Diritto del Lavoro

Configurabilità e risarcibilità del danno iure hereditatis

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 27 marzo 2019, n. 8580 Sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro – Danno differenziale – Modifiche legge di bilancio 2019 – Infortuni e malattie professionali – Retroattività Massima Deve affermarsi che le modifiche dell’articolo 10 del d.p.r. 1124/1965, introdotte dall’articolo 1, comma 1126, della legge 145/2018, non possono trovare applicazione in riferimento agli infortuni sul lavoro verificatesi e alle malattie professionali denunciate prima del 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019. Commento Nel caso di specie gli eredi di un lavoratore deceduto per mesotelioma pleurico ottenevano dalla Corte d’appello di Roma il risarcimento dei danni non patrimoniali iure proprio e iure hereditatis nei confronti del datore di lavoro. Quest’ultimo…

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Termine per il deposito delle memorie nel tentativo di conciliazione

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 21 marzo 2019, n. 8026 Licenziamento individuale – Tentativo di conciliazione – Termine di decorrenza – Mancato deposito di memoria – Condizioni – Effetti Massima Nelle ipotesi di impugnazione del licenziamento individuale ex art. 6 l. n. 604/1966, ove alla richiesta del tentativo di conciliazione o arbitrato – da parte del lavoratore – nel termine di 180 giorni dall’impugnazione stragiudiziale, consegua il mancato accordo, poiché controparte non deposita presso la commissione di conciliazione la memoria prevista dall’art. 410, comma 7 c.p.c., entro 20 giorni dal ricevimento della copia richiesta, dallo scadere del suddetto termine decorre l’ulteriore termine di 60 giorni entro il quale il lavoratore è tenuto a presentare il ricorso al giudice, a pena…

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La prestazione di sicurezza sociale

Corte di Giustizia UE, 14 marzo 2019, C-372/18 Rinvio pregiudiziale – Sicurezza sociale – Articolo 3 del regolamento n. 883/2004 – Nozione di prestazione di sicurezza sociale Massima L’articolo 3 del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, dev’essere interpretato nel senso che prestazioni, quali l’assegno per l’indipendenza personale e la prestazione compensativa della disabilità, devono essere considerate, ai fini della loro qualificazione come prestazioni di sicurezza sociale a norma di tale disposizione, come concesse al di fuori di ogni valutazione individuale delle esigenze personali del beneficiario, considerato che le risorse di quest’ultimo rilevano ai soli fini del calcolo dell’importo effettivo delle prestazioni medesime sulla base…

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Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: è sussumibile nell’ambito della nozione legale di giusta causa ex art. 2119 c.c.

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 19 febbraio 2019, n. 4804 Licenziamento – Giusta causa – Detenzione e spaccio di stupefacenti MASSIMA È sussumibile in astratto nell’ambito della nozione legale di giusta causa ai sensi dell’art. 2119 c.c. la detenzione e lo spaccio di elevata quantità di sostanze stupefacenti con cadenza regolare per più anni, condotta – lontana dalle regole del vivere civile – idonea ad assume un riflesso, anche solo potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto di lavoro stesso. COMMENTO Nel caso deciso dalla Suprema Corte di Cassazione un lavoratore era stato sottoposto a procedimento penale per aver detenuto e spacciato elevate quantità di sostanze stupefacenti continuativamente negli anni. Nelle precedenti fasi del giudizio il licenziamento era stato annullato, con…

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Come valutare la legittimità del licenziamento di un lavoratore distaccato

Cassazione Civile, sezione Lavoro, 28 febbraio 2019, n. 5996 Licenziamento – Lavoratore distaccato – Giustificato motivo oggettivo – Configurabilità – Presupposti Massima In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo del dipendente distaccato presso un terzo, gli elementi costitutivi del motivo devono essere verificati con riferimento all’ambito aziendale del datore di lavoro distaccante. Su quest’ultimo ricade anche l’onere di provare, con riguardo all’organizzazione aziendale esistente all’epoca del licenziamento, l’impossibilità di adibire utilmente il lavoratore a mansioni diverse da quelle che prima svolgeva. Pertanto, la mera cessazione dell’interesse al distacco o la soppressione del posto presso il terzo distaccato non è sufficiente a integrare il giustificato motivo oggettivo di licenziamento. COMMENTO Con la sentenza in commento la Corte di Cassazione ha…

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Danno biologico derivante da mobbing

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 5 marzo 2019, n. 6346 Salute e sicurezza sul lavoro – Danno biologico da mobbing – Copertura assicurativa Inail – Sussiste MASSIMA Deve ritenersi che il danno biologico derivante da mobbing accertato a carico del lavoratore nella misura dell’8 per cento sia qualificabile quale malattia professionale non tipizzata, conseguente a prestazione di attività lavorativa e dunque coperta dall’assicurazione obbligatoria dell’Inail, nella sussistenza dei presupposti per l’esonero dalla responsabilità civile del datore di lavoro. COMMENTO La Cassazione, con la sentenza in commento, ha statuito che – in tema di malattia professionale – la tutela assicurativa INAIL va estesa ad ogni forma di tecnopatia, fisica o psichica, che possa ritenersi conseguenza dell’attività lavorativa, sia che riguardi la lavorazione e…

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Quando sussiste il rapporto di lavoro subordinato

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 12 marzo 2019, n. 7044 Lavoro giornalistico – Fattispecie – Sussistenza – Continuità e disponibilità MASSIMA Deve ritenersi sussistente il rapporto di lavoro subordinato fra il giornalista e la società editrice del quotidiano laddove al lavoratore sussistono il vincolo di dipendenza e la continuità della disponibilità del lavoratore riferita ad un ben preciso settore informativo, connotata da continuità e sviluppatasi in un arco temporale più che apprezzabile. COMMENTO La statuizione della Corte di appello – in parziale riforma della sentenza di primo grado che aveva rigettato la domanda proposta dal lavoratore nei confronti della società volta ad ottenere (i) il riconoscimento del rapporto di lavoro giornalistico subordinato con inquadramento come collaboratrice fissa e conseguente diritto al…

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Dimissioni del lavoratore

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 14 marzo 2019, n. 7318 Contratti – Dimissioni del lavoratore – Conversione da tempo determinato a indeterminato – Effetto risolutivo – Sussiste MASSIMA Le dimissioni del lavoratore sono idonee ex se a produrre l’effetto della estinzione del rapporto, che è nella disponibilità delle parti, a prescindere dai motivi che abbiano determinato le dimissioni e dall’eventuale esistenza di una giusta causa, atteso che, anche in tal caso, l’effetto risolutorio si ricollega pur sempre, a differenza di quanto avviene per il licenziamento illegittimo o ingiustificato, ad un atto negoziale del lavoratore, che è preclusivo di un’azione intesa alla conservazione del medesimo rapporto. COMMENTO La Corte di Appello, in riforma della sentenza di primo grado, aveva dichiarato la nullità…

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Sanzioni disciplinari: esclusa la configurabilità in astratto di automatismi nell’irrogazione

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 28 gennaio 2019, n. 2289 Sanzioni disciplinari – contrattazione collettiva – automatismo sanzione – proporzionalità MASSIMA Deve escludersi la configurabilità in astratto di qualsivoglia automatismo nell’irrogazione di sanzioni disciplinari, specie laddove queste consistano nella massima sanzione, permanendo, anche in presenza di specifica previsione collettiva, il sindacato giurisdizionale sulla proporzionalità della sanzione rispetto al fatto concreto addebitato al lavoratore. COMMENTO Con la sentenza in commento la Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore il quale lamentava, tra l’altro, la violazione della L. n. 604 del 1966 cit., art. 3, dell’art. 2119 c.c. e della L. n. 300 del 1970 cit., art. 7, in relazione alla nozione di giusta causa e giustificato motivo soggettivo nonché al giudizio di…

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Codatorialità, illegittimo il licenziamento intimato da un solo datore di lavoro

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 11 febbraio 2019, n. 3899 Licenziamento individuale – codatorialità – reintegra e risarcimento – in solido – responsabilità MASSIMA Qualora uno stesso dipendente presti servizio contemporaneamente a favore di diversi datori e l’attività sia svolta in modo indifferenziato, si configura l’unicità del rapporto di lavoro e tutti i fruitori dell’attività del lavoratore devono essere considerati solidalmente responsabili nei suoi confronti per le obbligazioni relative, ai sensi dell’articolo 1294 c.c.. COMMENTO Una lavoratrice impugnava il licenziamento intimatole dall’azienda presso cui era formalmente alle dipendenze, durante il periodo di gravidanza. L’azienda, pur non contestando la gravidanza faceva valere, ai sensi dell’art. 54, legge n. 151/2001, l’esonero dal divieto di licenziamento per cessazione dell’attività. La lavoratrice riteneva versarsi in…

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