Evangelista Basile

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lavoro

La transazione stipulata dal datore di lavoro e dal lavoratore finalizzata all’esodo incentivato di quest’ultimo

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 28 settembre 2016, n. 19179 Incentivo all’esodo – Transazione accettata dal lavoratore – Impugnazione del licenziamento –Illegittima MASSIMA In tema di transazione stipulata dal datore di lavoro e dal lavoratore occorre indagare se le parti, mediante l’accordo, abbiano perseguito la finalità dl porre fine all’“incertus litis eventus” – anche solo per una parte del contenzioso – senza che, tuttavia, sia necessaria l’esteriorizzazione delle contrapposte pretese, né che siano state usate espressioni direttamente rivelatrici del negozio transattivo, la cui esistenza può essere desunta anche dalla corresponsione di denaro da parte del debitore, accettata dal creditore dichiarando di essere stato pienamente soddisfatto e di non avere null’altro a pretendere, se possa ritenersi che essa esprima la volontà di porre…

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lavoro

Sicurezza del lavoro

  Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 6 Ottobre 2016, n.20051 Sicurezza – Incidente al lavoratore – Svolgimento di un’attività qualificata del datore come rischiosa e indicata nel dvr – Disposizione di una ctu per stabilire le responsabilità – Sussiste. MASSIMA Se il danno causato dall’incidente sul lavoro costituisce la concretizzazione del rischio specifico della lavorazione il giudice non può limitarsi ad affermare il difetto di prova del nesso causale ma è tenuto a verificare positivamente la esistenza di altri fattori di rischio concomitanti. Tali fattori possono escludere il nesso causale soltanto se dotati di efficacia causale esclusiva nella produzione dell’evento. Commento Con la pronuncia in commento la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da un lavoratore contro la…

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lavoro

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo del dipendente

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 04 novembre 2016, n. 22476 LICENZIAMENTO INDIVIDUALE – Giustificato motivo oggettivo – Direttore – Soppressione delle sue mansioni – Sussiste MASSIMA Sussiste il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del dipendente se a seguito della cessione del ramo di azienda vengono soppresse le sue mansioni. COMMENTO Con la sentenza in epigrafe la Corte di Cassazione è tornata nuovamente sul tema del licenziamento intimato in occasione di un trasferimento d’azienda. Più precisamente, la Corte d’appello aveva rigettato il reclamo del dipendente avverso la sentenza di primo grado, che, in esito a procedimento ai sensi della L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 48 ss., aveva accertato la legittimità del licenziamento intimato allo stesso lavoratore, respingendone quindi l’impugnazione….

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lavoro

Permessi retributivi

  Corte Costituzionale, 23 settembre 2016, n. 213 Permessi retribuiti – Conviventi more uxorio – Discriminazione – Sussiste MASSIMA Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 33, comma 3, l. n. 104 del 1992, come modificato dall’art. 24, comma 1, lett. a), l. n. 183 del 2010, nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con handicap in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine entro il secondo grado. Il diritto alla salute psico-fisica, ricomprensivo della assistenza e della socializzazione, va garantito e tutelato, al soggetto con handicap in situazione di gravità, sia come singolo che in quanto facente parte di una formazione sociale per…

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Lavoro - non solo

Le conseguenze sanzionatorie previste dal novellato art. 18 l. 300/1970 nelle ipotesi di vizi afferenti i licenziamenti collettivi

Cass. civ., sezione lavoro, 29 settembre 2016, n. 19320. Licenziamento collettivo – Violazione dei criteri di scelta – Vizi procedurali – Reintegrazione – Non sussiste.  MASSIMA Deve essere annullata con rinvio la sentenza di merito che per l’illegittimità del licenziamento collettivo dispone la tutela reintegratoria laddove il giudice ha rilevato un difetto della comunicazione di cui all’articolo 4 comma 9, limitandosi a sindacare il profilo formale attinente il contenuto della comunicazione, qualificando il vizio come meramente procedurale e senza scendere nel merito della correttezza dei criteri di scelta applicati: ne consegue che ha quindi erroneamente applicato la tutela reintegratoria, laddove la fattispecie sanzionatoria applicabile era quella meramente indennitaria prevista dal terzo periodo del settimo comma, con rinvio al quinto comma…

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lavoro

Licenziamento per giusta causa

1) Cass. civ., sezione lavoro, 26 luglio 2016, n. 15441 Licenziamento per giusta causa – abbandono del posto di lavoro – sede di lavoro lasciata incustodita per alcuni minuti – sussiste MASSIMA Il concetto di abbandono del posto di lavoro deve intendersi non con riferimento alla durata della condotta contestata ma in relazione alla sua possibilità di incidere sulle esigenze del servizio. Va quindi escluso che l’abbandono richieda una durata protratta per l’intero orario residuo del turno di servizio svolto (nel caso di specie correttamente il datore ha licenziato un vigilantes che si era allontanato alcuni minuti per andare a comprare il giornale lasciando aperto un portoncino pedonale e la porta della guardiola). COMMENTO Con la pronuncia in oggetto, la…

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Lavoro - non solo

Controlli a distanza dell’attività dei lavoratori

Cassazione Penale, II Sezione, 1° agosto 2016, n. 33567 Uso di videoriprese per controllare entrata e uscite dei lavoratori – legittimità – sussiste MASSIMA È lecito l’uso di videoriprese per controllare l’eventuale falsificazione degli orari di entrata e di uscita dei lavoratori. Infatti, le garanzie dello Statuto non si applicano quando il datore, mediante le apparecchiature, verifica un reato, in questo caso una truffa. COMMENTO La Cassazione si è pronunciata in merito all’utilizzabilità delle videoriprese effettuate nei confronti di due lavoratori ai fini della valutazione dell’integrazione del reato di truffa. Più precisamente, due dipendenti del Comune – esercenti le mansioni di usciere – si erano allontanati dal loro posto di lavoro timbrando i cartellini di entrata e di uscita in orari…

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lavoro

Licenziamento per giustificato motivo soggettivo del lavoratore tossicodipendente per abbandonato volontario della comunità di recupero

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, 18 luglio 2016, n. 14621 Licenziamento individuale – giustificato motivo soggettivo – abbandono comunità di recupero – trasferimento presso altra struttura di recupero – conservazione del posto – non sussiste MASSIMA Il diritto alla conservazione del posto compete al lavoratore tossicodipendente qualora sia “materialmente impedito a rendere la prestazione lavorativa per seguire il trattamento di disintossicazione”. Corollario logico di tale disposizione è che se il programma di recupero venga attuato presso un’altra struttura, l’abbandono e il volontario allontanamento fa venir meno “il presupposto di fatto costitutivo del diritto alla conservazione del posto ed esclude quindi il diritto del predetto alla conservazione stessa e ciò, appunto, a causa del venir meno dell’impedimento (a prestare l’attività lavorativa) che legittimava…

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