comunicazione scritta del preavviso, la società è tenuta al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso. COMMENTO La Corte di Appello dell’Aquila ha accolto l’appello del lavoratore. Riformando parzialmente la sentenza di primo grado la Corte territoriale, da una parte, ha confermato…

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Infortunio sul lavoro

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 18 dicembre 2018, n. 32714 Infortunio sul lavoro – prova inadempimento datoriale qualificato – produzione del danno – doveri di sicurezza MASSIMA A seguito di un infortunio sul lavoro, il dipendente che agisce nei confronti del proprio datore di lavoro deve fornire l’allegazione dell’inadempimento datoriale qualificato, ossia quello astrattamente efficiente alla produzione del danno e di conseguenza rappresentativo di una condotta contraria ai doveri di sicurezza imposti ex lege. COMMENTO La Corte di Appello di Napoli, confermando la pronuncia del Tribunale, ha respinto la domanda di risarcimento proposta dal dipendente nei confronti della Società datrice di lavoro per un infortunio sul lavoro, che aveva provocato una forte folgorazione al dipendente. La Corte ha rilevato che…

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Il reclamo nel rito lavoro

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 4 gennaio 2019, n. 83 Rito lavoro – rito Fornero – reclamo – impugnazione – termini – comunicazione – posta elettronica certificata MASSIMA La L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 58, prevede espressamente che, contro la sentenza che decide sul ricorso in opposizione è ammesso reclamo davanti alla corte d’appello, “da depositare, a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla comunicazione, o dalla notificazione se anteriore”. La comunicazione menzionata nella disposizione è quella effettuata dalla cancelleria a mente dell’art. 133 c.p.c., comma 2, mediante biglietto contenente il testo integrale della sentenza che può essere, ai sensi dell’art. 136 c.p.c., comma 2, consegnato dal cancelliere al destinatario, che ne rilascia ricevuta, ovvero trasmesso a…

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