Diritto Bancario

La fideiussione secondo Cass. n. 5833/2019

Si segnala la recente decisione della Cass. n. 5833/2019, che ha operato alcune significative puntualizzazioni, di seguito sintetizzate, in merito alla fideiussione rilasciata a supporto di una operazione di finanziamento: – in relazione alla consegna del contratto di fideiussione al fideiubente, l’omessa consegna di copia del negozio di fideiussione, stipulato mediante riempimento di un modulo bancario precompilato, come anche l’omessa comunicazione sullo svolgimento del rapporto garantito, sono circostanze che non attengono al piano della validità del negozio di fideiussione, ma, eventualmente, a quello dell’esecuzione di un negozio validamente concluso, e dunque il rimedio per l’eventuale violazione di tali norme è semmai quello dell’adempimento e/o risarcimento del danno, ma non della nullità del negozio; – la normativa che assiste i contratti…

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Cassazione: alcune questioni sul mutuo fondiario

Nel mutuo fondiario, il limite di finanziabilità ex art. 38, comma 2, TUB è elemento essenziale del contenuto del contratto ed il suo mancato rispetto determina la nullità di quest’ultimo. Resta, tuttavia, salva la possibilità della sua conversione in ordinario finanziamento ipotecario qualora, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto e all’intento pratico perseguito dalle parti, emerga che il conseguimento dei peculiari vantaggi fondiari non ha costituito la ragione unica o determinante dell’operazione (Cass. n. 11201/2018; Cass. n. 17352/2017). L’indicazione nel contratto di mutuo fondiario del valore del bene offerto in garanzia non assurge a requisito di forma prescritto ad substantiam, non essendo previsto come tale dalla disciplina specifica di cui agli artt. 38 e 117 TUB, e non rientrando…

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Sul diritto del cliente ad ottenere copia della documentazione bancaria

La Cassazione di recente (Cass. n. 3875/2019) è tornata ad occuparsi di una tematica essenziale nell’ambito delle controversie bancarie, ovverosia i modi e i tempi dell’esercizio del diritto del cliente ad ottenere copia della documentazione bancaria. Richiamando numerosi precedenti giurisprudenziali (Cass. n. 13277/2018; Cass. n. 21472/2017; Cass. n. 11004/2006), la decisione sopra citata ricostruisce lo “stato dell’arte” nei seguenti termini: – il diritto del cliente ad avere copia della documentazione bancaria ha natura sostanziale e non meramente processuale e la sua tutela si configura come situazione giuridica “finale”, di carattere non strumentale; – non trovano pertanto applicazione, nella fattispecie, i principi elaborati dalla giurisprudenza relativamente all’ordine di esibizione dei documenti ex art. 210 c.p.c. e non può dunque negarsi il…

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Condizioni di ammissibilità dell’istanza ex art. 210 c.p.c.

È abitualmente affermato nella giurisprudenza di merito che l’esibizione a norma dell’art. 210 c.p.c. non può essere ordinata allorché l’istante avrebbe potuto di propria iniziativa reperire la documentazione bancaria, acquisendone copia e producendola in causa. Tale possibilità di acquisizione è specificamente prevista dall’art. 119, comma 4, TUB, che riconosce al cliente il diritto di ottenere la consegna della documentazione relativa ai rapporti intrattenuti con l’istituto di credito (in argomento v. anche Cass. n. 11554/2017). Si riportano di seguito alcune decisioni orientate in tale direzione: – nel caso in cui l’attore non produca la documentazione contabile a sostegno della domanda, né tantomeno dimostri di aver avanzato, prima del giudizio, la richiesta alla banca di acquisizione della documentazione contabile e di non…

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Sulla produzione in giudizio dei decreti ministeriali di rilevazione del tasso soglia antiusura

I comunicati stampa della Banca d’Italia sono equipollenti ai decreti ministeriali, ai fini della prova del tasso di usura? I suddetti decreti, in quanto richiamati dalla L. n. 108/1996, sono atti integrativi della legge che il giudice è tenuto a conoscere? Ed ancora, è proficuamente invocabile il fatto notorio, atteso che la giurisprudenza di legittimità ha riconosciuto che i tassi di interesse bancario in un dato periodo costituiscono un fatto notorio cui il giudice può fare legittimo ricorso ex art. 115 c.p.c.? A tali quesiti, di evidente impatto operativo, ha risposto la recente Cass. n. 2543/2019. I giudici hanno in primo luogo richiamato l’orientamento espresso dalle Sezioni unite (Cass., Sez. un., 29/04/2009, n. 9441), e più volte ribadito, secondo cui…

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Tasso soglia usura e mutui a SAL

Nella giurisprudenza di merito è dibattuta l’individuazione del tasso soglia ai fini della normativa antiusura dei mutui ipotecari a stato di avanzamento lavori, poiché da alcuni sono ricondotti nella categoria dei “Mutui con garanzia ipotecaria” e da altri in quella (residuale) denominata “Altri finanziamenti” di cui al decreto trimestrale di rilevazione del tasso soglia usurario. Coloro che ritengono che i mutui a SAL debbano essere ricondotti nel perimetro degli “Altri finanziamenti” sostengono che il più elevato tasso soglia previsto da tale categoria sia giustificato dal maggior rischio assunto dall’intermediario, poiché la prima erogazione avviene quando la costruzione edilizia non è ancora iniziata o quasi (Trib. Cagliari 24.4.2018; ABF Napoli n. 4456/2015). A sostegno di tale tesi è altresì rilevato che…

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Anatocismo e ammortamento alla francese

La giurisprudenza di merito pressoché totalitaria (con episodiche eccezioni) esclude che possa verificarsi un fenomeno anatocistico nei contratti di mutuo con ammortamento alla francese. Le diverse argomentazioni abitualmente poste a sostegno di tale radicato convincimento sono sintetizzabili come segue: – per ogni rata, l’interesse corrispettivo è calcolato solo sul debito per sorte capitale residuo non ancora scaduto, oggetto delle rate successive, debito che, di volta in volta, si riduce progressivamente per effetto del pagamento della quota capitale delle rate precedenti; ragion per cui nell’ammortamento alla francese non è concettualmente configurabile il fenomeno dell’anatocismo, difettando nella fase genetica del rapporto il presupposto stesso di tale fenomeno, ovvero la presenza di un interesse giuridicamente definibile come “scaduto” sul quale operare il calcolo…

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Usura sopravvenuta e apertura di credito

Come noto, con la sentenza n. 24675/2017, le Sezioni Unite hanno stabilito quanto segue: «allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge, o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula». Non appare scontata l’applicazione del principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite in materia di usura sopravvenuta a forme di finanziamento diverse dal mutuo. In particolare, occorre verificare come nelle aperture di…

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Alcune questioni sul conto corrente bancario

Si segnala una recente decisione della Corte di Cassazione (Cass. n. 279/2019) avente ad oggetto questioni di interesse riguardo al conto corrente bancario, di seguito sintetizzate: – la contestazione delle poste del conto corrente, ai sensi dell’art. 1832 c.c., affinché sia idonea ad elidere gli effetti della prova indiziaria del medesimo, deve essere specifica e deve indicare le singole voci del conto reputate inesatte, pur senza l’esigenza di formule sacramentali; – nel rapporto di conto corrente gli estratti conto costituiscono piena prova del credito della banca anche nei confronti del fideiussore, ove questi non li assoggetti ad alcuna specifica contestazione (Cass. n. 14234/2003; Cass. n. 6258/2002); – perfino il c.d. saldaconto può assolvere l’onere della prova dell’ammontare del credito, tanto…

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Contratto di apertura di credito e titolo esecutivo

Il contratto di apertura di credito (con garanzia ipotecaria) stipulato per atto pubblico, anche se notificato in forma esecutiva, non costituisce un idoneo titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. perché il debito nasce non con la messa a disposizione della somma ma con la sua diretta utilizzazione da parte del debitore (non risultante dall’atto). Con il contratto di apertura di credito, infatti, l’istituto bancario si limita a mettere a disposizione del cliente una determinata somma di denaro (art. 1842 c.c.), con la conseguenza che il credito della banca avente ad oggetto la restituzione delle somme erogate al cliente non sorge direttamente dal contratto, ma deriva dai successivi atti di utilizzazione dell’affidamento posti in essere dal soggetto accreditato. Naturalmente, in forza…

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