Diritto Bancario

Interessi moratori usurari (Cass. 30.10.2018, n. 27442)

Con la recentissima ordinanza del 30 ottobre 2018, n. 27442, la Cassazione affronta alcune questioni  relative agli interessi moratori spesso al centro del dibattito dottrinale e giurisprudenziale, offrendo una serie di soluzioni di immediato impatto operativo. Gli aspetti salienti della decisione in oggetto sono sintetizzabili come segue: – gli interessi convenzionali di mora non sfuggono alla regola generale per cui, se pattuiti ad un tasso eccedente quello stabilito dall’art. 2, comma 4, L. 7.3.1996 n. 108, vanno qualificati ipso iure come usurari; il predetto articolo, infatti, s’applica sia agli interessi promessi a titolo di remunerazione d’un capitale o della dilazione d’un pagamento (interessi corrispettivi: art. 1282 c.c.), sia agli interessi dovuti in conseguenza della costituzione in mora (interessi moratori: art….

Continua a leggere...

Anatocismo bancario e pari periodicità nel conteggio degli interessi

Nel disciplinare l’anatocismo bancario, l’art. 120 TUB ha sempre previsto che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori. Dello stesso tenore sono le disposizioni recate dall’art. 2 della Delibera CICR 9.2.2000 e dall’art. 3 della Delibera CICR 3.8.2016. Quid iuris se il tasso di interesse creditore pattuito è meramente simbolico? Secondo alcune decisioni, la capitalizzazione degli interessi a favore della banca è preclusa dalla mancata previsione di un interesse a favore del cliente e deve ritenersi che la determinazione del tasso nella misura dello 0,01% annuo (o simili) sia da considerarsi un interesse meramente simbolico (“nummo uno”) e dunque non corrisponda ad una valida pattuizione…

Continua a leggere...

Sull’utilizzo del mutuo fondiario e sulla determinatezza degli interessi moratori

Il Trib. Ancona 10.10.2018, nell’allegato provvedimento, ha svolto alcuni interessanti rilievi in merito all’utilizzo del mutuo fondiario per il ripianamento di pregresse esposizioni debitorie e alla determinatezza degli interessi moratori. La decisione in commento ha stabilito che non c’è nessuna norma che vieti al mutuante di erogare (e al mutuatario di richiedere e impiegare) somme con la finalità di estinguere esposizioni debitorie maturate dal destinatario del prestito nei confronti del primo. Il mutuo, infatti, è negozio tipico per il perfezionamento del quale è necessario soltanto che il mutuatario ottenga la disponibilità materiale (cui equivale quella giuridica) della somma, senza che rilevi (con la sola eccezione del mutuo cosiddetto di scopo) la sua effettiva destinazione. Nella fattispecie, non è contestato che i…

Continua a leggere...

Contratti bancari ‘monofirma’

Come noto, le Sezioni Unite hanno stabilito, in tema d’intermediazione finanziaria, che il requisito della forma scritta del contratto-quadro, posto a pena di nullità (azionabile dal solo cliente) dall’art. 23 TUF, va inteso non in senso strutturale, ma funzionale, avuto riguardo alla finalità di protezione dell’investitore assunta dalla norma, sicché tale requisito deve ritenersi rispettato ove il contratto sia redatto per iscritto e ne sia consegnata una copia al cliente, ed è sufficiente che vi sia la sottoscrizione di quest’ultimo, e non anche quella dell’intermediario, il cui consenso ben può desumersi alla stregua di comportamenti concludenti dallo stesso tenuti (Cass., Sez. Un., 16.1.2018, n. 898). Dopo la sentenza delle Sezioni Unite, non appariva scontata agli operatori del diritto bancario l’applicazione…

Continua a leggere...

Alcune questioni sui mutui

Il Trib. Lecce 19.6.29018, nell’allegato provvedimento (QUI ALLEGATO), ha svolto alcune interessanti considerazioni in tema di mutuo fondiario maturate nell’ambito di un giudizio di opposizione all’esecuzione, si seguito sintetizzate: – il mutuo fondiario ex art. 38 TUB non è un mutuo di scopo, poiché non è elemento essenziale la destinazione della somma mutuata a determinate finalità; – non è ravvisabile una mancanza o nullità della causa concreta del mutuo – per asserita mancanza della traditio – dal momento che, secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, questa può anche realizzarsi mediante il raggiungimento del relativo scopo pratico; invero, il contratto di mutuo si perfeziona con la consegna di una determinata quantità di danaro o con il  conseguimento da parte del mutuatario…

Continua a leggere...

Sul protesto dell’assegno con firma illeggibile e diversa dallo specimen

La Cassazione, con l’ordinanza n. 19487/2018, si è occupata di una fattispecie relativa ad un assegno tratto sul conto corrente di una società, recante una firma in parte illeggibile ma sicuramente non riferibile all’amministratore e di cui non era stato denunciato il furto o lo smarrimento, cosicché non si poteva identificare con certezza un soggetto traente diverso dal titolare del conto. Come noto, funzione essenziale del protesto dei titoli di credito è la rilevazione mediante un atto formale, pubblico e solenne, del rifiuto dell’accettazione o del pagamento del titolo da parte del trattario al fine di conservare l’esercizio dell’azione di regresso contro il girante, il traente e gli altri obbligati (R.D. n. 1736 del 1933, art. 10 e art. 45,…

Continua a leggere...

Operazioni di ristrutturazione, piani di rientro e segnalazione in Centrale dei rischi nelle decisioni dell’ABF

Alcune decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario si sono occupate dei rapporti fra operazioni di ristrutturazione dei debiti, piani di rientro e segnalazione in Centrale dei rischi. Le operazioni di ristrutturazione –  così come gli eventuali piani di rientro – possono avere efficacia novativa, cioè prevedere l’estinzione delle obbligazioni pregresse e l’assunzione di nuovi obblighi. La segnalazione a sofferenza del nominativo del debitore in relazione a un credito già estinto per effetto della novazione è da ritenersi illegittima; tuttavia l’ABF ha precisato che, in base all’art. 1230 c.c., la volontà di estinguere l’obbligazione pregressa attraverso l’accordo di ristrutturazione o il piano di rientro deve risultare in maniera espressa [1]. Nel caso in cui il piano di rientro stipulato non preveda l’estinzione del…

Continua a leggere...

Procedimento di mediazione e contenzioso bancario – Seconda e ultima parte-

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è dibattuto a chi spetti l’onere di avviare il procedimento di mediazione. Secondo un primo indirizzo, anche di legittimità, tale onere grava, a pena di improcedibilità, sul debitore opponente, avendo questi l’interesse all’instaurazione e alla prosecuzione del processo ordinario di cognizione; la soluzione contraria, è sostenuto, sarebbe irrazionale perché premierebbe la passività dell’opponente e accrescerebbe gli oneri della parte creditrice (Cass. n. 24629/2015; Trib. Torre Annunziata 5.12.2017; Trib. Termini Imerese 15.11.2017; Trib. Torino 4.10.2017; Trib. Verona 28.9.2017, 2018, 1, I, 328; Trib. Ravenna 12.9.2017; Trib. Bologna 19.7.2017). Secondo un diverso orientamento, l’onere di introduzione della mediazione grava invece sul creditore opposto (che, dopo l’opposizione, ha ripreso la sua posizione di attore sostanziale), poichè…

Continua a leggere...

Procedimento di mediazione e contenzioso bancario – Prima parte –

La mediazione è l’attività svolta da un professionista con requisiti di terzietà, finalizzata alla ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della lite. La mediazione (d.lgs. n. 28/2010), rispetto ad alcune materie elencate nell’art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010, si pone come condizione di procedibilità per l’avvio dell’azione giudiziale. Tra le materie rispetto alla quali deve essere preliminarmente esperito – con l’assistenza dell’avvocato – il procedimento di mediazione, anche con modalità telematiche, ci sono i “contratti assicurativi, bancari e finanziari” (l’art. 5, comma 1 bis, d.lgs. 28/2010 prevede espressamente che anche il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario soddisfa la condizione di procedibilità della domanda giudiziale). L’improcedibilità…

Continua a leggere...

La calcolabilità degli interessi moratori ai fini della verifica di usurarietà

Alcuni autori e parte della giurisprudenza (Trib. Milano 16.2.2017, 8.6.2017, 28.7.2017, 11.1.2018, 13.2.2018; Trib. Treviso 12.6.2018 e 22.3.2018) sollevano significativi dubbi riguardo alle concrete possibilità di verificare l’usurarietà degli interessi moratori al momento della pattuizione del mutuo (il solo rilevante ex lege ai fini dell’usura), per l’impossibilità di procedere alla determinazione di un tasso effettivo che tenga conto degli interessi di mora. Come risaputo, è possibile determinare il tasso effettivo di una operazione di finanziamento esclusivamente quando sono note e conosciute ex ante tutte le variabili della formula di matematica finanziaria, ossia il capitale, il tasso di interesse e il tempo (la durata dell’operazione di finanziamento). Relativamente agli interessi corrispettivi, al momento (genetico) della stipula del finanziamento, è possibile determinare…

Continua a leggere...